AVEVANO DETTO CHE/L'"ULTIME PAROLE FAMOSE" 2010
GENNAIO
« Non ci sarà la guerra
»Thomas Woodrow Wilson (1856-1924)
04.01.1917 •
presidente USALa Prima guerra mondiale iniziò "ufficialmente" il 4 Agosto 1914; Guglielmo II, imperatore di Germania e re di Prussia, il 1° Febbraio 1917 ordinò la guerra sottomarina indiscriminata: da allora ogni nave diretta ai porti dell'Intesa sarebbe stata considerata un bersaglio legittimo. Il 3 Febbraio il presidente Wilson annunciò al Congresso che avrebbe rotto le relazioni diplomatiche con la Germania. L'intercettazione da parte degli inglesi del "telegramma Zimmermann", che fu inoltrato al governo federale tramite canali diplomatici, contribuì ad accelerare i tempi. Il 4 Aprile a Washington il Senato approvò l'entrata in guerra degli Stati Uniti con 82 voti a favore contro 6; due giorni dopo anche la Camera dei deputati fece lo stesso con 373 voti contro 50; così il 6 Aprile finiva la neutralità degli Usa. Il 9 Novembre 1918 con la Rivoluzione tedesca il Kaiser abdicò ed esiliò nei Paesi Bassi. Alle 05:10 locali dell'11 Novembre a Compiègne (Francia) la delegazione tedesca firmò l'armistizio con l'Intesa. Il cessate il fuoco scattò soltanto alle 11 della stessa mattina. Per la sua opera nelle trattative di pace, nel 1919 a Wilson fu assegnato il Premio Nobel per la pace; il 25 Settembre fu colpito da un leggero ictus, che non venne reso noto. Il 2 Ottobre ne subì uno molto più grave che lo lasciò paralizzato sul lato sinistro e cieco allo stesso occhio. La sua seconda moglie, Edith Bolling Galt Wilson, non volle che il paese sapesse e così si "sostituì" al presidente: gli fece da segretaria, delegava gli altri membri del governo (fra cui il vicepresidente Thomas Riley Marshall), decideva gli affari di stato e lo aiutava a firmare i documenti ufficiali guidandogli la mano. Questo suo "governo" — con il consenso tacito del Gabinetto e la complicità dei medici — continuò fino al termine naturale del mandato, il 4 Aprile 1921. Naturalmente si ritirò a vita privata e si spense il 3 Febbraio 1924 all'età di 67 anni. Solo nel 1967 fu approvato il Venticinquesimo emendamento |testo| che permette al vicepresidente di sostituirsi al presidente nel caso di sua inabilità o dimissioni. L'ex Kaiser fu accusato di crimini di guerra; ma la regina d'Olanda negò più volte l'estradizione. Guglielmo II morì nella tenuta di Doorn il 4 Giugno 1941.
FEBBRAIO
« Esiste una cospirazione mondiale contro la Germania di cui
fanno parte i bolscevichi,appoggiati da Wilson, l'Internazionale ebraica e la loggia massonica del Grande Oriente.
»GUGLIELMO II (1859-1941)
13.02.1918
• imperatore di Germania e re di Prussia
MARZO
« La battaglia è vinta, e gli inglesi sono stati annientati
»GUGLIELMO II (1859
-1941)23.03.1918
• imperatore di Germania e re di PrussiaNelle prime ore del 21 Marzo 1918 l'esercito tedesco sferrò l'attacco sul fronte occidentale per scacciare gli inglesi dalla Somme, i francesi dall'Aisne e minacciare nuovamente Parigi come era successo nel Settembre 1914 (prima battaglia della Marna). Vennero così sferrate cinque attacchi, le cosiddette "offensive di primavera", che però non riuscirono nell'intento; il massimo avanzamento dei tedeschi si ebbe il 4 Giugno quando arrivarono a Vaux nella località di Bosco Belleau ad una settantina di km da Parigi. Fino al 26 Giugno si combatte un'aspra battaglia che finì a favore dell'Intesa anche grazie all'intervento di truppe statunitensi. La Seconda battaglia della Marna fu l'ultima importante offensiva dell'esercito tedesco sul fronte occidentale; iniziò il 15 Luglio con il doppio obiettivo di aggirare Verdun e Reims attraverso le valli dell'Aisne e della Marna, si arrestò il 6 Agosto nella zona di Morlancourt sulla Somme. Ma dall'8 Agosto gli Alleati contrattaccarono ("offensiva dei cento giorni") e non si fermarono più per poi imporre l'armistizio alla Germania l'11 Novembre 1918. Due giorni prima il Kaiser per l'incombente Rivoluzione tedesca abdicò ed esiliò nei Paesi Bassi. L'ex imperatore fu accusato di crimini di guerra, ma la regina d'Olanda negò più volte l'estradizione; Guglielmo II morì nella tenuta di Doorn il 4 Giugno 1941.
