UN'ULTIMA FRASE 2005

 

 

GENNAIO

« Ma che ulcera e ulcera! Sono quarant'anni che

scrivo sulla morte: perciò so benissimo cosa ho. »

a chi gli "mentiva" sulle sue reali condizioni di salute

DINO BUZZATI TRAVERSO

giornalista, scalatore, scrittore, pittore, drammaturgo

A. San Pellegrino |villa Buzzati| - Belluno, 16.10.1906 01:53

W. Milano |clinica “La Madonnina” · stanza 200|, 28.01.1972 16:20

 cancro al pancreas  link

Nel 1920, Giulio Cesare Buzzati, professore di Diritto internazionale all'Università di Pavia e alla Bocconi di Milano, morì per un cancro al pancreas all'età di 58 anni. Il quattordicenne Dino per qualche tempo si convinse di avere la stessa malattia. Nel Febbraio 1971 iniziò a stare male, verso Luglio arrivò la diagnosi inappellabile: rara forma di cancro al pancreas. Allora le speranze di sopravvivere erano praticamente nulle. Adesso sono un poco più elevate: il 5% dei malati di neoplasie maligne (cancro) al pancreas sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Verso Settembre uscì “Le notti difficili”, come al solito un dipinto dell'autore faceva da copertina; Buzzati scelse Il Babau, un acrilico su tela del 1967. Il 1° Dicembre andò al cimitero di San Pellegrino dove era sepolta la madre (morta nel 1961 a 90 anni). In serata visitò la casa natale e poi si fece riportare a Milano. Il 7 il professor Malan lo visitò e decise di ricoverarlo l'indomani per tentare un'operazione chirurgica. L'8 entrò nella clinica “La Madonnina” di Milano; alle 11 fu portato in sala operatoria, alle 12 era già in camera. Lo stesso giorno uscì sul Corriere il suo ultimo elzeviro (un articolo giornalistico di carattere culturale): "Alberi". Buzzati rimase cosciente fino alla mattina del 28 Gennaio 1972, poi entrò in coma. Alle 16:20 si spense mentre su Milano cadeva una leggera nevicata. Accanto a lui c'erano: i colleghi Gaetano Afeltra e Indro Montanelli, la moglie Almerina (sposata l'08.12.1966), la sorella Nina ed il fratello Augusto. Fra le sue ultime volontà c'era quella di disperdere le sue ceneri sulle Cinque Torri; ma la legislazione italiana di allora non lo permetteva. Così i resti della cremazione furono raccolti in un'urna poi posta nella chiesetta di Villa Buzzati. Edmondo Malan, chirurgo di fama internazionale, morì improvvisamente il 25.01.1978 all'età di 68 anni. Con la legge n. 130 del 30.03.2001 è ammessa la dispersione delle ceneri però secondo precise regole; ad oggi la Regione Veneto non si è ancora adeguata. Indro Montanelli morì nella clinica “La Madonnina” il 22 Luglio 2001 all'età di 92 anni. Angelina ‘Nina’ Buzzati si è spenta il il 20.01.2004 a 99 anni. Improvvisamente nella notte del 07.06.2004, la quarta torre (Thephor) delle Cinque si è spaccata in tre parti. Da allora il panorama delle ex Cinque Torri è questo; i motivi della caduta sarebbero naturali, ma il riscaldamento globale deve aver giocato un ruolo non indifferente. Gaetano Afeltra è deceduto novantenne a Milano il 09.10.2005. Nel Maggio 2006 Almerina ha rivelato che l'urna con le ceneri di Buzzati non è più a Belluno. Infatti nell'autunno 2002 decise di farla togliere dalla chiesetta e la pose in luogo segreto. Adesso a Villa San Pellegrino rimangono le ceneri di Adriano (1913-83) e di Angelina.

 

FEBBRAIO

« Va tutto bene fratelli... »

ai tre sicari che erano in prima fila

MALCOLM LITTLE (Malcolm X, Red, El-Hajj Malik El-Shabazz) {sposato, sei figlie}

scrittore, politico, filosofo, attivista per i diritti civili degli afro-americani

A. Omaha |University Hospital| [Nebraska: Usa], 19.05.1925 22:25

W. New York |Audubon Ballroom ¦ Harlem| 21.02.1965 15:10

 esecuzione, ferite per 16 colpi di arma da fuoco (di cui 3 mortali)  RIP link

 

MARZO

" Ai miei amici: il mio l'ho fatto, perché aspettare?"

biglietto di addio scritta appena prima di uccidersi

GEORGE EASTMAN

fotografo, inventore, industriale, filantropo

A. Waterville - Utica [New York: Usa], 12.07.1854 22:25

W. Rochester |George Eastman House| - New York, 14.03.1932

 colpo di pistola al cuore, suicidio  RIP link

George Eastman nel 1892 fondò a New York la “George Eastmam Kodak Company”. Nel 1889, Eastman introdusse al posto delle lastre fotografiche la pellicola (film in gergo). Praticamente aveva inventato la fotografia istantanea. Nel 1923 introdusse la pellicola formato 16 mm, il primo passo verso la filmografia amatoriale. Nel 1924 le macchine Kodak usarono un meccanismo al posto della manopola per far avanzare la pellicola. Nel 1929 la Kodak introdusse il primo film con il sonoro. Nel 1932 nacque la pellicola 8 mm in bianco e nero. Dal 1930 Eastman iniziò a soffrire di un irreversibile indurimento del midollo spinale. Era debole, lento, stanco e fu costretto alla sedia a rotelle. Il 14 Marzo 1932 invitò degli amici perché voleva apportare delle modifiche al suo testamento. Parlò con loro, ci scherzò e poi chiese di essere lasciato solo. Quando se ne furono andati, scrisse un biglietto, prese la sua pistola automatica e si sparò un colpo al cuore. I domestici lo trovarono morto con vicino il biglietto di addio. Il 16 Giugno 2005 la Kodak ha annunciato che entro l'anno smetterà di produrre pellicole per le stampe a bianco e nero. Ormai la concorrenza della fotografia digitale è troppo forte anche per un colosso come la Kodak.

 

APRILE

« Se non ci vedremo più in questo mondo, ci incontreremo nell'altro. »

alla cognata che abbandonava la nave su una scialuppa

ROBERT JAMES BATEMAN

ministro di culto protestante

A. Bristol [Inghilterra], 14.10.1860 22:25

W. oceano Atlantico |41°44' nord, 49°57' ovest|, 15.04.1912 02:20?

 annegamento?/assideramento?

Il reverendo Robert J. Bateman tornava da una visita alla casa natale; poi aveva deciso di far visitare Jacksonville (dove viveva) alla sorella di sua. Alle 01:21 del 15 Aprile, mentre la scialuppa 10 si staccava dal bordo, si tolse la cravatta e la gettò alla cognata come ricordo. Il 27 Aprile un cadavere, il centosettantaquattresimo, fu recuperato dal nave posa cavi Mackay-Bennett. Il riconoscimento avvenne solo grazie agli effetti personali |pagina web specifica|. La salma fu tumulata nel cimitero di Jacksonville in Florida il successivo 12 Maggio. La cognata di Bateman, Ada E. Hall (sposata Ball) si spense 88enne il 1° Ottobre 1967 a Cockeysville nel Maryland.

