News astronautica 2009 - IV trimestre

 

 

8 Ottobre

La missione di LCROSS sito a cura della Nasa ] (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite) è arrivata quasi al capolinea: domani alle 11:35:45 UTC, le 13:36 italiane, la navicella impatterà nel cratere Cabeus (Cabeo). Comunque è bene rammentare che quattro minuti prima lo stadio finale Centaur, fino allora attaccato alla sonda [ immagine ], si sarà schiantato nel cratere [ immagine ]. Nell'impatto l'oggetto spaziale dal peso di 2,7 tonnellate colpirà il suolo lunare alla velocità di 9000 km/h sollevando circa 350 tonnellate di materiale che si spanderà per un raggio di una cinquantina di km e s'alzerà fino a 50 km di quota. La navicella sarà distante circa 650 km dal razzo e in quei quattro minuti dovrà analizzare quello che rileva e inviarlo immediatamente a Terra [ immagine ]; a bordo sono presenti cinque telecamere per monitorare la superficie intorno al punto dell'impatto, un'altra telecamera riprenderà la discesa in tempo reale. L'obiettivo principale è rilevare acqua o ghiaccio che sia; secondo la Nasa basterà un telescopio di 10-12 pollici per vedere la nuvola di materiale sollevato. Se volete "vivere" la fase finale di questa missione andate all'MSS (Mission Status Center) di LCROSS; lì ci sarà la cronaca testuale, naturalmente in inglese. | Come già scritto nelle precedenti news, la navicella della Nasa MESSENGERsito ufficiale della missione ] alle 21:54:58 UTC, le 23:55 italiane, del 29 Settembre scorso è passata a 228 km dalla superficie di Mercurio. Però quattro minuti prima del massimo avvicinamento è accaduta un'anomalia di bordo che ha fatto entrare la sonda in safe mode. Mentre transitava da dieci minuti nel cono d'ombra del pianeta, il computer ha rilevato la prevedibile mancanza di energia dai pannelli solari; invece di commutare l'alimentazione sulle batterie di bordo per i successivi 18' è è entrato in "modalità di sicurezza". L'esecuzione dei comandi si è bloccata mantenendo il monitoraggio sul suo "stato di salute" e preservando tutti i dati sul registratore a stato solido. Meno male che al ritorno della luce solare il team di controllo a Terra è riuscito a riprendere il controllo della navicella, che comunque ha eseguito il gravity assist come previsto. Le operazioni da eseguire erano oltre 7000, di cui la ripresa di 1559 immagini anche ad alta risoluzione, per un totale di 50 MB. Sembra che circa la metà dei dati non è stata raccolta o è andata persa; peccato davvero. L'importante è che questo inghippo non succeda fra 18 mesi quando è previsto l'inserimento orbitale; in quel caso non ci sarebbe appello. Vi ricordo queste due sezioni: http://messenger.jhuapl.edu/mer_flyby3.html e http://messenger.jhuapl.edu/the_mission/gallery.html. Intanto beccatevi queste collage di Mercurio in allontanamento ripreso fra sabato 3 e domenica 4.

 

