AVEVANO DETTO 2003

 

 

GENNAIO

« I treni ad alta velocità sono impossibili: i passeggeri

non potrebbero respirare e morirebbero di asfissia. »

DYONISUS LARDNER (1793-1859)

docente dell'University College di Londra, 1856

 

FEBBRAIO

« La clonazione di un mammifero è impossibile: sia oggi sia in futuro. »

MICHAEL A. FROHMAN

biologo della State University di New York, 06.07.1993

Più di 400 cellule, estratte da una ghiandola mammaria di una pecora di 6 anni, furono private di nutrimento e messe in stato di quiescenza. Da 277 di queste ne furono estratti i nuclei che vennero poi inseriti in altrettante cellule uovo già private del nucleo. Solo 27 di queste cellule "fertilizzate" sopravvissero. Di queste, 13 furono impiantate con successo nell'utero di 13 pecore. Così il 5 Luglio 1996, a 148 giorni dal trasferimento nucleare, all'istituto Roslin vicino Edimburgo (nacque Dolly, il primo mammifero clonato. Solo il 22 Febbraio 1997 gli scienziati dell'istituto scozzese annunciarono alla stampa la sua nascita. Nello stesso istituto, il 14 Aprile 1998, Dolly diede alla luce un'agnellina (battezzata Bonnie del peso di 2,7 kg). Il concepimento avvenne in maniera naturale grazie ad un montone di nome David dell'età di 4 anni. Il 14 Febbraio 2003, vista l'irreversibile malattia che stava affliggendo Dolly, i dottori hanno deciso di praticargli l'eutanasia. A detta degli stessi medici l'animale soffriva di una forma di cancro polmonare indotta da un virus. Dolly è stata imbalsamata, dal 9 Aprile 2003 è esposta al pubblico al Royal Museum di Edimburgo.

 

MARZO

« Buona notte miei cari, vi vedrò domani »

NOËL PEIRCE COWARD (1899-1973)

commediografo, cantante, compositore attore.

Coward la sera del 25 Marzo salutò i familiari prima di andare a letto. Poche ore dopo, nelle prime ore del 26, il domestico lo trovò svenuto in bagno. Coward riuscì a tornare a letto e non chiese altro nonostante il domestico insistesse nello svegliare i familiari. Secondo l'autopsia la morte sopraggiunse poco prima dell'alba per un attacco cardiaco.

 

APRILE

« Nel giro di 30 anni gli Usa assisteranno alla scomparsa della miseria »

AUGUST HECKSCHER (1848-1941)

industriale e filantropo, 27.08.1930

 

MAGGIO

« Gli ingegneri della Ford, pur essendo consapevoli che i motori delle auto

producono gas di scarico, ritengono che tali esalazioni si dissolvano così

rapidamente nell'atmosfera da non creare problemi d'inquinamento. »

DAN CHABEK (1915?)

portavoce degli ingegneri della Ford, 1953

 

GIUGNO

« Non credo che nessuna donna potrà diventare primo ministro, [...]

Personalmente non penso che accetterei mai un incarico del genere

perché significherebbe la fine della mia vita privata. »

Margaret Hilda Roberts Thatcher (1925)

politico, 26.10.1969

Margareth Thacher fu eletta alla Camera dei Comuni nel 1959. Dal 1970 al 1974 ricoprì il ruolo di ministro dell'Istruzione nel governo conservatore. Nel 1975 salì alla segreteria del partito conservatore. Avendo vinto le elezioni iniziò il suo mandato da Primo ministro il 4 Maggio 1979. Con le successive vittorie del partito conservatore, poté rinnovare due mandati: rispettivamente il 09.06.1983 e l'11.06.1987. Margareth Thacher (soprannominata ‘Lady di ferro’) rassegnò le sue dimissioni il 28 Novembre 1990.

 

LUGLIO

« L'aeroplano non potrà mai superare certe dimensioni

e non potrà mai portare più di 5 o 6 passeggeri. »

Waldemar Kaempfert

direttore dello “Scientific American”, 28.06.1913

 

AGOSTO

« Nessuno ha la minima intenzione di costruire un muro qui »

WALTER ULBRICHT (1893-1973)

capo del consiglio nazionale di difesa e segretario del partito comunista tedesco, 15.06.1961 - Lipsia

« Il Muro avrà almeno altri 50 o 100 anni di vita »

ERICH HONECKER (1912-1994)

