News astronautica 2010 - III trimestre
14 Luglio
Alle 15:44:57 UTC,
le 17:45 italiane, di sabato 10
Rosetta
è transitata a 1360 km dall'asteroide
21
Lutetia; il luogo dell'incontro, gestito in maniera automatica dalla
sonda, era 280 milioni di km dalla Terra non lontano da Saturno (poi capirete il
perchè di questa precisazione...). Sul
report n. 141, emesso dall'Esa per il periodo
5-10 Luglio, troverete una sacco di informazioni; su questa
sezione del
sito ufficiale della missione invece potrete
vedere un sacco d'immagini, a partire dalla
prime (riprese il 9 da 2 milioni di km). Sul “Rosetta
blog” oltre all'immagini ci sono i contributi degli appassionati,
dirette testuali, commenti, discussioni come ogni blog che si rispetti. Fra le
tantissime immagini raccolte, vi segnalo queste:
l'asteroide con Saturno sullo sfondo (il
gigante con gli anelli a sua volta distante circa 7
UA),
il
corpo
al massimo avvicinamento,
una
"cartolina d'addio" in controluce durante
l'inevitabile allontanamento alla velocità relativa di 53.900 km/h. Di 21
Lutetia, denominato così perchè è stato il 21° asteroide scoperto dal 01.01.1801
(quando
fu trovato il primo:
Cerere), non si sapeva praticamente nulla. Dal
15.11.1852, quando un astronomo dilettante tedesco ma
francese d'azione (Hermann
Mayer Salomon Goldschmidt) lo individuò dal suo appartamento
parigino, di Lutetia (il nome latino di Parigi dato dall'allora
direttore dell'osservatorio
cittadino) si sono via via individuate solo le
caratteristiche essenziali: 100 km di diametro,
asteroide di tipo M, orbita |simulazione
a cura del Jpl| (perielio
2,03 UA ·
afelio 2,83 UA · periodo 3,8 anni · 3,064 d'inclinazione rispetto
all'eclittica).
Da quanto rilevato finora, Lutetia si è rivelato come un oggetto butterato
da molti crateri e allungato (circa 130 km il lato più lungo); forse non è di
tipo M, ma
C (cioè di tipo carbonioso come il 75%
di tutti quelli finora conosciuti). Se così fosse allora sarebbe uno dei
"cimeli" rimasti dalla nascita del sistema solare; quindi potrebbe dirci
molto sull'epoca in cui si formarono anche i pianeti. Infine potete notare da
questo
fotomontaggio (asteroidi e comete finora
esplorati dalle sonde) che Lutetia è di gran lunga il più grande.
Passando a
Rosetta,
questa ha completato l'ultimo flyby previsto (tre "fionde
gravitazionale" terrestri, una marziana ed un sorvolo dell'asteroide
2867
Šteins) nel suo
decennale viaggio verso la cometa
Churyumov-Gerasimenko di cui è previsto
l'inserimento orbitale nel Maggio 2014. Il team di controllo fra qualche
settimana dopo aver ricevuto i dati e l'immagini raccolte nell'ultimo fly-by
prepareranno l'ibernazione profonda lunga due anni e mezzo. Tutti i sottosistemi
saranno controllati ed alcuni riceveranno degli aggiornamenti software, questa
fase di preparazione durerà circa un anno; dovrà essere perfetta perchè non ci
saranno "risvegli" fra il Maggio 2011 e il Gennaio 2014 quando la sonda sarà
riattivata. I due grandi pannelli solari saranno utilizzati in modalità a bassa
intensità dato che all'esterno del sistema solare dove transiterà la sonda la
luce solare è assai debole. Nel prossimo Gennaio è prevista un'importante
manovra propulsiva (ben 2.844 km/h) per sincronizzare l'orbita della sonda con
quella della cometa |modello
interattivo e animato|. Come al solito vi terrà aggiornati nelle
prossime news d'astronautica sul proseguo di queste missione. |
La
JAXA, l'agenzia spaziale giapponese, lunedì 5
ha annunciato di aver trovato
particelle all'interno della capsula di ritorno della missione
MUSES C/Hayabusa.
