UN'ULTIMA FRASE 2002

 

 

GENNAIO

« Sii felici perché io lo sono, ciao. »

alla mamma stringendo una mano anche al babbo.

CHIARA BADANO (Luce)

Studentessa e GEN (GEnerazione Nuova | Movimento dei Focolari), Venerabile dal 03.07.2008

A. Sassello (Savona), 29.10.1971

W. Sassello, 07.10.1990 04

 osteosarcoma di IV grado alla spalla con metastasi diffuse

 

FEBBRAIO

« Arrivederci ragazzi, io seguirò la mia nave. »

Probabile frase rivolta agli ufficiali di bordo poco prima dell'affondamento.

EDWARD JOHN SMITH (E.J. Smith) - Comandante del Titanic dal 10.04.1912

A. Hanley [51 Well Street] - Stoke on Trent (Inghilterra), 27.01.1850 17:10

W. Oceano Atlantico [41°44' nord, 49°57' ovest], 15.04.1912 02:20?

  annegamento?/assideramento?  link

E.J. Smith lavorava per la compagnia navale "White Star Line" dal 1886. Il viaggio inaugurale del Titanic (Southampton -> Cherbourg -> Queenstown -> a New York, dal 10 a 17 Aprile 1912, era il suo ultimo impegno da comandante. Appena sbarcato a New York sarebbe andato in pensione. Al momento dell'impatto con l'iceberg, alle 23:40 circa del 14 Aprile, il comandante riposava nella sua cabina, dietro la plancia. Ai comandi c'era il primo ufficiale William Murdoch (nato il 28.02.1873). Alle 00:25 del 15 Aprile E.J. Smith diede l'ordine di far salire sulle scialuppe prima tutte le donne e i bambini. Alle 02:10 il mare irruppe sul ponte (vedi immagine di ricostruzione). Alle 02:15 gli uomini dell'equipaggio rimasti misero il canotto 'A' a mare diritto, mentre quello 'B' cadde capovolto. L'orchestra della nave, che suonava sul ponte di poppa, intonò l'ultima canzone (probabilmente "Autumn"). Alle 02:16 iniziò la prora s'alzò tanto da far vedere l'eliche (vedi immagine di ricostruzione). Alle 02:17 fu lanciato l'ultimo messaggio telegrafico, poi mancò la corrente al trasmettitore. Proprio in quegli attimi, il capitano venne sicuramente scorto sul ponte di comando con il megafono in mano. Alle 02:18 si spensero tutte le luci elettriche. Il terzo fumaiolo si staccò per l'inclinazione della nave. L'immensa massa di metallo cadde sui naufraghi e scagliò il canotto B a 30 metri di distanza. Poco dopo il Titanic si spezzò: la prua colò a picco e il rimanente pezzo di poppa continuò a galleggiare. Alle 02:19 del Titanic rimase solo la prora, dove si aggrappavano centinaia di persone (vedi immagine di ricostruzione). Il moncone rimase verticale per qualche minuto e poi affondò lasciandosi dietro una coltre di vapore: erano le 02:20. Come le oltre 1500 persone, E.J. Smith perì nel disastro. Anche se non fosse annegato, la temperatura glaciale dell'acqua (2 °C) l'avrebbe ucciso per ipotermia in meno di dieci minuti. Alle 4 il transatlantico Carpathia, accorso alle 00:30 da 58 miglia nautiche di distanza alla velocità di 14 nodi (miglia nautiche/orarie), avvisto le scialuppe. Probabilmente il Californian si trovava a 19 miglia nautiche dal Titanic. Ma il telegrafista dormiva e gli ufficiali di bordo pur vedendo razzi dal piroscafo lontano non fecero nulla. Solo alle 6 il Californian, appresa la notizia dell'affondamento, si diresse verso l'ultima posizione del Titanic. Il Carpathia con a bordo i 705 superstiti recuperati dalle scialuppe si diresse a New York, dove arrivò il 18 Aprile. Fino all'8 Giugno furono recuperati 335 corpi: 304 dal Mackay-Bennett, 15 dal Minia, 4 dal Mont Magny, 1 dall'Algerine, 4 dal Carpathia, 3 dall'Oceanic e 1 dall'Ifors. Quarantadue di questi, non identificati o reclamati, vennero sepolti nei cimiteri di Halifax nella Nuova Scozia. Per centoquindici salme identificate ci fu la sepoltura in terra canadese, mentre cinquantanove furono sepolte "a casa loro". Infine centodiciannove corpi - identificati e non - furono sepolti in mare. Le spoglie mortali di Edward John Smith, se recuperate, non vennero mai identificate. Quindi non si può sapere se il capitano era/è fra gli inumati ad Halifax oppure i 119 sepolti in mare o anche i circa 1177 mai recuperati. Nemmeno il corpo di William McMaster Murdoch, se recuperato, fu mai identificato.

 

MARZO

« Sono pronta signori »

al plotone di esecuzione.

MARGARETHA GEERTRUIDA ZELLE 

(Dal 03.1905 Mata Hari, "luce del giorno" in malese ; nome in codice per la giustizia francese: H-21)

Danzatrice, spia?

A. Leeuwarden (Frisia - Olanda), 07.08.1876 13:00

W. Parigi [Fortezza di Vicennes], 15.10.1917 06:12

 esecuzione della sentenza di morte, fucilazione  link

Margaretha Geertruida Zelle fu arrestata il 13 Febbraio 1917 nella stanza 131 dell'hotel Elysée Palace di Parigi. La polizia segreta, che ormai la spiava da tempo, l'accusò di essere l'agente doppiogiochista H 21 a servizio della Germania. Da Febbraio a Dicembre 1916 aveva infuriato sul fronte occidentale la battaglia di Verdun, che era costata la vita a 540 mila soldati francesi. La donna ad appena un'ora dall'arresto fu rinchiusa nella più cupa prigione di Parigi: Saint-Lazare. Il giudice istruttore Bouchardon la interrogò per tre mesi accumulando indizi senza prove. Addirittura trasformò un contraccettivo trovato nella sua borsa in una "soluzione nuovissima per inchiostri simpatici, atti a trasmettere atti segreti"! Inoltre gli furono contestate delle relazioni con un addetto militare ed un colonnello tedesco... ma che aveva conosciuto prima della guerra. Il processo si svolse fra il 24 e 25 Luglio in due sedute; l'accusata naturalmente si proclamò innocente. La camera di consiglio in meno di dieci minuti decretò la sentenza di morte per il reato di spionaggio. In aula ci furono applausi per i giudici ed insulti per la condannata. L'istanza per la revisione del processo e la domanda di grazia furono negate. Il 15 Ottobre la donna fu svegliata alle 05:00; in quella gelida mattina indossò un tailleur blu, scarpe leggere, guanti di capretto e cipria. Non poté portare gioielli perchè erano stati messi all'asta  per pagare le spese processuali. Alle 05:40 un mezzo scortato la condusse alla fortezza di Vicennes; la condannata non accettò l'assistenza di un sacerdote. Davanti al plotone d'esecuzione, composto da 12 soldati armati di fucile (uno di questi aveva il colpo a salve), Margaretha rifiutò l'offerta della benda. Inoltre chiese che le mani non gli fossero legate dietro la schiena. L'ufficiale in comando accettò le sue ultime richieste. Davanti al plotone Mata Hari strizzò l'occhio, si portò le mani davanti alle labbra e "lanciò" un bacio. Dai dodici fucili puntati su di lei, partirono undici proiettili e solo tre la raggiunsero; uno - mortale - gli trapassò il cuore. Nonostante che non ce ne fosse bisogno, l'ufficiale volle applicare il regolamento alla lettera: le appoggiò la pistola dietro l'orecchio e gli sparò il colpo di grazia che gli sfigurò il volto. In seguito il corpo, dato che non venne reclamato, fu destinato all'esercitazioni di anatomia presso la facoltà di medicina dell'università di Parigi. Nessuno fra gli studenti la riconobbe e così il corpo (eccetto la testa) si perse. Pierre Bouchardon, grande esperto di criminologia, morì nel 1950 all'età di 80 anni. Nel 1976 una statua di bronzo fu eretta a Leeuwarden nel centesimo anniversario della nascita di Mata Hari. Il 15 Luglio 2000 la sua testa, conservata dal 1918 nel museo di anatomia "Dumas" di Parigi, è stata trafugata. Nell'Ottobre 2001 The Mata Hari Foundation e degli avvocati olandesi hanno aperto una causa presso una corte di Parigi per ottenere un nuovo processo. A loro dire Mata Hari fu vittima di una cospirazione. Solo nel 2017 cadrà il segreto militare sulla vicenda del presunto reato di spionaggio che costò la vita a Margaretha Geertruida Zelle.

 

APRILE

« Bevete alla mia salute »

ai familiari che l'assistevano.

Pablo Diego José Francisco de Paula Nepomuceno Paria de

 los Remedios de la Santísima Trinidad Ruiz Picasso (Picasso)

 Pittore, incisore e scultore 

A. Malaga [Riego Square n. 36)] (Spagna), 25.10.1881 11:15

W. Mougins [Notre-Dame-de-Vie] (Francia), 08.04.1973 11:40

 infarto conseguente ad un edema polmonare   link

 

MAGGIO

« Non ti scordare sopratutto di mostrare la mia testa al popolo: ne vale la pena. »

al boia poco prima dell'esecuzione.

GEORGES-JACQUES DANTON - Avvocato e rivoluzionario

A. Arcis-Sur-Aube (Francia), 26.10.1759

W. Parigi [Place de La Revolution], 05.04.1794 12

 esecuzione della sentenza di morte, decapitazione

Danton con alcuni compagni venne arrestato il 30 Marzo 1794 sulla base di un atto d'accusa scritto da Luis De Saint-Just (nato nel 1767) portavoce di Robespierre (nato nel 1758). I "dantoniani" vennero così dichiarati nemici della Repubblica. Il 2 Aprile iniziò il processo da parte di un Tribunale Rivoluzionario. L'ex amico di Danton, Robespierre, durante il processo rimase a casa per un "esaurimento nervoso". Il 3 Aprile ebbe luogo l'interrogatorio a Danton, che si difese con molto veemenza insultando tutti i giudici. Il 4 Aprile Saint-Just riuscì a far approvare dalla Convenzione un decreto che escludeva dai dibattiti processuali chiunque insultasse la giustizia ed i suoi rappresentanti. Grazie a questo decreto non fu permesso a Danton di presiedere al dibattimento finale del Tribunale che emise la condanna a morte. Il 28 Luglio seguente, Robespierre, suo fratello Augustin, Saint-Just e altri 19 giacobini furono arrestati dalle Guardie Nazionali e subito giustiziati. Comunque Maximilien Robespierre ed il fratello Augustin furono ghigliottinati da moribondi. Infatti il primo era stato ferito da un colpo di pistola alla faccia durante l'arresto e il secondo si era schiantato sul selciato saltando da una finestra nel tentativo di fuggire. Per la cronaca, Charles Samson esercitò la sua "attività" di boia dal 1778 fino al 30.08.1795; poi si ritirò e morì nel 1806 all'età di 67 anni.