segretario generale del SED, 19.01.1989

Il 29 Gennaio 1945 l'Armata superò il vecchio confine polacco-tedesco del 1939 a soli 77 km da Berlino. Il fiume Oder fu attraversato il 31 Gennaio. Il 1° Febbraio Berlino fu dichiarata città-fortezza. Il 5 Marzo tutti i ragazzi nati nel 1929 furono arruolati nell'esercito tedesco. La maggior parte di loro insieme a donne e ragazze furono inquadrati nella Volkssturm (‘tempesta del popolo’ alla lettera, denominata anche Milizia popolare). Questo "esercito", istituito da un decreto di Hitler del 26.09.1944, comprendeva anche gli uomini fino ai 60 anni d'età. Il 12 Marzo l'ultima testa di ponte tedesca ad est dell'Oder, la città di Küstrin, venne conquistata dal Primo Fronte bielorusso. L'armate dei generali Żukov (da est) e Koniev (da sud) e Rokossovsky (da ovest) il 16 Aprile si schierarono contro Berlino. Nell'ordine l'Armata disponeva di: 2,5 milioni di uomini (fra cui 78.556 della prima Armata polacca), 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 6250 carri armati, 3255 razzi Katjusha (chiamati dai tedeschi Stalinorgel, cioè "organi di Stalin"), 41.600 pezzi di artiglieria, 95.383 veicoli a motore ed 7.560 velivoli. La capitale tedesca, ormai ridotta in macerie e stremata dalla fame, era difesa da: 50 mezzi corazzati, unità dell'esercito e delle SS, uomini della polizia, ragazzi/e dell'Hitlerjugend (Gioventù Hitleriana), militi della Volkssturm per un totale di circa 300.000 unità. La XIIª Armata difendeva il fronte occidentale dall'esercito statunitense che avanzava verso il fiume Elba, invece la IXª Armata si trovava ad est per contrastare i sovietici sull'Oder. Il 20 Aprile l'artiglieria russa iniziò un bombardamento serrato da Marzahn, 12 km dal centro della capitale tedesca. Hitler ordinò che la IXª e XIIª Armata chiudessero in una manovra a tanaglia gli assedianti. Inoltre i civili non dovevano essere evacuati perché Berlino era una "città al fronte". Ma le forze sovietiche sovrastavano i tedeschi con un rapporto di 10 e 1 e quindi l'attacco delle due divisioni non poté avvenire. Il 23 Aprile il fronte sovietico sull'Oder spezzò l'ultimo collegamento fra la XIIª Armata e la città assediata. Lo stesso giorno Hitler nominò il generale Weildling (1891-1955) comandante della difesa di Berlino. L'adolescenti della Hitlerjugend venivano gettati nella battaglia armati di lanciarazzi controcarro panzerfaust ("pugno corrazzato"). Il 24 l'accerchiamento dei sovietici era pressoché completo. La mattina del 25 i due fronti (la 69ª divisione statunitense e la 58ª divisione sovietica "Guardia") si incontrarono a Torgau, un paesino sul fiume Elba; praticamente la Germania era spaccata in due. Gli Alleati secondo un accordo fra il Eisenhower e Antonov, capo dello stato maggiore sovietico, si sarebbero attestati sulla linea Karlsbad-Pilsen-Budweis. Così i sovietici potevano proseguire la presa di Berlino e del resto della Germania ad est. Il 26 le forze tedesche erano strette in un'area lunga 15 e larga solo 5 km. Il 2  tre quarti della città erano in mano sovietica: Spandau, Potsdam, Bahnhof (dove nello zoo c'era una prigione-bunker). I combattimenti proseguirono casa per casa, via per via mentre la polizia militare e le SS impiccavano i disertori e chiunque si arrendeva. Il 28 l'armate sovietiche arrivano al Reichstag, penultimo ostacolo prima del bunker della Cancelleria. Ormai non arrivavano più rifornimenti di munizioni e viveri via aerea; per di più non c'era più carburante. Il 29 Aprile Hitler nominò Karl Dönitz (1891-1980) nuovo capo di stato con l'ordine preciso di non capitolare. Stalin ordinò di prendere Berlino entro il 1° Maggio, la festa dei lavoratori. Ma nonostante che i sovietici fossero a 700 metri dalla Cancelleria gli ultimi trecento militi della Charlemegne bloccarono la Wilhelmstrasse. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel bunker della Cancelleria (Führerbunker). Alle 18 il Reichstag fu preso d'assalto sotto un violentissimo fuoco di artiglieria. Alle 22:50 tre ufficiali issarono la bandiera sulla vicina statua equestre rappresentante la Germania in trionfo. Il 1° Maggio i sovietici concessero una specie di "tregua" per la festa del lavoro, così il neogoverno provò a istaurare una trattativa di resa. Ne fu incaricato l'ultimo capo di stato maggiore, il generale Krebs (1898-Führerbunker, 02.05.1945) che conosceva il russo. Preceduto da due ufficiali con bandiera, Krebs si presentò al comandante dell'armata che operava nel settore della Cancelleria: Vassilij I. Cujkov. Il generale tedesco offrì una tregua; naturalmente il collega sovietico rifiutò: nella loro situazione dovevano arrendersi senza porre condizioni. Krebs rispose che non avrebbero capitolato e poi tornò al bunker per riferire. Nella serata il nuovo cancelliere Goebbles prima uccise la moglie, che non aveva esitato a avvelenare i sei figli, poi si fece sparare da un attendente delle SS. Il 2 Maggio chi poté lasciò il bunker, rimasero solo un dottore e l'infermiere nell'ospedale lì allestito. Alle 4 del 3 Maggio Weildling annunciò via radio la capitolazione: i disperati tentativi di resistenza dovevano cessare per evitare ulteriori ed inutili spargimenti di sangue. Fino a quel momento erano caduti circa (stime in difetto): 45.000 civili, 25.000 soldati dell'esercito, 15.000 della Volkssturm e 5.000 della Hitlerjugend. Alle 02:41 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl (1890-16.10.1946) firmò la resa incondizionata dell'esercito tedesco. L'8 a Karlshorst - Berlino, quartier generale di Żukov, venne firmata la richiesta di resa incondizionata formulata dai sovietici. La Seconda Guerra Mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:00 del 9. Così finì anche la Grande Guerra Patriottica iniziata il 22.06.1941, quando la Germania aveva invaso l'Unione Sovietica. Nella conferenza di Postdam tenuta fra il 17 Luglio e 2 Agosto 1945 i rappresentati di Usa, Urss, Francia e Gran Bretagna decisero di suddividere la Germania in quattro zone di occupazione militare. La Francia avrebbe amministrato il sud-ovest, l'Inghilterra il nord-ovest, gli Usa il sud e l'Urss a est della "linea Oder-Neisse". Praticamente tutti i territori ad est di questa linea (Prussia orientale, Pomerania orientale e Slesia) vennero posti sotto amministrazione sovietica e polacca. La città di Berlino, completamente in zona sovietica, fu divisa in quattro settori d'occupazione militare: francese, inglese, americano nella parte ovest e sovietico nella parte est (vedi mappa). Dal Novembre 1945 la parte alleata di Berlino fu unita con la Germania "occidentale" da tre corridoi aerei: Amburgo, Hannover e Francoforte sul Meno. Il 30 Giugno 1946 l'autorità militari sovietiche decisero di proteggere la linee di confine