APRILE
" Ricacciare in mare gli invasori"
ordine alle truppe in difesa della penisola di Gallipoli
Ismail Enver (1881-1922)
30.04.1915
• ministro della Guerra ottomanoLa campagna dei Dardanelli ebbe inizio il 19 Febbraio 1915 con il bombardamento di dodici corazzate (9 inglesi e 3 francesi) verso postazioni fortificate turche. Non potendo forzare gli stretti con le sole navi da guerra fu deciso lo sbarco a terra. Nella notte fra il 24 e il 25 Aprile circa ventimila soldati australiani e neozelandesi dell’Australian & New Zealand Army Corps (ANZAC) furono sbarcati a Ariburnu invece che nella zona prestabilita, a Gaba Tebe — da dove avrebbero potuto avanzare su un terreno quasi pianeggiante fino ad arrivare al collo dell'istmo. I difensori guidati da Mustafa Kemāl andarono al contrattacco e infliggendogli pesante perdite costrinsero gli ex attaccanti a ripiegare su una testa di ponte |mappa|. Il 26 mattina le truppe inglesi e irlandesi sbarcarono con 30mila uomini su cinque spiagge (S, V, W, X e Y) intorno Capo Hellas; le maggiori resistenze ci furono sulle spiagge V e W, mentre le altre altre erano praticamente indifese. Comunque gli uomini preferirono scavare trincee e assistere le migliaia di feriti piuttosto che penetrare all'interno. Il 27 i rinforzi turchi si attestarono a Aci Baba, una collina sulla sponda opposta a Capo Hellas. Il 28 un'armata di 14mila uomini penetrò all'interno per oltre 3 km, fino quasi a raggiungere Aci Baba; ma quelle alture di importanza strategica rimasero in mano turca nonostante i ripetuti attacchi. Un contingente anglo-francese di 25 mila uomini, appoggiato da 106 cannoni pesanti, il 6 Maggio fece un secondo tentativo di conquistare il pianoro sovrastante l'altura di Aci Baba; ma non riuscì nell'intento, anzi a Kritia fra morti e feriti persero metà degli effettivi. Il 4 Giugno oltre 30mila soldati inglesi e francesi partirono all'attacco per la terza volta verso Aci Baba; i turchi avevano costruito finte trincee che furono subito bombardate dagli alleati, ma alle spalle di queste c'era la vera linea ancora intatta e presidiata in forze. Con forti perdite la espugnarono catturando anche 6 mitragliatrici nemiche, però si abbatte un doppio fuoco: quello dell'artiglieria turca e quello dell'artiglieria alleata, che adesso sparava involontariamente ai suoi uomini dopo aver bombardato le finte trincee. I soldati dovettero abbandonare quelle posizioni e rientrare fra le loro linee sotto una pioggia di proiettili; la maggior parte degli ufficiali cadde in battaglia. Pur conquistando 250-500 metri di trincee turche, su un fronte ampio di un chilometro e mezzo, Aci Baba rimase in mano al nemico. La battaglia per il villaggio di Kritia terminò il 6 Giugno con il contrattacco turco; il numero dei caduti era impressionante: 4500 inglesi, 2000 francesi e 9000 turchi. Le navi ospedale che portavano i feriti verso l'Egitto si arrestavano in rada per seppellire in mare chi non era sopravvissuto alle ferite. Aci Baba. Il 28 Giugno Kemāl, dieci giorni l'arrivo di truppe fresche, sferrò un attacco per far sloggiare da Çunukbahir le truppe australiane e neozelandesi; ma il nuovo reggimento fu annientato. Kemāl rassegnò le dimissioni però fu persuaso a ritirarle. Sempre lo stesso giorno le forze britanniche attaccarono da Capo Hellas con l'intenzione di strappare Kritia ai turchi; non raggiunsero il centro abitato però avanzarono di un migliaio di metri sul fianco sinistro. Ci furono contrattacchi nemici, tutti respinti; ormai Gallipoli era una replica miniaturizzata della guerra di trincea sul fronte occidentale. Il 6 