UN'ULTIMA FRASE {2006}

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GENNAIO

  « Au revoir les enfants. »

¦Arrivederci ragazzi¦

ai suoi alunni prima di essere portato via; 15.01.1945

LUCIEN-LOUIS BUNEL (Père Jacques de Jésus) frate trappista, educatore

A. Barentin (Normandia), 29.10.1900

Ω. Linz ¦ospedale Santa Elisabetta¦ [Austria], 05.06.1945

 polmonite, esaurimento fisico  link

Nel 1934 Père Jacques fondò il Petit College Saint-Therese de l'Enfant Jesus a Fontainebleau e ne divenne direttore. Il 12 Marzo 1938 le truppe naziste superarono i confini dell'Austria senza nessuna resistenza, anzi ci fu un'accoglienza tumultuosa. Hilter concesse al popolo austriaco di scegliere con un plebiscito se unirsi alla Germania. Il 12 Aprile la quasi totalità (99,75%) approvò l'Anschluss. L'Austria cessò di esistere come nazione acquisendo tutte le leggi tedesche perché diventò l'Ostmarck [‘‘provincia di Levante’’]. L'8 Agosto presso la piccola città di Mauthausen (20 km da Linz) fu aperto un campo di concentramento con una capienza di 12mila prigionieri. Dalle 05:45 locali del 1° Settembre la Germania invase la Polonia. A sera l'aviazione tedesca aveva già distrutto i 600 aerei antiquati negli aeroporti polacchi. Gli inglesi fissarono un ultimatum per le ore 9 del 3 Settembre, i francesi per le 17. Secondo l'ultimatum anglo-francese Hitler doveva ritirare le truppe altrimenti le due nazioni sarebbero scese in guerra a fianco della Polonia. Quel 3 Settembre 1939 iniziò la Seconda guerra mondiale. Dalle 05:35 del 10 Maggio 1940 le truppe tedesche invasero il Belgio, l'Olanda ed il Lussemburgo. La linea Maginot approntata dalla Francia sul confine tedesco fino a Sedan non servì a nulla: le truppe germaniche aggirarono l'ostacolo proprio invadendo i Paesi Bassi. L'ultima linea di difesa francese, sulla Somme, fu travolta fra il 5 e 9 Giugno. L'allora campo di concentramento di Auschwitz venne aperto 14 Giugno. Lo stesso giorno Parigi cadde sotto il dominio nazista. La Francia firmò la resa il 22 Giugno [1940] a Réthondes nello stesso vagone ferroviario dove la delegazione tedesca aveva firmato l'armistizio dell'11.11.1918. Perè Jacques entrò a far parte della Resistenza con il numero ‘R. X. 3289′. Comunque nel al 1941 passò cinque mesi da prigioniero di guerra nello Stalag-152 a Lunéville. Il 12 Maggio 1942 millecinquecento ebrei arrivarono alla stazione di Oświeçim. A questi deportati non fu applicata la selezione perché vennero direttamente inviati al Bunker-I. Praticamente quel giorno Auschwitz-Birkenau diventò un vernichtungslager, ‘‘campo di sterminio’’ alla lettera. Nel Gennaio 1943 Perè Jacques introdusse nel Collegio tre ragazzi ebrei: Hans-Helmut Michel (13 anni), Jacques-France Halpern (15) e Maurice Schlosser (17). Ovviamente ebbero dei nomi falsi e furono fatti passare per studenti. Alle 10 del 15 Gennaio 1944 la Gestapo