con l'"altra" Germania. Quel giorno si materializzò la "cortina di ferro", che Winston Churchill aveva evocato in un suo discorso del 05.03.1946. Millesettecento chilometri di frontiera in Europa divisero: Germania, Cecoslovacchia, Austria, Italia, Jugoslavia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia. Ma in realtà la cortina di ferro partiva dal confine Norvegia-Urss sul circolo polare artico e terminava sullo stretto del Bosforo in Turchia per una lunghezza di circa 7000mila chilometri (vedi questa immagine). Sopratutto la frontiera tedesca era particolarmente blindata tanto che interrompeva tre autostrade e oltre trenta linee ferroviarie. La custodia della frontiera sul lato est era affidata alla Vopo (Volk polizei, 'Polizia del popolo') con l'ordine di sparare a vista. Si dice che sparassero indifferentemente alle lepri e ai bambini. Sempre nel 1946 Walter Ulbricht, già fra i fondatori del KPD (Kommunistische Partei Deutschlands, 'Partito Comunista di Germania') e parlamentare fino al 1933 quando dovette riparare in Unione Sovietica con la presa del Potere di Hitler, diede vita al SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, "Partito Socialista Unificato di Germania"). Il 23 Giugno 1948 nei tre settori occidentali di Berlino terminò la circolazione della valute di occupazione e fu introdotto il marco tedesco. Il giorno dopo Stalin ordinò di chiudere le vie di accesso terrestre da Berlino alla frontiera (circa 175 km). Il 25 Giugno l'autorità americane stabilirono di creare un massiccio ponte aereo per sostenere i berlinesi occidentali. Il primo aereo decollò il giorno seguente verso uno dei tre aeroporti berlinesi: Tempelhof (settore americano), Havel Lake (settore britannico), Tegel (settore francese). La stragrande maggioranza dei voli partì dalla base americana di Rhein-Main, costruita davanti all'aeroporto di Francoforte e nelle vicinanze della confluenza fra il Reno e il Meno (Rhein-Main in tedesco per l'appunto). Durante l'inverno 1948-49 da Rhein-Main partirono più di 850 voli giornalieri, in media uno ogni 52 secondi a prescindere delle condizioni climatiche. Il 16 Aprile 1949 fu raggiunto il record per Berlino: un atterraggio al minuto e 12.840 tonnellate scaricate. L'embargo sovietico terminò ufficialmente alle 23:59 dell'11 Maggio. Nei 324 giorni dal 25.06.1948 furono compiuti 278.228 voli (con 62 piloti alleati morti durante il ponte aereo) e l'ammontare del materiale scaricato (cibo, carbone, medicine, merci) toccò le 2.326.406 tonnellate. Intanto il 23 Maggio 1949 fu proclamata la costituzione della BRD (Bundes Republik Deutschland, 'Repubblica Federale Tedesca'); la capitale era Bonn. Il 30 Settembre terminò il ponte aereo poiché le scorte di rifornimenti erano sufficienti in caso di nuovo embargo sovietico. Il 7 Ottobre fu proclamata la DDR (Deutsche Demokratische Republik, 'Repubblica Democratica Tedesca') con capitale Berlino Est. L'11 Ottobre Ulbricht fu vice presidente del Consiglio dei ministri (Ministerrat der DDR) sotto il presidente Otto Grotewohl. In 1950 divenne segretario generale del Comitato centrale del SED. Il 26 Maggio 1952 il confine fra la BDR e la DDR fu chiuso, comunque rimaneva ancora aperto quello fra Berlino Ovest e Berlino Est. Il 9 Maggio la BDR aderì all'"Alleanza Atlantica", la Nato; cinque giorni dopo nella capitale polacca fu firmato il Patto di Varsavia. La DDR era uno degli otto stati membri, naturalmente il promotore di questo "patto" era Unione Sovietica. Con la morte di Stalin il 05.03.1953 la posizione di Ulbricht fu in pericolo per la sua reputazione tipicamente stalinista; ironicamente fu proprio l'Unione Sovietica con la repressione dei moti operai di Berlino a tenerlo al potere perchè una sua destituzione poteva essere vista come un segno di debolezza. L'occupazione sovietica nella DDR ufficialmente terminò il 20 Settembre 1955. Ufficiosamente però le truppe americane e sovietiche continuarono ad essere presenti. L'11 Dicembre 1957 fu proibito lasciare la DDR senza permesso, come pena si poteva arrivare fino a tre anni di carcere. Erich Honecker, uno dei primi membri del SED, nel 1958 a far parte del Politburo; ma già nel 1950 fu candidato alla segreteria del Comitato centrale. Con la morte di Wilhelm Pieck nel 1960, il SED abolì la Presidenza della Repubblica e creò una nuova istituzione: il Consiglio di Stato della DDR (Staatsrat der DDR); Ulbricht, ne divenne presidente e quindi anche Capo dello stato. Dalle 16 del 12 Agosto 1961 prese il via l'operazione “Muraglia Cinese” ordinata Ulbricht sotto pressione sovietica; Honecker in qualità di Segretario della sicurezza del Comitato centrale del partito ne fu il principale organizzatore. Lungo il confine di Berlino Est-Berlino Ovest per 43 km venne costruito un muro in mattoni sormontato da filo spinato. A mezzanotte del 13 Agosto la Vopo presidiò il nuovo confine berlinese con le armi. Alle 01:11 l'agenzia di stampa ufficiale della DDR annunciò che << [...] Il Consiglio dei ministri ha deciso di attuare nel settore orientale di Berlino i controlli abituali alle frontiere di uno stato sovrano [...] >>. Alle 02:30 venne chiusa a Porta di Brandeburgo;alle 06:00 in tutte le stazioni metropolitane di Berlino Est furono esposti cartelli cono su scritto Oggi nessun treno in partenza. Poi iniziò la costruzione del "Muro" vero e proprio: 155 km di cemento, 3 metri e mezzo d'altezza, 302 torrette di guardia, 20 bunker, 600 cani, 14.000 sentinelle. Il 19 Agosto ci fu la prima vittima: Rudolf Urban di 49 anni colpito dalle sentinelle mentre tentava di superare il Muro. Il 23 Agosto ai cittadini di Berlino Est fu precluso qualsiasi "accesso" (strade, metropolitane, linee telefoniche) alla parte occidentale. Dal 20 Settembre tutte le case vicine al Muro vennero demolite. Dal 27 Ottobre il punto di controllo ‘Charlie’ (il più importante nel settore "americano") fu presidiato da soldati e carri armati. Questo checkpoint era a soli 207 metri ad ovest della Porta di Brandeburgo, ormai terra di nessuno. Nel 1971 i rapporti fra Ulbricht e Bržnev peggiorarono sempre più e alla fine ci fu l'avvicendamento: il 3 Maggio il Capo dello stato fu "costretto" a rinunciare alle sue pubbliche funzioni per <<motivi di salute>>; al suo posto — su "pressione" sovietica — venne nominato Honecker. Le cariche di Capo di stato e Presidente del Consiglio di stato gli rimasero; anzi per lui fu creata apposta per lui una nuova carica: Presidente del SED. Ulbricht morì il 1° Agosto 1973 all'età di 80 anni in seguito ai postumi di ictus in una residenza governativa a nord di Berlino (Est). Così Honecker divenne sia Segretario generale del Comitato centrale del SED che Presidente del Consiglio nazionale di difesa della DDR. Nel 1976 diventò anche