 

MAGGIO

« Pozwólcie mi iść do domu Ojca... »

[ Lasciatemi andare alla casa del Padre... ]

 suo appartamento privato nel Palazzo apostolico, 15:30 circa del 2 Aprile

Karol Josef WojtyŁa (Lolek, Giovanni Paolo II)

pontefice {dal 16.10.1978}, cardinale {dal 26.06.1967}

arcivescovo di Cracovia {dal 30.12.1963}, sacerdote {dal 01.11.1946}

A. Wadovice |Ulica Rynek 2; oggi via Koscielna 7 · interno 4| - Cracovia [Polonia], 18.05.1920 17-18

W. Città del Vaticano |Palazzo apostolico|, 02.04.2005 21:37

 shock settico con collasso cardiocircolatorio irreversibile  RIP link

 

GIUGNO

 « Non sono vermi, sono solo larve di mosca. Lavatele via con acqua di mare. »

SMIRNOV - medico di bordo della Potëmkin

 « Cosa sono un po' di larve di mosca? E' una carne eccellente. Il medico Smirnov ha

dichiarato che è di prima qualità. [...] se non mangerete questo borsch

 vi farò assaggiare un'altra pietanza: quella delle cartucce. »

Yevgeny Golikov - capitano della Potëmkin

A. ?,??.??.18??

W. Stretto di Tendra [Mar Nero], 14.06.1905

 ferite  nel corso di un ammutinamento/annegamento?

La nave da guerra Potëmkin (Потемкин in cirillico, da pronunciarsi Pot-yom-kin) fu costruita dai cantieri Nikolayev dal 1898 al 1904. La persona a cui fu intitolata era un un personaggio militare: Grigori Alexandrovich Potëmkin (1739-91) famoso per i villaggi inesistenti. Le caratteristiche della nave erano queste: stazza di 12.500 tonnellate, velocità di 29,6 km/h (16 nodi), equipaggio di 730 uomini. Il suo armamento era composto da: quattro cannoni da 305 mm in due torrette, sedici cannoni da 152 mm, quattordici da 75 mm, cinque tubi lancia-siluri da 380 mm. Nel Giugno 1905 la nave stava compiendo dell'esercitazioni di tiro a largo dell'isola di Tendra sul Mar Nero. La mattina del 14 ai 763 marinai fu distribuito un borsch con carne rancida, brulicante di vermi... Viste le giuste lamentele, intervenne il medico di bordo che dichiarò la carne — pur contenente larve di mosca — commestibile! Il capitano fu tassativo: chi si rifiutava di mangiare avrebbe subìto rappresaglie tipo massicce somministrazioni di olio di ricino o anche peggio... I marinai già stanchi dell'insostenibili condizioni di bordo e degli ufficiali che li trattavano come bestie, dopo questo ennesimo sopruso, decisero di ammutinare; su 753 marinai a bordo circa 200 parteciparono all'ammutinamento. Il medico e la maggior parte degli ufficiali furono uccisi e buttati fuori bordo; per non sporcare la nave di sangue fu steso un telone sul ponte. Il marinaio che aveva guidato l'ammutinamento, Grigory Vakulinchuk, durante la battaglia fu colpito a morte (sembra dal secondo ufficiale Giliarovsky); il ruolo del capo passò a Matruusi Matjushenko. Nel pomeriggio dello stesso giorno i ribelli condussero la nave verso il porto di Odessa. Nella città ucraina i lavoratori erano in sciopero generale contro il governo zarista. I rappresentanti del Partiti socialisti democratici locali non riuscirono a convincere gli ammutinati ad unirsi a loro ed imbracciare le armi. Gli scioperi si dovevano estendere a tutte le fabbriche russe. Il 16 Giugno il funerale di Vakulenchuk diventò una manifestazione contro il governo. Sembra che la corazzata Potëmkin sparò due colpi di cannone verso le residenze governative ed una caserma dell'esercito. A quel punto lo zar Nicola II inviò altre unità militari per sedare i disordini ad Odessa. Inoltre ordinò che la corazzata si arrendesse oppure venisse affondata. Due squadriglie furono inviate sul posto il 17 Giugno. Gli uomini a bordo della Potëmkin si rifiutarono di arrendersi e puntarono dritti contro le squadriglie. Le navi zariste non aprirono il fuoco, anzi una di queste (la Georgiy Pobedonosets) si unì alla Potëmkin. Lenin ordinò a Yuzihn di guidare la ribellione, ma la Potëmkin non era più nel porto. Infatti il 18 Giugno la nave era partita verso Costanza in Romania. Comunque gli insorti di Odessa vistosi in minoranza rispetto all'esercito fedele allo zar rinunciarono alla rivoluzione e furono "risparmiati". La Georgiy Pobedonosets (‘San Giorgio vincitore’), che si era diretta a Sebastopoli, si arrese all'autorità zariste. Il 20 Giugno il comitato degli ammutinati della Potëmkin si appellò <<a tutto il mondo civile>> e <<a tutti i poteri europei>> proclamando la loro decisione di combattere il regime zarista. L'autorità romene si rifiutarono di fornire appoggio e viveri. Il 22 Giugno fu negato l'accesso al porto di Feodossia (Ucraina). Il 25 Giugno gli ammutinati ritornarono a Costanza e consegnarono la nave ai romeni. Alcuni uomini dell'equipaggio tornarono in Russia e solo uno fu arrestato e condannato. Il 26 Giugno l'autorità romene resero la nave ai russi, che in Ottobre la rinominarono St. Panteleimon. La maggior parte degli ammutinati tornò in Russia solo dopo la “Rivoluzione di Febbraio. Matjushenko girò mezzo mondo e pubblicò le sue memorie negli Stati Uniti; nel 1907 tornò clandestino in Russia, ma venne scoperto, arrestato e impiccato. Il 3 Marzo 1917 lo zar abdicò a favore del fratello, che a sua volta rinunciò al trono: il dominio dei Romanov dal 1546 era finito. In Aprile la St. Panteleimon riprese il suo vecchio nome di Potëmkin. In Maggio Lenin la denominò Combattente per la libertà. La sera del 24 Ottobre 1917 (7 Novembre secondo il calendario russo) i bolscevichi di Lenin insorsero e occuparono i punti nevralgici di Pietrogrado. Il Palazzo d'Inverno, sede degli zar, fu occupato il giorno dopo: era iniziata la Rivoluzione d'Ottobre. Così venne costituito un governo rivoluzionario, composto dai bolscevichi. Dal 1917 la famiglia dello zar era agli arresti domiciliari a Carskoe Selo; nell'Aprile 1918 il soviet di Ekaterinburg pretese che fossero trasferiti vicino agli Urali, al confine fra la Russia europea e della Siberia. A fine Luglio i bolscevichi locali trovarono, anzi costruirono, il pretesto per uccidere tutta la famiglia: una bottiglia con un messaggio d'aiuto da parte cosacchi delle armate arrivò allo zar. Questi organizzò un piano di fuga e così firmò la sua condanna a morte. Lenin diede il suo assenso alla richiesta del soviet di Ekaterinburg; l'operazione fu affidata al commissario della čeka, Jakov Jurovskij. Alcune guardie ed un commando composto da ex prigionieri di guerra austriaci e ungheresi radunarono la famiglia reale, il dottore, una cameriera e due domestici in un'unica stanza. All'una del 16 Luglio 1918 Jurovskij lesse la sentenza di morte. Nicola II (18.05.1868), la moglie Beatrice (06.07.1872), le figlie Maria (26.06.1899), Tatiana (10.06.1897), Olga (15.11.1895), Anastasia (18.06.1901), Alessio (12.08.1904) e gli altri furono massacrati a colpi di fucile e baionetta. Nell'Aprile 1919, durante la "Guerra civile russa", la flotta anglo-francese fece saltare in aria la Potëmkin mentre era a Sebastopoli. Dopo la fine della guerra civile, il relitto che era affondato, fu portato a riva. Visti gli irreparabili danni subiti, la Potëmkin non poté che essere smantellata. Vladimir Il'ič Ul'janov (Lenin) morì a Leninskie Gorki il 21 Gennaio 1924 all'età di 54 anni. Il regista Sergej Michajlovič Ejzenštejn nell'Aprile-estate 1925 girò un lungometraggio muto con didascalia in bianco e nero sulla vicenda: Bronenosec Potëmkin (“L’incrociatore Potëmkin”), che in seguito sarà arcinoto come “La corrazzata Potëmkin (LINK1 e LINK2). La famosa scena dei soldati che sparano alla folla sulla scalinata di Odessa è pura finzione. Probabilmente era riferita alla "Domenica di sangue" del 1905. Quel 22 Gennaio (9 secondo il calendario ortodosso) 150mila operai guidati dal pope (parroco) ortodosso Gapon si avviò verso il Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo. Volevano solo consegnare una supplica allo zar perché risolvesse la precaria situazione economica e sociale dell'Impero. Nonostante che fosse una manifestazione pacifica e fedele agli zar, la guardia imperiale - composta da cosacchi e ulani - caricò la folla con fucili e sciabole. Secondo le stime dell'epoca in terra rimasero mille morti e duemila feriti. Il film di Ejzenštejn fu proiettato per la prima volta al teatro Bol'šoj di Mosca il 21 Dicembre 1925. Sergej Michajlovič Ejzenštejn morì l'11.02.1948 a 50 anni. Il suo film fu distribuito nelle sale di tutto il mondo solo nel 1952. La prima versione italiana con commento fuoricampo di Arnoldo Foà è apparsa nel 1960. Nel film “Il Secondo tragico Fantozzi la La corazzata Potëmkin per vari motivi divenne La corazzata Kotiomkin (o Kotionkin) e a Sergej M. Ejzenštejn gli fu cambiato nome in Serghei M. Einstein. Curiosamente, non avendo ottenuto i diritti per riprodurre parti dell'opera originale, il regista Luciano Salce fu costretto a  girate ex novo tutte le scene visibili nel film. Infine è arcinota la battuta di Fantozzi, personaggio creato da Paolo Villaggio, che nel film  urla: «Per me... la corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!!!» |file wav 139 KB|. Nel Febbraio 2010 in Italia è uscito “Ammutinamento” di Neal Bascomb, un libro-verità su quella vicenda.