informata da una spia irruppe nel Collegio. Alle 10:30 furono arrestati Perè Jacques, Lucien Weil (un professore di matematica) ed i tre ragazzi ebrei. Il frate finì nella prigione di Fontainebleau, mentre gli altri a Melun e poi il 18 Gennaio nel campo di concentramento di Drancy. Il 3 Febbraio quasi metà (662 uomini, 552 donne, 189 minori di 18 anni) della popolazione imprigionata fu deportata ad Auschwitz. Il sessantasettesimo convoglio dalla Francia [il primo era partito il 27.03.1942] arrivò al capolinea alle 9 del 6 Febbraio. Dopo la "selezione" sulla Judenrampe allo scalo merci della stazione di Oświeçim, 999 persone (fra cui i tre ragazzi e l'insegnante) finirono nelle camere a gas. Solo 166 uomini e 48 donne poterono entrare nei campi del complesso di Auschwitz. A Marzo Père Jacques insieme ad altri 40 prigionieri furono trasferiti nel lager di Neue Bremm in Germania. In quel luogo i malati venivano gettati nelle paludi circostanti; per sadico divertimento del personale i sani erano inseguiti da cani inferociti. Dopo tre settimane solo 7 di quei 40 prigionieri erano ancora vivi. Nell'Aprile 1945 Père Jacques fu trasferito a Gusen-I, un sottocampo a 5 km da Mauthausen. Lì oltre duemila detenuti erano impegnati nel massacrante lavoro alle cave di pietra. Tristemente famosa era la ‘scalinata della morte’; ognuno doveva portare pietre pesanti anche 50 kg procedendo in fila indiana fra le percosse dei Kapò e delle SS. Chi cadeva poteva trascinare con sé decine di sventurati in un tragico effetto domino. Inoltre per sadico divertimento delle guardie, talvolta i prigionieri — esausti, affamati, assetati — venivano allineati sull'orlo di un precipizio alto più di cinquanta metri (detto ‘muro dei paracadutisti). Ognuno doveva scegliere se prendersi un colpo di pistola oppure gettare giù il compagno vicino. Infine i Kapò valutavano il peso delle pietre portate; se erano ritenute troppo leggere, allora lo sventurato finiva giù. Il 6 Giugno le truppe alleate sbarcarono in Normandia. Il 31 Luglio sfondarono le linee difensive tedesche. Alle 7 del 25 Agosto le divisioni francesi e americani entrarono a Parigi, alle 15:15 la guarnigione tedesca si arrese. Il 14 Settembre le truppe sovietiche conquistarono il sobborgo Praga a soli 5 km dal centro di Varsavia. Ma l'ordine di Stalin era chiaro: la Vistola non doveva essere superata. Nel pomeriggio dell'11 Settembre i primi soldati americani misero piede su terra tedesca: a Treviri. Nonostante la schiacciante differenza in termini di uomini e materiale bellico, il fronte di guerra nell'Europa occidentale si stabilizzò sui fiumi Reno e Schelda (Belgio). Finalmente il 17 Gennaio 1945 l'Armata sferrò l'attacco decisivo: Varsavia ormai distrutta fu liberata. Nel pomeriggio del 27 Gennaio le truppe sovietiche entrarono nello Stammlager, il campo principale, di Auschwitz. Delle 215 persone "ammesse" quel 06.02.1944 erano vive solo in 43: 20 uomini e 23 donne. Il 13 Aprile Vienna (133 km da Mauthausen), ormai già abbandonata dai tedeschi, fu liberata dalle truppe sovietiche provenienti dall'Ungheria. Il 22 Aprile due rappresentanti svizzeri del Comitato internazione della Croce Rossa con autocarri di cibo arrivarono a Mauthausen. L'autorità tedesche concessero di riportare con sé 817 deportati francesi, belgi e olandesi. Il 25 Aprile Père Jacques insieme a 800 prigionieri francesi fu trasferito al campo principale di Mauthausen. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel bunker della Cancelleria. Il 2 Maggio le truppe statunitensi guidate da Patton raggiunsero il fiume Inn nei pressi di Passau a 88 km da Mauthausen. Il 4 anche Salisburgo si arrese. Le SS di stanza a Mauthausen progettarono di eliminare tutti i ventimila prigionieri nelle camere a gas. Fortunosamente, verso mezzogiorno del 5 Maggio, due autoblindi del 41° squadrone di ricognizione composto da 23 soldati fecero ingresso nel campo principale di Mauthausen. I nazisti pensando che fosse arrivato l'intero esercito si arresero subito; ma l'11ª Divisione corazzata della 3ª Armata arrivò solo il giorno seguente. Père Jacques al momento della liberazione pesava solo 27 chili ed aveva la tubercolosi. Il 7 Maggio fu ricoverato nell'ospedale di Linz dove si spense il 5 Giugno. Franz Ziereis, comandante di Mauthausen dal 09.02.1939, fuggì con moglie e figlio nascondendosi nel suo capanno da caccia a Spital am Pyhrn. La Seconda guerra mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:01 del 9 Maggio. I soldati americani individuarono Ziereis il 23 Maggio; l'ex comandante si arrese, ma tentò la fuga e fu ferito da tre colpi d'arma da fuoco. Sapendo di essere prossimo alla fine, il 24 Maggio mentre era nel 131° ospedale d'evacuazione di Gusen, Ziereis rilasciò una piena confessione alla polizia locale. La morte sopraggiunse poco dopo, probabilmente il 25 Maggio. Gli americani consegnarono il corpo agli ex prigionieri, questi lo impiccarono su una recinzione del campo di Gusen-I. Dato che è stata distrutta la maggior parte della documentazione risulta difficile quantificare il totale degli internati e dei morti. Secondo varie stime almeno 335.000 persone transitarono per Mauthausen ed i suoi 49 sottocampi. In quello "principale" morirono circa 154mila dei 179mila internati! Il 9 Giugno 1985 lo Yad Vashem diede a Père Jacques l'onorificenza di Giusto fra le nazioni. Il regista francese Louise Malle — che fu allievo del Petit College Saint-Therese de l'Enfant Jesus — nel 1987 realizzò il film Au Revoir, les Enfants [“Arrivederci ragazzi” in Italia]. Nel 1993 pubblicò il libro omonimo tratto dal suo film, Malle si spense il 23.11.1995 all'età di 63 anni nella sua villa di Beverly Hills. La causa di beatificazione di Père Jacques è stata aperta il 29.04.1997.