15 Ottobre

La missione di LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite) si è conclusa alle 11:35:45 UTC, le 13:36 italiane, di lunedì 9 quando la navicella si è schiantata poco lontano dal cratere Cabeo dove alle 11:31:19 UTC, le 13:13, lo stadio Centur ha fatto lo stesso. Ricordo che la navicella era posta alla sommità dell'ultimo stadio del razzo Atlas V che 113 giorni prima, il 18 Giugno aveva lanciato nello spazio anche LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). Quest'ultima sonda si era inserita in orbita lunare cinque giorni più tardi, invece LCROSS & stadio Centaur [ immagine ] sempre il 23 Giugno hanno compiuto un swingby della Luna e grazie alla "fionda gravitazionale" si sono inserite in un'orbita polare terrestre [ schema ]. In gergo si chiama LGALRO (Lunar Gravity-Assist, Lunar Return Orbit) è inclinata di 80° dal piano dell'eclittica e perpendicolare all'orbita lunare intorno alla Terra. LCROSS impiegava circa 37 giorni per percorrerla e nel frattempo LRO acquisiva dati sulle regioni polari della Luna per pianificare la fase finale della "gemella". Così sono state compiute tre orbite [diagramma riassuntivo 1 | 2a 2b | 3 / blog a cura della Nasa dal lancio all'impatto] per un totale di 9 milioni di km. L'ultima, la nona, correzione della traiettoria (TCM, Trajectory Correction Maneuver) eseguita lunedì 5 ha permesso di cambiare il target finale: da Cebeo A a Cabero. Alle 01:50 UTC di venerdì 9 è avvenuta la "separazione": riorientare la sonda di 180°, accendere gli strumenti di bordo e riprendere lo stadio finale che si allontanava precedendo verso l'impatto [vedi pagina web]. Le ultime dodici ore per il team di controllo sono state davvero convulse; se volete ecco la cronaca testuale predisposta sul MSS (Mission Status Center) di SPACEFLIGHT NOW. Verso l'una mi sono collegato alla pagina in questione; si vedeva qualche immagine in avvicinamento, l'audio fra i tecnici e il testo della diretta testuale cambiare minuto dopo minuto. Volendo far partecipe ‘Kappa’ gli ho inviato una e-mail con tutti i riferimenti ricordandogli che entro mezz'ora ci sarebbe stato il duplice impatto. Ho seguito la discesa fino alle 13:25, ma poi sono dovuto andare via perchè alle 14 montavo a lavoro... In serata ho visto come era andata [vedi video della Nasa], comunque i Gr avevano accennato ad <<razzo che era caduto sulla Luna>> o qualcosa del genere. LRO, i telescopi terrestri e chi ne ha più ne metta hanno monitorato l'ultima fase della discesa ed è stata una mezza delusione perchè non è apparsa nessuna nube di polvere né dall'impatto dello stadio Centaur e né dalla sonda. La navicella orbitante, LRO, è passata fino a 76,5 km di distanza e ha utilizzato lo spettrometro ultravioletto LAMP e il radar altimetro per immagini DIVINER rilevando emissione di materiali e il nuovo cratere, anzi i due. Nella conferenza stampa delle 14:00 UTC gli scienziati hanno detto che i dati raccolti da LCROSS devono essere valutati a fondo perchè al momento non è chiaro cosa ha "visto"; comunque c'è da segnalare un inatteso flash nella banda del sodio. La risposta alla domanda fondamentale, cioè quella sulla presenza di acqua o ghiaccio, per ora è in dubbio; bisogna attendere che la gran mole di dati raccolti sia organizzata e analizzata. | La navicella della Nasa MESSENGERsito ufficiale della missione ] è a più di 2 milioni di km da Mercurio, sorvolato il 29 Settembre scorso. Adesso percorre la sua undicesima orbita e rincontrerà il primo pianeta del Sistema solare il 18.03.2011 quando tenterà l'inserimento orbitale. Stavolta sono state compiute delle particolari tipi di osservazioni come non era accaduto nei due precedenti flyby. Dato che la stragrande maggioranza della superficie era stata già ripresa, il team di controllo ha previsto di focalizzare la ricognizione scientifica su delle area ben precise (target) di "alto interesse". Così in questa zona dell'emisfero [ immagine ] le telecamere del MIDAS (Mercury Dual Imaging System) [ archivio ] e lo spettrometro per composizione superficiale e atmosferica MASCS (Mercury Atmospheric and Surface Composition Spectrometer) [ archivio ] hanno scandagliato alcuni target secondo questo schema. La legenda e la descrizione di queste cosiddette targeted observations le potete leggere a questa pagina web. Nonostante che quattro minuti prima del massimo avvicinamento la sonda è andata in safe mode, i dati e l'immagini di queste particolari "ricognizioni" sono stati raccolti, salvati e inviati a terra. Inoltre è bene ribadire che la "fionda gravitazione" (gravity assist) ricevuta dal pianeta è comunque quella prevista. Infine vi ricordo che sull'ultimo flyby troverete notizie, schemi e immagini in queste sezioni: http://messenger.jhuapl.edu/mer_flyby3.html e http://messenger.jhuapl.edu/the_mission/gallery.html. | Dopo vari oltre il portale www.pianeta-marte.it ha rilasciato aggiornamenti sui robottini marziani. Spirit (LINK | 13 Ottobre | Sol 2054) naturalmente è ancora intrappolato in ‘Troy’, una distesa di sabbia fine, soffice e traditrice che dallo scorso 23 Aprile non lascia più andare il rover. Purtroppo si è aggiunto un disguido non da poco: il freno dinamico dell'antenna ad alto guadagno (HGA) si è bloccato e così impedisce l'allineamento verso Terra e la trasmissione dati ad altissima velocità nell'X-band. Per ora viene utilizzata l'antenna a basso guadagno (LGA) e la Mars Odyssey come "ponte radio"; comunque ci vorrà un po' di tempo per recuperare l'HGA. Intanto Opportunity (LINK | 13 Ottobre | Sol 2034) durante il suo lento procedere verso cratere ‘Endeavour’ ha trovato un altro meteorite: il 1° Ottobre ‘Shelter Island’ e due mesi e mezzo prima ‘Block Island’. Fra i due "sassi" ci sono appena 700 metri è questo fa pensare che abbiano più di qualcosa in comune... Prima di passare oltre vi ricordo: il sito ufficiale della missione MER e quello dell'"operazione" “Free Spirit”; i due siti sono a cura del JPL e quindi scritti in inglese.