 

LUGLIO

 « Thomas Jefferson rimani ancora in vita... »

JOHN ADAMS

ex Presidente (il 2°), coadiutore e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza

A. Braintree {oggi Quincy} - Boston, 30.10.1735 02:57

W. Braintree, 04.07.1826 16

 cause naturali, vecchiaia  RIP link

 « É il quattro? »

Thomas Jefferson

ex Presidente (il 3°), redattore e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza

A. Shadwell - Albermarle County [allora colonia inglese della Virginia], 13.04.1743, 01:54

W. Charlottesville - Monticello [Virginia: Usa], 04.07.1826 12

 cause naturali, vecchiaia  RIP link

 

AGOSTO

« Meglio così, fra i miei arnesi. »

LEOPOLDO LONGANESI (Leo)

scrittore, disegnatore, giornalista, pittore, editore

A. Bagnacavallo (Ravenna), 30.08.1905

W. Milano |via Bigli|, 27.09.1957

 infarto

 

SETTEMBRE

« Non ti preoccupare, quel tizio ci vedrà senz'altro. »

al passeggero a fianco un attimo prima dello schianto

JAMES BYRON DEAN (Jimmy, James) - attore

A. Marion |Seven Gables Apartments, 320 East 4th Street| - Fairmount [Indiana], 08.02.1931 21:09

W. incrocio fra l'Highway 466 e la 41 - Cholame [California: Usa], 30.09.1955 17:59

 traumi riportati in un incidente stradale avvenuto alle 17:45 circa  RIP link

Il 1° Marzo 1955 l'attore comprò una Porsche 356 Super Speedster, il 26 e 27 partecipò alla sua prima corsa automobilistica a Palm Springs. Dal 30 Marzo al 26 Maggio si tennero le riprese di Rebel Without a Cause (“Gioventù bruciata” in Italia) sotto la regia di Nicholas Ray. Il giovane attore aveva il ruolo del protagonista; al suo fianco c'erano altri colleghi emergenti come Sal Mineo, Natalie Wood e Dennis Hopper. Il 10 Aprile uscì East of Eden (“La valle dell'Eden” in Italia) che aveva girato dal 27 Maggio al 9 Agosto 1954 sotto la regia di Elia Kazan. Il 1°, 28 e 29 Maggio 1955 James partecipò a due corse automobilistiche nonostante che una precisa clausola del suo contratto con la Warner Brothers glielo impedisse quando era impegnato nelle riprese. Il 6 Giugno si unì alla troupe che stava girando dal 21 Maggio Giant (“Il Gigante” in Italia). Stavolta aveva un ruolo da non protagonista e avrebbe girato con Rock Hudson, Elizabeth Taylor, Sal Mineo, Dennis Hopper. Il suo stipendio era di 21.000 dollari, quasi il doppio di quello percepito in precedenza. Il 17 Settembre andò in onda un commercial commissionato dal National Highway Safety [vedi qui grazie a YouTube]. Era una specie di "pubblicità progresso" per la campagna contro l'eccesso di velocità. L'intervista-spot era stata registrata insieme all'attore Gig Young il 28 Luglio. Intanto James voleva comprarsi una macchina più potente e veloce per le successiva gare. Il 20 un suo amico, Lew Bracker, vide in esposizione al Competition Motors a Hollywood una nuova Porsche e glielo riferì. Il giorno dopo James permutò (rese indietro) la sua Porsche Speedster e pagò la differenza di 3700 dollari per una 550 Spyder color argento. Il costo totale fu di 6900 dollari, più del doppio di uno stipendio medio dell'epoca. Nel 1955 dalla fabbrica di Stoccarda uscirono solo 78 esemplari di quel modello. Era una macchina da pista, molto leggera, potente che poteva raggiungere i 217 km/h. James convinse il meccanico del negozio, il 28enne Rolf Wütherich che lavorava per la Porsche dal 1950, nell'accompagnarlo a Salinas dove il 2 Ottobre si sarebbe tenuta un'altra gara. Alla macchina targata '2Z77767', il "personalizzatore" dell'auto dei divi George Barris fece a mano queste scritte: Little Bastard ("Piccola bastarda") sul retro e 130 (numero di gara) sul cofano e gli sportelli. A questa pagina web è possibile vedere le scritte su una copia della macchina. Il 24 James filmò l'ultima scena prevista per il suo personaggio: quello dell'"ultima cena" dove Jett Rink ormai cinquantenne sviene ubriaco in una sala da pranzo vuota. Nei giorni seguenti scorrazzò con gli amici per Los Angeles, specie lungo Mulholland Drive (uno stradone pieno di curve che corre lungo le colline della città). Il 27 un dottore gli firmò un certificato di idoneità fisica per la gara, al quale era stato uno degli ultimi concorrenti ad iscriversi. Alle 21:30 del 29 lasciò la sua casa, una specie di baita senza camera da letto al 24622 di Sutton Street a Sherman Oaks. Insieme ad un amico sfrecciò fino a Santa Barbara evitando per un soffio una pattuglia della stradale. Poco dopo mezzanotte di venerdì 30 fu visto mangiare da solo al ristorante preferito degli attori: il Villa Capri di Hollywood. Alle 3 tornò a casa e non è dato a sapersi dove e con chi abbia passato quelle tre ore. Alle 07:20 era già sveglio, fece una colazione leggera e alle 08:00 arrivò al Competition Motors per mettere a punto la macchina insieme a Wütherich. In questa foto scattata quella mattina si vede la spider e più defilato il meccanico. James voleva che pure Lew Bracker lo seguisse a Salinas, ma questi doveva disputare una partita di football per il college. Così James decise di guidare la spider invece che trasportarla sul carrello. Alle 10 arrivarono gli altri compagni di viaggio: Sanford Roth, il fotografo assunto dalla Warner per seguirlo costantemente e l'amico di lunga data Bill Hickman, attore anche lui e grande appassionato di corse automobilistiche. Il servizio fotografico sulla corsa di Salinas era già stato prenotato dal mensile Colliers. Alle 12:15 l'attore "pranzò" (un caffè e ciambelle) in un ristorante di Hollywood; lì salutò il padre e lo zio. Alle 13:30 iniziò il viaggio di 425 km verso Salinas: James alla guida, Wütherich accanto e gli altri due su una station wagon (di proprietà dell'attore). Gli occupanti della Porsche non avevano allacciato la cintura di sicurezza semplicemente perché Wütherich l'aveva tolta anche dal posto del passeggero perché il pilota avrebbe gareggiato da solo. Dopo circa 110 km di viaggio, alle 15:30-15:45, all'altezza di Mettler Station nella contea di Kern (32 km a sud di Bakersfield), una pattuglia della stradale intercettò le due macchine. L'agente Otie V. Hunter sulla sua Oldsmobile fece inversione e li fermò per eccesso di velocità: 65 miglia/orarie [105 km/h] contro il limite di 55 [88 km/h]. Jimmy si "giustificò" dicendo che se guidava sotto il limite, la sua macchina non si "esprimeva"... L'agente — che non conosceva il proprietario della patente B854267 rilasciata dalla California il 06.07.1954 — non sentì discorsi: multa di 20 dollari e convocazione al tribunale di Lamont per il successivo 17 Ottobre. James come recapito lasciò l'indirizzo della Warner Brothers. Alle 16 la comitiva riprese il viaggio e dopo un'ora si fermò all'incrocio fra l'Highway 466 e 33. Lì in un posto chiamato Lost Hills c'era un piccolo emporio (il Blackwell's Corner) ed una pompa di benzina, l'unica nel raggio di 30 miglia. Dopo aver fatto rifornimento e mangiato qualcosa i due gruppi si separarono: il ritrovo sarebbe stato direttamente a Salinas. Jimmy e Wütherich partirono per primi mentre gli altri li avrebbero seguiti dieci minuti dopo. Fra Lost Hills ed il paese successivo (Cholame) c'erano/ci sono 43 km, circa 27 miglia. Guardando questa pagina web, l'Highway 466 nel 1955 scendeva dalle collina [vedi frecce]. Nel 1959 venne ridisegnata per essere più sicura ed il vecchio tracciato fu abbandonato. Dal 1973 l'autostrada è conosciuta come Highway 46. Tornando a quel fine pomeriggio del 30.09.1955, James stava mantenendo una media non inferiore ai 100 km/h; dopotutto il tracciato era praticamente rettilineo (in quello odierno fra Lost Hills e Cholame ci sono appena sette curve). Su una leggera salita tentò un sorpasso azzardato che non ebbe conseguenze solo perché una Pontiac proveniente dal senso opposto dovette spostarsi fuori strada [vedi schema]. L'uomo alla guida, Clifford Hord, un coltivatore 49enne, che aveva con sé moglie e due bambini, trovandosi davanti quella macchina sfrecciante evitò così il frontale. Intanto il guidatore