FEBBRAIO

« Il Sole splende ancora. »

mentre veniva condotta alla stanza dell'esecuzione

SOPHIE MAGDALENA SCHOLL studentessa

A. Forchtenberg am Kocher [Germania], 09.05.1921 23:00

Ω. Monaco di Baviera ¦prigione di Stadelheim¦, 22.02.1943 17

 esecuzione della sentenza di morte, decapitazione  link

Il 30 Gennaio 1933 il presidente della Repubblica Hindenburg nominò Hitler cancelliere. Le elezioni del successivo 5 Marzo non assicurarono la maggioranza assoluta al NSDAP (288 seggi • 43,9%). Il 20 Marzo il prefetto di polizia di Monaco annunciò l'apertura a Dachau di un campo per 5000 prigionieri politici (militanti antinazisti, ebrei, "asociali"). Il 23 Marzo in quella che fu l'ultima seduta del Reichstag Hitler presentò un provvedimento particolare: la ‘legge dei pieni poteri′. Praticamente il cancelliere e il suo gabinetto potevano, almeno fino al 01.07.1937, promulgare leggi senza l'approvazione del parlamento. Tutti i partiti eccetto i socialdemocratici del SPD votarono contro; i comunisti erano già stati estromessi... Il voto finale del 24 Marzo — nonostante l'assenza forzata di 26 deputati — fu di 441 a 94. Il 10 Aprile 1934 i ministeri della Prussia e del Reich si fusero; Roland Freisler divenne segretario di Stato presso il ministero della Giustizia. Il 22 Aprile fu istituita la Corte popolare di giustizia; questo "tribunale del popolo" aveva il compito di combattere e reprimere l'opposizione politica. Il 2 Agosto 1934 alla morte di Hindenburg Hitler diventò anche Presidente della Repubblica, e pure comandante in capo di tutte le forze armate. Il 7 Dicembre 1941 Hitler emanò un decreto particolare: comunemente conosciuto come del chiasso. In pratica chiunque fosse stato anche solo sospettato di aver commesso un attentato o un atto di sabotaggio poteva essere giustiziato. Anzi gli organi di polizia dovevano catturare, allontanare e uccidere senza tante formalità e senza tanto chiasso i presunti responsabili. All'alba del 22 Giugno 1941 le truppe naziste attuarono un'invasione su larga scala dell'Unione Sovietica. Nel Gennaio 1942 Robert Scholl fu denunciato da una sua impiegata per aver definito Hitler <<un flagello di Dio>> e per aver detto che la guerra in Russia era un massacro insensato. L'uomo fu prelevato dalla Gestapo, interrogato e fortunatamente per lui rilasciato. A Maggio cinque studenti (Sophie Scholl, suo fratello Hans, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf) fondarono un movimento di resistenza passiva contro il regime: la ‘‘Rosa Bianca’’ [Die Weiße Rose]. Il principale luogo di incontro era l'Università di Monaco dove Hans studiava medicina e Sophie biologia e filosofia. Dal 27 Giugno al 12 Luglio furono redatti quattro volantini (1, 2, 3, 4) a cura di Hans e Alexander. Ne furono scritti a macchina qualche centinaio poi distribuiti a intellettuali, professori e pure alla Gestapo. Altre centinaia furono lasciati alle fermate degli autobus, nelle cabine del telefono, in locali pubblici o gettati dai tram. I cinque corsero rischi altissimi perché la carta era razionata, i francobolli contati, gli agenti di polizia politica e militare presenti in ogni dove. Naturalmente la Gestapo si mise ad indagare ma senza esito. Il 20 Agosto Roland Freisler ebbe il posto di presidente del Tribunale del Popolo, lasciato vacante da quando Otto Thierack era diventato ministro della Giustizia. Fu lo stesso Hitler a concedere <<al vecchio bolscevico>> quell'opportunità. Fatto sta che nel 1915, l'allora tenente dell'esercito tedesco, era stato catturato dai russi sul fronte orientale. Finì internato addirittura in Siberia; durante la lunga prigionia venne nominato commissario