 

GIUGNO

« Un grande miracolo sta avvenendo in questa stanza: 

un cammello che passa per la cruna di un ago. »

ai "suoi" ragazzi che l'assistevano, 24.06.1967

LORENZO MILANI COMPARETTI - Sacerdote, educatore e scrittore

A. Firenze [Viale Principe Eugenio n. 9 ; oggi viale Gramsci n. 25], 27.05.1923 13:30

W. Firenze [Via Masaccio n. 218], 26.06.1967 pomeriggio

 Morbo di Hodgkin (linfogranuloma maligno)  RIP

Nel Vangelo di Luca "18-25", Matteo, "18-24", Marco "10-25" c'è scritto: <<E' più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli>>. Secondo di tre figli, gli venne imposto anche il cognome del nonno materno morto nel 1927. I Milani avevano anche una tenuta in campagna presso Montespertoli ed una villa a Castiglioncello (Livorno). Agli inizi degli anni 20 c'erano circa 15 auto a Firenze, il dottor Albano Milani ne aveva addirittura due. Nel 1933 con l'ascesa di Hitler al potere, incominciarono le prime avvisaglie dell'antisemitismo. Dato che la moglie Alice Weiss era ebrea (anche se agnostica), Albano decise di sposarla con il rito cattolico. Il matrimonio fu celebrato 29 Giugno 1933, inoltre i tre figli della coppia furono battezzati. I Milani in seguito si trasferirono a Milano e Lorenzo frequentò il liceo classico "Giovanni Berchet". Il 21 Maggio 1941 venne dichiarato maturo in base alle classificazioni ottenute nel terzo trimestre del terzo liceo. Infatti le sessioni dell'esame di maturità erano state sospese a causa dell'entrata in guerra. Il 12 Giugno 1943 Lorenzo ricevette la cresima dal cardinale Dalla Costa, il seguente 9 Novembre entrò nel seminario di Cestello in Oltrarno a Firenze. Il 13 Luglio 1947 nel Duomo cittadino fu consacrato sacerdote; il successivo 9 Ottobre venne inviato a San Donato di Calenzano. Lì come cappellano avrebbe aiutato il vecchio proposto Daniele Pugi, che era in quella parrocchia dal 1914. Don Milani nella canonica gestì una "scuola popolare" aperta a tutti: bambini/e, ragazzi/e e uomini/done di qualsiasi orientamento politico. Naturalmente in quelle zone il PCI (Partito Comunista Italiano) era molto radicato e rimase tale anche dopo la scomunica pubblicata dalla Congregazione del Sant'Uffizio il 1° Luglio 1949. Il 12 Settembre 1954 morì il preposto; a quel punto nessuno poteva più difendere don Milani dai contrasti avuti con alcuni preti dei dintorni e sopratutto con la curia fiorentina. A fine Ottobre il vicario generale della diocesi, Mario Tirapani, chiamò don Renzo Rossi per affidargli per la sola domenica la parrocchia di Sant'Andrea a Barbiana. A metà Novembre Tirapani richiamò il sacerdote per comunicagli che non era più necessario che si occupasse di Barbiana; al suo posto ci sarebbe andato don Milani. Il vicario generale accennò solo "che in quel momento non c'erano altre parrocchie libere adatte per don Milani". Sicuramente questa scelta estrema, un parrocchia sperduta lasciata aperta solo per lui, fu presa dal cardinale Dalla Costa e suggerita dal vescovo ausiliario Ermenegildo Florit. Anche Tirapani, rettore al seminario di Cestello dal 1937, aveva avuto con l'allora giovane seminarista delle vivaci discussioni. I parrocchiani di San Donato chiesero di parlare con Dalla Costa; questi all'incontro fu irremovibile: la scelta era fatta e loro come cristiani dovevano solo obbedire. Il 6 Dicembre 1954 don Milani arrivò in quello sperduto borgo montano (475 metri s.l.m a metà del monte Giovi, una chiesa, venti case sparse intorno alla chiesa, 60 abitanti, sette km da Vicchio e quaranta da Firenze). L'indomani il priore chiese a don Rossi di portarlo in Comune a Vicchio perchè voleva comprarsi una tomba nel minuscolo cimitero di Barbiana. Un impiegato gli rispose che quello era un cimitero comunale e poi ai voglia a spazio... Lassù, don Milani aprì una scuola privata e gratuita di avviamento professionale a favore dei ragazzi del posto. La scuola di Barbiana era aperta tutti i giorni dell'anno dalla mattina presto alla sera. Non c'erano classificazioni, selezioni, valutazioni; tutto partiva dal motto I care, il contrario del fascista "me ne frego". Nel Aprile 1958 uscì "Esperienze pastorali", il primo ed unico libro di don Milani perchè la Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione (o Sant'Uffizio) il successivo 18 Dicembre dispose il ritiro dal commercio e proibì sia la ristampa che la traduzione. La notizia apparve sull'Osservatore Romano come chiusura di un articolo non firmato. La Suprema sacra congregazione del S. Uffizio aveva ritenuto tale pubblicazione "inopportuna". Curiosamente il libro aveva avuto il nibil obstat (nullaosta) del revisore ecclesiastico, padre Reginaldo Santilli, l'imprimatur del cardinale Dalla Costa e la prefazione dell'arcivescovo di Camerino. Nel Dicembre 1960 don Milani iniziò ad accusare i primi sintomi del linfoma Hodgkin, un tumore al sistema linfatico che oggi viene guarito nel 70-80% dei casi. Purtroppo negli anni 60 era praticamente una condanna a morte; ma grazie a delle cure speciali la prima prognosi (tre mesi) fu smentita. Elia Dalla Costa si spense a Firenze il 22.12.1961 all'età di quasi 90 anni. Il 29.12.1964 Mario Tirapani lasciò tutti i suoi incarichi. Il 6 Marzo 1965, unico fra tutti, il settimanale del partito comunista Rinascita (diretto da Luca Pavolini) pubblicò integralmente la replica di don Milani agli insulti rivolti dai cappellani militari toscani verso gli obbiettori di coscienza (vedi numero della Nazione del 12.02.1965 - LINK). Un gruppo di ex combattenti il 16 Marzo denunciarono sia Milani che Pavolini. In Luglio il sacerdote e il direttore di Rinascita furono rinviati a giudizio per istigazione a delinquere e disobbedire alle leggi. Il processo si svolse a Roma dal 30 Ottobre 1965. Milani impossibilitato alla presenza a causa della malattia, scrisse insieme ai suoi ragazzi un'autodifesa ("Lettera ai giudici"). Il 15 Febbraio 1966 gli imputati furono assolti "... perchè il fatto non costituisce reato ..." (sentenza completa). Ma il pubblico ministero ricorse in appello il successivo 6 Marzo. A fine estate otto ragazzi della scuola di Barbiana, dopo che due di loro erano stati bocciati all'istituto magistrale, scrissero un'ipotetica lettera a una professoressa. Don Milani li aiutò come poté dato che doveva restare quasi sempre a letto. Dal Gennaio 1967 il sacerdote non poteva più alzarsi nemmeno per dire la messa. Il 25 Aprile lasciò Barbiana e si stabilì nella casa della madre a Firenze. Il 19 Maggio uscì "Lettera ad una professoressa", un volumetto di 160 pagine in cinquemila copie stampate dalla Libreria editrice fiorentina. Don Lorenzo Milani nel rispetto delle sue ultime disposizioni fu sepolto il 28 Giugno nel cimitero di Barbiana con addosso i parametri sacri ed i suoi scarponi da montagna. Il 28 Ottobre 1967 la Corte d'Appello di Roma emise la sentenza finale: Lorenzo Milani fu riconosciuto colpevole e condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione. Naturalmente i giudici di secondo grado scrissero che " ... il reato è estinto per la morte del reo ... ". Anche Pavolini - tuttora vivente  - fu condannato a 5 mesi e 10 giorni di carcere per apologia di reato (poi tolti in Cassazione). Con la legge 15.12.1972 n. 772 fu ammessa l'obiezione di coscienza. Il cardinale Ermenegildo Florit si ritirò il 03.06.1977; morirà nel capoluogo toscano l'08.12.1985 a 84 anni. Nel 1992 l'allora segretario della Cisl, Franco Marini, firmò un appello perchè fosse tolta quella "condanna", ufficialmente bocciatura, verso "Esperienze pastorali". Il Vaticano rispose che il problema era superato perchè dal Dicembre 1965 la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva sostituito il Sant'Uffizio. Dal 20 Maggio 2002, sulla destra appena entrati nel camposanto sempre aperto, riposa anche l'ex perpetua Eda Pelagatti. La donna si era spenta novantenne due giorni prima all'istituto "Le Casette" presso la fondazione Madonnina del Grappa a Firenze. Chi si avventura fino al cimitero di Barbiana può lasciare un contributo sul quaderno che è dentro la piccola cappella. La scuola di Barbiana può essere visitata da scolaresche e studiosi; il presidente della Fondazione Don Milani, Michele Gesualdi (ex allievo e due volte presidente della Provincia di Firenze), ha ribadito che tale scuola non sarà mai un museo. Nel Settembre 2007 ci sarà la prima esportazione del "modello Barbiana", in Albania per la precisione. Vera Spadoni Salvanti, che ispirò don Milani per aver bocciato due volte consecutive due suoi alunni alle magistrali, è morta il 24 Aprile 2007 all'età di 85 anni. In "Lettere ad una professoressa" viene citata qualche volta con il cognome storpiato di Spadolini. Per celebrare il quarantennale del libro dei ragazzi di Barbiana e la morte di don Milani sono stati organizzati una serie di eventi (vedi sito). Il 23 Giugno 2007 la Fondazione Don Lorenzo Milani ha spedito una lettera a papa Ratzinger per chiedere il decadimento formale del provvedimento emesso a suo tempo dall'ex Sant'Uffizio contro "Esperienze pastorali". Don Renzo Rossi è ancora vivente ed ha dato la sua testimonianza su vari servizi TV prodotti dalla RAI per il quarantennale della morte. Ecco infine una parte del testamento spirituale di don Milani, redatto il 1° Marzo 1966: <<Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto a suo conto>>. 