 

28 Ottobre

La sonda dell'Esa Rosetta sito ufficiale ] è in vista del terzo ed ultimo gravity-assist terrestre, che culminerà alle 08:45:40 del 13 Novembre con un "passaggio" ad distanza di 2500 km. Per questo giovedì 22 è stata eseguita con successo una TCM (Trajectory Correction Manoeuvre) da 86" di durata. L'appuntamento è stato così fissato a quell'ora precisa; per saperne di più — se volete — date un'occhiata al Rosetta blog. Intanto il lander Philae è stato controllato minuziosamente nel PC-10 (Payload Check-Out); i test a basso livello e i controlli sulla sua strumentazione scientifica hanno dato esito negativo, cioè è tutto a posto. | Lunedì scorso, il 26, è iniziata la primavera nell'emisfero nord di Marte e così il JPL proverà a contattare Phoenix Mars Lander sito ufficiale ], "muto" dal 02.11.2008. Attendendo che l'illuminazione del Sole sia ottimale per i pannelli solari, il team di controllo della missione attenderà Gennaio per i primi test di comunicazione. | Il rover MSL (Mars Science Laboratory), dallo scorso 27 Maggio denominato Curiosity, rischia di non partire per Marte nemmeno nel 2011! Sembra che diverse sue parti interne sono state costruite con titanio della Western Titanium, che però ha il vizio di produrre un metallo di scarsa quantità. L'analisi dei componenti a rischio durerà fino all'estate 2010; speriamo che le parti che dovranno eventualmente essere sostituite non obblighino al disassemblaggio completo del rover. Allora al danno si aggiungerebbe anche la beffa tanto più che il costo totale della missione è "lievitato" fino a 2,3 miliardi di dollari! Intanto fino al 2011 serviranno altri 400 milioni di dollari per il rinvio di due anni.

 