di campo, cioè doveva amministrare il vitto concesso ai prigionieri. Freisler tornò in patria solo nel 1920; nonostante fosse iscritto al partito dal 1925 gli rimase sempre l'etichetta di "bolscevico". Essendo avvocato decise di difendere le ‘camerate’ nei frequenti processi in cui erano coinvolte. Quando fu eletto Presidente del Volksgerichtshofs fece capire subito la sua concezione del diritto: tutto ciò <<che è utile al popolo, al Reich, al Führer>>. Chi era un "disfattista", "disgregatore della morale", "sovversivo", "comunista", "criminale" raramente evitava la condanna capitale. Anche frasi del tipo «La guerra è perduta» o «Il Führer è malato» potevano portare alla morte. Freisler si servì della Gestapo e del ‘decreto del chiasso per arrestare, condannare, <<distruggere>> (come diceva lui) i nemici nel Reich. Dal 23 Luglio al 1° Novembre Hans Scholl, Schmorell e Graf furono inviati sul fronte orientale per un tirocinio medico. Lì poterono vedere i massacri perpetrati verso gli ebrei polacchi e russi più l'orrore della guerra. Il 19 Novembre iniziò la definitiva controffensiva dei sovietici su tutto il fronte d'invasione nazista. L'operazione Urano mirò alla liberazione di Stalingrado. Il 22 Novembre la 6ª Armata tedesca e parte della 4ª furono accerchiate nella città sul Volga. Negli ultimi mesi del 1942 la ‘Rosa’ cercò contatti con altri gruppi di resistenza, la sua attività s'estese a varie città tedesche. Il 13 Gennaio 1943 fu distribuito per posta e ferrovia in varie città della Germania meridionale e dell'Austria il quinto volantino. Alla sua redazione partecipò anche Kurt Huber, professore di filosofia, psicologia e musicologia all'Università di Monaco che aveva avuto il coraggio di criticare apertamente il nazionalsocialismo. Alle 10 del 31 Gennaio Friedrich von Paulus comandante delle truppe tedesche venne catturato. Alle 19:45 dello stesso giorno Paulus firmò la resa: era l'inizio della ritirata dell'esercito tedesco dal fronte orientale. Ogni ulteriore resistenza cessò il 2 Febbraio. Dei 290.000 soldati tedeschi accerchiati a Stalingrado ne morirono 160.000. Circa 34.000 furono evacuati dall'aviazione, ma 90.000 vennero fatti prigionieri; solo 5.000 tornarono a casa entro il 1956. Gli attivisti della Rosa scrissero frasi antinaziste in 29 punti di Monaco nelle notti del 1°, 4 e 8 Febbraio. Il sesto volantino redatto interamente da Huber fu ciclostilato in tremila copie dal 15 Febbraio. Sophie, l'unica ragazza del gruppo, portò in treno le copie a delle città vicine; era improbabile che la polizia la perquisisse dato che era una donna. Il professore Huber scrisse slogan antinazisti nei bagni dell'Università. La mattina del 18 [Febbraio 1943] Hans e Sophie decisero di lasciare i volantini fuori da ogni aula dell'Università di Monaco prima che finissero le lezioni. Quando stavano per uscire dall'edificio si accorsero che ne erano rimasti molti in valigia, così salirono sull'ultimo corridoio. Sophie rovesciò un mazzo di volantini nel cortile sottostante, mentre scendevano furono notati da un bidello, Jakob Schmidt, che subito li portò dal Rettore. I due fratelli non fecero resistenza, Hans però aveva un copia del settimo volantino indirizzata a Christoph Probst. Cercò di farla a pezzetti, ma Schmidt se ne accorse e la consegnò alla polizia. I due sospetti furono trasferiti alla sede della Gestapo di Monaco; Willi Graf venne arrestato verso mezzanotte a casa della sorella; Probst, tornato dal fronte per visitare la moglie che aveva partorito il terzo figlio, fu fermato il giorno dopo. Alle ore 13 del 18 iniziarono gli interrogatori da parte degli investigatori della