 

LUGLIO

« Certo che perdono Alessandro, anzi lo voglio vicino a me in Paradiso. »

risposta alla domanda se voleva perdonare il suo assalitore.

MARIA TERESA GORETTI (Marietta)

A. Corinaldo [Contrada Pregiagna] - Senigallia (Ancona), 16.10.1890 13:00

W. Nettuno [Ospedale “Beata Maria Vergine del Buon Consiglio”] (Roma), 06.07.1902 15:45

 ferite multiple da arma da taglio, peritonite settica  link

Luigi Goretti (nato il 26.02.1859) e Assunta Angelina Carlini Esposto (nata il 15.08.1866) si sposarono a Corinaldo il 25 Febbraio 1886. Il primogenito Antonio visse dal 30 Gennaio al 3 Ottobre 1887. Il 28 Agosto 1888 nacque Angelo, poi seguirono: Mariano (27.01.1893) e Alessandro (30.07.1895). Il 28 Ottobre 1897 la famiglia Goretti lasciò Corinaldo per andare a servizio del senatore Scelsi. La famiglia si trasferì a Colle Granturco - Paliano (Frosinone). Il 23 Febbraio 1898 nacque Ersilia. Ad Ottobre Sclesi assunse un'altra famiglia marchigiana: Giovanni Serenelli (vedovo) ed i suoi due figli, Vincenzo e Alessandro nato il 02.06.1882. Nel Febbraio 1899 Scelsi licenziò le due famiglie senza preavviso, i raccolti erano stati scarsi e per di più il Serenelli (socio di Luigi Goretti) aveva un pessimo rapporto con il proprietario. Le due famiglie si insediarono nella "Cascina antica" a Ferriere di Conca (Latina) alle dipendenze del conte Lorenzo Vincenzo Mazzoleni. Quella zona nelle paludi pontine fungeva da diga naturale fra la parte settentrionale e l'immenso acquitrino più a sud. Il 2 Febbraio 1900 nacque Teresa, a fine Marzo Luigi Goretti accusò i primi sintomi della malaria. Dal 1552 al 1899 in quelle zone erano stati recuperati oltre 5000 cadaveri di persone morte per quel flagello. La bonifica dell'Agro Pontino sarà completata solo nel 1939. La distribuzione gratuita dell'unico rimedio all'ora esistente contro la malaria, il chinino, fu previsto dalla legge 23.12.1900 n. 505. Luigi Goretti si ammalò anche di tifo, meningite e polmonite; il decesso avvenne il 6 Maggio dopo dieci giorni d'agonia. Prima di andarsene supplicò la moglie di tornare a Corinaldo con i figli. Ma la donna doveva estinguere il debito sulla casa e il terreno che il conte Mezzolani vantava ancora. Assunta Carlini si trovò sola a mantenere sei figli e gestire gli affari con Giovanni Serenelli, uomo di carattere collerico e autoritario. La figlia maggiore Maria avrebbe sbrigato le faccende domestiche e accudito i fratelli e le sorelle. Verso il Giugno 1902 Alessandro Serenelli insidiò un paio di volte la ragazza; vistosi respinto, gli impose di non dire nulla altrimenti l'avrebbe uccisa. Ad ogni modo adocchiò in cucina un punteruolo con una lama quadrangolare lungo 24 cm. Quel arnese lo aveva usato Luigi Goretti per cucire le scope. Nel pomeriggio rovente e senza vento del 5 Luglio le due famiglie stavano battendo il fave sull'aia ad una quarantina di metri dal cascinale. Maria era sul pianerottolo del primo piano e stava rammendando una camicia datagli da Alessandro in mattinata. La piccola Teresa dormiva accanto a lei. Alessandro chiese alla madre della ragazza se lo sostituiva alla guida del carro perchè doveva prendere un fazzoletto in casa. Entrò in casa e prese il punteruolo dal deposito, poi lo pose sull'angolo della madia in cucina. Chiamò Maria e dato che lei non si muoveva l'afferrò per un braccio trascinandola nella stanza. Il ragazzo chiuse l'uscio con un calcio e assalì Maria che provò a divincolarsi; ma era troppo più piccola ed esile, arrivava alle spalle di Alessandro (alto appena 162 cm). Intanto Teresa incominciò a piangere, ma non sentiva nulla sull'aia. L'aggressore riuscì a scoprigli le gambe, la ragazza tentando di coprirle gli gridò << Alessandro, che fai? Tu vai all'inferno!  >>. Il ragazzo perse la testa, agguantò il punteruolo e la colpì con con forza per 13 volte. Maria provò a frapporre un braccio, ma poi si prese i fendenti sul torace e l'addome. Uno di questi le mancò il cuore di pochi millimetri, spezzando la corona del Rosario che teneva al polso. Urlando << Dio! Dio! >> e << Muoio. Mamma, mamma! >> cadde sul pavimento. Alessandro - credendola ormai morta - stava per fuggire, poi la sentì lamentarsi e riprese l'arma; come ultimo fendente la passò da parte a parte. Poi si ritirò in camera lasciandola in un lago di sangue. Pur ferita a morte Maria si trascinò alla porta per chiedere aiuto. Assunta Carlini, Giovanni Serenelli e altre persone accorsero subito. Il tentato omicida fu piantonato nella sua camera in attesa dell'arrivo dei carabinieri di Cisterna. Maria fu portata in un'altra stanza, le sua ferite vennero tamponate con degli stracci. Alle 18 arrivò un medico della Croce, poi sopraggiunse anche un chirurgo da Nettuno. Vista la situazione disperata fu deciso di portarla all'ospedale distante 11 km. L'ambulanza trainata da cavalli arrivò all'ospedale “Orsenigo - Madonna del Buon Consiglio” verso le 20. I medici provarono un'operazione chirurgica senza anestesia perchè la paziente era troppo debole. Nelle due ore sotto i ferri Maria non emise un solo lamento. Nonostante la sete feroce, i medici gli proibirono di bere; infatti con quelle gravi ferite all'addome sarebbe morta se avesse bevuto. Il giorno dopo subentrò una peritonite settica, una complicazione dovuta al disperato quanto mal riuscito intervento chirurgico. La ragazza ebbe il tempo di confessarsi, perdonare il suo assalitore e ricevere l'estrema unzione. Assistita dalla madre, Maria Teresa Goretti morì alle 15:45 circa del 6 Luglio; aveva: 11 anni, 9 mesi e 21 giorni. Alessandro fu tradotto al carcere romano di “Regina Coeli“ dove si svolse il processo. Vista la minore età dell'omicida non ci fu la condanna alla pena capitale. Così il 14 Ottobre il Tribunale decise per 30 anni di reclusione (di cui i primi 5 da trascorrere in isolamento). Il 15 Novembre 1902 Assunta tornò definitivamente a Corinaldo. Ersilia e Teresa furono poi collocate in dei conventi romani. Nel 1917 Alessandro Goretti, che aveva seguito Angelo e Mariano in America come emigrante, morì di polmonite. Il 7 Marzo 1929 Alessandro Serenelli poté uscire dal carcere di Alghero per buona condotta. Poi trovò posto in un convento di cappuccini come giardiniere e fu ammesso al Terz'Ordine di san Francesco. Il 31 Maggio 1935 la Diocesi di Albano Laziale (Roma) diede inizio al processo informativo per la causa di beatificazione di Maria Goretti. Anche Alessandro poté testimoniare al processo; nel Natale 1937 l'uomo andò a Corinaldo per incontrare Assunta Carlini, che viveva con i due figli. Alessandro gli chiese perdono e la donna glielo concesse perchè "vi ha perdonato la mia Marietta". Il 27 Aprile 1947 Maria Goretti fu elevata agli onori degli altari da Pio XII.  Nel 1949 uscì il film "Cielo sulla palude" che narrava della sua vicenda. La protagonista Ines Orsini durante la lavorazione del film incontrò Alessandro Serenelli. Il 24 Giugno 1950 Maria Goretti venne canonizzata dallo stesso pontefice (sarà la santa più giovane della storia della Chiesa Cattolica). Per la prima volta in assoluto, una cerimonia di canonizzazione fu svolta all'aperto in piazza San Pietro. Quel giorno parteciparono circa 500.000 persone, sicuramente non meno di 250 mila. Naturalmente c'erano i due 2 fratelli, le 2 sorelle, la mamma Assunta (ormai sulla sedie a rotelle) e Alessandro Serenelli. Inoltre assisterono il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Interno. Santa Maria Goretti fu proclamata anche compatrona di Latina e Nettuno. Assunta Carlini morì l'8 Ottobre 1954 a Corinaldo. Nel 1957 i resti mortali di Maria Goretti (già traslati nel 1929 dal cimitero di Nettuno) vennero posti in una cappella sotto il santuario di Santa Maria delle Grazie di Nettuno. Angelo Goretti spirò il 14 Novembre 1965 a Genova, alcune fonti citano il North Jersey (stato di New York). Alessandro Serenelli si spense il 6 Maggio 1970 nell'infermeria del monastero dei Padri cappuccini a Macerata in cui si era ritirato dal 1956. Mariano Goretti morì a Pozzuoli il 12 Aprile 1975. Ersilia e Teresa morirono rispettivamente il 25 Febbraio 1981 a Porano (Orvieto) ed il successivo 21 Agosto a Genova.

 

AGOSTO

« Mio Dio, cosa è successo? Lasciatemi sola. »

ai soccorritori poco prima di perdere conoscenza.