della macchina superata di slancio da Dean, John Robert White, poté vedere che una Ford bianco e nera si stava apprestando a girare sulla Highway 41. Infatti a circa un miglio da Cholame (193 km da Salinas) la spider si trovò sul rettilineo in leggera discesa con l'Highway 41 che confluiva da destra. In questa immagine jpg, prodotta da Google Earth, si può vedere dall'alto quell'incrocio ai giorni nostri. Una Ford Custom Deluxe Club del 1950 guidata da un giovane, Donald Turnupseed, s'apprestava a girare dalla 466 alla 41. Lo studente del California State Polytechnic University di San Luis Obispo tornava a Tulare per fare visita alla moglie incinta. La Ford quindi proveniva dalla corsia opposta e viaggiava sui 110-120 km/h; invece la Porsche andava un po' più piano sui 100-110 km/h. In ogni caso erano oltre il limite di velocità locale pari a 88 km/h. Probabilmente la spider, così bassa e di colore chiaro, si confuse con l'asfalto ancora caldo; dopotutto il tramonto in quei giorni avveniva alle 17:57 locali. Turnupseed aveva sorpassato ben due auto — guidate da un giovane studente, Tom Frederick, e da suo fratello Paul — e così si apprestava a girare verso la 41. Turnupseed [vedi il suo punto di vista in una foto originale] non s'accorse della macchina proveniente dall'altro senso, quando la vide s'attaccò ai freni, le ruote si bloccarono e la Ford slittò per una decina di metri oltre la linea centrale [vedi schema]. James sterzò subito, forse toccò i freni e probabilmente questa fu l'ultima cosa che vide: il "muso" massiccio della Ford. Lo schianto avvenne intorno alle 17:45 [vedi freccia in questa pagina] e fu tremendo: la spider di soli 590 kg colpì con il suo lato guida la Ford — pesante 1890 kg — nella parte anteriore sinistra. Nell'urto Wütherich volò fuori finendo in un fossato a sei metri di distanza. La piccola Porsche finì la sua corsa 4,5 metri fuori strada su un palo telefonico [vedi freccia in questa pagina]; James rimase nell'abitacolo accartocciato, praticamente s'infilzò nel volante. White vide le due macchine schiantarsi e il meccanico volare sull'asfalto; senza esitare andò a telefonare al Jack Ranch Cafe building, una stazione di servizio mezzo chilometro più avanti. Lì avvertì anche Paul Moreno, proprietario e gestore del posto dove c'era fra l'altro il garage con un'autoambulanza). Tom Frederick, che fra l'altro evitò di poco l'impatto scartando sulla sinistra, si trovò davanti ad una scena tremenda: la spider sembrava un pacchetto di sigarette accartocciato; il giovane guidatore era riverso sul sedile sinistro, perdeva sangue dalla schiena e non era cosciente. Wütherich aveva la mascella rotta e varie fratture alle gambe, Turnupseed uscì dall'abitacolo quasi illeso: solo un taglio alla fronte ed un livido sul naso. Queste sono le foto |1 ¦ 2| scattate qualche ora dopo sul luogo dove si può vedere la Ford accidentata. Intanto passò una macchina con un'infermiera, Annabele Coombes, suo marito e sua figlia; la donna chiese di fermarsi per dare aiuto ai feriti. Il guidatore aveva una frattura della base cranica, lesioni interne, il torace schiacciato ed il polso appena percettibile; sarebbe sicuramente morto entro poco tempo. Annabele andò poi da Wütherich, che si lamentava a terra poco lontano; aveva brutte ferite, ma sarebbe probabilmente sopravvissuto. Moreno giunse sul posto a bordo dell'ambulanza con il suo aiutante Collier ‘Buster’ Davidson; come scrupolo mise gli occhiali da sole sotto le narici del ragazzo sul volante e notò quello che intuiva: nessun respiro. Per Moreno e il suo aiutante non fu affatto facile estrarre il ragazzo alla guida: la sua gamba destra era incastrata fra cambio ed il pedale del freno; ci vollero circa 5-7 minuti per adagiarlo sulla lettiga. Intanto alle 17:55 gli amici a bordo dell'altra macchina arrivarono sul luogo della disgrazia. Roth scattò delle foto fra cui alcune di James Dean morente. La Coombes visto che non poteva più essere di aiuto rimontò in macchina e se ne andò. Bill Hickman aiutò Moreno e Davidson nell'adagiare James sulla barella; in quegli attimi — dirà più tardi — <<sentì per l'ultima volta l'aria uscire dai polmoni>>: erano le 17:59 circa. Intanto anche Wütherich fu adagiato su un'altra barella [vedi qui]. Alle 18 e qualche minuto arrivò sul l'agente Tripke che aveva impiegato una ventina di minuti dalla chiamata sulla radio. Qualche minuto dopo arrivo anche una pattuglia di chippies (agenti della CHP); alle 18:09 l'ambulanza partì verso l'ospedale più vicino, quello di Paso Robles a 48 km; a bordo salirono anche Hickman e Roth. Alle 18:29 la corsa fu interrotta da un incidente bizzarro: una macchina urtò sul fianco sinistro dell'ambulanza che aveva rallentato vistosamente. L'autista era stato abbagliato da una macchina proveniente in senso opposto. Scese per sincerarsi dei danni e naturalmente ripartì a sirene spiegate; nell'urto Wütherich si ridestò dal suo stato di semincoscienza, forse non vide Jimmy che gli era accanto con la maschera del respiratore sul viso. Alle 18:40 l'ambulanza arrivò al pronto soccorso del War Memorial Hospital. Il dottor Bossert e il suo vice di turno erano stati avvertiti via radio e li stavano aspettando. Moreno e il suo aiutante fecero scendere la lettiga con Wütherich e l'affidarono agli infermieri, poi fu la volta di James; Bossert entrò nell'ambulanza e lo esaminò: collo rotto, gravi lesioni interne, pelle esangue (quindi emorragia), una gamba fratturata, ferite sopratutto al viso e al torace. Quel ragazzo era già morto, se non all'istante entro qualche minuto; così Dean fu così dichiarato DOA (Dead on Arrival, "Morto all'arrivo"): aveva 24 anni, 7 mesi e 22 giorni. Il dottor Bossert disse a Moreno come arrivare in Spring Stret, dove si trovava/trova l'obitorio cittadino. Alle 20 i barellieri portarono il cadavere al Kuehl Funeral Home gestito da Martin Kuehl per l'appunto. Il titolare consegnò il portafoglio (vuoto) a Hickman. Il vice-coroner Paul E. Werrick fece una ricognizione della salma: era chiaro che la maggior parte del tremendo urto l'aveva assorbita la faccia, solo le gambe erano intatte; considerando l'evidenti cause della morte non fu disposta l'autopsia. L'agente della stradale Ernie Tripke, che doveva indagare sull'incidente, chiese un campione di sangue per il test alcolemico; ma ne era rimasto ben poco... Quel 30 Settembre 1955 in America erano in viaggio 15 milioni di persone e sulla strade ne perirono 107. Nella contea di San Louis Obispo, compresi Cholame e Pablos Robles, quello fu il ventisettesimo incidente mortale dell'anno. Per la cronaca, il ventottesimo incidente mortale avvenne solo 30 ore dopo quello di Dean a circa 30 miglia di distanza: Bobby Joe Plant, un militare di 19 anni di stanza a Paso Robles, perse il controllo dell'auto e si schiantò contro un palo del telefono; sbalzato sull'asfalto, arrivò morto al War Memorial Hospital. Ma tornando all'incidente di Cholame del pomeriggio prima, Turnupseed fornì la sua versione dei fatti alla polizia; per l'inchiesta furono fatte delle foto alla sua macchina incidentata e presi i rilievi. Fatto sta che il giovane studente rimase appiedato, le macchine incidentate finirono nel garage della stazione di servizio di Moreno. Così Turnupseed s'incamminò sulla 41 verso Tulere, solo verso le 22 un automobilista, tale Dale ‘Blackie’ Kimes, lo fece salire e gli diede un passaggio. A Reef City si fermarono in una stazione di servizio in maniera che potesse telefonare a casa, solo allora Kimes sentì alla radio della morte di James Dean. In ogni caso preferì che fosse la famiglia del ragazzo a dargli la triste notizia. Lunedì 3 Ottobre venne stilato il certificato di morte e così la salma poté essere portato nella città natale dell'attore dove alle 14 di sabato 8  fu celebrato il funerale nella Back Creek Friends Church. Wütherich riprese conoscenza dopo quattro giorni, appena poté lasciò delle dichiarazioni