Per ora non è dato a sapersi se le particelle sono
polvere proveniente dall'asteroide
Itokawa o se il materiale terrestre oppure
proviene dallo spazio. Da una radiografia del filtro fatta nel laboratorio
high-tech di Sagamihara sono stati notati segni di particelle di circa 1
millimetro e una traccia di gas
proveniente dalla capsula. Solo ulteriori analisi permetteranno di determineranno la
reale natura di queste particelle; per fare questo serviranno altri mesi. Per
maggiori dettagli date un'occhiata al
post di Luigi Morielli di cui mi sono permesso
di fare un piccolo riassunto. |
Rimanendo sempre in tema di missioni
nipponiche, parliamo di una in corso: quella del futuro orbiter venusiano
Planet C/Akatsuki
e della sua
vela
solare
IKAROS.
Martedì 6 il team di controllo ha pubblicato un
report sulla navicella decollata il 20 Maggio e
in viaggio come detto verso Venere. Lo scorso 28 Giugno,
ora del Giappone, è stata eseguita la prima
delle due manovre di correzione della traiettoria previste. La distanza dalla
Terra era di 14,6 milioni di km ed il propulsore di bordo OME (Orbital
Maneuvering Engine) |immagine|
è stato attivato per 13" fornendo una spinta di 500
newton. La prossima correzione è prevista per
inizio Novembre in maniera che il 7 Dicembre
JST la navicella possa entrare in orbita
venusiana all'apside.
Intanto venerdì, naturalmente JST, la JAXA ha annunciato |pagina
web| che la vela solare sta accelerando grazie ai
fotoni.
La spinta fornita dalla
pressione della radiazione solare è di 1,12 mN (millesimi di
newton); questa forza debolissima (pari a 0,114
g) è quanto previsto dai
team di controllo della missione |sito
del progetto|. |
Il rover
marziano
Spirit
|sito “MER”|
continua a rimanere in silenzio, almeno nella sessione d'ascolto del 30 Giugno;
ormai l'ultima comunicazione è quella del 22 Marzo (Sol 2210). Probabilmente a
causa di un forte abbassamento di potenza il computer di bordo ha spento
tutti i sottosistemi, anche quelli di comunicazione; adesso dovrebbe trovarsi in
uno stato di "sonno profondo". Comunque in questo periodo l'energia raccolta dai
pannelli solari verrà usata per ricaricare le batterie; solo quando ci sarà una
sufficiente carica,
Spirit si
risveglierà iniziando a comunicare. Rammento che il solstizio d'inverno marziano
è avvenuto lo scorso 13 Maggio e da allora i livelli di energia solare e di
temperatura sono in aumento |
Intanto il rover gemello
Opportunity
|sito “MER”|
continua il suo viaggio verso il
cratere Endeavour;
spesso in un giorno marziano (Sol) vengono percorsi 60-70 metri, che non è poco
su quella superficie accidentata e insidiosa. L'anomia al
PMA (Pancam Mast Assembly), la struttura che sostiene le telecamere di
navigazione e scientifiche, dello scorso 30 Maggio ormai è stata superata e
compresa. Nel Sol 2286 (29 Giugno) la produzione di energia solare è salita fino
a 354 Wh;
l'odometria totale, cioè quanto fino allora percorso, segnava 21.408,21 metri.
Se volete leggere i testi completi dei post curati da Luigi Morielli — di cui ho
fatto un sunto personale — vi invito a cliccare questo
link.