polizia. Robert Mohr si occupò di Sophie, Hans fu interrogato in un'altra stanza; nel frattempo Schmidt lasciò le sue dichiarazioni. Nel primo interrogatorio durato cinque ore Sophie negò gli indizi che la rendevano sospetta dichiarandosi apolitica. Mohr che aveva 26 anni di servizio gli ricordò che quei volantini erano soggetti alla legge marziale in tempi di guerra. Alla fine si convinse che quella ragazza 21enne forse non c'entrava niente; dopotutto non avevano prove incriminanti e la versione rilasciata da Hans era simile a quella di sua sorella. Sophie fu trattenuta in cella insieme ad una detenuta comunista, Else Gebel, che collaborava con i nazisti e doveva assicurarsi che gli indagati non si uccidessero. Verso mezzanotte Sophie fu portata alla registrazione per essere rilasciata, ma all'improvviso giunse una telefonata. La ragazza fu portata nuovamente di fronte a Mohr che gli mostrò nuove prove trovate dopo una perquisizione alla loro casa di Monaco: 140 francobolli, il settimo volantino, l'agenda di Sophie con tutti i nomi ecc. ecc. La ragazza vedendo l'ammissione di colpevolezza firmata dal fratello, ammise tutto ribadendo che la responsabilità erano solamente di lei e di Hans. Anche Probst inchiodato da una perizia calligrafica ammise tutto. Ma nessuno dei tre disse chi erano gli altri appartenenti alla Rosa. A Sophie fu offerta una via di uscita: dire il nome dei responsabili e la sua posizione sarebbe migliorata; naturalmente rifiutò. Il suo fidanzato, Fritz Hartnagel — capitano sul fronte sovietico a Stalingrado — gli aveva prestato dei soldi e quindi agli occhi della Gestapo poteva essere sospettato di complicità. Alle ore 8 del 22 gli avvocati incontrarono i loro assistiti, ma solo per ricordargli i capi d'accusa (tradimento, demoralizzazione delle truppe, favoreggiamento del nemico) emessi dal Pubblico ministero il giorno precedente. Alle 9 Sophie, Hans e Christoph furono portati in un'aula del tribunale di Monaco. Per questo processo sarebbe arrivata da Berlino la Corte popolare preseduta dallo stesso Freisler. Alle dieci iniziò il procedimento; prima deposero Mohr e gli altri agenti della Gestapo. La pubblica accusa non chiamò testimoni perché i tre si erano dichiarati colpevoli. Freisler aggiornò l'udienza alle 11:30 per pranzare; fra i presenti c'era anche Schmidt. Alle 12:30 il pubblico ministero iniziò la sua requisitoria, ognuno degli imputati fu interrogato ed insultato da Fraisler. Hans e Sophie riuscirono a tenere testa al famigerato ‘boia’. I difensori di ufficio chiesero solo che si <<potesse fare giustizia>> e non fecero domande. Poco prima delle dichiarazioni finali i genitori dei due fratelli, Robert e Magdalena Scholl, entrarono in aula. Robert voleva parlare in difesa dei figli ma Fraisler lo fece cacciare. Christoph (nato il 06.11.1919) chiese clemenza perché era padre di tre figli, Hans (22.09.1918) voleva scagionarlo prendendosi tutta la colpa. Freisler gli rispose stizzito: «Parli per sé, altrimenti chiuda il becco!>». Sophie l'attaccò con questa frase: «Presto vi troverete al mio posto». Freisler ebbe uno dei soliti scatti di rabbia e la zittì. Alle 12:40 fu emessa la sentenza: condanna a morte con disonore tramite decapitazione (di solito i nemici politici venivano fucilati o impiccati). Alle 14, mentre i condannati erano trasferiti alla prigione cittadina di Stadelheim, Robert Scholl presentò una domanda di grazia al ministro della Giustizia. Alle 14:15 i coniugi Scholl incontrarono Hans, quindici minuti dopo Sophie. Alle 16 ai tre fu comunicato che sarebbero morti in rapida successione quello stesso giorno; una guardia concesse ai tre un'ultima