che furono tradotte da un interprete; a suo dire la macchina andava a 60-65 miglia orarie non di più. L'inchiesta venne aperta dal tribunale di Pablos Robles l'8 Ottobre. Furono sentiti Turnupseed, i due fratelli Frederick, Clifford Hord, Moreno, gli agenti della stradale e il coroner; John Robert White non venne convocato perché allora si trovava fuori dalla California. Il procuratore distrettuale stabilì che la spider andava a circa 140 km/h. Questa stima fu ricavata dal rapporto fra i km percorsi e il tempo impiegato dal luogo della multa dell'agente Hunter a quello dello schianto. L'11 la giuria valutati i fatti e le testimonianze contrastanti in solo mezz'ora sentenziò che: Turnupseed non aveva responsabilità (nonostante non avesse messo la freccia e tagliato la strada) e James Dean era stato <<colpevole di guida spericolata>>. Questo si può spiegare con la "coincidenza" che il procuratore della contea e Turnupseed abitassero nella stessa città... Una ricostruzione grafica dell'incidente è disponibile in questa pagina web. Sempre l'11 Ottobre terminarono le riprese di Giant in cui Nick Adams — amico di lunga data del defunto attore —  doppiò Jett Rink nella scena in cui parla nell'hotel. Il 27 Ottobre 1955 uscì negli Usa Rebel Without a Cause. Il 23 Febbraio 1956 all'Hotel Ambassador di Cocoanut Grove - Los Angeles si tenne la 13ª cerimonia per l'assegnazione dei Golden Globes: James Dean ebbe l'attribuzione postuma di migliore attore drammatico. Sempre in quell'anno James Dean venne candidato al premio Oscar® come migliore attore protagonista per East of Eden. Fu la prima nomination postuma nella storia del famoso premio cinematografico. I quattro contendenti vivi erano: Spencer Tracy (Bad day at black rock); James Cagney (Love me or leave me); Frank Sinatra (The man with the golden arm); Ernest Borgnine (Marty). Nella cerimonia tenuta al teatro RKOK Pantages di Hollywood il 21 Marzo 1956 il premio come migliore protagonista attore andò a Ernest Borgnine. Nel 1957 James Dean per la seconda volta consecutiva ottenne la nomination al premio Oscar® come migliore attore protagonista per Giant. I quattro contendenti vivi erano: Yul Brynner (The King and I); Kirk Douglas (Lust for life); Rock Hudson (Giant); Sir Laurence Olivier (Richard III). Nella cerimonia del 27 Marzo 1957 il premio come migliore protagonista attore andò a Yul Brynner. Comunque Giant ottenne l'Oscar® per il miglior regista: George Stevens. Si dice che una maledizione aleggi sui rottami della ‘Piccola bastarda’ (leggi qui e qua). Ogni traccia di quel rottame si perse nel 1960, ma comunque una voce del 1996 la vuole restaurata in Italia e poi comprata all'asta. L'acquirente misterioso, probabilmente uno sceicco saudita, ogni tanto l'esporrebbe a Las Vegas. Sanford Roth morì d'infarto a Roma nel 1962 all'età di 56 anni; come aveva giurato non pubblicò le foto di James Dean agonizzante. Tutti i negativi sono nella cassaforte di Seita Ohnishi, un miliardario giapponese che comprò l'intero catalogo Roth. Il 7 Febbraio 1968 Nick Adams fu trovato morto nella sua casa di 2126 El Roble Lane a Beverly Hills. Dalla successiva autopsia risultò che la morte era da attribuirsi a una <<intossicazione di paraldehyde [un anticonvulsivo] e promazina [un antipsicotico]>>; forse fu un suicidio; Nicholas Aloysius Adamshock avrebbe compiuto 37 anni il successivo 10 Luglio. Il Blackwell's Corner bruciò nella notte fra il 23 e 24 Luglio 1968, una chiamata anonima avvisò i vigili del fuoco alle 01:47; quando arrivarono l'intera struttura era già avvolta dalle fiamme. I danni furono stimati in 26.000 dollari; l'incendio scoppiò per un cortocircuito nel ripostiglio. In seguito il Blackwell's Corner fu ricostruito; ecco il suo attuale sito web. Alle 23:30 circa del 12 Febbraio 1976 Sal Mineo venne pugnalato nel garage della sua casa di West Hollywood; una sola coltellata lo prese al cuore e morì per emorragia interna in pochi minuti. La polizia pensò inizialmente ad un tentativo di rapina, ma il portafoglio venne ritrovato accanto al corpo. Successivamente fu arrestato un vagabondo che confessò e nel 1979 si prese 51 anni di galera; ma poi ritrattò e negli anni 90 fu rilasciato sulla parola. L'esatta dinamica dell'omicidio è tuttora oscura; Salvatore Mineo Junior aveva appena compiuto 37 anni. Nel 1977 Seita Ohnishi fece costruire a sue spese un monumento (il James Dean Memorial); questi fu eretto nel parcheggio del Jack Ranch Cafe. Paul Moreno morì il 6 Novembre 1980 all'ospedale di Bakersfield dopo una breve malattia, aveva circa 65 anni. Il 22 Luglio 1981 Rolf Wütherich mentre attraversava con la sua Honda Civic il centro di Kupferzell (Germania Federale) sbandò sull'asfalto viscido, tirò dritto ad una curva e si schiantò su una casa |articolo di un giornale locale|. Secondo la polizia l'uomo aveva un tasso alcolemico oltre i limiti consentiti. Wütherich era rimasto nell'ospedale di Pablos Robles per un mese; poi dovette fare sette mesi di riabilitazione. Negli anni successivi si sottopose ad una TEC in una clinica psichiatrica californiana, poi tornato in Germania si affidò ad un psicoterapeuta per una depressione bipolare. Ristabilitosi, tornò al lavoro alla Porsche e riprese le gare automobilistiche. Nel 1965 partecipò come copilota di Eugen Böhringer su una Porsche 904 al Rally di Montecarlo; l'equipaggio tedesco arrivò secondo. In seguito aprì una pista per go-kart a Stoccarda. Purtroppo la depressione e le manie suicide si ripresentarono ancora più gravi, tanto che nel 1966 fu ricoverato per un tentato suicidio. Nel 1967 cercò di uccidere a coltellate prima la moglie e poi sé stesso; per fortuna fallì un'altra volta. In seguito si trasferì nella città di Kupferzell nel Baden-Württemberg, allora Germania Est. Lì trovò lavoro come venditore in un negozio di motociclette. I fan di Jimmy continuarono a spedirgli lettere in cui l'accusavano di essere l'unico colpevole dell'incidente; addirittura qualcuno diceva che c'era alla guida della Porsche 550 Spyder. Così l'uomo non recuperò mai il suo senso di colpa che lo perseguitò per tutta la vita. Natalie Wood — che in “Gioventù bruciata” era Judy, la ragazza di Jim Stark il 29 Novembre 1981 svanì dallo yacht del marito Robert Wagner. Il suo corpo fu ripescato il giorno seguente a largo dell'isola di Santa Catalina (California); la morte fu attribuita ad annegamento, ma le circostanze non sono mai state del tutto chiarite. Natalia Nikolaevna Zakharenko aveva 43 anni. Rock Hudson morì il 2 Ottobre 1985 a Beverly Hills per complicazioni dell'Aids all'età di quasi 59 anni. William ‘Bill’ Hickman diventò un stuntman cinematografico e si specializzò nel fare da controfigura (pure a Steve Mc Queen) negli inseguimenti automobilistici. Il 24 Febbraio 1986 morì di cancro all'età di 65 anni. Annabele Coombes, che caso curioso nel 1955 lavorava come infermiera al War Memorial Hospital di Pablos Robles, morì nell'Agosto 1994 a Santa Barbara. Clifford Hord, che probabilmente sarebbe morto il 30.09.1955 se non avesse evitato un frontale con la spider di Dean, morì nel 1995 in un incidente stradale sulla stessa autostrada di quaranta anni prima! Donald Gene Turnupseed si spense il 13 Luglio 1995 nella sua casa di Tulare all'età di 63 anni per un cancro ai polmoni. L'uomo era diventato un importante imprenditore nel settore elettrico, la sua Turnupseed Electric Service fondata nel 1957 è conosciuta nella San Joaquin Valley e non solo. Turnupseed condusse sempre una vita tranquilla e riservata, la prima (ed unica) intervista sull'incidente la concesse poche ore dopo che era accaduto al Tulare Advance Register. Ernie Tripke diventò comandante della California Highway Patrol, è andato in pensione e ha reso la sua testimonianza in varie inchieste televisive per il cinquantenario dell'incidente. Proprio il 30 Settembre 2005 quell'incrocio è stato ribattezzato “The James Dean Memorial Junction”.