Agosto, in un nuovo punto del litorale della penisola di Gallipoli, la baia di Suvla, sbarcarono 25 battaglioni [vedi scheda di Wikipedia]; l'obiettivo era sfondare le linee di difese turche per permettere alle navi di attraversare gli Stretti |mappa|. Il capo del corpo di spedizione generale Ian Hamilton decise "a tavolino" i punti di sbarco e le due manovre diversive (per allontanare i turchi dall'alture). Infatti mai si era presentato al fronte e dava gli ordini da una nave ormeggiata nella baia. Intanto il 7 sbarcarono altri 25 battaglioni inglesi; solo tre battaglioni turchi erano in marcia per dare man forte alle piccole unità di difesa, queste non avevano nemmeno le mitragliatrici. I soldati rimasero allo scoperto nella piana bruciata dal Sole aspettando gli ordini dei molto confusi e titubanti comandanti. Finalmente il 9 iniziò la battaglia per la conquista di Colle Scimitarra: ma le truppe turche — quasi di uguale consistenza numerica — erano già appostati sull'alture. In quattro giorni di battaglia su 50.000 soldati ne vennero uccisi 2000, feriti 10.000 e ben 22.000 dovettero essere evacuati e trasportati in Egitto o Malta perché ammalati o feriti |schema|. Il 13 tutti gli ospedali maltesi e egiziani erano al completo; lo stesso giorno ci fu un nuovo assalto: ma raggiunto il crinale di Anafarta, ancora una volta, si fermarono attestandosi in trincee. I soldati fra il lassismo generale e la mancanza di ordini non fecevano nulla; anzi stavano sul parapetto e qualcuno addirittura ci cucinava davanti! Dopo nemmeno 24 ore l'appena costituita 5ª divisione turca andò al contrattacco e costrinse gli inglesi a ritirarsi dalle trincee. Il 21 fu tentato quello che sarebbe stato l'ultimo assalto: l'obiettivo erano le colline più basse di Çunukbahir, Colle 60 e Colle Scimitarra; ma i turchi erano attestati in trincee ben protette ed armate. Fra i 14.300 soldati che parteciparono a questi sanguinosi, e sterili, assalti il numero dei morti e feriti superò le 5000 unità; i turchi registrarono metà perdite rispetto agli inglesi. Il 23 Hamilton telegrafò al comando che <<non posso far altro che restare sulla difensiva>>, il 30 Agosto si rinunciò al progettato assalto al Colle 60. A Settembre e Ottobre il maltempo e le malattie, fra cui la dissenteria, tormentarono le truppe inglesi attestante sul litorale. Ogni giorno venivano evacuati circa 3000 infermi e ogni pezzo di artiglieria aveva una disposizione giornaliera di solo due proiettili! Il 28 Ottobre arrivò un nuovo comandante, Sir Charles Monro, al posto di Hamilton ("richiamato a Londra"). Intanto il segretario di Stato per la guerra Horatio Kitchener gli aveva spedito un telegramma in cui chiedeva se dovessero restare. Monro convocò subito tutti i comandanti — da capo Hellas, da baia Anzac, da Suvla — e chiese se fosse possibile sferrare una nuova offensiva; la risposta (quasi) unanime fu che gli uomini non potevano combattere per più di 24 ore. Il 31 Ottobre Monro rispose al telegramma di Kitchener caldeggiando il ritiro. Però il generale Birdwood, comandante dell'Azac, dissentì (fu l'unico) e così le truppe rimasero sulla penisola. Il 4 Novembre Monro fu sostituito dal "dissidente" Birdwood che quindi sarebbe stato pronto a lanciare l'ennesimo assalto. Meno male che una settimana dopo Kitchener piombò sulla penisola e insistette nell'attuare l'evacuazione. Il 2 Dicembre Kitchener appena tornato a Londra chiese ai comandanti di Gallipoli se non si potesse rinnovare l'attacco qualora fossero state spostate quattro divisione da Salonicco a Suvla. La risposta fu che i luoghi d'attacco venivano