sigaretta. Sophie, che ebbe da Freisler il "premio" di essere giustiziata per prima, si congedò indicando il Sole (che sarebbe tramontato alle 17:30 locali). Christoph la salutò dicendogli che si sarebbero rivisti fra pochi minuti... Alle 17:00 due inservienti portarono Sophie in una stanza distaccata, il Pubblico ministero lesse la sentenza e gli comunicò che la domanda di grazia era stata respinta. La condannata non fece dichiarazioni e fu subito ghigliottinata. Hans un attimo prima che la lama gli recidesse la testa urlò: «Lunga vita alla libertà!». Christoph invece non rilasciò alcuna dichiarazione. Il 24 Febbraio sotto stretta sorveglianza della Gestapo ci fu la sepoltura nel cimitero di Perlach, sulla Stadelheimer Strasse a breve distanza dal carcere. Lo stesso giorno Alexander Schmorell fu riconosciuto in un rifugio antiaereo e quindi arrestato. Il 27 Febbraio anche Kurt Huber venne fermato dalla Gestapo. Il secondo processo contro gli appartenenti alla ‘Rosa’ si svolse sempre a Monaco di fronte alla Volksgerichtshofs. Freisler condannò Schmorell, Huber e Graf alla pena di morte per sedizione e tradimento. I primi due furono decapitati a Stadelheim il 13 Luglio, mentre l'ultimo fu "giustiziato" il 12 Ottobre. In un terzo processo altre persone furono condannate ai lavori forzati e pene detentive. Il testo del sesto volantino arrivò a Londra grazie ad un membro della ‘Rosa’ che era scappato dalla Scandinavia. L'aviazione inglese dal 3 al 28 Luglio 1943 lanciò su varie città tedesche 5.320.000 copie del Manifesto degli studenti di Monaco. Il mattino del 3 Febbraio 1945 Roland Freisler morì dissanguato sulla selciato del Tribunale del Popolo nella berlinese Bellevuestrasse 14. Quel giorno si registrò il più pesante bombardamento alleato su Berlino. Freisler fu colpito da una scheggia mentre tentava di raggiungere un rifugio antiaereo; aveva 52 anni. Si stima che il ‘boia’ in toga dal 20.08.1942 al 31.12.1944 abbia inflitto 8909 condanne a morte su 10.289 casi esaminati! Dal 16 Aprile l'armate dei generali Żukov, Koniev e Rokossovsky si schierarono contro Berlino. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel Führerbunker della Cancelleria. Alle 02:41 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl firmò la resa incondizionata con gli Alleati. L'8 Maggio a Karlshorst, quartier generale di Żukov a Berlino, venne firmata la resa imposta dai sovietici. La Seconda Guerra Mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:00 del 9 Maggio. Otto Thierack fu catturato dagli inglesi e rinchiuso in un campo di detenzione. Il 22 Novembre 1946 prima di essere giudicato dal Tribunale di Norimberga si uccise nella sua cella a Neumunster. Jakob Schmidt per la sua "collaborazione" ebbe un premio di tremila marchi ed una promozione; la sua sorte successiva non è nota. Nemmeno di Else Gebel si conosce il successivo destino alla sua detenzione nel carcere di Monaco del 1943. Robert Scholl spirò a Stoccarda il 25 Ottobre 1973 all'età di 82 anni. Robert Mohr nel 1948 entrò a far parte della amministrazione locale del Bad Dürkheim in Germania Ovest. Il 5 Febbraio 1977 morì 80enne a Ludwigshafen sul Reno senza aver mai dovuto rendere conto alla giustizia del suo passato nella Gestapo. Fritz Hartnagel poté lasciare Stalingrado e fu ricoverato in un ospedale militare subendo l'amputazione di tre dita. Sopravvisse alla guerra e si spense a Stoccarda il 29 Aprile 2001 all'età di 84 anni. La piazza dove si trova l'atrio delll'Università di Monaco è stata ribattezzata Geschwister-Scholl-Platz. Nel 2005 è uscito il film Sophie Scholl - Die letzten Tage [“La Rosa Bianca - Sophie Scholl” in Italia].