8 Novembre

La sonda interplanetaria Rosetta sito missione ] alle 07:45:40 UTC, le 08:46, di venerdì 13 passerà a 2481 km dalla Terra; vi ricordo che questo è il terzo ed ultimo gravity-assist da parte del nostro pianeta dal 02.03.2004 (lancio). Se volete seguire, testualmente, l'evento vi indico questa pagina web specifica e il Rosetta blog. Sicuramente troverete immagini della Terra e anche della Luna; infatti la navicella Esa transiterà a circa 233.000 km di distanza otto ore dopo, alle 15:41 UTC. | Intanto nhballe 07:42 SCET di lunedì 2 è transitata a circa 100 km da Encelado, una delle tantissime lune di Saturno. Per compiere il settimo fly-by [ pagina web specifica ] di questa luna "specchio" (infatti riflette quasi il 100% della luce solare) la navicella ha prima (29 Ottobre) dovuto accendere i suoi propulsori per 56,75" variando la sua velocità di 66,96 mm/s (0,25 km/h). Nel momento del massimo avvicinamento la sonda la sonda ha attraversato il pennacchio gassoso dei geyser che si trovano nel polo sud. Alla velocità relativa di 7,7 km/s (27.720 km/h) anche una piccola spinta da parte dei getti gassosi poteva essere un problema; così durante il sorvolo i propulsori di bordo erano in funzione. L'attenzioni degli scienziati verso questa luna è nei suoi geyser che "sprizzano" dalla sua crosta ghiacciata, almeno nella zona del polo sud. Di cosa saranno composti? sotto c'è un oceano d'acqua, liquida per la pressione e la temperatura? Se così fosse allora su Encelado si potrebbero avere condizioni simili a quelle sulla Terra ai primordi. Intanto sono state riprese varie immagini e io vi segnalo queste due: 1 (una ravvicinata da 14.000 sulla superficie assai "rugosa") | 2 (una "grezza" — raw in gergo — da 188.293 km). In attesa di valutare i dati raccolti per sabato 21 è in programma un altro fly-by di Encelado, ma stavolta da oltre 1600 km. | Qualche giorno la NASA ha pubblicato un'immagine ad alta risoluzione dove si intravede il Phoenix Mars Lander sito ufficiale ]. Gli analisti dalla foto (ripresa dall'MRO lo scorso 22 Agosto) hanno — vai a sapere come — visto che il lander è completamente ricoperto di ghiaccio, naturalmente "secco". Purtroppo Mars Reconnaissance Orbiter dal 26 Agosto è mantenuto in safe mode e quindi non può dare particolari sulla zona di Phoenix. Intanto i tecnici del JPL stanno inviando un software per risolvere questa impasse, casuale ma potenzialmente letale per la missione da 720 milioni di dollari decollata nell'Agosto 2005. Quest'anno il computer di bordo si è resettato quattro volte; finché non sarà sicuro che un'altra anomalia possa essere fatale sarà tenuta in "coma farmaceutico". Infatti potrebbe succedere che la navicella torni in modalità "pre-lancio" e tenti così un'inutile e pericolosa connessione verso Terra. Gli ingegneri del team si sono divisi in due gruppi: uno dovrà escogitare un rimedio (fix in gergo) che possa essere inviato e permettere alla sonda di tornare a "parlare"; l'latro gruppo dovrà investigare sull'origine di questi reset. Se fosse un problema hardware, un guasto al computer o al regolatore di tensione, ci sarebbe davvero poco da fare; invece se fossero le radiazioni solari o dei comandi sbagliati inviati da Terra allora è un altro paio di maniche...

 