DIANA FRANCES SPENCER (Lady Di) - Principessa del Galles

A. Parkhouse - Sandringham (Inghilterra), 01.07.1961 19:45?

W. Parigi [Hospital “La Pitié-Salpêtrière”], 31.08.1997 04:00

 ferite subite in un incidente automobilisto accaduto alle 00:25  link

Lady D e il suo fidanzato Emad "Dodi" Al-Fayed (nato nel 1955) alle 00:20 del 31 Agosto 1997 lasciarono l'Hotel Ritz di Parigi a bordo di una Mercedes S-600 nera (dotata di quattro air-bag, ABS, ASR) targata '680 LTV75'. La macchina a metà Aprile aveva subìto un'effrazione, cinture e freni erano stati danneggiati; l'indagini della polizia non portano a nulla. Tornando alla notte del 30-31 Agosto 1997, alla guida della berlina si mise un funzionario della sicurezza del Ritz, Henry Paul (nato il 03.07.1956). Accanto all'autista si accomodò la guardia del corpo di Al-Fayed: Trevor Reese-Jones (nato nel 1968). Nel sedile posteriore dietro l'autista, si sedette Al-Fayed e accanto a lui "Lady D". Solo la guardia del corpo indossò la cintura di sicurezza. Fra le 00:23 e le 00:25 la macchina imboccò a velocità sostenuta (non meno di 120 km/h) il tunnel “Place de l'Alma”. Questa galleria è lunga circa 200 metri in leggera discesa, ci sono due sensi di circolazione e il limite è fissato a 40 km/h. Dice che ci sia una foto di una postazione autovelox che certificò una velocità di oltre 190 km/h da parte della Mercedes S-600, ma ciò non è sicuro. La berlina dopo una frenata di 16 metri si schiantò frontalmente sul 13° pilastro di cemento ad una velocità compresa fra i 95 e 109 km/h. Le telecamere a circuito chiuso non ripresero nulla perchè erano  rivolte nella direzione opposta. Alle 00:26 da un cellulare giunse una chiamata di soccorso al comando dei vigili del fuoco. La voce rimasta anonima segnalò un grave incidente nel tunnel “Place de l'Alma”. Alle 00:28 sopraggiunse una pattuglia della polizia, alle 00:32 arrivarono un'ambulanza ed un mezzo dei pompieri. Venne così costatato che: l'autista era sicuramente deceduto sul colpo, Al-Fayed era già morto (anche se venne provato un estremo tentativo di rianimazione), Trevor Reese-Jones era seriamente ferito, ma cosciente; invece Lady D era gravemente ferita e semicosciente. Solo alle 01:15 la dona fu estratta dall'abitacolo, ma era già caduta in coma. Alle 02:00 circa l'ambulanza giunse all'ospedale “La Pitié-Salpêtrière” dopo un tragitto di 6 km. Comunque c'era un ospedale militare, il “Val de Grâce”, con la migliore equipe anti-trauma a circa 15' di distanza dal tunnel. Ad essere precisi, anche gli ospedali “Cochin”, “Hotel Dieu”, “Lariboisière” erano ben attrezzati e sopratutto più vicini del “La Pitié-Salpêtrière”. Ormai il battito cardiaco della principessa era molto debole dopo che aveva subìto due arresti nel tragitto di 43'. Alle 02:15 nella sala rianimazione del “La Pitié-Salpêtrière” subentrò un altro arresto cardiaco. Furono effettuate delle trasfusioni di sangue e venne tentata un'operazione chirurgica. Alle 03:30, come estremo gesto di rianimazione, fu praticato un massaggio a cuore aperto. Alle 04:00 i medici dichiararono la morte di Diana Frances Spencer. Trevor Reese-Jones si riprese dalle ferite, ma non poté essere d'aiuto perchè accusò un'amnesia retrograda. Del sangue di Henry Paul non fu possibile realizzare perizie indipendenti altrimenti i suoi famigliari non avrebbero ottenuto la salma. Il riscontro del DNA sui campioni di sangue analizzati non fu mai effettuato. L'autista risultò aver assunto una quantità di alcool pari a nove bicchieri di whiskey e due di Ricard! Avrebbe avuto una sbronza tale da non impugnare il volante e portarlo sull'orlo del coma etilico. Nel sangue, ammesso che il campione analizzato fosse il suo, furono trovate anche tracce di antidepressivi come il Prozac e Triapidal. Stranamente venne rilevata una gran quantità di monossido di carbonio; si dice che quel giorno all'obitorio c'era anche una persona suicidata con il gas di scarico... L'anatomopatologa che condusse i test sul sangue dichiarò di aver compiuto tre prelievi mentre dai registri ne risultano cinque. La testimonianza dell'analista che condusse i test sulla presenza di 1,74 grammi di alcool/litro di sangue non risulta da alcuna documentazione. La polizia qualche giorno dopo perquisì l'appartamento di Henri Paul; nel frigo bar ci trovò una bottiglia di Suze (aperitivo genzianato), una di Porto, una di Ricard ed un'altra di Champagne. Chissà perchè c'erano ben 240 lattine di Coca Light ancora imballate. Curiosamente le confezioni dei farmaci furono rinvenute nel cestino del suo ufficio al Ritz, che veniva svuotato più volte il giorno. Il 6 Gennaio 2004 la magistratura inglese ha riaperto il caso sulla morte di Lady D e "Dodi" Al-Fayed. Il 20 Agosto 2006 il direttore della pubblica accusa francese ha autorizzato i giudici a riesaminare le testimonianze di due degli esperti forensi che analizzarono il sangue di Henri Paul. Nel Giugno 2007, in un approfondimento televisivo, è stata mostrata la testimonianza di una persona che asserisce di aver visto un bagliore accecante "sparato" da una moto sulla macchina all'imbocco del tunnel. Inoltre - a detta del testimone - due persone scesero subito dopo l'impatto come per sincerarsi, sembra che fecero un gesto della serie "è finita, ottimo lavoro"...

 

SETTEMBRE

« La nonna mi ha detto che doveva passare a prendermi, ma non è ancora arrivata... »

alla madre che l'assisteva - 14.09.1994, 18:30

ANNA MOANA ROSA POZZI 

(Moana, "il punto dove il mare è più profondo" nome polinesiano di un isolotto delle Hawaii)

 Attrice e scrittrice.

A. Genova [Ospedale Galliera], 27.04.1961 03:00

W. Lione [Hôspital “Hotel de Dieu”], 15.09.1994 mattina

 cancro al fegato  link

Sembra che Moana fosse malata già dal 1990; fedele alla sua riservatezza si fece curare in una clinica specializzata di Lione. Scelse la radioterapia invece della chemioterapia, che gli avrebbe fatto perdere i capelli rendendo evidente la sua malattia. Il 17Agosto 1994 varcò per l'ultima volta la soglia della clinica “Hotel de Dieu”, ormai il tumore non rispondeva più alle cure. Il 14 Settembre Moana era già in stato semicosciente tanto che vedeva la nonna Rosetta. Un'antica credenza del suo paese d'origine, Lerma, dice che quando una persona sta male e vede i morti significa che la sua ora è vicina. Infatti dopo atroci sofferenze Moana morì la mattina seguente. La data non è in discussione perchè risulta riportata sull'atto che si trova nel Consolato italiano di Lione. Anche dall'atto di cremazione, contenuto nei registri del “Cimitiere de la Guillotiere”, risulta la stessa data. La notizia del decesso fu comunicata alla stampa sabato 17 Settembre. La cremazione avvenne due giorni dopo e le ceneri furono consegnate alla famiglia. Il 27 Luglio 2007 il pm Salvatore Vitiello, titolare dell'inchiesta scaturita dalle dichiarazione stampa dell'ex marito di Moana, ha disposto una rogatoria internazionale. La Procura della Repubblica di Roma vuole la documentazione riguardante il ricovero nella clinica “Hotel de Dieu”. Il reato ipotizzato è quello di omicidio del consenziente; secondo Antonio Di Ciesco (suo ex autista poi marito dal 1991), Moana gli chiese di portare a termine le sue sofferenze. L'eutanasia sarebbe avvenuta la notte del 14-15 Settembre 1994 con un'iniezione di piccole bolle d'aria nella flebo. Tale metodo è poco plausibile perchè solo per sopprimere un coniglio servono due siringhe da 20 ml. Se il reato di omicidio del consenziente non troverà riscontro, allora il pm potrebbe procedere nei confronti di Di Ciesco per il reato di autocalunnia.

 

OTTOBRE

« Le mie gru... volevano volare via. »

ad un'infermiera subito dopo uno svenimento.