 

OTTOBRE

" Pare che non sarà così. Tutto rimarrà solo un sogno.

 Un po' mi dispiace. Ognuno ha il suo cammino tracciato e

il mio non coincide con i miei desideri. Va be'... pazienza"

dal libro postumo “Tutto rimarrà un sogno”

ALESSANDRA TADDEI - studentessa

A. Genova, 28.10.1984 19:25

W. Genova |istituto “Giannina Gaslini”|, 29.04.2002 08:50

 sarcoma neurogeno (schwannoma)

 

NOVEMBRE

« Questa tappezzeria e io stiamo combattendo

un duello mortale. Uno dei due dovrà sparire »

OSCAR FINGAL O'FLAHERTIE WILLS WILDE - poeta, scrittore e drammaturgo

A. Dublino |oggi Oscar Wilde Centre|, 16.10.1854 02:37

W. Parigi |hôtel Aslace · stanza 16 · 13 rue des beaux arts|, 30.11.1900 13:50

 meningite conseguente ad un'infezione all'orecchio, sifilide?  RIP link

Oscar Wilde soggiornò nell'albergo parigino dal 10 Ottobre. Una ventina di giorni dopo iniziò a soffrire di otite e accusò un continuo stato febbrile. Un dottore gli diagnosticò un ascesso ad un orecchio; Wilde dopo aver provato la morfina come antidolorifico usò: oppio, cloralio, champagne. Dal 27 Novembre iniziò ad alternare momenti di delirio e lucidità. Dal pomeriggio del 29 non poté più parlare. Alle 05:30 del 30 Novembre iniziò a rantolare e perdere sangue dalla bocca. La morte sopraggiunse dopo otto ore di coma profondo. Non è dato a sapersi se la tappezzeria della sua stanza sia stata poi rimossa.

 

DICEMBRE

« Mi hanno sparato »