Presidente del Consiglio di stato della DDR e quindi Capo dello stato. Il 12 Giugno 1987 il presidente Usa Ronald Reagan in visita a Berlino sollecitò il segretario del PCUS (il partito comunista dell'Unione Sovietica) Michail Gorbačëv a far cadere il Muro. Il 5 Febbraio 1989, il ventenne Chris Gueffroy fu ucciso mentre tentava di scappare. Sarà l'ultima delle 192 — altre fonti citano almeno 239 — persone uccise dalla Vopo a partire dal 19.08.1961 [vedi lista parziale a questo LINK]. Il 19 Febbraio, l'ordine di sparare a vista su chiunque provasse ad avvicinarsi al Muro fu sospeso. L'8 Aprile vennero sparati gli ultimi colpi d'arma da fuoco contro dei "fuggitivi" (per la cronaca due ragazzi). Il 16 Settembre il governo ungherese aprì la frontiera ai profughi della DDR, così i soldati magiari tranciarono il filo spinato e fecero passare i tedeschi orientali. L'8 Ottobre Gorbačëv tenne un importante discorso di fronte ai vertici del SED in occasione del 40° anniversario della fondazione della DDR. Il 18 Ottobre — dopo diciotto anni di potere incontrastato — Honecker si dimise dalla sue cariche; le proteste popolari verso il governo avevano indotto i membri del Politburo a concedere la sua "testa". Così alla segreteria del partito venne eletto Egon Krenz che si avvalse anche dell'aiuto degli altri due "congiuranti" Siegfried Lorenz (il vice segretario) e  Günter Schabowski (Primo Segretario della direzione di distretto del SED di Berlino Est). Krenz prese le altre cariche lasciate da Honecker: Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del Consiglio Nazionale di Difesa. La sue elezioni comunque non fu unanime: 26 deputati della Camera votarono a favore e 26 si astennero. Il 4 Novembre si svolse la più grande manifestazione di protesta nella storia della DDR: circa un milione di partecipanti; il 7 Krenz accettò le dimissioni del Primo ministro Willi Stoph con il suo intero gabinetto e due terzi del Politburo. Comunque il Comitato Centrale rielesse Krez segretario generale, questi nel suo discorso promise nuovo aperture e criticò il suo predecessore. Intanto ogni giorno 400 cittadini fuggivano dalla DDR passando le frontiere verso gli altri paesi socialisti che avevano già tranciato la "cortina di ferro"; le strade e le piazze erano occupate da migliaia di persone. La sera del 9 nella sala stampa del Comitato centrale del Sed si tenne in diretta tv una conferenza con i giornalisti stranieri. Schabowski rispondendo ad una domanda di uno di questi, Riccardo Ehrmann, gli rispose che le disposizioni della legge sul diritto di viaggio (approvata qualche giorno prima) sarebbero decorse da ab sofort, "da subito". Erano le 18:57 locali, mezz'ora dopo tutte le agenzie lanciarono la notizia strabiliante che "Il Muro di Berlino era caduto". In realtà la data prevista per <<permettere ai tedeschi dell'Est di muoversi liberamente e di andare in Germania Ovest>> era per il giorno dopo. Schabowski lesse un foglietto che gli aveva consegnato Krez dove però non c'erano i termini temporali di questa "apertura". Centinaia di berlinesi si radunarono intorno ai vari checkpoint del Muro; in quello all'estremo sudorientale alla Waltersdorfer Chaussée verso le 20:30 i soldati alzarono che divideva Berlino Est e Ovest. Il tenente-colonnello della guardia di frontiera Heinz Schaefer che faceva servizio alla Waltersdorfer Chaussée prima chiamò il suo diretto superiore e poi eseguì i suoi ordini: i soldati gli dovevano consegnare le armi di ordinanza e poi fare passare chiunque lo volesse. Alle 22:30 all'altezza della Bornholmer Straße davanti alle telecamere e centinaia di persone fu fatto cadere il primo tratto della “Barriera della vergogna”. Il 3 Dicembre Honecker fu escluso dal partito, che lo stesso giorno si dissolse e rinascerà come PDS (Partei des Demokratischen Sozialismus, 'Partito del Socialismo Democratico'). La Porta di Brandeburgo fu riaperta il 22 Dicembre 1989; il checkpoint ‘Charlie’ venne smantellato il 22 Giugno 1990. Il successivo 31 Agosto, all'interno del trattato di unificazione fra BDR e DDR, fu deciso che Berlino sarebbe tornata ad essere capitale solo dopo l'unificazione. La BDR e la DDR si unificarono formalmente il 3 Ottobre. Dodici giorni dopo al presidente dell'Urss Michael Gorbačëv fu assegnato il premio Nobel© per la pace. Il 2 Dicembre 1990 si tennero l'elezioni a cui potevano partecipare tutti i tedeschi; l'ultime risalivano al 05.03.1933. Così fu proclamata la Repubblica Tedesca (Bundesrepublik Deutschland). Il Patto di Varsavia si concluse il 31 Marzo 1991; ufficialmente il suo scioglimento fu sancito a Praga il successivo 1° Luglio. In Agosto l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di stato: forze politiche liberali e democratiche guidate da Boris Eltsin misero nell'angolo Gorbačëv bandendo il Partito comunista e spezzando così l'Unione. L'8 Dicembre i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belavezha il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico. Il 25 Dicembre Gorbačëv rassegnò le sue dimissioni da presidente dell'URSS, il 26 il Soviet Supremo sciolse formalmente l'Unione Sovietica. Honecker si dimise da tutte le sue cariche il 18 Ottobre 1989, il 3 Dicembre fu escluso dal partito. Nello stesso mese venne aperta l'istruttoria per abuso d'ufficio e per alto tradimento da parte della magistratura della DDR. Honecker riparò a Mosca, nel Dicembre 1991 con lo sfaldamento dell'URSS trovò rifugio nell'ambasciata cilena di Mosca; però la Federazione Russa di Eltsin concesse l'estradizione in Germania, che avvenne nell'estate 1992. In considerazione della sua età e del suo stato di salute venne aperto prioritariamente un processo ritenuto più importante, quello contro Honecker e diversi altri responsabili politici in dodici casi di omicidio come rei indiretti. L'ex leader difese le sue scelte politiche ed anche la costruzione del Muro con necessità politiche e sottolineando il numero di morti relativamente basso, confrontato a quello della Guerra del Vietnam. Poiché era gravemente ammalato di un tumore al fegato chiese chiese l'interruzione del processo, che fu concessa dalla Corte Costituzionale Regionale il 12.01.1993; era evidente che la certificata rimanente aspettativa di vita era un impedimento a procedere. Il 13 Gennaio fu sospeso anche un secondo processo per reati economici, così Honecker si trasferì in Cile dove viveva la famiglia di sua figlia. La legge che attuava la decisione del Bundestag (20.06.1991) di riportare Berlino capitale della Germania venne approvata il 10 Marzo 1994. Il 29 Maggio 1994 Honecker si spense a Santiago all'età di 71 anni. Ronald Reagan concluse il suo secondo mandato il 20.10.1989, si ritirò a vita privata e si spense il 5 Giugno 2004 a 93 anni.