21 Novembre

Rosetta sito missione ] alle 07:45:40 UTC, le 08:46, di venerdì 13 è transitata a 2480 km (8,27 millisecondi luce) dal nostro pianeta; tutto si è svolto come previsto e così la sonda ha ricevuto la (terza) spinta gravitazionale dalla Terra che la porterà prima all'incontro con l'asteroide 21 Lutetia il 10.07.2010 e poi — tante variabili e avversità piacendo — verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nel 2014. Naturalmente sono state riprese varie immagini di cui vi segnalo queste, a mio dire suggestive: 1 (una falce di Terra da 633.000 km circa 24 ore prima del massimo avvicinamento) e 2 (luci della costa atlantica, specie la Florida, tre ore prima). Il report dell'Esa su questa tappa fondamentale della missione è consultabile a questo URL; naturalmente è tutto in inglese. Questo fly-by è stato più "degno di interesse" perchè si tenterà di far luce su un vero e proprio mistero che da una ventina d’anni fa scervellare gli addetti ai lavori: le differenze di velocità, in più o meno, delle sonde che hanno compiuto fly-by terrestri rispetto a quanto previsto da calcoli accuratissimi. Naturalmente sono differenze in termini infinitesimali in ogni caso non imputabili ad un errore strumentale. Ad esempio Galileo l'08.12.1990 mostrò un'accelerazione inattesa di 3,9 mm/s ma nel successivo dell'08.12.1992 tutto come previsto; NEAR il 15.01.1998 ebbe un'accelerazione non prevista di 13 mm/s, invece per Cassini (16.08.1999) e MESSENGER (02.08.2005) non c'è stata alcuna variazione significativa. Rispetto a quest'ultimi gravity assist terrestri stavolta nelle misure sono impegnati vari radiotelescopi, tutti al meglio delle loro potenzialità; gli scienziati pensano che misurando la velocità di Rosetta si siano ottenuti indizi sufficienti a risolvere il "problema". Che siano effetti indotti dalle forze mareali terrestri, dal frenamento atmosferico, dalla pressione di radiazione? Qualcuno è arrivato a tirare in ballo la materia oscura, l'energia oscura e pure anomalie spazio-temporali generate dalla rotazione terrestre! Vediamo che ci diranno i cervelloni e magari si avrà la soluzione di questo problema che certo non vi farà dormire la notte eheheh. | Mercoledì 4 l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha scoperto l'ennesima anomalia a bordo della sonda MUSES C/Hayabusasito missione ]: nella camera di ionizzazione del propulsore ionico B c'era sovratensione e per sicurezza è stata spenta. Dei quattro in dotazione due erano già out e l'unico rimasto (il C) a suo tempo dovette essere spento per evitare che la sovratensione lo danneggiasse definitivamente! Adesso fino a Febbraio dovrà essere raggiunta quella quota di spinta "ionica", lenta ma costante, necessaria per imboccare la traiettoria verso la Terra. Infatti nel Giugno 2010 è previsto che la capsula di ritorno — forse contente campioni di suolo dell'asteroide 25143 Itokawa "raccolti" nel Novembre 2005 — atterri sostenuta da un paracadute nel deserto australiano. Sembrava davvero finita, ma i tecnici nipponici sono riusciti a trovare un escamotage per avere a disposizione un propulsore ionico: combinare neutralizzatore, unità di alimentazione e ionizzatore dei propulsori A e B. Poco dopo il lancio l'A fu disattivato per delle instabilità, mentre anche il B dovette essere spento per una sovratensione del suo sistema di neutralizzazione. L'idea è questa: collegare il neutralizzatore dell'A (che funzionava) all'unità di alimentazione e da questa all'ionizzatore del B (vedi schema). Al momento la nuova combinazione non è stata attivata; prima devono essere effettuati test e controlli però sembra che il propellente a disposizione (xenon) possa bastare per ottenere la necessaria spinta. Naturalmente il condizionale è d'obbligo e vediamo che succederà nelle prossime settimane. | I primi due tentativi per liberare Spirit dalla sabbia marziana che lo imprigiona dallo scorso Maggio hanno dato un esito confortante: il rover per la prima volta da mesi si è spostato anche se di pochissimo. I tentativi sono stati compiuti mercoledì 18 (vedi pagina web) e giovedì 19 (pagina con immagini). Se date un'occhiata a questa animazione potrete notare il piccolo spostamento da quella stramaledetta distesa di sabbie mobili, soprannominata non a caso ‘Troy’. Il team di controllo ha ordinato alle ruote di andare avanti in due passi da 2,5 metri ciascuno; alla fine i sensori hanno rilevato che il centro del rover si era mosso di: 12 mm in avanti, 7 a sinistra e 4 in basso. Il terzo tentativo è in programma oggi e il quarto, a seconda degli eventuali progressi, lunedì 25. Se volete saperne vi ricordo il sito ad hoc, creato e gestito dal team della missione: “Free Spirit” ("liberare Spirit" per l'appunto). Molte altre notizie, fra cui quelle sul rover gemello Opportunity, sono sul sito, anzi portale, ufficiale: http://marsrovers.nasa.gov/home/index.html.

 