John Winston Lennon {sposato, due figli}

cantante, musicista, poeta, scrittore

A. Liverpool |Maternity Hospital|, 09.10.1940 18:30

W. New York |Roosevelt Hospital Center|, 08.12.1980 23:15

 ferite da quattro proiettili sparati alle 22:50  link

Mark David Chapman nacque il 10.05.1955 a Fort Worth in Texas. Il debutto del gruppo composto da John Lennon, Ringo Star, Paul Cartney, George Harrison con il nuovo nome di Beatles avvenne all'Idra Club di Amburgo il 18 Agosto 1960. Chapman già all'età di 8 anni aveva la camera da letto tappezzata da articoli e foto riguardanti i Beatles. Possedeva pile dei loro dischi, anche pubblicati da etichette diverse; inoltre passava migliaia di ore ad archiviare il materiale raccolto. Come bambino era introverso e un po' strano, sicuramente per le difficili condizioni familiari: il padre picchiava lui e la madre. Gli unici amici che Mark bambino aveva, se li era inventati: omettini minuscoli di cui era il re e gli appariva tutti i giorni in televisione. Per questa "piccola gente" organizzava dei concerti con il suo gruppo preferito; se gli omettini si comportavano male lui li distruggeva premendo un bottone del sofà in salotto. Nel 1969 Mark iniziò a saltare le lezioni a scuola, provando l'LSD e facendosi arrestare. Ufficialmente i Beatles si sciolsero il 10 Aprile 1970 quando Paul Cartney annunciò di aver lasciato il gruppo. Comunque l'ultima registrazione in studio e l'ultima sessione fotografica risalivano rispettivamente al 20 e 22 Agosto 1969. L'ultimo disco con il loro nome, Let it be (uscito come singolo l'11 Marzo), comparve nei negozi l'8 Maggio 1970. Lennon il 3 Settembre 1971 lasciò l'Inghilterra per trasferirsi negli Usa con la seconda moglie Yoko Ono (sposata a Gibilterra il 20.03.1969) ed il figlio John Charles Julian (nato l'08.04.1962 dalla prima moglie Cynthia). La residenza dei Lennon era il Dakota Building, un palazzo di lusso in stile gotico all'angolo nord-ovest fra la 72ª Strada e il Central Park West (naturalmente a New York). Mark intanto divenne un cristiano rinato e frequentò l'YMCA dove si laureò nel 1973. In quegli anni iniziò a manifestarsi la sua personalità schizoide: scappò di casa e visse come un barbone per due settimane in Florida. Poi scrisse una canzone parafrasando Imagine dove in una strofa diceva: <<Immagina che John Lennon sia morto>>. Nel 1977 si fece cacciare dall'YMCA, poi scappò all'Hawaii per suicidarsi. Salvato all'ultimo momento, s'innamorò di una giovane del luogo che sposò il 2 Giugno 1979. Nel 1980 tornarono a manifestarsi problemi mentali sempre più gravi: ossessionato dal libro “Il giovane Holden” di Salinger fece richiesta ufficiale al comune di Honolulu per assumere il nome di Holden Caulfield, il personaggio principale. Poi iniziò di nuovo l'insensato odio verso John Lennon; leggendo il suo libro One day a time e guardando la copertina di Sergent Pepper maturò fermamente il proposito di ucciderlo. Il 29 Settembre lesse un'intervista di Lennon al settimanale Newsweek che lo lasciò molto amareggiato. Nella mente distorta di Mark non era concepibile che ex Beatle potesse vivere nel lusso mentre allo stesso tempo predicava la pace e l'amore. Oltre agli omettini comparve un'altra voce immaginaria: quella di Satana che gli ordinava di andare a New York ed uccidere il cantante come se fosse una missione, una crociata. Mark passò mesi ad ascoltare a tutto volume nudo le canzoni dei Beatles. Intanto le voci dei suoi piccoli amici e di Satana gli si rincorrevano in testa: "Non lo faccia, Signor Presidente" e "Fallo, fallo, fallo!" Il 23 Ottobre Mark si licenziò dal suo lavoro di guardia giurata "per prendersi cura della casa". Sul registro in uscita scrisse 'John Lennon' e ci tirò una riga sopra. Il 27 entrò in un negozio di Honolulu e comprò una pistola una calibro 38 a cinque colpi; dato che la chiedeva per difesa personale e non aveva precedenti penali il negoziante non vide alcun impedimento. Mark si fece prestare 5.000 dollari dal padre, acquistò un abito nuovo e il 30 s'imbarcò su un aereo verso New York. La calibro 38 la teneva in una valigetta, ma negli aeroporti non erano ancora obbligatori i metal detector. Alloggiò al Waldorf-Astoria, uno dei più lussuosi hotel della città; per cinque giorni di seguito fece visita al marciapiede davanti al Dakota, ma non incontro mai Lennon. Pur possedendo la pistola, gli mancava il più: i proiettili; ma la loro vendita era proibita a New York. Così se ne andò per qualche giorno ad Atlanta da un ex amico; lì spiegò a Dana Reeves, diventato nel frattempo vice sceriffo, che "lavorava nella polizia". Aveva sì un'arma per difesa personale, ma non i proiettili! Reeves non trovò niente da obiettare e gliene fece avere cinque, del tipo che si espandono quando colpiscono il bersaglio. Il 9 Novembre era di nuovo a Manhattan con pistola e munizioni; dato che i soldi erano ormai finiti si trasferì alla più modesta YMCA, l'ostello della gioventù. Tornò al Dakota ma senza vedere Lennon; avvicinando il portiere, Jay Hastings, questi gli disse che John e Yoko erano fuori per tutta la settimana. Il giovane continuò a nutrire i suoi folli propositi, poi dopo la visione di un film (Gente comune) si calmò e telefonò alla moglie. Nonostante avesse sentito i suoi propositi di uccidere Lennon, la donna lo implorò di tornare a casa; così il 12 Mark Chapman lasciò New York. Il 17 uscì l'album Double Fantasy : diciassette canzoni di Lennon e Yoko Ono per un totale di 53' e 49". Intanto il pensiero di uccidere John Lennon diventò per Mark un'ossessione incontrollabile. Alla moglie, assai spaventata, disse solo che andava a cercare un nuovo lavoro. Sabato 6 Dicembre sbarcò nuovamente a New York e soggiornò in una stanza dell'YMCA da 16,5 dollari a notte. Lasciate le sue cose in ostello si fece a piedi i nove isolati verso il Dakota; lungo la strada comprò Double Fantasy. Sul marciapiede del Dakota incontrò altre due fan di Lennon, ma per tutto il giorno l'artista non si fece vedere. Tornato all'YMCA, Chapman per poco non entrò a pistola spianata nella vicina camera di due gay che amoreggiavano; poi decise che era meglio risparmiare i proiettili. Domenica 7 cambiò