SADAKO SASAKI - Studentessa

A. Hiroshima, 07.01.1943 05:42

W. Hiroshima [Red Cross Hospital], 25.10.1955 09:57

 leucemia linfoblastica acuta

Alle 07:55 locali del 7 Dicembre 1941 gli aerei nipponici attaccarono, senza alcuna dichiarazione di guerra, la flotta americana di stanza a Pearl Harbor nelle Hawaii. L'8 Dicembre gli USA e la Gran Bretagna dichiararono guerra al Giappone. Il 15 Giugno 1944 due divisioni americane attaccarono l'isole di Saipan, Guam e Tinian nell'arcipelago della Marianne. Ogni resistenza nipponica cessò l'11 Agosto. Il 19 Febbraio 1945 trentamila marines iniziarono lo sbarco sull'isola vulcanica di Iwo Jima, un avamposto di cruciale importanza per l'attacco finale al Giappone. La guarnigione di difesa era composta da circa 20 mila soldati. Dopo cinque settimane di combattimenti, il 16 Marzo, solo 212 giapponesi si arresero; il resto preferì morire combattendo o piuttosto suicidarsi. L'ultimo ostacolo sulla via del Giappone, l'isola di Okinawa, impose perdite pesantissime. Il 1° Aprile sessantamila marines sbarcarono sulla spiaggia dopo il bombardamento navale. Intanto il 12 Aprile Franklin Delano Roosvelt, neo trentaduesimo Presidente degli Stati Uniti, morì improvvisamente nella sua residenza di Warm Springs in Georgia. Così il suo vice Harry S. Truman divenne il trentatreesimo Presidente. Dal 27 Aprile la Target Committee selezionò i "bersagli" per un eventuale bombardamento atomico del Giappone. Furono così individuati: la baia di Tokio (ma solo per una <<dimostrazione non letale>>), Yokohama, Nagoya, Osaka, Kobe, Hiroshima, Kokura, Fukuoka, Nagasaki e Sasebo. Alcune di queste città vennero poi escluse perche avevano subìto un bombardamento "convenzionale". Ad esempio, Tokio dalla mezzanotte del 10 Marzo 1945 — per due ore e mezzo — era stata colpita da almeno 1783 tonnellate di bombe incendiarie. Circa 41 km² della capitale giapponese furono inceneriti e rasi al suolo; una stima ufficiale riferì di 83.793 morti e 40.918 feriti. Alle 02:41 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl (1890 / Norimberga, 16.10.1946) firmò la resa incondizionata dell'esercito tedesco. L'8 Maggio a Karlshorst - Berlino, quartier generale di Żukov, venne firmata la richiesta di resa incondizionata formulata dai sovietici. La Seconda guerra mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:00 del 9 Maggio. Il 18 Maggio la Martin Aircraft Factory di Omaha (Nebraska) consegnò all'Aeronautica statunitense un bombardiere B29 matricola 44-86292. L'aereo aveva quattro motori da 2200 cavalli ciascuno, due per ogni ala lunga 45 metri. La sua autonomia era notevole: 5000 km, inoltre poteva volare a 576 km/h alla quota di 7620 metri. Dopo ben ottanta giorni di combattimento, dei 120.000 soldati giapponesi a difesa di Okinawa, se ne arresero appena 4mila. I generali preferirono uccidersi piuttosto che cadere prigionieri; solo un terzo della popolazione civile dell'isola (450.000 persone) sopravvisse all'assedio. Il 27 Giugno il B29 44-86292 opportunamente modificato decollò dalla base di Wendover in Nevada. A bordo c'erano undici uomini del 509° Gruppo Composito creato e guidato dal colonnello Paul Tibbits. Il 6 Luglio quel B29 arrivò a Guam e poi proseguì verso l'isola di Tinian nelle Marianne. Alle 05:29:45 del 15 Luglio la prima bomba atomica (nome in codice Gadget, "aggeggio") da 18,6 chilotoni fu fatta esplodere al Ground Zero: era il Trinity” test. Alle 3 del 16 Luglio l'USS (United States Ship) Indianapolis partì dalla baia di San Francisco con un carico segreto e "speciale"; la destinazione era l'isola di Tinian. Il 17 Luglio Leo Szilard (1898/1964) e altre 69 persone collegate al progetto "Manhattan" firmarono una petizione da consegnare a Truman. Il 20 Luglio quattro B29 partirono da Tinian per una missione di addestramento: sganciare "zucche" (bombe con 4,5 tonnellate di esplosivo Torpex) su Koriyama, Fogushima, Nagaoka, Toyama. Alle 19:30 del 24 Luglio, durante la Conferenza di Potsdam in Germania, Truman accennò a Stalin (1879/1953) che gli USA <<avevano un nuova arma di eccezionale potere distruttivo>>. Il 25 Luglio il capo delle forze aree USA nel Pacifico, generale Spaatz, ricevette da Truman l'ordine di usare la bomba atomica contro il Giappone. Sempre il 25 Luglio un'altra "zucca" piombò come previsto su un ponte di legno vicino alla fabbrica della Toyota a Nagoya. Il 26 Luglio Truman, il primo ministro inglese Attlee (1883/1967) e via telegrafo il presidente cinese Chiang Kai-shek (1887/1975) firmarono una dichiarazione congiunta: se il Giappone non si fosse arreso avrebbe avuto <<una immediata e completa distruzione>>. Sempre il 26 l'Indianapolis attraccò nella baia di Tinian. In una cassa di quattro metri e mezzo c'era il dispositivo di esplosione della bomba: un cannone ad alta velocità con il suo proiettile costruito con un isotopo di uranio 235. Il 29 Luglio tre B29 decollarono per l'ultima missione d'addestramento; tre "zucche" furono sganciate su Ube, Koriyama, Yokkaichi. Alle 00:02 del 30 Luglio un sottomarino giapponese I-58 silurò l'Indianapolis — che dopo aver lasciato la "bomba" — continuava la sua missione, così segreta che nessuno sapeva dove fosse! Alle 00:14 la nave affondò e portò con se 300 uomini dell'equipaggio. Gli altri 900 si trovarono in un mare infestato dai pescecani a trecento miglia dalla terra più vicina. Sempre il 30 Luglio il Giappone respinse l'ultimatum di Potsdam. Il 31 Luglio Tibbets fece un volo di prova su Hiroshima: il ponte a "T" sull'isolotto del fiume Aioi era perfetto per il mirino automatico di bordo. Il 2 Agosto, Truman a bordo dell'USS Augusta di ritorno da Potsdam, confermò che << ... in qualunque momento dopo il 3 Agosto l'ordine era colpire l'obiettivo primario>>. Il 3 Agosto furono recuperati 316 sopravvissuti dei 1196 uomini dell'Indianapolis. Il 5 Agosto venne deciso di attuare lo Special Order number 13: bombardare in maniera "non convenzionale" Hiroshima. Nella città giapponese esistevano vari complessi militari dove si fabbricavano munizioni, a quanto si sapeva non c'erano prigionieri di guerra americani. Se le condizioni meteo non fossero state ideali, allora si doveva ripiegare su uno dei due obiettivi secondari: Kokura o Nagasaki.  La sera del 5 una bomba A (nome in codice Little boy, 'ragazzino') fu posta sul B29, che il comandante Tibbets battezzò Enola Gay (nome di sua madre). Little boy era lunga 3,2 metri, aveva un diametro di 73,7 cm e pesava 4400 kg. Il potenziale distruttivo dei 63 kg di uranio 235 venne stimato in 12,5-15 chilotoni. Il 6 alle 01:37 locali, tre aerei partirono da Tinian per verificare le condizioni meteo sui tre bersagli scelti (Hiroshima, Kokura, Nagasaki); era l'inizio dell'operazione "Centerbord". Alle 02:45 Enola Gay decollò ai comandi di Tibbets; l'equipaggio era composto da 12 persone. Dopo il decollo il B-29 si pose ad una quota di crociera (circa 8000 metri). Alle 06:30 vennero attivate le batterie interne della bomba, che fu dichiarata "pronta". Questo significava che il "proiettile" — sistemato sulla testa della bomba — poteva essere "sparato" contro la massa restante di uranio. La rottura degli atomi avrebbe sprigionato un'energia micidiale e liberato neutroni, che a loro volta avrebbe spezzato altri atomi: era il processo di fissione nucleare. Alle 07:00 il maggiore Eatherly ai comandi dell'aereo di osservazione Numero 85 confermò che le condizioni meteo sul bersaglio primario erano perfette. Alle 07:09 le stazioni radar giapponesi rilevarono i velivoli; ma dato che erano solo tre e sembravano dei ricognitori, non venne riconosciuto lo stato di pericolo. Dopo 2400 km, alle 07:25, Enola Gay arrivò su Hiroshima planando a 7920 metri di quota. Alle 07:31 l'autorità militari giapponesi tolsero lo stato d'allarme aereo. Tibbets saputo dell'ennesimo all clear (in gergo "nessuno in vista") cedette i comandi al bombardiere, il maggiore Thomas Ferebee. Quando il ponte a "T" di Hiroshima concise con il bersaglio del mirino computerizzato, Ferebe lasciò cadere la bomba: erano le 08:15:17 a 9,47 km di quota. Alle 08:16:00, ad un'altezza dal suolo di 580 ± 20 metri, Little boy esplose. La temperatura dell'aria nel punto dell'esplosione raggiunse i milioni di gradi centigradi! Una palla di fuoco apparve nel cielo, dopo un decimillesimo di secondo raggiunse un diametro di 28 metri ed una temperatura di 300.000 °C. In meno di un decimo di secondo, sull'ipocentro ("punto sulla cui verticale esplose la bomba") si scatenò l'inferno: per un raggio di 140 metri i 5000 °C incenerirono qualsiasi cosa o essere vivente. Circa 74-80 mila esseri umani che si trovavano nel raggio di 500 metri dall'ipocentro furono a seconda della distanza: dissolti, vaporizzati, vetrificati, fusi. Fino a 1600 metri dall'ipocentro l'esplosione di raggi gamma fu letale per chiunque fosse esposto. Fino a 5 km un vento rovente spazzò tutto. Per valutare un minimo gli effetti dell'esplosione atomica (non contando la "pioggia sporca", il cosiddetto fallout ) vai a questa pagina. Alcuni prigionieri di guerra americani detenuti nel castello si dissolsero insieme alla costruzione fortificata. Sadako e suo fratello più grande Masahiro si trovavano nel parco Hijiyama ad almeno 2 km dall'ipocentro. Il ragazzo aveva deciso di cercare un po' di refrigerio negli stagni del parco e voleva far risposare la sorella. La madre di Sadako era al lavoro dalle 06:30 nel cantiere Mitsubisci a 4 km dal centro; il padre faceva il soldato fuori città. Quando arrivò lo spostamento d'aria, Masahiro era immerso in uno stagno. Il ragazzo fu scaraventato sulla riva, ma l'acqua lo protesse dall'irradiamento. Invece Sadako, che dormiva ignara sotto un salice, fu sollevata e sbattuta a terra riportando delle escoriazioni. Alle 08:17 l'onda d'urto raggiunse l'Enola Gay che si trovava già a 15 km. Il fungo atomico s'innalzò per 18 km e poté essere fotografato anche da 650 km! Intanto sessantotto dottori si prodigarono nel soccorrere i feriti di Hiroshima, ma poterono solo somministrare olio sull'ustioni e mercurio-cromo sulle piaghe. Nessuno di questi medici sopravvisse alle radiazioni. Solo 3 dei 55 ospedali e centri di pronto soccorso cittadini erano operativi; anche il personale medico e paramedico cittadino era stato spazzato via: 180 su 200 medici e 1630 su 1780 infermieri. L'Enola Gay atterrò alla base di Tinian alle 14:58. Dai calcoli successivi, fu stimato che solo l'1,38% dell'uranio di Litte boy aveva subìto un'effettiva fissione nucleare. Gli scienziati definirono l'efficienza dell'ordigno <<molto bassa>>. Il Giappone non volle arrendersi nonostante il bombardamento atomico; l'8 Agosto l'Unione Sovietica gli dichiarò guerra come era stato concordato nella conferenza di Potsdam. Gli analisti americani stimarono in 25mila morti — più dei soldati caduti a Iwo Jima e Okinawa — il prezzo da pagare per un'invasione militare dell'isola. Inoltre l'invasione rapida dell'Armata in Manciuria e Corea poteva ripetere lo scenario dell'Europa, la cui parte orientale era finita sotto il dominio sovietico. Così l'8 Agosto fu deciso di sganciare un'altra bomba atomica su un obiettivo secondario. Alle 11:02 locali del 9 Agosto un bomba A (nome in codice Fat man, "grassone") da 22 chilotoni esplose 561 metri sopra Nagasaki, una città con 144.000 abitanti. Si stima che morirono 23.753 persone e altre 43.020 rimasero ferite; naturalmente la maggior parte morì in seguito. Il 14 l'imperatore Hirohito (1901/89) accettò i termini della dichiarazione di Potsdam. Il 19 Agosto fu stimato che i morti a Hiroshima erano 92.333. I rappresentanti del Giappone firmarono il documento di capitolazione il 2 Settembre: la Seconda guerra mondiale era ufficialmente terminata. A Hiroshima, le 70-75 mila persone ferite (per calore, irraggiamento gamma, spostamento dell'aria) morirono entro l'anno. Il 90% della città per un'area di 12,17 km² era stata distrutta. La popolazione, che prima del 6 Agosto era compresa fra le 300 e i 400 mila persone (probabilmente 343.000), raggiunse il minimo storico il 1° Novembre: 137.197 abitanti. In senso stretto, chi era sopravvissuto al bombardamento atomico entro 1 km dall'ipocentro fu soprannominato hibakusha ("persona affetta dall'esplosione"). Nessuno degli altri componenti della famiglia Sakaki subì ferite; anzi nel 1946 si aggiunse Mitsu e nel 1950 nascerà Ejii.  Nella seconda commemorazione dall'esplosione, tornando sul luogo esatto di due anni prima, Sadako confidò a Masahiro di aver sentito addosso tanto caldo in quel attimo fatale. Il 3 Luglio 1949 Enola Gay fu preso in consegna dal Smithsonian Institution for the National Air Museum. Il 6 Agosto 1952 venne eretto un cenotafio nel Parco della Pace (Heiwa Kinen Koen) dietro al museo. Nel sarcofago di pietra all'interno dell'arco c'è un registro con il numero dei morti. Comunque i hibakusha deceduti non fanno parte di questo computo, ai loro figli è negata la cittadinanza e l'indennità di guerra. William Sterling Parsons morì il 5 Dicembre 1953 per un attacco cardiaco all'età di 52 anni. Nel Settembre 1954 Sadako appariva pallida, ma le sue prestazioni sportive non ne risentivano; il 25 Ottobre vinse una gara ciclistica. A Novembre accusò dei malesseri più specifici: febbre, gonfiori dalla nuca al viso, prurito, brividi, stanchezza. Dopo un'altra gara di bici arrivò al traguardo insolitamente stremata; durante una corsa campestre ebbe un capogiro e svenne. Il 9 Gennaio 1955 Sadako, a cui nel frattempo erano comparse delle macchie sulle gambe, fu visitata in ospedale e sottoposta a analisi più specialistiche. Il 18 Febbraio i medici emisero la diagnosi definitiva: leucemia linfoblastica acuta (LLA). Attualmente la sopravvivenza, cioè remissione dalla malattia dopo tre anni, è del 60-80%. Ma allora non c'erano né cure, né terapie come i trapianti di midollo osseo. Quindi la prognosi era inesorabilmente infausta: massimo un anno restando sempre in ospedale. Nell'aree colpite dalle due bombe, questa forma di leucemia era una malattia frequente seppure l'incidenza "normale" dell'LLA sia stimata in 1 caso su 600.000 l'anno. Chiaramente questa gravissima forma di leucemia era/è correlata al bombardamento atomico, tanto che fu soprannominata "morbo della Bomba A". Anche altre malattie si manifestarono anni dopo: microcefalia nei nascituri (almeno 1100 casi fino al 31.05.1946), cheloidi nei feriti, tumori maligni per i sopravvissuti. Il 21 Febbraio Sadako entrò nell'ospedale della Croce di Hiroshima. In Luglio Chizuko, l'amica che veniva sempre a fargli visita, gli mostrò una piccola gru (tsuru) di carta dorata. Secondo un'antica leggenda, se una persona costruisce mille gru di carta (origami) allora gli è concesso l'avversarsi di un desiderio. Sadako plausibilmente iniziò la costruzione delle sue gru dopo il 3 Agosto quando vennero donati all'ospedale mille fogli di carta dorata (un materiale molto costoso per quei tempi). Il primo giorno Sadako completò 12 gru, dopo tre settimane era arrivata a 396; alla quinta settimana 541 gru erano appese nella sua stanza. Il 6 Agosto i medici gli concessero di partecipare con la sua famiglia alla cerimonia commemorativa dell'esplosione atomica. In dieci anni Hiroshima era stata completamente ricostruita. Solo l'A-bomb Dome, l'ufficio di promozione industriale a 160 metri all'ipocentro, era/è rimasto come allora: l'unico edificio a non essere disintegrato. Naturalmente le 120 persone che ci lavoravano perirono all'istante e nulla rimase di loro. Nel tragitto verso il Peace Memorial Park Sadako ebbe un malore e fu costretta a ritornare in ospedale. Alla fine di Settembre le sue condizioni si aggravarono. Ormai poteva fare ben poche gru per l'estrema debolezza e i frequenti svenimenti. A metà Ottobre la sua gamba sinistra si gonfiò assumendo anche un preoccupante colore violaceo. Infine la mattina del 25 morì nel sonno dopo aver sorseggiato un po' di the al riso. Nella sua stanza erano appese 644 o 642 gru, i suoi compagni di scuola fecero le restanti. Sadako fu sepolta vestita nel suo primo kimono insieme alle mille gru. Il 12 Novembre 1955, un comitato di studenti decise di costruire con i soli fondi raccolti dalla popolazione di Hiroshima un monumento per ricordare Sadako e tutti gli altri bambini morti come lei. Il 25 Aprile 1956 fu deciso di porre la statua nel centro del Peace Memorial Park. Il 5 Maggio 1958 ci fu l'inaugurazione del Children's Peace Monument. La statua al suo basamento reca incisa una frase scritta dagli amici di Sadako: 'Questo è il nostro pianto. Questa è la nostra preghiera. Pace nel mondo'. Il 10 Agosto 1960 iniziarono i lavori per smontare Enola Gay, che si trovava nella base aeronautica di Andrews (Maryland). Harry S. Truman si spense in un ospedale di Kansas City nel Missouri il 26 Dicembre 1972 all'età di 88 anni. Claude Robert Eatherly, comandante del ricognitore Number 13, che aveva dato l'OK meteo per il bombardamento di Hiroshima, morì di cancro appena 59enne a Houston il 1° Luglio 1978. Enola Gay Hazard (Tibbets) morì nel Maggio 1983 all'età di 89 anni nella città di Delray Beach nella Florida. Nel Marzo 1985 la struttura del cenotafio a Hiroshima fu ricoperta con granito. La scritta in giapponese ai piedi della struttura recita: 'Che possano tutte le anime qui rimanere in pace; che per noi non si ripetano questi eventi'. La parola <<noi>> nell'iscrizione va intesa come "tutti noi" o "ognuno di noi". Il 5 Dicembre 1996 il World Heritage Committee (Comitato Patrimoni dell'Umanità) dell'UNESCO decise che l'A-bomb Dome fosse inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità. Thomas Wilson Ferebee morì il 16 Marzo 2000 a Windermere in Florida per un cancro al pancreas all'età di 81 anni. Richard H. Nelson si spense nell'ospedale di Riverside il 31 Gennaio 2003 a 77 anni per enfisema polmonare. Il restauro di Enola Gay, iniziato nel 1984, fu ufficialmente completato il 18 Agosto 2003. Dal successivo 15 Dicembre l'aereo è visitabile al Steven F. Udvar-Hazy Center, un hangar-museo posto accanto all'aeroporto internazionale di Washington D.C. Il 6 Agosto 1990 una statua in bronzo a grandezza reale raffigurante Sadako fu collocata nel Peace Park di Seattle. Nella cerimonia commemorativa del 6 Agosto 2004 è stato aggiornato il numero dei nomi scritti nel "Registro delle vittime della bomba atomica di Hiroshima" (composto da 83 volumi). I nomi sono 237.032 (erano 128.589 uomini, 103.372 donne e 59 di sesso indefinito al 06.08.2003). I nomi aggiunti dal 06.08.2003 al 06.08.2004 sono: 5142 (in particolare, 2631 uomini e 2511 donne). Questi dati sono stati presi dalla seguente pagina web. Per provare a costruire una gru di carta come quelle di Sadako andate a questo sito (in inglese). Se invece volete spedire un origami da porre sul Children's Peace Monument ecco l'indirizzo:

Peace Promotion Division
The City of Hiroshima
1-5 Nakajima-cho Naka-ku,
Hiroshima 730-0811 Japan.

L'istruzioni di compilazione sono a questa pagina. Masahiro Sasaki è tuttora vivente, invece Paul Warfield Tibbets Jr. si è spento nella sua casa a Columbus nell'Ohio il 1° Novembre 2007 all'età di 92 anni.

 

NOVEMBRE

« Vieni Rose, andiamo a immolarci per il nostro popolo. »

alla sorella prima di essere portate via dalla GESTAPO.

EDITH STEIN (Suor Teresia Benedicta a Cruce)

Dottore in filosofa e suora carmelitana, santa dall'11.10.1998

A. Breslavia/oggi Wroclaw (Germania, oggi Polonia), 12.10.1891 19:30

W. Auschwitz II: Birkenau - Brzenzinka (Alta Slesia - Polonia), 09/10?.08.1942

 asfissia per inalazione di Zyklon B, gassazione

Ultima di undici figli di una famiglia ebrea molto praticante, Edith Stein nacque il giorno del Yom Kippur (festività della "Grande Espiazione"). Nel Luglio 1893 Siegfried Stein, commerciante di legname, morì per un'insolazione all'età di 50 anni. Nel 1906 Edith decise di <<smettere coscientemente di pregare>> (sue parole) e divenne atea. Nel 1911 s'iscrisse all'università di Breslavia. Poi nel 1913 proseguì gli studi a Gottinga, dove Edmund Husserl (1859/1938) - appartenente al "movimento  fenomenologico" insegnava filosofia. Il 3 Agosto 1916 Edith si laureò summa cum laude in filosofia con una tesi sull'empatia. Il 1° Gennaio 1922 ricevette il battesimo con il nome di Theresia Hedwig nella chiesa di San Martino a Bergzabern. Gli fece da madrina un'amica filosofa, Hedwig Conrad-Martius. A casa dei coniugi Martius Edith aveva trascorso due mesi di vacanza, dal 28 Maggio ai primi d'Agosto del 1921. Una notte la donna prese un libro a caso dall'ampia biblioteca: era l'autobiografia di santa Teresa d'Avila. Praticamente da quella lettura nacque la sua conversione. Dal 1923 al 1931 Edith insegnò al liceo e all'istituto magistrale del convento di Santa Maddalena delle domenicane a Spira. Viveva nel monastero come laica anche se aveva più volte espresso l'intenzione di prendere i voti. Era stata sconsigliata da un abate benedettino, anzi questi la spinse a conseguire l'abilitazione all'insegnamento in un'università. Nell'Aprile 1932 Edith accettò una cattedra all'Istituto tedesco di pedagogia scientifica di Münster in Westfalia. Il 30 Gennaio 1933 Adolf Hitler diventò il nuovo cancelliere del Reich. Il 23 Marzo in quella che fu l'ultima seduta del Parlamento, tenuta nella chiesa della Guarnigione di Postdam perchè il palazzo parlamentare era stato bruciato il 27 Febbraio, Hitler presentò la "Legge per il conferimento dei pieni poteri" (Ermächtigungsgesetz). I deputati del centro si allearono ai nazionalsocialisti conferendo i pieni poteri al cancelliere per i successivi quattro anni. Da allora Hitler non doveva più rendere conto al Parlamento e quindi poteva smantellare la Repubblica del Weimar. La legge del 7 Aprile (Zur Wiederherstellung des Berufsbeamtentums, 'Sulla Restaurazione dei Pubblici Funzionari di Carriera') dispose l'esclusione degli elementi "politicamente inaffidabili" e di tutti gli ebrei. Quindi ogni <<nemico>> del Reich, specie gli ebrei, potevano essere licenziati con effetto immediato. Anche Edith fu obbligata al <<pensionamento>> nonostante professasse la religione cattolica; tecnicamente era una "sangue misto" (mischlinge) perchè i suoi genitori erano ebrei. Infatti nei registri della polizia compariva come "non ariana". Il 12 Ottobre 1933 Edith trascorse l'ultima giornata con la madre, i fratelli e le sorelle a Breslau. Tutti eccetto Rose lasciarono l'Europa. Il 14 Ottobre Edith entrò nel Carmelo di Colonia-Lindenthal. Il 15 Aprile 1934 Theresia Hedwing Stein compì il rito della vestizione prendendo il nome di "Teresia Benedicta a Cruce". Il 21 Aprile 1935 emise i voti semplici per tre anni. Il 14 Settembre 1936, mentre l'ordine rinnovava i voti (come da tradizione nella Festa dell'esaltazione della croce), arrivò da Breslavia un telegramma: Auguste Courant era morta per un cancro all'età di 86 anni. Il successivo 15 Dicembre, sua sorella Rose (nata il 13.12.1883) fu battezzata a Colonia. Il 21 Aprile 1938 suor Benedetta emise i voti solenni; il 1° Maggio nella "Festa del velo" questi divennero perpetui. Tra il 9 e il 10 Novembre 1938 (la famigerata kristallnacht, 'notte dei cristalli') avvenne un pogrom su scala nazionale contro la comunità ebraica. Furono saccheggiati più di 7000 negozi, incendiate sinagoghe e deportate centinaia di persone nei campi di concentramento. I morti furono 91 e per giunta il governo inflisse una multa da 1 miliardo di marchi alla collettività ebraica. Per sicurezza fu deciso di spostare Edith nel vicino carmelo olandese di Echt. Questo trasferimento avvenne nella notte fra il 31.12.1938 e 01.01.1939. Il 10 Maggio 1940 le truppe naziste invasero il Belgio, l'Olanda e il Lussemburgo. Alle 13:30 del 15 Maggio, il comandante supremo delle forze armate, Henri Winkelman (1876/1952), firmò la capitolazione dell'Olanda. Un campo di concentramento (lager) situato nelle vicinanze di Auschwitz (Oświeçim, Polonia) venne aperto 14 Giugno. Qualche mese dopo Rose Stein si trasferì nella foresteria del carmelo olandese per rimanere accanto alla sorella. Nell'ispezione ad Auschwitz del 1° Marzo 1941, il comandante supremo delle SS Heinrich Himmler (Monaco di Baviera, 07.10.1900) dispose la costruzione di un campo di concentramento per almeno 100.000 detenuti da allestirsi al posto del vicino villaggio di Brzezinka (Birkenau in tedesco). Nel Luglio 1941, probabilmente il 29, in un incontro informale a Berlino, Himmler convocò il comandante di Auschwitz, Rudolf Höss (Baden-Baden, 25.11.1900). Secondo il capo supremo delle SS, i lager di Auschwitz e quello in costruzione di Birkenau dovevano avere un ruolo essenziale nell'Endlösung (soluzione finale). Inoltre Himmler incaricò il tenente colonnello Adolf Eichmann (Solingen, 19.03.1906) di "aiutare" Höss. Le due SS dovevano trovare il posto ed il metodo giusto per attuare il progetto criminale di sterminare tutti gli ebrei d'Europa. Il 31 Luglio, il maresciallo del Reich, Herman Göring (Rosenheim, 12.01.1893 / Norimberga, 15.10.1946), inviò a Reinhard Heydrich (Halle, 07.03.1904) un ordine scritto dove si chiedeva di predisporre <<tutti i preparativi [...] a una soluzione complessiva della questione ebraica nei paesi europei sotto l'influenza tedesca>>. Così Heydrich, allora capo dell'RSHA (Reichs Sicher Heitsh Auptamt, 'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich'), ebbe l'autorizzazione ad assumere un ruolo centrale nella politica di sterminio. Intanto Höss e Eichmann fecero vari sopralluoghi nel Birkenwald ("bosco di betulle" in tedesco). Quella zona si trovava all'esterno del campo di Birkenau. Alla fine le due SS trovarono una fattoria ed una stalla "adatti allo scopo". Il 3 Settembre 1941 il primo direttore del lager di Auschwitz, Karl Fritzsch (Nassengrub, 10.07.1903 / Berlino?, 05?.1945), "sperimentò" lo Zyklon B (un insetticida composto da cianuro, cloro, azoto) su 600 prigionieri russi e 250 malati di tubercolosi. La "prova" venne fatta nel famigerato Blocco 11. Dopo sette mesi di costruzione, il 7 Ottobre divenne operativo il complesso di Birkenau (3 km dal "campo base" di Auschwitz). L'11 Ottobre Höss approvò la "tecnica" sperimentata da Fritzsch. Il 20 Gennaio 1942, Heydrich convocò una conferenza interministeriale in una villa posta sulla strada che conduceva al "grande Wannsee", un'ansa del fiume Havel a sud-ovest di Berlino. Il tema segretissimo era: Endlosung der Judenfrage (soluzione finale della questione ebraica). Heydrich fece il discorso introduttivo, mentre Adolf Eichmann svolse il compito di segretario. In meno di due ore Heydrich, otto sottosegretari e sei funzionari di polizia e del servizio di sicurezza pianificarono lo sterminio di tutti ebrei d'Europa entro il 1950. Il piano era semplice nella sua mostruosità "deportare tutti" ad Est, eliminare gli "inabili al lavoro" al loro arrivo, sfruttare la manodopera senza limiti (ciò avrebbe comportato una "diminuzione naturale"), sopprimere gli "elementi più resistenti"; tutto questo per evitare ogni rinascita del popolo ebraico. Due strutture c'erano già: Chełmno e sopratutto Oświeçim-Brzezinka; poi ne sarebbero state aggiunte altre per i milioni di ebrei ancora presenti nelle zone occupate. Il metodo già sperimentato nel programma T4 sarebbe stato il gas asfissiante (Zyklon B o monossido di carbonio molto più "efficienti" dell'esecuzioni di massa eseguite dagli Einsatzgruppen). I luoghi di "evacuazione" erano ben collegati da ferrovie e non avrebbero destato attenzioni o sospetti. Tutto doveva svolgersi con segretezza, metodo e rigore a prescindere dalle sorti della guerra. L'"evacuazione" sarebbe iniziata dal protettorato di Boemia e Moravia, per poi estendersi all'Olanda e Francia e agli altri paesi occupati. Il 20 Marzo divenne operativo il bunker I (o cascina), costruito al posto di una fattoria fra gli alberi da frutto e le betulle di Birkenau. Accanto al bunker c'era una camera a gas provvisoria, i corpi venivano cremati subito dopo e le ceneri sparse nei boschi o buttate nella Vistola. A fine Aprile Edith e Rose furono convocate a Maastricht dalla GESTAPO (GEheime STAtsPOlizei, 'Polizia Segreta di Stato'). Le due sorelle furono obbligate nell'indossare il segno di riconoscimento prescritto per gli ebrei. Nonostante fossero battezzate e di religione cattolica, per i nazisti non cambiava nulla. Infatti un decreto tedesco del 14.11.1935 definiva ebreo chi << aveva almeno tre antenati [genitori, nonni..] ebrei >> oppure << chi