16 Dicembre

Il team dell'operazione “Free Spirit” ("liberare Spirit") hanno proseguito nei tentativi di togliere Spirit da ‘Troy’, che lo imprigiona dal 23 Aprile. Nel Sol 2088 durante un doppio drive di 5 metri, cioè due spostamenti comandati da 2,5 metri ciascuno, è successo un mezzo patatrac: dopo appena 1,4 metri la ruota posteriore destra si è ripiantata. L'analisi telemetriche hanno dimostrato una certa affinità con un precedente stallo al Sol 1837 (quando il robottino non si era ancora arenato). Tre prove di rotazione "a freddo", a temperatura ambientale e "a caldo": le condizioni del terreno non sono la causa diretta dello stallo e sembra che questi sia avvenuto quando la ruota non era già bloccata. La situazione appare quantomeno difficile: la ruota anteriore destra è guasta da tre anni e per tutto questo tempo è stata trascinata a retromarcia; così adesso sul lato destro funziona solo una ruota e su quello sinistro ancora tre. I tentativi di "liberazione" continuano finchè ci sarà energia (al Sol 2099 — 28 Novembre — i pannelli solari erogavano 316 Wh). Vi ricordo per l'ennesima il sito, anzi portale, ufficiale della missione: http://marsrovers.nasa.gov/home/index.html. | Intanto MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) ha recuperato il suo funzionamento completo; si vede che l'invio del nuovo software ha risolto il problema di gestione della memoria causa di ben quattro riavvii (23 Febbraio, 4 Giugno, 6 e 26 Agosto). Dopo quest'ultimo reset il team di controllo ha preferito lasciare l'orbiter in safe mode per comprendere e risolvere il problema, potenzialmente capace di mandare a monte la missione. | Anche per la sonda "gemella" Mars Odyssey si era registrato un improvviso reset il 28 Novembre; il team di controllo ha preferito lasciarla in safe mode per capire i motivi di questo riavvio (non accadeva dall'11 Marzo scorso). E' successo che un errore di memoria ha causato un'anomalia nel flusso dati in elaborazione; in questi casi il computer di bordo commuta in modalità di sicurezza per evitare che errori di calcolo possano "propagarsi" all'interno del software e magari comandare l'accensione di un propulsore e perdere il collegamento con la Terra. Fino a giovedì 3, quando la sonda ha ripreso il funzionamento normale, non è stato possibile utilizzarla come ripetitore degli segnali da inviare ai rover marziani. | Per Cassinisito missione ] si potrebbe prospettare un'estensione di sette anni oltre alla data (30.09.2010) in cui finiranno i fondi stanziati dalla Nasa. Dopotutto la navicella a 12 anni dal lancio funziona ancora bene e dal 30.06.2004, quando in cui s'inserì in orbita a Saturno, continua ad inviare dati e immagini interessanti. Durante questa missione estesa gli scienziati hanno prospettato vari "venti": il solstizio d'estate nell'emisfero boreale, i cambiamenti stagionali dei laghi di metano su Titano e del polo Sud di Encelado. Finora la Nasa "cacciava" 80 milioni di dollari per anno di missione; il project team, composto da scienziati del JPL e dell'ESA, all'inizio aveva previsto un piano "al risparmio" da 40 milioni di dollari; ma per mantenere uno standard minimo fino al 2017 non bastano. L'ente spaziale americano il prossimo mese valuterà il "nuovo" piano; speriamo in bene... Intanto sul portale della missione sono state pubblicate delle foto suggestive: il primo riflesso di un lago di Saturno visibile dallo spazio [vedi qui], l'"esagono" formato dai venti nella zona polare (Nord) di Saturno durante l'inverno [vedi qua], l'ombra di Titano "proiettata" sul disco del pianeta [ clicca e vedi ].

 

24 Dicembre

Il rover Spiritsito missione MER ] è davvero nelle beghe: la sua attuale posizione, che mestamente è la stessa dallo scorso 21 Maggio, non gli permetterà di superare l'inverno marziano. L'inclinazione del robottino è tale che quando il Sole inizierà ad abbassarsi sull'orizzonte i pannelli solari non potranno raccogliere energia sufficiente per mantenere attivi i dispositivi di bordo. Il momento "fatale" è previsto intorno Marzo, ma non sono stati considerate incognite come le tempeste di sabbia o la presenza di sabbia sui pannelli... L'acme dell'inverno, il solstizio, nell'emisfero su di sarà il 13 Maggio 2010. Finora i tentativi fatti, equivalenti ad uno spostamento in avanti di dieci metri, hanno smosso il rover di appena due cm! Purtroppo i problemi a due ruote (quella anteriore e posteriore destra), delle sei totali, hanno fatto il resto. Quella posteriore si era guastata qualche settimana fa, mentre quella anteriore è inutilizzabile dal 13 Marzo 2006 quando si "aprì" un circuito di alimentazione al motorino. Quindi per più di tre anni e mezzo il rover si è dovuto muovere in retromarcia trascinandosi la ruota bloccata, che adesso come detto è "in compagnia"... Però alcuni test diagnostici effettuati nel Sol 2113 hanno dato un esito incredibile e inatteso: la ruota anteriore destra (quella inutilizzata dal Marzo 2006) ha evidenziando valori nominali di resistenza ed addirittura dimostrando un leggerissimo movimento! Questo "progresso" è appena percepibile, dato che corrisponde ad un giro di motore (e quindi 1/1500 di giro della ruota a causa del motoriduttore); però è una certezza stando ai dati telemetrici. Finora si sapeva che l'attuatore della ruota ritenuta "morta" evidenziava un circuito aperto; e se anche quella "deceduta" da poco funzionasse? Dopotutto è la ruota meno coperta di sabbia e quindi potrebbe essere di grande aiuto... Il primo movimento (drive) che comanderà tutte le sei ruote, quindi anche le due bloccate, è stato effettuato da mercoledì 16 a sabato 19 (Sol 2116-2120). L'esito con 10 metri di spostamento è stato il seguente: rotazione ant. dx < 2°, rotaz. post. dx. 0°; le altre quattro hanno sì compiuto rotazioni, ma non è stato registrato alcun spostamento in avanti del rover (leggere qui per credere)!