spazzati dal mare in tempesta, le poche strade esistenti erano rese impraticabili dalla pioggia e non c'erano ripari neppure per le truppe sul posto. Il neoammiraglio Wester Wemyss sostenne che conducendo un attacco dal mare si poteva "forzare" gli Stretti; fortuna che da Londra respinsero la proposta e anzi gli assegnarono il compito di provvedere all'evacuazione totale da Gallipoli. Le truppe iniziarono a lasciare la baia di Anzac e Suvla l'8 Dicembre; in dodici giorni furono portati via 83.048 soldati, 4695 cavalli e muli, 1718 automezzi e 186 cannoni pesanti. Infine l'9 Gennaio 1916 l'ultime truppe inglesi nella penisola di Gallipoli abbandonarono Capo Hellas; in undici giorni era stato evacuati 35.268 uomini. Comunque la campagna dei Dardanelli era costata la vita a 66.000 soldati turchi, 28.000 inglesi, 7595 australiani, 2431 neozelandesi, 1700 indiani e 10.000 francesi. Ismail Enver — che fra l'altro diede inizio al secondo sterminio armeno con l'ordine di disarmare, imprigionare e uccidere i soldati armeni nell'esercito ottomano — fu dimesso da ministro della Guerra il 4 Ottobre 1918. Ventisei giorni dopo l'Impero Ottomano si dissolse secondo quanto previsto dall'armistizio di Mudros. Il 1° Gennaio 1919 il nuovo governo buttò fuori Enver dall'esercito ma questi era già esiliato in Germania dall'Ottobre 1918. Intanto un tribunale lo processò in contumacia per crimini contro il popolo armeno e lo condannò a morte. Enver morì in combattimento contro il battaglione armeno dell'Armata comandato da Hagop Melkumian il 4 Agosto 1922 presso Baldzhuan nel Turkestan (oggi Tajikistan) durante la rivolta dei Basmachi. Il 5 Giugno 1916 l'incrociatore Hampshire su cui era a bordo Kitchener (che doveva fare da consulente per lo zar Nicola II) beccò una minata lasciata da un U-75 tedesco nel Mare del Nord ad est dell'isole Orcadi. Il ministro, il suo staff e 643 uomini su 655 perirono nell'affondamento; il corpo di Horatio Herbert Kitchener non fu mai ritrovato, aveva 66 anni. Come già detto, Hamilton era stato "richiamato" a Londra il 16.10.1915; così la sua carriera militare si concluse il giorno stesso. Messo in pensione divenne presidente scozzese della Legione inglese, un'associazione di ex combattenti; nel 1928 fu membro fondatore e vicepresidente dell'associazione Anglo-Tedesca, di stampo ideologico filonazista. Hamilton non nascose l'antisemitismo e l'ammirazione per Hitler; avrebbe voluto imporre il divieto di iscrizione per gli ebrei, ma la suddetta associazione fu sciolta il 2 Aprile 1935. Infine si spense 94enne a Londra il 12.10.1947. Kemāl fu promosso generale e collezionò altri successi militari, nel 1920 fu promotore della Grande assemblea nazionale di Ankara (1920). Sconfiggendo i greci (1919-22), ristabilì l'unità e l'indipendenza della Turchia, quindi depose il sultano Maometto VI (1922) e fondò la Repubblica (1923) diventandone presidente. A metà anni Trenta il parlamento gli assegnò per decreto il cognome di Atatürk ('Padre dei Turchi'). Il 10.11.1938 Mustafa Kemal Atatürk morì a 57 anni di cirrosi epatica ad Istanbul; le sue spoglie riposano nell'Anıtkabir, mausoleo appositamente costruito per lui ad Ankara. L'ultimo veterano della Campagna dei Dardanelli fra le truppe ottomane, Hüseyin Kaçmaz, morì il 10 Aprile 1994 all'età di 108 anni. Invece l'ultimo veterano sulla "sponda inglese" era Percy Goring, morto il 27 Luglio 2001 in una casa di riposo di Bunbury - Perth all'età di 106 anni. Infine l'ultimo superstite dei 50mila dell'ANZAC, Alec William Campbell, è morto a Hobart in Tasmania il 16 Maggio 2002 all'età di 103 anni.