 

SETTEMBRE

« Stammi a sentire, ragazzo, non andrai da nessuna

parte. Dovresti rimetterti a guidare i camion. »

JIM DENNY (1911-1963)

manager musicale, 25.09.1954

Il direttore del “Grand Ole Opry¨, Jim Denny, invitò l'allora sconosciuto Elvis Presley per un'esibizione. Dopo quella prima (ed l'unica) esibizione, il direttore lo congedò così. Alcuni anni dopo i due si ritrovarono in una manifestazione sociale. Jim Denny passò le braccia intorno alle spalle di Presley dicendo ai presenti: «Ho sempre saputo che questo ragazzo ce l'avrebbe fatta». Elvis gli rispose: «Sissignore, grazie signore.», poi a mezza bocca disse agli amici: «Questo figlio di puttana non si ricorda di come mi ha spezzato il cuore» (vedi questo LINK). Presley lavorò per qualche altro anno come camionista in un'azienda elettrica del posto; il suo stipendio era di 1,25 dollari l'ora.

 

OTTOBRE

" E' ormai chiaro che non ci sarà in questo secolo alcuna riunificazione della Germania."

FLORA LEWIS (1922-2002)

 giornalista, “New York Times” - rubrica affari internazionali del 07.09.1984

Nel pomeriggio dell'11 Settembre 1944 soldati americani, sbarcati in Normandia il 4 Giugno, misero per la prima volta piede su terra tedesca: esattamente a Treviri. Il 21 Ottobre la città di Aquisgrana si arrese agli Alleati. Nonostante la loro schiacciante differenza in termini di uomini e materiale bellico (100 carri armati e 600 aerei tedeschi contro 2000 e più di 14mila degli Alleati), il fronte di guerra nell'Europa occidentale si stabilizzò sui fiumi Reno e Schelda. Il 29 Gennaio 1945 l'Armata superò il vecchio confine polacco-tedesco del 1939 a soli 77 km da Berlino. Le truppe sovietiche, in attesa di sferrare l'attacco finale, si concentrarono nella liberazione di Budapest, Vienna, Breslavia (Prussia orientale). Il 12 Marzo l'ultima testa di ponte tedesca ad est dell'Oder, la città di Küstrin, venne conquistata dal Primo Fronte bielorusso. Il 16 Marzo il contrattacco tedesco per riconquistare il Danubio fallì. L'11 Aprile le forze americane raggiunsero il fiume Elba, a meno di 140 km dal centro di Berlino; Eisenhower, comandante in capo dell'esercito Usa in Europa, si consultò con l'Alto comando sovietico ed accettò di non dirigersi verso la capitale tedesca. L'armate dei generali Żukov (da est) e Koniev (da sud) e Rokossovsky (da ovest) il 16 Aprile si schierarono contro Berlino. Nell'ordine l'Armata disponeva di: 2,5 milioni di uomini (fra cui 78.556 della prima Armata polacca), 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 6250 carri armati, 3255 razzi Katjusha (chiamati dai tedeschi Stalinorgel, cioè "organi di Stalin"), 41.600 pezzi di artiglieria, 95.383 veicoli a motore ed 7.560 velivoli. La capitale tedesca, ormai ridotta in macerie e stremata dalla fame, era difesa da: 50 mezzi corazzati, unità dell'esercito e delle SS, uomini della polizia, ragazzi/e dell'Hitlerjugend (Gioventù Hitleriana), militi della Volkssturm per un totale di circa 300.000 unità. La XIIª Armata difendeva il fronte occidentale dall'esercito statunitense che avanzava verso il fiume Elba, invece la IXª Armata si trovava ad est per contrastare i sovietici sull'Oder. Il 20 Aprile l'artiglieria russa iniziò un bombardamento serrato da Marzahn, 12 km dal centro della capitale tedesca. Hitler ordinò che la IXª e XIIª Armata chiudessero in una manovra a tanaglia gli assedianti. Inoltre i civili non dovevano essere evacuati perché Berlino era una "città al fronte". Ma le forze sovietiche sovrastavano i tedeschi con un rapporto di 10 e 1 e quindi l'attacco delle due divisioni non poté avvenire. Il 23 Aprile il fronte sovietico sull'Oder spezzò l'ultimo collegamento fra la XIIª Armata e la città assediata. Lo stesso giorno Hitler nominò il generale Weildling (1891-1955) comandante della difesa di Berlino. L'adolescenti della Hitlerjugend venivano gettati nella battaglia armati di lanciarazzi controcarro panzerfaust ("pugno corrazzato"). Il 24 l'accerchiamento dei sovietici era pressoché completo. La mattina del 25 i due fronti (la 69ª divisione statunitense e la 58ª divisione sovietica "Guardia") si incontrarono a Torgau, un paesino sul fiume Elba; praticamente la Germania era spaccata in due. Gli Alleati secondo un accordo fra il Eisenhower e Antonov, capo dello stato maggiore sovietico, si sarebbero attestati sulla linea Karlsbad-Pilsen-Budweis. Così i sovietici potevano proseguire la presa di Berlino e del resto della Germania ad est. Il 26 le forze tedesche erano strette in un'area lunga 15 e larga solo 5 km. Il 2  tre quarti della città erano in mano sovietica: Spandau, Potsdam, Bahnhof (dove nello zoo c'era una prigione-bunker). I combattimenti proseguirono casa per casa, via per via mentre la polizia militare e le SS impiccavano i disertori e chiunque si arrendeva. Il 28 l'armate sovietiche arrivano al Reichstag, penultimo ostacolo prima del bunker della Cancelleria. Ormai non arrivavano più rifornimenti di munizioni e viveri via aerea; per di più non c'era più carburante. Il 29 Aprile Hitler nominò Karl Dönitz (1891-1980) nuovo capo di stato con l'ordine preciso di non capitolare. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel bunker della Cancelleria (Führerbunker). Alle 18 il Reichstag fu preso d'assalto sotto un violentissimo fuoco di artiglieria. Alle 22:50 tre ufficiali issarono la bandiera sulla vicina statua equestre rappresentante la Germania in trionfo. Il 1° Maggio i sovietici concessero una specie di "tregua" per la festa del lavoro, così il neogoverno provò a istaurare una trattativa di resa. Ne fu incaricato l'ultimo capo di stato maggiore, il generale Krebs (1898-Führerbunker, 02.05.1945) che conosceva il russo. Preceduto da due ufficiali con bandiera, Krebs si presentò al comandante dell'armata che operava nel settore della Cancelleria: Vassilij I. Cujkov. Il generale tedesco offrì una tregua; naturalmente il collega sovietico rifiutò: nella loro situazione dovevano arrendersi senza porre condizioni. Krebs rispose che non avrebbero capitolato e poi tornò al bunker per riferire. Nella serata il nuovo cancelliere Goebbles prima uccise la moglie, che non aveva esitato a avvelenare i sei figli, poi si fece sparare da un attendente delle SS. Il 2 Maggio chi poté lasciò il bunker, rimasero solo un dottore e l'infermiere nell'ospedale lì allestito. Alle 4 del 3 Maggio Weildling annunciò via radio la capitolazione: i disperati tentativi di resistenza dovevano cessare per evitare ulteriori ed inutili spargimenti di sangue. Fino a quel momento erano caduti circa (stime in difetto): 45.000 civili, 25.000 soldati dell'esercito, 15.000 della Volkssturm e 5.000 della Hitlerjugend. Alle 02:41 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl (1890-16.10.1946) firmò la resa incondizionata dell'esercito tedesco. L'8 a Karlshorst - Berlino, quartier generale di Żukov, venne firmata la richiesta di resa incondizionata formulata dai sovietici. La Seconda Guerra Mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:00 del 9. Così finì anche la Grande Guerra Patriottica iniziata il 22.06.1941, quando la Germania aveva invaso l'Unione Sovietica. Il 23 Maggio il governo di Dönitz fu invitato a presentarsi a bordo del Patria, una nave in disarmo a Flensburg. Il capo della Commissione Interalleata di Controllo, generale Rooks, su ordine di Eisenhower, pose agli arresti tutti i membri del governo provvisorio e dell'alto comando dell'esercito equiparandoli a prigionieri di guerra. Tutti i poteri vennero assunti dalla Commissione, che si stabilì a Berlino il 5 Giugno. L'apparato statale venne smantellato e si procede al disarmo totale. Il 1° Luglio le truppe americane, che avevano liberato la Sassonia e la Turingia, lasciarono queste regioni all'esercito sovietico. Nella conferenza di Potsdam tenuta nel castello di Cecilienhof fra il 17 Luglio e 2 Agosto 1945 i rappresentati di Usa, Urss, Francia e Gran Bretagna decisero di suddividere la Germania in quattro zone di occupazione militare. La Francia avrebbe amministrato il sud-ovest, l'Inghilterra il nord-ovest, gli Usa il sud e l'Urss a est della linea Oder-Neisse. Praticamente tutti i territori ad est di questa linea (Prussia orientale, Pomerania orientale e Slesia) vennero posti sotto amministrazione sovietica e polacca. La città di Berlino, completamente in zona sovietica, fu divisa in quattro settori d'occupazione militare: francese, inglese, americano nella parte ovest e sovietico nella parte est (vedi mappa). Dal Novembre 1945 la parte alleata di Berlino fu unita con la Germania "occidentale" da tre corridoi aerei: Amburgo, Hannover e Francoforte sul Meno. Il 30 Giugno 1946 l'autorità militari sovietiche decisero di proteggere la linee di confine con l'"altra" Germania. Quel giorno si materializzò la "cortina di ferro", che Winston Churchill aveva evocato in un suo discorso del 05.03.1946. Millesettecento chilometri di frontiera in Europa divisero: Germania, Cecoslovacchia, Austria, Italia, Jugoslavia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia. Ma in realtà la cortina di ferro partiva dal confine Norvegia-Urss sul circolo polare artico e terminava sullo stretto del Bosforo in Turchia per una lunghezza di circa 7000mila chilometri (vedi questa immagine). Sopratutto la frontiera tedesca era particolarmente blindata tanto che interrompeva tre autostrade e oltre trenta linee ferroviarie. La custodia della frontiera sul lato est era affidata alla Vopo (Volk polizei, polizia del popolo) con l'ordine di sparare a vista. Si dice che sparassero indifferentemente alle lepri e ai bambini. Il 23 Maggio 1949 fu proclamata la costituzione della BRD (Bundes Republik Deutschland, 'Repubblica Federale Tedesca'); la capitale era Bonn. Il 7 Ottobre 1949 fu proclamata la DDR (Deutsche Demokratische Republik, 'Repubblica Democratica Tedesca') con capitale Berlino Est. Il 26 Maggio 1952 il confine fra la BDR e la DDR fu chiuso, comunque rimaneva ancora aperto quello fra Berlino Ovest e Berlino Est. Il 5 Maggio 1955 terminò l'occupazione