destinazione e prese una stanza allo Sheraton Hotel. Anche quel giorno l'attesa sul marciapiede del Dakota fu vana, tornato in albergo per pranzare acquistò una nuova copia de "Il giovane Holden". In serata telefonò a un servizio di accompagnatrici, quando arrivò la ragazza volle chiarire che con lei voleva solo parlare (come aveva fatto Holden nel romanzo). Come pattuito pagò 190 dollari <<per il tempo che gli aveva dedicato>>; la ragazza lasciò la stanza verso le 3. L'uomo si svegliò verso le 10:30, si vestì, dispose nella stanza vari oggetti secondo un (suo) preciso ordine, prese la pistola, la mise nella giacca e uscì con il disco in mano. Quando arrivò al Dakota si mise a parlare con uno dei portieri, dopo lesse “Il giovane Holden” ed era così assorto che non vide Lennon scendere da un taxi e sparire nell'androne. Intanto si aggiunsero altri fan fra cui un fotografo dilettante, Paul Goresh, che spesso aspettava i Lennon per fargli qualche foto. Dopo pranzo, il piccolo Sean uscì dal palazzo accompagnato dalla bambinaia. Un fan lo salutò e gli presentò un suo amico: Mark Chapman sorrise e strinse la mano al bambino. Verso le 16:30 John, sua moglie e altre persone stavano uscendo; Chapman rimase come paralizzato, Goresh lo spinse letteralmente avanti perché si potesse fare autografare la copia del suo disco. Il cantante firmò la copertina scrivendo 'John Lennon Dicembre 1980', poi gli chiese se volesse qualcos'altro; il giovane che aveva la mano in tasca sulla pistola lo ringraziò. Intanto Goresh aveva fatto una foto ai due, Chapman gli offrì 50 dollari per una copia. Il fotografo dilettante se ne andò poco dopo, ma Mark rimase lì combattuto fra le voci della sua testa che gli dicevano di andarsene e uccidere John Winston Lennon. Verso le 22:48 la limousine si fermò sul marciapiede, il clima era insolitamente tiepido ma per la strada non c'era quasi nessuno. Il cantante era tornato per dare la buonanotte al figlioletto Sean (particolare reso noto da Yoko Ono in un'intervista del 2007). Quando Mark vide passare vicino il suo "idolo", gli gridò «Signor Lennon!». Lui si girò e Chapman gli puntò la pistola contro a due mani sparando cinque colpi. John provò a scappare, ma quattro proiettili lo raggiunsero alle spalle; uno infranse una finestra. Anche se ferito gravemente, fece qualche passo verso la portineria, mormorò quella frase e poi stramazzò sul pavimento. Questa è la ricostruzione grafica pubblicata dal New York Times del 10 Dicembre. Legenda: Lennon e Yoko Ono scendono dalla macchina; Chapman attende dietro l'arco all'entrata; l l'uomo gli spara quasi a bruciapelo, Lennon barcollando fino all'androne; infine cadde a terra mortalmente ferito. Le cassette delle registrazioni quotidiane che aveva ancora in mano si sparsero tutto intorno; una macchia di sangue si allargò sotto il corpo. Chapman fece cadere a terra la pistola, si tolse cappello e cappotto e nell'attesa della polizia iniziò a leggere il libro tranquillamente seduto sul marciapiede. Hastings azionò l'allarme e si inginocchiò accanto a Lennon, gli tolse gli occhiali e cercò di tamponargli le ferite da dove usciva molto sangue. Quando arrivarono due pattuglie, i poliziotti puntarono le armi su Hastings che aveva lo sguardo spiritato e gli abiti macchiati di sangue. Ci pensò l'altro portiere nell'indicare Chapman, intento a leggere poco lontano. Uno dei due poliziotti che entrarono nel palazzo si diresse verso il corpo a terra, lo girò per sincerarsi delle ferite subite e gli chiese il nome; John sembra che rispose con voce gorgogliante <<Lennon...>> e poi perse conoscenza. L'agente comprese che non si poteva aspettare l'autoambulanza; Hastings aiutò i poliziotti a caricare Lennon ormai morente sul retro di un'auto della polizia. Questa partì a sirene spiegate verso il Roosevelt Hospital Center a tredici isolati di distanza, un'altra autopattuglia con Yoko Ono a bordo seguiva a ruota. Alle 23:01 quando arrivò al pronto soccorso, Lennon era praticamente morto: il polso si sentiva appena e la pressione arteriosa si era azzerata per una perdita ematica dell'80%. Furono tentate trasfusioni e disperate manovre di rianimazione; alle 23:07 John Winston Lennon venne dichiarato ufficialmente morto. Secondo le sue volontà la vedova fece cremare il corpo, dice che le sue ceneri siano state sparse in un luogo del Central Park a lui dedicato: “Strawberry Field”. Chapman si fece arrestare senza porre alcuna resistenza, disse che aveva agito da solo e chiese più volte scusa quando era nell'autopattuglia che lo portava alla stazione di polizia. Chapman dopo le tante farneticazioni ammise che aveva ucciso Lennon perché era geloso di lui e del suo successo; così avrebbe piantato <<l'ultimo chiodo nella bara degli anni Sessanta>>. Nonostante la sua personalità disturbata e i chiari comportamenti schizofrenici, fu giudicato capace di sostenere un processo. Il 21 Giugno 1981 fu condannato a venti anni di prigione per omicidio di secondo grado con l'attenuante dell'infermità mentale (paranoia schizofrenica). La pena doveva essere scontata nell'Attica State Prison vicino Buffalo (a nord dello Stato di New York). Per la sua sicurezza venne tenuto in stato d'isolamento. Dopo aver scontato la pena, Chapman secondo la legge ha potuto chiedere il rilascio sulla parola. Rispettivamente il 3 Ottobre 2000, 9 Ottobre 2002, 5 Ottobre 2004, 10 Ottobre 2006 i tre membri della Commissione per la Libertà Vigilata dello Stato di New York gli hanno negato questa possibilità. Chapman potrà fare un nuovo appello nell'Ottobre 2008 e intanto rimarrà in isolamento. I familiari di Lennon hanno più volte ribadito che non lo perdoneranno, inoltre molte petizioni popolari chiedono che sia tenuto in prigione a vita. George Harrison morì di cancro il 29 Novembre 2001 nella casa di un amico a Los Angeles; aveva 58 anni. Le riprese del film Chapter 27,  anche al Dakota Building, sono terminate nel 2006. Mark David Chapman è interpretato da Jared Leto; invece Mark Lindsay Chapman (nessuna parentela con MDC) è John Lennon. La prima del film si è tenuta il 25 Gennaio 2007 al Sundance Film Festival.

 

UN'ULTIMA FRASE 2004

ARCHIVIO GENERALE

UN'ULTIMA FRASE 2006