MAGGIO
« Sfonderemo! »
in una riunione del Consiglio di guerra
Horatio Herbert Kitchener (1850-1916)
03.05.1915 •
ministro per la guerraLa campagna dei Dardanelli ebbe inizio il 19 Febbraio 1915 con il bombardamento di dodici corazzate (9 inglesi e 3 francesi) verso postazioni fortificate turche. Non potendo forzare gli stretti con le sole navi da guerra fu deciso lo sbarco a terra. Nella notte fra il 24 e il 25 Aprile circa ventimila soldati australiani e neozelandesi dell’Australian & New Zealand Army Corps (ANZAC) furono sbarcati a Ariburnu invece che nella zona prestabilita, a Gaba Tebe — da dove avrebbero potuto avanzare su un terreno quasi pianeggiante fino ad arrivare al collo dell'istmo. I difensori guidati da Mustafa Kemāl andarono al contrattacco e infliggendogli pesante perdite costrinsero gli ex attaccanti a ripiegare su una testa di ponte |mappa|. Il 26 mattina le truppe inglesi e irlandesi sbarcarono con 30mila uomini su cinque spiagge (S, V, W, X e Y) intorno Capo Hellas; le maggiori resistenze ci furono sulle spiagge V e W, mentre le altre altre erano praticamente indifese. Nonostante che alcuni prigionieri caduti in mano inglese avessero confermato che in tutta la zona di capo Hellas — compreso il villaggio di Kritia e l'alture di Aci Baba — ci fossero al massimo mille soldati, non furono creduti. Così gli ufficiali ordinarono ai soldati di costruire le trincee invece di penetrare all'interno senza incontrare alcuna resistenza. Il 27 i rinforzi turchi si attestarono a Aci Baba, una collina sulla sponda opposta a Capo Hellas. Lo stesso giorno gli inglesi tentarono un attacco verso Kritia, distante solo 6 km dal luogo dello sbarco; dei 14.000 soldati che parteciparono all'offensiva, 3000 furono feriti o uccisi. Il 28 un'armata di 14mila uomini penetrò all'interno per oltre 3 km, fino quasi a raggiungere Aci Baba; ma quelle alture di importanza strategica rimasero in mano turca nonostante i ripetuti attacchi. Un contingente anglo-francese di 25 mila uomini, appoggiato da 106 cannoni pesanti, il 6 Maggio fece un secondo tentativo di conquistare il pianoro sovrastante l'altura di Aci Baba; ma non riuscì nell'intento, anzi a Kritia fra morti e feriti persero metà degli effettivi. Il 4 Giugno oltre 30mila soldati inglesi e francesi partirono all'attacco per la terza volta verso Aci Baba; i turchi avevano costruito finte trincee che furono subito bombardate dagli alleati, ma alle spalle di queste c'era la vera linea ancora intatta e presidiata in forze. Con forti perdite la espugnarono catturando anche 6 mitragliatrici nemiche, però si abbatté un doppio fuoco: quello dell'artiglieria turca e quello dell'artiglieria alleata, che adesso sparava involontariamente ai suoi uomini dopo aver bombardato le finte trincee. I soldati dovettero abbandonare quelle posizioni e rientrare fra le loro linee sotto una pioggia di proiettili; la maggior parte degli ufficiali cadde in battaglia. Pur conquistando 250-500 metri di trincee turche, su un fronte ampio di un chilometro e mezzo, Aci Baba rimase in mano al nemico. I Fucilieri del Lancashire, che già aveva pagato un pesate tributo nello sbarco di Capo Hellas, riuscirono ad incalzare i turchi quasi fino alle porte di Kritia; ma