1° Agosto
Dal
12 Maggio 2009, giorno in cui il telescopio della Nasa
Kepler |sito
missione| iniziò la sua ricerca di esopianeti "particolari", sono
state osservate circa 156.000 stelle. Le procedure di raccolta, verifica ed
elaborazione [clicca
qui] dati sono andate un po' a rilento e con
varie interruzioni: già con il primo invio (download) a Terra del 19
Giugno 2009 venne scoperto che il telescopio era entrato in safe mode
quattro giorni prima! L'avaria era stata causata da un reset del calcolatore e
ciò riaccadde anche il successivo 2 Luglio; qualche mese fu scoperto che tali
reset erano provocati da cali di tensione nell'alimentatore del processore
RAD750.
Il 12 Gennaio 2010 una porzione del piano focale ha iniziato a fornire dati
sbagliati, ciò probabilmente dipendeva dal modulo MOD-3 che copre 2 CCD delle 42
del telescopio. In ogni caso dallo scorso 12 Febbraio il MOD-3 rimane
disattivato. Kepler ogni mese invia a Terra 90-100
Gb
di informazione scientifica che poi va elaborata; l'ultimo invio è dello scorso
10 Maggio. Circa un mese dopo, il 15 Giugno, sono stati pubblicati i primi
risultati; il team degli scienziati ha "isolato" 706 stelle candidate
nell'avere almeno un
esopianeta con queste caratteristiche: 1. la
sua orbita è nella "zona
abitabile"; 2. la sua massa
è non più piccola di
quella terrestre ma non più grande di
quella di Giove. Nell'ultimo mese e mezzo, di queste 706, ne sono
passate "al veglio" 306; questa fase (follow-up in gergo) ha escluso i
"falsi positivi" e ristretto via via la rosa. Il risultato finale è stato: non
c'è nessun esopianeta che abbia quelle precise caratteristiche. Ma intanto lo
scorso 16 Luglio in una sessione della
TEDGlobal |sito|
Dimitar Sasselov, astronomo dell'Harvard University, ha lanciato una "bomba":
a suo dire su 406 esopianeti rilevati dal telescopio [primo errore visto che si
parla solo di stelle candidate] ben 140 sarebbero potenziali mondi <<come
la Terra>> con una conformazione rocciosa simile, terre emerse che acqua!
Sicuramente avrà i suoi buoni motivi per aver fatto queste dichiarazioni, che
non sono state "smentite" dalla Nasa per qualche settimana. Poi lo scorso 28
Luglio è arrivata una
sintetica nota; inoltre
William Borucki, uno degli scienziati dell'ARC
a capo della missione, ha ribadito che il pur sofisticato telescopio spaziale
non può certo rilevare traccia di vita. Solo con la missione
SIM, il cui lancio è programmato dalla Nasa nel
2015-2017, si potrà (forse) farlo. Tornando
a Kepler, i risultati completi sulle altre 400 candidate saranno resi
noti nel Febbraio 2011.
Ricordo che il telescopio spaziale sta scandagliando una regione della Via
Lattea, nota come Cigno-Lira, dove sembra esserci molte stelle simili alla
nostra [vedi immagini
1 e
2 di chiarimento]. Finora il telescopio ha
direttamente scoperto cinque esopianeti, mentre di altri tre sono stati rilevati
dal team della missione grazie a osservazione da terra. Se volete dare
un'occhiata alle caratteristiche di questi (finora) otto esopianeti, cliccate
qui.
La Nasa ritiene che siano
nane
piuttosto che
pianeti (almeno in senso stretto). Prima di
poter affermare — con assoluta certezza — che è stato trovato il primo
esopianeta "simile alla Terra" ci sarà ancora da attendere; ma forse non
molto...