 

31 Dicembre

La Nasa ha tre proposte per il suo programma d'esplorazione spaziale “New Frontiers”. Un denominatore comune, indubbiamente determinante, è quello del costo: non più di 650 milioni di dollari (escluso il vettore di lancio). "In gara" fino all'Agosto 2011, quando sarà fatta la scelta definitiva, ci sono: VISE (Venus In-situ Explorer), OSIRIS-REx (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security-Regolith Explorer) e SPA-SR (lunar South Pole Aitken basin - Sample Return). La prima dovrà portare un lander sulla superficie di Venere; nelle tre ore di vita operativa in quell'inferno — almeno 90 atmosfere di pressione e 450 °C di temperatura(!) — la sonda dovrà eseguire misurazioni e provare scavare nel terreno con un braccio meccanico. Invece OSIRIS-REx ha vari obiettivi: entrare nell'orbita di un piccolo asteroide, eseguire misurazioni e rilevamenti per un anno, poi avvicinarsi alla superficie e raccogliere almeno 50 grammi di terreno in volo radente per infine ritornare sulla Terra. Questa proposta era stata proposta nel 2004 e 2006 per il programma “Discovery” ma era stata scartata perchè il suo costo non rientrava nei limiti previsti, 425 milioni di dollari in massimo 36 mesi dalla progettazione al lancio. Infine SAR-SR, denominata anche MoonRise, dovrà raccogliere almeno 50 grammi di suolo lunare all'interno del bacino Polo Sud-Aitkin (SPA), che con i suoi 2500 km di diametro è il grande cratere d'impatto lunare e fra i più grandi nel Sistema Solare. Probabilmente il violentissimo impatto che lo formò ha portato in superficie parti degli strati profondi del mantello. Un'ulteriore difficoltà di questa missione è che il SPA si trova quasi interamente sulla faccia nascosta. Nel 2004 MoonRise fu scartata nella prima competizione per il programma “New Frontiers” nel 2004, allora la spuntò la Junosito ufficiale ]. Ogni team delle tre proposte di missione riceverà 3,3 milioni di dollari per progetti, analisi di fattibilità e di budget, dati che permetteranno alla Nasa di scegliere una o più missioni nell'Agosto 2011. Sembra che fra le otto alternative ricevute <<Questi sono progetti che ispirano e stimolano le nuove generazioni di scienziati ed ingegneri, ma anche il pubblico>>; almeno così la pensa Ed Weiler della direzione missioni scientifiche Nasa. | Essendo finito un trimestre ecco il consueto resoconto sulle sonde interplanetarie: per Stardust sito missione estesa NeXT ] in questa sezione potete vedere gli status report degli ultimi tre mesi. Lo scorso 26 Ottobre la navicella è entrata in safe mode perchè la camera stellare è entrata in conflitto con il computer di bordo. L'operatività completa è stata ripristinata il 2 Novembre; la causa è da attribuirsi ad un flare solare che nell'Ottobre 2003 aveva mandato in tilt nello stesso modo Genesis e Mars Odyssey. Comunque il 2 Dicembre si è registrata una lieve avaria nell'assetto, ma tutto è stata prontamente risolto. Nelle settimane successive il team di controllo con l'opportune procedure ha definito la quantità restante di propellente nei serbatoi. Intanto con la sonda a più di 351 milioni di km dalla Terra (in aumento) e 256 milioni dal Sole (in diminuzione) sono in corso di definizione test, procedure, aggiornamenti dello swingby terrestre del prossimo Giugno e anche del flyby con la cometa periodica Tempel 1 (in programma il 14.02.2011). | Rosettasezione specifica dell'Esa ] ha compiuto tutte