il generale Aylmer Hunter-Weston decise di inviare i soldati in una zona dove i francesi non erano riusciti ad avanzare. Così gli uomini furono costretti a ripiegare ed attestarsi su nuove posizioni, distanti appena 500 metri da cui erano partiti nella mattina. La battaglia per Kritia terminò il 6 Giugno con il contrattacco turco; il numero dei caduti fu impressionante: 4500 inglesi, 2000 francesi e 9000 turchi. Le navi ospedale che portavano i feriti verso l'Egitto si arrestavano in rada per seppellire in mare chi non era sopravvissuto alle ferite. Aci Baba. Il 28 Giugno le forze britanniche attaccarono Capo Hellas con l'intenzione di strappare Kritia ai turchi; non raggiunsero il centro abitato però avanzarono di un migliaio di metri sul fianco sinistro. Ci furono contrattacchi nemici, tutti respinti; ormai Gallipoli era una replica miniaturizzata della guerra di trincea sul fronte occidentale. Il 6 Agosto, in un nuovo punto del litorale della penisola di Gallipoli, la baia di Suvla, sbarcarono 25 battaglioni [vedi scheda di Wikipedia]; l'obiettivo era sfondare le linee di difese turche per permettere alle navi di attraversare gli Stretti |mappa|. Il 7 sbarcarono altri 25 battaglioni inglesi; solo tre battaglioni turchi erano in marcia per dare man forte alle piccole unità di difesa, queste non avevano nemmeno le mitragliatrici. I soldati rimasero allo scoperto nella piana bruciata dal Sole aspettando gli ordini dei molto confusi e titubanti comandanti. Finalmente il 9 iniziò la battaglia per la conquista di Colle Scimitarra: ma le truppe turche — quasi di uguale consistenza numerica — erano già appostati sull'alture. In quattro giorni di battaglia su 50.000 soldati ne vennero uccisi 2000, feriti 10.000 e ben 22.000 dovettero essere evacuati e trasportati in Egitto o Malta perché ammalati o feriti |schema|. Il 13 tutti gli ospedali maltesi e egiziani erano al completo; lo stesso giorno ci fu un nuovo assalto: ma raggiunto il crinale di Anafarta, ancora una volta, si fermarono attestandosi in trincee. I soldati fra il lassismo generale e la mancanza di ordini non facevano nulla; anzi stavano sul parapetto e qualcuno addirittura ci cucinava davanti! Dopo nemmeno 24 ore l'appena costituita 5ª divisione turca andò al contrattacco e costrinse gli inglesi a ritirarsi dalle trincee. Il 21 fu tentato quello che sarebbe stato l'ultimo assalto: l'obiettivo erano le colline più basse di Çunukbahir, Colle 60 e Colle Scimitarra; ma i turchi erano attestati in trincee ben protette ed armate. Fra i 14.300 soldati che parteciparono a questi sanguinosi, e sterili, assalti il numero dei morti e feriti superò le 5000 unità; i turchi registrarono metà perdite rispetto agli inglesi. Il 23 Hamilton telegrafò al comando che <<non posso far altro che restare sulla difensiva>>, il 30 Agosto si rinunciò al progettato assalto al Colle 60. A Settembre e Ottobre il maltempo e le malattie, fra cui la dissenteria, tormentarono le truppe inglesi attestante sul litorale. Ogni giorno venivano evacuati circa 3000 infermi e ogni pezzo di artiglieria aveva una disposizione giornaliera di solo due proiettili! Il 28 Ottobre arrivò un nuovo comandante, Sir Charles Monro, al posto di Hamilton ("richiamato