P.S. del 02.08.2010: la
commissione scientifica della missione Kepler ha reso nota una
dichiarazione firmata
dove si ribadisce che il telescopio non ha trovato alcun esopianeta "simile alla
Terra"; infine i risultati verranno annunciati quando saranno disponibili (e
sopratutto) confermati.
| Il
robottino
marziano
Spirit
|sito “MER”|
è ancora "muto" (non invia trasmissioni) e "sordo" (sembra non ricevere i
comandi da Terra); può avere poca energia per tenere attivi i sistemi di bordo
e/o le basse temperature obbligano l'accensione dei riscaldatori per mantenere
"tiepidi" i sistemi primari. Negli scorsi inverni la temperatura di questi non è
mai scesa sotto i -45 °C, ma se manca l'energia e si scende sotto i -55 °C
allora si potrebbero avere dei danni fatali. Con circuiti elettronici e batterie
danneggiate, anche se l'energia tornasse ad essere sufficiente ad una
riaccensione, non potrebbe comunicare al centro di controllo come se fosse
appena giunto su Marte. Secondo i calcoli, il "giorno buono" per ottenere anche
un flebile contatto era il 23 Luglio; purtroppo è stato ricevuto solo silenzio.
I tecnici del JPL non sono molto ottimisti, anzi hanno dichiarato che servirà
letteralmente <<un miracolo>> per ripristinare il contatto. Tre giorni dopo il
team di controllo ha trasmesso al rover i comandi per chiamare "casa"; ulteriori
analisi sulla luce solare e l'ambiente solare indicano che
Spirit non potrà
rispondere fino a metà Settembre-metà Ottobre.
|
Intanto il rover gemello
Opportunity
|sito “MER”|
prosegue nella strada verso il
cratere Endeavour; il 15 Luglio (Sol 2301) per la prima volta è stato
osservato un
dust devil, una tromba d'aria in miniatura:
vedi
pagina e
immagine. Invece il rover gemello ne ha
osservati moltissimi, quindi la loro distribuzione sulla superficie non è
uniforme; in un'occasione (12 Marzo 2005) uno di questi mulinelli di polvere gli
passò sopra non recando alcun dannò, anzi spolverò i pannelli solari.
Opportunity
nel Sol 2300 ha "beneficiato" di forti raffiche di vento che hanno pulito i
pannelli e quindi fatto aumentare la produzione dell'energia solare di
un 10%. Il 27 Luglio (Sol 2313) questa era passata a ben 533 Wh, l'odometro
segnava 21.860,62 metri; dal 29 Giugno ne ha percorsi 380,41 e quindi la media
giornaliera è di 13,57 metri. |
Rimanendo in tema di rover marziani, ma ancora sulla Terra, venerdì 23
MSL/Curiosity
(Mars Science Laboratory)
|sito|
ha mosso i "primi passi" all'interno della camera sterile del JPL di Pasadena
[leggi
qui]. Questa campagna di test è servita per
dimostrare che questo veicolo — costato finora ben 2,3 miliardi di dollari — è
in grado di operare sulla superficie marziana. Il rover è completo all'80-90%:
manca il braccio robotico e alcuni componenti elettronici; comunque con le
ruote, il sistema di mobilità e l'elettronica di guida è riuscito ad andare
avanti e indietro di un metro su un soffice
tappeto.
Inoltre sono state girate le ruote per testare il sistema di sterzo, che
comprende quattro motori (uno per ruota). Con il completamento dell'assemblaggio
saranno eseguiti test sempre più complessi: curve e pendenze. Intanto gli
ingegneri stanno ancora verificando le parti in titanio montate a bordo; fatto
sta che queste parti "titaniche"
provengono da
un fornitore di metalli che avrebbe utilizzato materiale falsamente certificato
ai clienti governativi.
Per ora sono state identificate 120 parti in titanio "sospetto"; gli ingegneri
ne hanno sostituito alcune e
per le altre è
stato dimostrato il rispetto delle specifiche attraverso dei test.