l'osservazioni al nostro pianeta nei giorni seguenti al terzo ed ultimo swingby del 13 Novembre. Calcoli successivi hanno evidenziato che era necessaria una manovra di correzione della traiettoria per appunto correggere, anzi "pulire" (clean-up in gergo), una piccola imperfezione. Così il 23 Novembre — proprio quando la sonda toccava il perielio a 146,6 milioni di km (0,98 UA) — ha eseguito la TCM per una variazione di velocità (delta-v) di 58 cm/s. Rosetta non sarà mai così vicina al Sole: infatti le due manovre nello spazio profondo (DSM in gergo) del 2011 e 2014 — per sincronizzare l'orbita della sonda con quella della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko — aumenteranno il perielio ad almeno 1 UA, cioè oltre l'orbita della Terra. Dal 22 al 26 Novembre sono state "rinfrescate" (refreshed) tutte l'EEPROM di bordo; intanto sono stati forniti i dati "ufficiali" sullo swing-by del giorno 13: altitudine al perigeo 2.479,523 km [± 2 metri]; tempo del passaggio al perigeo 07:45:39.9908 UTC [± 0,2 millisecondi]. Tutti gli strumenti scientifici di bordo erano, e rimangono, spenti; nelle prossime settimane verranno effettuati cambiamenti nella configurazione della sonda per la cruise mode che porterà al fly-by con l'asteroide 21 Lutetia (10 Luglio 2010). L'ultimo status report (il n. 125), relativo al periodo 14-27 Novembre, lo potete leggere a questo Url. | Lo sonda New Horizons sito ufficiale ] è stata messa in ibernazione lo scorso 20 Novembre; da fine Agosto era "sveglia" per l'annuale checkout, il terzo dal lancio. Intanto il 29 Dicembre è stata raggiunta un'altra "pietra miliare" (milestone in gergo): la navicella è più vicina a Plutone (2,463 miliardi di km) che alla Terra (2,462 miliardi di km) [vedi immagine]. Ogni giorno Plutone si avvicina 1,2 milioni di km; ma ci vorranno altri cinque anni e mezzo per arrivare alla meta: 15 Luglio 2015...  Da poco è stata superata la metà del tragitto fra l'orbite di Saturno e Urano; nel 2010 ci saranno altre "metà tragitto": il 25 Febbraio la metà della distanza eliocentrica — quindi rispetto al Sole — dalla Terra a Plutone; il 20 Aprile la metà della distanza dal Sole a Plutone, riferita al 15.07.2015 ed infine il 17 Ottobre quando la sonda avrà viaggiato per metà del tempo di volo necessario per raggiungere Plutone. | Dawnsito ufficiale della missione ], in viaggio dal 27.09.2007 verso Cerere e Vesta, lo scorso 13 Novembre è "ufficialmente" entrata nella fascia principale degli asteroidi. Per arrivarci ha viaggiato per 7,7 UA (circa 1,2 miliardi di km); il 5 Dicembre la navicella e il Sole erano equidistanti dalla Terra e quindi avrebbero potuto formare un triangolo isoscele, ciò era già accaduto il 28.05.2008 e 18.09.2009. Come al solito la spinta dei propulsori ionici viene interrotta una volta la settimana per otto ore in maniera da puntare l'antenna principale verso la Terra. A ieri la spinta ottenuta è di 2 miglia/secondo (3,22 km/s); ma ne serve ancora più di 2/3 rispetto a quella prevista. Per ottenere questa rispettabile velocità sono stati consumati 126 kg di xenon in 474 giorni "di spinta"; ogni 24 ore vengono ottenuti 7,2 m/s di aumento di velocità. A ieri la distanza dalla Terra era di 0,84 UA (125 milioni di km); i segnali radio fra partire dal nostro pianeta, raggiungere la sonda e tornare subito indietro impiegano circa 14 minuti.

III trimestre

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