a Londra"). Intanto il segretario di Stato per la guerra Horatio Kitchener gli aveva spedito un telegramma in cui chiedeva se dovessero restare. Monro convocò subito tutti i comandanti — da capo Hellas, da baia Anzac, da Suvla — e chiese se fosse possibile sferrare una nuova offensiva; la risposta (quasi) unanime fu che gli uomini non potevano combattere per più di 24 ore. Il 31 Ottobre Monro rispose al telegramma di Kitchener caldeggiando il ritiro. Però il generale Birdwood, comandante dell'Azac, dissentì (fu l'unico) e così le truppe rimasero sulla penisola. Il 4 Novembre Monro fu sostituito dal "dissidente" Birdwood che quindi sarebbe stato pronto a lanciare l'ennesimo assalto. Meno male che una settimana dopo Kitchener piombò sulla penisola e insistette nell'attuare l'evacuazione. Il 2 Dicembre Kitchener appena tornato a Londra chiese ai comandanti di Gallipoli se non si potesse rinnovare l'attacco qualora fossero state spostate quattro divisione da Salonicco a Suvla. La risposta fu che i luoghi d'attacco venivano spazzati dal mare in tempesta, le poche strade esistenti erano rese impraticabili dalla pioggia e non c'erano ripari neppure per le truppe sul posto. Il neoammiraglio Wester Wemyss sostenne che conducendo un attacco dal mare si poteva "forzare" gli Stretti; fortuna che da Londra respinsero la proposta e anzi gli assegnarono il compito di provvedere all'evacuazione totale da Gallipoli. Le truppe iniziarono a lasciare la baia di Anzac e Suvla l'8 Dicembre. Comunque la campagna dei Dardanelli era costata la vita a 66.000 soldati turchi, 28.000 inglesi, 7595 australiani, 2431 neozelandesi, 1700 indiani e 10.000 francesi. Il 5 Giugno 1916 l'incrociatore Hampshire su cui era a bordo Kitchener (che doveva fare da consulente per lo zar Nicola II) beccò una minata lasciata da un U-75 tedesco nel Mare del Nord ad est dell'isole Orcadi. Il ministro, il suo staff e 643 uomini su 655 perirono nell'affondamento; il corpo di Horatio Herbert Kitchener non fu mai ritrovato, aveva 66 anni. Aylmer Hunter-Weston il 24.05.1915 era stato promosso tenente generale e gli fu dato in comando l'Ottavo corpo inglese; ma a Luglio divenne inabile apparentemente per un esaurimento nervoso e ritornò in Inghilterra. Dopo una breve esperienza politica alla Camera dei Comuni nel 1916 riprese il comando dell'Ottavo corpo d'armata sul fronte occidentale; con il lancio dell'offensiva sulla Somme il 01.07.1916 le divisioni comandate da Hunter-Weston si distinsero per il maggior numero di caduti e il fallimento di ogni compito. Si guadagnò il nomignolo di ‘Hunter-Bunter’ e divenne il classico esempio di “donkey general”; per i moderni storici è "uno degli ufficiali più incompetenti della Grande guerra". Inoltre era conosciuto per il suo totale disinteresse per i soldati e i suoi piani di guerra fallimentari. Nonostante i suoi rovesci militari, che costarono moltissime vite, rimase ai ranghi di comando; anzi nel 1918 ritornò in politica e fu eletto in Parlamento. Solo nel 1919 lasciò l'esercito e continuò la carriera parlamentare fino al 1935, quando finalmente si ritirò. Morì il 18 Marzo 1940 all'età di 75 anni per le conseguenze di una caduta subita nella sua residenza di Hunterston (Scozia).