Ricordo che il lancio doveva avvenire nell'Ottobre 2009 ed è stato posticipato
al Novembre 2011 per vari problemi tecnici, fra cui il ritardo nella consegna
dei componenti e questa bega del titanio "non certificato". Se ogni tanto date
un'occhiata alla
sezione delle news potrete vedere il rover nel
suo assemblaggio e nei test a cui partecipano centinaia di persone. |
Sempre in tema marziano, c'è da registrare che il 14 Luglio
Mars Odyssey
|sito|
è passata in safe mode a causa di una risposta anomala di un encoder
elettronico. I tecnici del team di controllo si sono subito messi all'opera per
recuperare la sonda che fra l'altro funge da ripetitore per i due rover MER. Già
dopo tre giorni le principali funzionalità erano state ripristinate ed il 23
Luglio Odyssey
poteva disporre anche degli strumenti scientifici, quali rilevatori e telecamere
[leggi
qui]. |
Infine parliamo del prossimo — speriamo — orbiter venusiano
Planet C/Akatsuki
e sopratutto della sua
vela
solare
IKAROS.
Dalle 07:35 UTC del 13 Luglio alle 06:25 del giorno dopo si è svolto
l'esperimento di controllo dell'assetto utilizzando gli otto dispositivi
LCD, disposti lungo il perimetro rettangolare
[vedi
schema]. Come potete notare cliccando
qui, se il dispositivo è acceso (on) si
ha un riflesso speculare della luce solare; invece con il dispositivo spento (off)
la luce ha dei riflessi diffusi e più deboli. Accendendo e spegnendo i
dispositivi in sincrono con la rotazione della vela permette di generare un
momento torcente (torque) di controllo dell'assetto nella
verso desiderato [vedi
schema]. Spero di essermi spiegato in maniera
comprensibile, comunque se volete saperne di più cliccate su questa
pagina (la nota Jaxa emessa alle 14
JST del 23 Luglio).
16 Agosto
Ad inizio mese la Nasa e l'Esa hanno selezionato i cinque strumenti
scientifici che saranno a bordo del
Mars Trace Gas Orbiter, la prima delle tre
missioni previste dall'ambizioso programma
ExoMars.
Come potete intuire si tratta di una navicella che dovrà orbitare intorno Marte,
il suo obiettivo primario è quello di studiare la
composizione chimica dell'atmosfera marziana; un occhio di riguardo sarà
riservato al metano (la cui scoperta definitiva è stata della sonda dell'Esa
Mars
Express nel 2004). Si vuole comprendere le vere origini di questo gas
dal ‘Pianeta’:
processi geochimici o biologici? Dopo ben 16 mesi di "competizione" solo 5,
dei 19 strumenti scientifici proposti, sono stati selezionati: due spettrometri,
due telecamere ed un radiometro. Il (doppio) criterio di scelta è stato quello
di massimizzare gli obiettivi della missione e ridurre i rischi di
fallimento/avaria. Dato che il lancio è previsto solo nel Gennaio 2016 e la
navicella esiste solo come progetto eviterò di elencarveli; lo farò a suo
tempo... fidatevi. Nell'Ottobre 2009 l'agenzia spaziale europea e quello
americana hanno firmato un accordo per il “Mars
Exploration Joint Initiative”. Per ora è stato deciso che: 1. l'Esa
costruirà l'orbiter e sulle "sue spalle" monterà un dispositivo (ancora tutto da
definire) che dimostri la sua capacità di entrare nell'atmosfera,
scendere e ammartare; 2. la Nasa fornirà il vettore di lancio. Questo duplice
impegno vale per la "finestra" del 2016, invece per quella successiva del 2018
sia l'Esa che la Nasa porteranno un rover su Marte: rispettivamente
ExoMars
e
Mars Astrobiology
Explorer-Cacher. In
più la Nasa dovrebbe costruire un sistema l'ingresso, la discesa e l'ammartaggio.
Mi fermo qui perchè le successive tappe (network di piccoli lander e una “Mars
Sample Return”) sono molto, ma molto sulla carta e quindi non mi
sembra il caso di parlarne...
II