alleata nella BRD, che ufficialmente divenne uno stato sovrano. Il 9 Maggio la BDR aderì all'"Alleanza Atlantica", la NATO; cinque giorni dopo nella capitale polacca fu firmato il Patto di Varsavia. La DDR era uno degli otto stati membri, naturalmente il promotore di questo "patto" era Unione Sovietica. L'occupazione sovietica nella DDR ufficialmente terminò il 20 Settembre 1955. Ufficiosamente però le truppe americane e sovietiche continuarono ad essere presenti. L'11 Dicembre 1957 fu proibito lasciare la BRD senza permesso, come pena si poteva arrivare fino a tre anni di carcere. Dalle 00:01 locali del 13 Agosto 1961 iniziò la costruzione del "Muro di Berlino". Il 12 Giugno 1987 il presidente Usa Ronald Reagan in visita a Berlino sollecitò il segretario del PCUS (il partito comunista dell'Unione Sovietica) Michael Gorbachev a far cadere il Muro. Il 5 Febbraio 1989, il ventenne Chris Gueffroy fu ucciso mentre tentava di scappare. Sarà l'ultima delle 192 — altre fonti citano almeno 239 — persone uccise dalla Vopo a partire dal 19.08.1961 [vedi lista parziale a questo LINK]. Il 19 Febbraio, l'ordine di sparare a vista su chiunque provasse ad avvicinarsi al Muro fu sospeso. Il 18 Ottobre — dopo diciotto anni di potere incontrastato — Honecker si dimise dalla sue cariche; le proteste popolari verso il governo avevano indotto i membri del Politburo a concedere la sua "testa". Così alla segreteria del partito venne eletto Egon Krenz che si avvalse anche dell'aiuto degli altri due "congiuranti" Siegfried Lorenz (il vice segretario) e Günter Schabowski (Primo Segretario della direzione di distretto del SED di Berlino Est). Il 4 Novembre si svolse la più grande manifestazione di protesta nella storia della DDR: circa un milione di partecipanti; il 7 Krenz accettò le dimissioni del Primo ministro Willi Stoph con il suo intero gabinetto e due terzi del Politburo. Intanto ogni giorno 400 cittadini fuggivano dalla DDR passando le frontiere verso gli altri paesi socialisti che avevano già tranciato la "cortina di ferro"; le strade e le piazze erano occupate da migliaia di persone. La sera del 9 nella sala stampa del Comitato centrale del Sed si tenne in diretta tv una conferenza con i giornalisti stranieri. Schabowski rispondendo ad una domanda di uno di questi, Riccardo Ehrmann, gli rispose che le disposizioni della legge sul diritto di viaggio (approvata qualche giorno prima) sarebbero decorse da ab sofort, "da subito". Erano le 18:57 locali, mezz'ora dopo tutte le agenzie lanciarono la notizia strabiliante che "Il Muro di Berlino era caduto". In realtà la data prevista per <<permettere ai tedeschi dell'Est di muoversi liberamente e di andare in Germania Ovest>> era per il giorno dopo. Schabowski lesse un foglietto che gli aveva consegnato Krez dove però non c'erano i termini temporali di questa "apertura". Centinaia di berlinesi si radunarono intorno ai vari checkpoint del Muro; in quello all'estremo sudorientale alla Waltersdorfer Chaussée verso le 20:30 i soldati alzarono che divideva Berlino Est e Ovest. Il tenente-colonnello della guardia di frontiera Heinz Schaefer che faceva servizio alla Waltersdorfer Chaussée prima chiamò il suo diretto superiore e poi eseguì i suoi ordini: i soldati gli dovevano consegnare le armi di ordinanza e poi fare passare chiunque lo volesse. Alle 22:30 all'altezza della Bornholmer Straße davanti alle telecamere e centinaia di persone fu fatto cadere il primo tratto della “Barriera della vergogna”. La Porta di Brandeburgo fu riaperta il 22 Dicembre 1989. Il checkpoint  ‘Charlie’ venne smantellato il 22 Giugno 1990. Il successivo 31 Agosto, all'interno del trattato di unificazione fra BDR e DDR, fu deciso che Berlino sarebbe tornata ad essere capitale solo dopo l'unificazione. La BDR e la DDR si unificarono formalmente il 3 Ottobre. Dodici giorni dopo al presidente dell'Urss Michael Gorbachev fu assegnato il premio Nobel© per la pace. Il 2 Dicembre 1990 si tennero l'elezioni a cui potevano partecipare tutti i tedeschi; l'ultime risalivano al 05.03.1933. Così fu proclamata la Repubblica Tedesca (Bundesrepublik Deutschland). Il Patto di Varsavia si concluse il 31 Marzo 1991; ufficialmente il suo scioglimento fu sancito a Praga il successivo 1° Luglio. In Agosto l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di stato: forze politiche liberali e democratiche guidate da Boris Eltsin misero nell'angolo Gorbačëv bandendo il Partito comunista e spezzando così l'Unione. L'8 Dicembre i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belavezha il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico. Il 25 Dicembre Gorbačëv rassegnò le sue dimissioni da presidente dell'URSS, il 26 il Soviet Supremo sciolse formalmente l'Unione Sovietica. La legge che attuava la decisione del Bundestag (20.06.1991) di riportare Berlino capitale della Germania venne approvata il 10 Marzo 1994. Ronald Reagan concluse il suo secondo mandato il 20.10.1989, si ritirò a vita privata e si spense il 5 Giugno 2004 a 93 anni.