appartiene alla religione ebraica >>. Il 12 Maggio millecinquecento ebrei arrivarono alla stazione di Oświeçim. A questi deportati non fu applicata la selezione perchè vennero direttamente inviati al Bunker I. Praticamente quel giorno Auschwitz-Birkenau diventò un vernichtungslager (campo di sterminio). In tedesco vernichtung significa anche trasformare in nulla, annientare. Il 27 Maggio la resistenza ceca tese un agguato a Heydrich: gli fu buttata una granata anticarro dentro la sua auto. Il governatore della Boemia e Moravia rimase gravemente ferito e morì in un ospedale di Praga alle 04:30 del 4 Giugno. La vendetta dei nazisti fu spietata: 3000 ebrei del lager-ghetto di Theresienstadt-Terezin (56 km a nord di Praga) furono deportati e sterminati. Per ulteriore rappresaglia, Himmler il 10 Giugno ordinò la liquidazione il piccolo villaggio boemo di Lidice (ritenuto un nascondiglio di partigiani). Tutti i 173 uomini ed i ragazzi sopra i 16 anni furono fucilati; 195 donne furono deportate nel lager di Ravensbrück, mentre 105 bambini furono raccolti in una scuola nella vicino Kladno. Sempre Himmler dispose fossero avviati al progetto "Lebensborn" (sorgente di vita); a Łódź furono sottosti a "prove di selezione razziale", soli sette bambini le superarono. Dopo la guerra, di quei centocinque catturati a Lidice ne furono rintracciati diciassette. Il 22 Giugno, in una telefonata riservata, Eichmann comunicò che dalla metà di Luglio 40.000 ebrei olandesi e 10.000 belgi dovevano essere avviati al "lavoro obbligatorio". Il 30 Giugno venne "inaugurato" anche il Bunker II (o cascina) a Birkenau. Il 4 Luglio nel campo di Auschwitz-Birkenau fu applicata la "selezione" ad un trasportjuden. Dalla Slovacchia giunsero 1000 persone sulla banchina di scarico (la cosiddetta Judenrampe) nello scalo merci della stazione di Oświeçim. Il medico SS del campo (Lagerarzt) scelse 264 uomini e 108 donne. Le restanti persone - vecchi, bambine, donne incinte o madri - andarono direttamente alla cascina o alla cascina. Nello stesso trasporto fu formato il primo sonderkommando (squadra speciale), composto da decine di ebrei che dovevano occuparsi delle persone sottoposte al sonderbehandlung (trattamento speciale). Ogni sonderkommando durava circa 90 giorni; quello successivo veniva "iniziato" con la liquidazione del precedente. Di queste "squadre" a Birkenau ne succederanno dodici, ma l'ultima si ribellò nell'Ottobre 1944 (clicca qui per saperne di più). L'11 Luglio l'arcivescovo di Utrech inoltrò un telegramma di protesta contro la persecuzione degli ebrei. Il commissario generali per gli affari con le Chiese dispose che tutti gli ebrei battezzati prima del 1° Gennaio 1941 dovevano essere esclusi dalle deportazioni. In Olanda vivevano 100.000 ebrei e solo 700 rientravano in questa "eccezione". Dato che la questione riguardava anche gli ebrei non battezzati, i vescovi olandesi decisero che una lettera pastorale (con allegato il testo del telegramma dell'11.07.1942) sarebbe stata letta dal pulpito di ogni chiesa cattolica. L'autorità tedesche intercettarono la lettera ed intimarono di non diffonderla. Intanto Edith si era rivolta a degli amici che aveva in Svizzera per trovare rifugio insieme a Rose. Alla fine il luogo fu individuato nel carmelo di Le Pâquier (Friburgo - Svizzera). Purtroppo il governo svizzero si dimostrò molto perplesso nel concedere il permesso di soggiorno. Il 15 Luglio partirono due convogli dai campi olandesi di Westerbork e Amersfoort per un totale di 2000 persone (1303 uomini e bambini ; 697 donne e bambine). Il 17 Luglio i due convogli arrivarono al capolinea: Auschwitz-Birkenau. Dopo la selezione, 1251 uomini e 300 donne vennero internati nel lager. I restanti 449 deportati furono uccisi nelle camere a gas. Domenica 26 Luglio la lettera fu letta in ogni chiesa cattolica olandese. Lunedì 27 Luglio arrivò la rappresaglia nazista: tutti i "sangue misto" sarebbero stati deportati entro la fine della settimana. Il 29 Luglio il presidente svizzero Etter si recò a Le Pâquier per velocizzare il trasferimento. Ma alle 17 di sabato 2 Agosto, due ufficiali delle SS si presentarono al carmelo di Echt chiedendo delle <<sorelle Stein>>; appena identificate, gli concessero 5' per radunare le proprie cose. I 244 ebrei cattolici arrestati quel giorno furono portati ad Amersfoort in un campo di raccolta. Per la cronaca, il 4 arrivò a Echt la lettera di risposta dalla Svizzera: alle due sorelle era stata l'ospitalità! La mattina del 5 le persone arrestate nella retata di tre giorni prima furono trasferite a Westerbork (un campo profughi che dal 1° Luglio era diventato campo di concentramento e transito). Da lì le destinazioni possibili erano tre: Bergen-Belsen (vicino Hannover), Terezin - Theresienstadt (a nord di Praga i cui prigionieri venivano spesso trasferiti ai campi di sterminio polacchi) ed infine proprio Auschwitz-Birkenau. Nella notte fra il 6 e il 7, un treno che trasportava in carri bestiame 987 persone (510 uomini e bambini e 477 donne e bambine) partì da Westerbork. Nella notte fra l'8 e 9 il convoglio arrivò al capolinea: la Judenrampe della stazione di Oświeçim. La successiva "selezione" stabilì che 464 "unità" (315 uomini e 149 donne - numerate dal 15812 al 15960) erano ancora "utili". Le restanti 523 "unità" furono senz'altro gasate. La data precisa della morte delle sorelle Stein non è certa. Verosimilmente fu lo stesso giorno dell'arrivo (9 Agosto, l'Av - la festività ebraica del digiuno) o forse il 10. Infatti era prassi applicare il "trattamento speciale" entro uno o due giorni dall'arrivo. Una dichiarazione congiunta di Stalin, Roosevelt, Churchill stilata il 30 Ottobre durante la conferenza di Mosca, dispose che << [...] quegli ufficiali tedeschi e quei membri del partito Nazista che si siano resi responsabili, direttamente o indirettamente, delle sopra citate atrocità verranno trasferiti nei Paesi nei quali i loro atti abominevoli sono stati commessi, affinché possano essere giudicati e puniti secondo le leggi di quegli stessi Paesi. [...] >>. Nel pomeriggio del 27 Gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono Auschwitz-Birkenau. L'armate dei generali Żukov (da est) e Koniev (da sud) e Rokossovsky (da ovest) il 16 Aprile si schierarono contro Berlino. Il 20 Aprile l'artiglieria russa iniziò un bombardamento serrato da Marzahn, 12 km dal centro della capitale tedesca. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel Führerbunker della Cancelleria. Alle 22:50 tre ufficiali issarono la bandiera sulla vicina statua equestre rappresentante la Germania in trionfo. Alle 02:31 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl (1890 / Norimberga, 16.10.1946) firmò la Bedingungslose Kapitulation (resa incondizionata) con gli Alleati. Lo stesso giorno cessò la lunga e disperata resistenza dei tedeschi a Breslavia. L'8 Maggio a Karlshorst, quartier generale di Żukov a Berlino, venne firmata la resa imposta dai sovietici. La Seconda guerra mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:01 del 9 Maggio. Heinrich Himmler fu bloccato dagli inglesi il 22 Maggio a Barnstedt vicino Amburgo. L'ex comandante delle SS si uccise con il cianuro la sera del giorno dopo durante una visita medica nel campo di prigionia 031. Alle 23 dell'11 Marzo 1946 Rudolf Höss fu arrestato dalla polizia militare inglese in una fattoria di Flensberg. La fiala di veleno gli si era rotta due giorni prima. Höss il 15 Aprile testimoniò a Norimberga e ad altri processi. Il 25 Maggio l'ex comandante fu trasferito in Polonia, dove la Procura di Stato elevò contro di lui le sue accuse. Arthur Seyss-Inquart, ex governatore dell'Olanda occupata, il 1° Ottobre fu condannato a morte nel processo di Norimberga. L'esecuzione della sentenza avvenne alle 02:45 del successivo 16 Ottobre mediante impiccagione. Il processo contro Rudolf Höss si tenne a Varsavia dall'11 al 29 Marzo 1947. Il Supremo tribunale del popolo lo condannò a morte il 2 Aprile. Il condannato rinunciò all'appello per la clemenza il 4 Aprile. L'esecuzione avvenne tramite impiccagione nelle vicinanze del forno crematorio di Auschwitz il successivo 16 Aprile. La morte delle sorelle Stein fu "dichiarata" l'11 Giugno 1947 quando ebbero i suffragi previsti dall'ordine. La Gazzetta Ufficiale olandese del 16 Novembre 1950 elencò i nomi degli ebrei deportati quel 07.08.1942. Edith e Rose risultavano morte due giorni dopo. L'11 Maggio 1960 gli agenti del Mossad (il servizio segreto israeliano) rapirono Adolf Eichmann a Buenos Aires. Il principale artefice dello Shoah fu processato da un tribunale a Gerusalemme a partire dal 10 Aprile 1961. Alle 08:21 locali del successivo 11 Dicembre tre giudici emisero la sentenza: colpevole dei 15 capi d'accusa, condannato all'impiccagione. Alle 23:58 locali del 31 Maggio 1962 Eichmann fu impiccato nella prigione di Ramleh vicino Tel Aviv. Sarà l'unica condanna a morte eseguita nella storia dello stato d'Israele. Hedwig Conrad-Martius morì a Mníchov (Cecoslovacchia) il 15 febbraio 1966 all'età di quasi 78 anni. Il 7 Giugno 1979 Paolo Giovanni II visitò Auschwitz-Birkenau. La cerimonia di beatificazione di Edith Stein fu tenuta a Colonia il 1° Maggio 1987. La canonizzazione avvenne in piazza San Pietro l'11 Ottobre 1998. Santa Teresa della Croce fu dichiarata patrona d'Europa insieme a santa Brigida di Svezia e santa Caterina da Siena il 3 Ottobre 1999. Paolo Giovanni II si spense nell'appartamento privato situato nella Città del Vaticano (Roma) il 2 Aprile 2005. Karol Józef Wojtyła era nato a Wadowice (48 km a nord-est di Cracovia) il 18 Maggio 1920.