GIUGNO
« Amici nel passato, amici per sempre »
messaggio alla flotta tedesca
DAVID BEATLY (1871-1936)
30.06.1914
• viceammiraglio della Marina RealeIl 28 Giugno 1914 l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono Austro-Ungarico, fu ucciso con la consorte a Sarajevo — capitale della Bosnia — da Gavrilo Princip a colpi di pistola. L'ultimatum austriaco fu definito dal Consiglio dei ministri il 19 Luglio ed era composto da 15 punti, formulati in maniera da essere inaccettabili per la Serbia. Il pomeriggio del 23 Luglio l'ultimato austriaco fu consegnato a Belgrado: la risposta doveva avvenire entro 48 ore. La Serbia replicò alle 18 del 25 Luglio accettando quasi tutti i punti chiedendo solo che l'inchiesta giudiziaria sull'attentato venisse sottoposta al Tribunale internazionale dell'Aia. Non poteva accettare che l'Austria partecipasse all'inchiesta su territorio serbo. Alle 18:30 l'ambasciatore austriaco abbandonò Belgrado. Il 27 Luglio Londra tentò di convocare una conferenza fra Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna allo scopo di evitare la guerra. L'imperatore (Kaiser) di Germania, Guglielmo II, rifiutò motivando che una simile conferenza "non era praticabile". Sempre il 27 Luglio il Ministero della guerra inglese ordinò di presidiare "tutti i punti vulnerabili" nel sud del paese. Alle 12 del 28 Luglio l'Austria dichiarò guerra alla Serbia. Nel pomeriggio del 31 Luglio la Germania inviò alla Russia un ultimatum di dodici ore chiedendo di <<sospendere tutte le misure belliche contro di noi e contro l'Austria-Ungheria>>. La replica russa fu una ferma respinta. Sempre il 31 Luglio la Gran Bretagna chiese alla Francia e alla Germania di rispettare la neutralità del Belgio secondo il trattato di Parigi del 1839. La Francia si impegnò a farlo, la Germania — che con il piano Schlieffen mirava ad un attacco verso Parigi passando dai Paesi Bassi — non rispose. Alle 17 del 1° Agosto Guglielmo II ordinò la mobilitazione generale; alle 23 una divisione tedesca di stanza a Treviri ricevette l'ordine di avanzare verso il Lussemburgo. Il 2 Agosto alcune pattuglie tedesche attraversarono la frontiera francese con scontri sporadici. Alle 19 la Germania inviò un ultimatum al Belgio con scadenza 12 ore: doveva far transitare le truppe tedesche sul suo territorio; il Belgio rifiutò. Il 3 Agosto la Germania dichiarò guerra alla Francia ed invase tre città della Polonia russa. La Gran Bretagna intimò alla Germania di rispettare la neutralità del Belgio. L'ultimatum di Londra sarebbe scaduto alle 23 del 4 Agosto; le truppe tedesche oltrepassarono la frontiera belga alle 16, conseguentemente alle 23 la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania. Così alle 23 GMT del 4 Agosto 1914 iniziò la Prima guerra mondiale. David Beatty prese parte alle battaglie di Heligoland Bight
, Dogger Bank e Jutland. Il 27 Novembre 1915 ad appena 45 anni fu nominato Ammiraglio e quindi a capo della Grand Fleet. Il 15 Novembre 1918 ricevette la resa della flotta tedesca quando l'Ammiraglio Reale Meurer salì a bordo della Queen Elizabeth. Beatty — dopo aver ottenuto i massimi gradi nella Marina — lasciò il servizio attivo nel 1927. Si ritirò a vita privata in due manieri nel Leicestershire, al funerale del suo vecchio comandante portò la sua bara e si beccò un brutto raffreddore. Costretto a rimanere letto, non si riprese più; morì l'11 Marzo 1936 all'età di 75 anni.
LUGLIO
« Dubito che l'Austria prenda iniziative
serie e prevedo che la tempesta si placherà »ARTHUR NICOLSON
(1849-1928)09.07.1914
• sottosegretario agli esteri
AGOSTO
«
Sarete a casa prima che le foglie cadano dagli alberi »alle truppe tedesche in rassegna
GUGLIELMO II (1859-1941)
08.1914
• imperatore tedesco e re di Prussia
SETTEMBRE/OTTOBRE
“Il nemico vacilla”
annotazione sul suo diario
Douglas Haig (1861 - 1928)
28.09.1917
• generale della BEF sul fronte occidentale
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AVEVANO DETTO 2009 |