 

NOVEMBRE

« I miei figli non hanno alcuna ambizione politica »

JOSEPH PATRICK KENNEDY (1888-1969)

 presidente della commissione Marina degli Stati Uniti, 1936

Joseph Patrick Kennedy e Rose Elizabeth Fitzgerald si sposarono il 07.10.1914 ed ebbero quattro maschi e cinque femmine. Il loro secondogenito (29.05.1917), John ‘Jack’ Fitzgerald Kennedy, diventò membro del Congresso per i democratici il 5 Novembre 1946. Sostenuto anche dal fratello minore, Robert 'Bob' Francis (nato il 20.11.1925), JFK partecipò alla campagna elettorale nel Massachusetts per un posto da senatore. Il 4 Novembre 1952 vinse sul rivale di 70.737 voti (1.211.984 contro 1.141.247); così il 3 Gennaio 1953 prestò giuramento. JFK fu poi rieletto con una maggioranza del 73,6% nel 1958. Il 2 Gennaio 1960 annunciò la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Delle nove elezioni primarie ne stravinse sette e ottenne il 51% in Oregon (20 Maggio). La convention democratica si tenne dall'11 al 15 Luglio a Los Angeles. Il 13 JFK prese 806 voti dai 1520 delegati, il quorum era fissato a 761. Così fu ufficialmente nominato candidato alle presidenziali. L'8 Novembre superò di appena 118.754 voti (34.226.731 contro 34.108.157 : 49,7% Vs. 49,6% ; 303 grandi elettori a 219) il vice presidente uscente Richard Nixon. Nel giorno dell'insediamento alla Casa, il 20 Gennaio 1961, il 35° Presidente nominò Robert ministro della Giustizia. Il 22 Novembre 1963 JFK fu ucciso a Dallas in Texas. Quindi subentrò come 36° Presidente il suo vice, Lyndon Johnson. Poco prima delle elezioni presidenziali, il 3 Settembre 1964, RFK rassegnò le sue dimissioni da ministro della Giustizia. Intanto il 3 Novembre 1964 LBJ stracciò il repubblicano Goldwater con un impietoso 61,1% dei voti e 486 grandi elettori a 52. Sempre a Novembre Robert Kennedy fu eletto senatore per lo Stato di New York; secondo quanto previsto dal XX emendamento prese servizio il successivo 3 Gennaio. Per le presidenziali del 1968 LBJ non era molto convinto di ricandidarsi. Il senatore del Minnesota Eugene McCarthy decise di essere il suo rivale come candidato democratico. Nelle primarie del New Hampshire del 12 Marzo McCarthy vinse su Johnson. Quattro giorni dopo anche il senatore di New York annunciò che si sarebbe candidato. Il 31 Marzo LBJ si ritirò dalla corsa alle presidenziali, al suo posto si candidò il vice presidente Hubert Humphrey. RFK vinse le primarie in Indiana e Nebraska, le perse in Oregon ma poi vinse in Sud Dakota. Il 4 Giugno nelle primarie della California ottenne una fondamentale vittoria contro McCarthy. Anche se in svantaggio di 393 a 561 contro il senatore del Minnesota, lo avrebbe probabilmente battuto alla convention fissata per il 26-29 Agosto a Chicago. RFK festeggiò il successo con tutto lo staff riunito all'Hotel Ambassador di Los Angeles. Verso mezzanotte e un quarto del 5, il senatore fu gravemente ferito da tre colpi di pistola sparati mentre stringeva le mani nelle cucine piene di gente. Alle 01:44 del 6 Giugno, oltre 26 ore dopo il ferimento, RFK morì senza aver ripreso conoscenza. L'ultimogenito dei Kennedy, Edward ‘Ted’ Moore, fu eletto senatore per lo Stato del Massachusetts la prima volta nel 1962. Prese così il posto lasciato libero dal fratello John. Si parlò di una sua possibile candidatura per le presidenziali del 1972. Il 18 Luglio 1969 Ted era in auto con una collaboratrice delle campagne elettorali dei Kennedy, Mary Joe Kopechne; il senatore democratico perse il controllo del mezzo che s'inabissò in un laghetto. Edward riuscì a guadagnare la riva a nuoto, invece Mary Joe rimase intrappolata dentro la macchina in fondo al lago; morì per annegamento, aveva 29 anni. Solo con ore di ritardo Ted avvisò i soccorsi che naturalmente furono vani per la povera donna. La pena per DMK fu abbastanza mite: sospensione di un anno della patente e denuncia per omissione di soccorso. Comunque DMK partecipò alle elezioni primarie del 1980 e perse contro l'altro candidato Jimmy Carter (sua volta sconfitto nelle presidenziali di Novembre contro Reagan). La mattina del 17 Maggio 2008 Ted Kennedy si è sentito male mentre era nella villa di famiglia a Hyannis Port (Massachusetts). Prima è stato portato di corsa al vicino Cape Cod Hospital, poi i medici hanno disposto l'immediato trasferimento in elicottero al Massachusetts General Hospital. Le prime fonti parlavano di sospetto ictus, poi si è saputo che il senatore ha avuto due attacchi epilettici: uno a Hyannis Port e l'altro in volo verso Boston. Dopo gli esami del caso, i medici hanno annunciato che il paziente ha un glioma maligno nel lobo parietale sinistro del cervello. La prognosi purtroppo per questo tipo di cancro è severa; a quanto si sa sono già iniziate le radiazioni e la chemioterapia. Il 2 Giugno Ted Kennedy è stato operato in anestesia locale nel centro medico della Duke University di Durham, stato del Nord Carolina. L'operazione tecnicamente è stata un successo perché ha permesso la resezione completa del glioblastoma senza intaccare la parola e l'attività motorie (situate nell'area colpite dalla neoplasia). Il 9 Giugno il senatore è tornato nella residenza di famiglia a Hyannis Port. Adesso dovrebbe sostenere un ciclo di radioterapia e chemioterapia e forse il nuovo "vaccino"  in sperimentazione negli Usa che ha permesso il raddoppio della sopravvivenza in 23 pazienti. Al momento, dopo cinque anni dalla diagnosi, solo il 10% delle persone colpite è ancora vivo. P.S. del 26.08.2009: Edward Moore ‘Ted’ Kennedy è morto ieri nella residenza di famiglia a Hyannis Port (Massachusetts); aveva compiuto 77 anni lo scorso 22 Febbraio. P.S. del 20.01.2010: l'elezioni suppletive per il seggio lasciato vacante dal senatore Kennedy sono state aggiudicate dal candidato repubblicano Scott Brown; era dal 1946 che quel posto era occupato da uno dei Kennedy. Inoltre i democratici hanno perso la maggioranza qualificata al Senato con 59 voti su 100; quindi dove non basta la maggioranza semplice (51 su 100) sono alla mercé dell'ostruzionismo repubblicano.

 

DICEMBRE

« Il volo con macchine più pesanti dell'aria è impossibile »

WILLIAM THOMPSON KELVIN (1824-1907)

 fisico e presidente della British Royal Society, 1895

Alle 10:35 locali del 17 Dicembre 1903 sulla spiaggia di Kill Devil Sands Hill nei pressi del villaggio di Kitty Hawk (Carolina del Nord - Usa), Orville Wright (nato il 19.08.1871 a Dayton - Ohio) compì il primo volo controllato a propulsione meccanica. Il veicolo venne costruito in 4 anni, costò 1500 $ e fu chiamato Flyer I. L'aeroplano ad elica era lungo 12,35 metri, aveva un'apertura alare di 12,28 metri ed un'altezza di 3,6 metri. Il suo peso (compreso il pilota) era di 430,2 kg. L'aereo aveva un motore con una potenza di 12 cavalli a 1002 giri/minuto. Il primo volo durò circa 12 secondi e la distanza percorsa fu di 36,57 metri. La velocità effettiva venne stimata in 10,9 km/h. L'aereo si alzò dal suolo per 2,5-3,6 metri. Alla prova assistettero in sei: il co-inventore Wilbur Wright (nato il 16.04.1867 a Dayton - Ohio), quattro osservatori ed un ragazzo. Lo stesso giorno i fratelli Weight fecero altri tre voli sempre con un vento contrario di circa 30 nodi (55,5 km/h). Alla quarta prova, Wilbur volò per 259,69 metri rimanendo per 59 secondi sospeso in aria. Poi una folata di vento danneggiò il Flyer I. Il 30.05.1912 Wilbur Wright morì di febbre tifoide. Il 03.03.1932 a Kitty Hawk fu eretto un monumento nazionale dedicato ai fratelli Wright. Il 30.01.1948 Orville Wright morì per un improvviso attacco cardiaco. Il 22.11.1948, il Flyer I arrivò in Usa dallo Science Museum di Londra dove era custodito dal 1928. Dopo una solenne cerimonia tenuta il 17.12.1948, il Flyer I è esposto al museo di aeronautica e missilistica del Smithsonian Institution di Washington D.C. (vedi LINK).

 

AVEVANO DETTO 2002

ARCHIVIO GENERALE

AVEVANO DETTO 2004