 

DICEMBRE

« Addio miei bambini. Vado da vostro padre. »

frase rivolta dal patibolo guardando verso il Tempio.

MARIA ANTONIA JOSEPHA VON HABSBURG-LOTHRINGEN

(Maria Antonietta) - Regina di Francia

A. Vienna [Palazzo Imperiale], 02.11.1755 20:00

W. Parigi [Place du Carrousel], 16.10.1793 12:15

 esecuzione della sentenza di morte, decapitazione  RIP link

Maria Antonietta il 16 Maggio 1770 sposò Luigi XVI (nato il 23.08.1754). Con la morte di Luigi XV, avvenuta il 10 Maggio 1774, Luigi XVI diventò re di Francia e quindi Maria Antonietta la regina. Il 20.12.1778 nacque Marie-Therese Charlotte (conosciuta anche come Madame Royal). Il 27.03.1785 nacque anche Louis-Charles (il "delfino"). Il 20 Giugno 1791 la famiglia reale fuggì per riparare in Lussemburgo. La loro fuga terminò a Varenne, non lontano dal confine e venne riportata a Parigi. Il 10 Agosto 1792 tutta la famiglia reale fu rinchiusa nel prigione del Tempio (Temple). Luigi XVI venne ghigliottinato in piazza della Rivoluzione alle 10:22 del 21 Gennaio 1793. Quindi Louis-Charles diventò il virtuale re di Francia con il nome di Luigi XVII. Il 3 Luglio 1793 il bambino fu portato in un'altra ala del Tempio. Invece alla sorella venne concesso di rimanere con la madre. Il 2 Agosto la Convenzione Nazionale ordinò il trasferimento immediato di Maria Antonietta alla prigione della Conciergerie. Sorvegliata a vista da due soldati, 24 ore su 24, la regina aspettò il processo rinchiusa in una cella singola. Dal 12 Ottobre il Tribunale Rivoluzionario processò la sovrana. Alle 04:30 del 16 Ottobre fu emessa la sentenza di morte; riportata in cella, alle 11 seguenti la condannata fu avviata verso il patibolo. Il delfino morirà nel Tempio il 9 Giugno 1795. Il successivo 18 Dicembre Marie-Therese venne liberata. Madame Royal morirà il 18 Ottobre 1851 a Frohsdorf (Austria) nel suo venticinquesimo anno d'esilio.

 

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UN'ULTIMA FRASE 2003