MARZO

 « All my possessions for a momento of time. »

 ¦Darei tutto ciò che possiedo per un attimo di vita¦

Elizabeth TUDOR (Elisabetta I, Gloriana, ‘La buona regina Bess’)

regina d'Inghilterra e d'Irlanda {dal 17.11.1558}

A. Greenwich ¦palazzo di Placentia¦—Londra, 07.09.1533 14:26

Ω. Londra ¦palazzo di Richmond¦, 24.03.1603 02-03

 cause naturali; setticemia?  link

APRILE

« Pozwólcie mi odejść do domu Ojca... »

¦Lasciatemi andare alla casa del Padre¦

 appartamento privato nel Palazzo apostolico; 15:30 circa del 2 Aprile

Karol Józef WojtyŁa (Lolek, Giovanni Paolo II)

sacerdote {dal 01.11.1946}, vicario a Niegowić {dal 28.07.1948}

vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia {dal 04.07.1958}

arcivescovo di Cracovia {dal 13.01.1964}, cardinale {dal 26.06.1967}

Sommo Pontefice {dal 16.10.1978}, beato {dal 01.05.2011}, santo {dal 27.04.2014}

A. Wadowice ¦Ulica Rynek 2; oggi via Koscielna 7 · interno 4¦, 18.05.1920 17-18

Ω. Città del Vaticano ¦Palazzo apostolico¦, 02.04.2005 21:37

 shock settico con collasso cardiocircolatorio irreversibile  link

MAGGIO

« Non sono io il bandito dalla luce rossa. »

ad una delle guardie che lo scortava verso la camera a gas

« Dite a Rosalie che gli ho detto addio. »

ultima dichiarazione prima dell'esecuzione

CarYl Whittier Chessman (‘Il genio criminale’)

scrittore, avvocato di sé stesso {durante il processo}

A. Saint Joseph (contea di Berrien) [Michigan], 27.05.1921 06:56

Ω. San Quintino ¦SQ¦ - San Rafael (contea di Marin) [California], 02.05.1960 10:12

 condanna capitale; gassazione, agonia di 9’   link

Alle 19:40 del 23 Gennaio 1948 una pattuglia intercettò sulla Vermont Avenue una Ford grigia coupe del 1946, la stessa sulla quale due rapinatori erano fuggiti un'ora prima da un negozio di abbigliamento a Redondo Beach (distante 23 miglia). L'uomo alla guida accelerò per seminare i poliziotti; dopo un miglio provò un'inversione ma l'autopattuglia gli andò addosso. I due provarono a scappare a piedi dall'auto e do poco furono bloccati. Il guidatore risultò essere il 27enne Charyl Chessman, vecchia conoscenza della polizia. L'uomo era stato rilasciato l'8 Dicembre 1947 dalla prigione statale di Folsom "sulla parola"; praticamente si trovava in libertà condizionata. Sicuramente Chessman sarebbe tornato in galera per le varie violazioni commesse; intanto nell'auto furono rinvenuti parti di abbigliamento femminile, una calibro 45 ed una penna-torcia... Fatto sta che nelle prime settimane dell'anno un malvivente rapinava le coppiette che si appartavano nelle stradine sull'alture di Los Angeles. Si spacciava da autopattuglia usando un lampeggiante rosso; scendeva dall'auto andava verso il guidatore e lo illuminava con una penna-torcia come potrebbe fare un poliziotto per chiedere i documenti. In tre casi aveva costretto — con la minaccia di una pistola — due ragazze ed una donna nel subire dei "rapporti contronatura". I giornali lo chiamavano il ‘bandito dalla luce′. Nell'interrogatorio alla questura di Hollywood, il commissario Forbes — oltre alla rapina — accusò Chessman di essere il famigerato criminale. L'identikit (uomo, sui 30 anni con la dentatura storta) non corrispondeva alla fisionomia dell'accusato; l'auto era pure diversa: né di colore scuro né decappottabile. Però gli inquirenti avevano una prova schiaccianti: il riconoscimento da parte di una delle vittime. Questa, una 17enne di Camarillo, oltre ad un rapporto orale aveva subìto un tentativo di stupro; verso l'una del 22 era stata "prelevata" dall'auto mentre si trovava con il fidanzato in una delle tante traverse sulla Mulholland Drive. Pur ancora sconvolta, Mary Alice Meza non ebbe dubbi nel riconoscimento (fatto a quanto sembra dalla finestra della sua casa verso il sospettato in manette). Inoltre a carico di Chessman pesavano dei capelli femminili trovati in auto, una penna-torcia, un bullone che poteva servire per il cerchione del fanale battistrada. Intanto dall'arresto di Chessman, il famigerato ‘bandito dalla luce′ non aveva più colpito... Il vice procuratore distrettuale Leavy gli contestò diciassette capi d'accusa, di cui: otto rapine di primo grado, il furto della Ford con cui tentò di scappare all'arresto, tre "sequestri" a scopo di rapina con lesioni personali [kidnaping for the purpose of robbery, with infliction of bodily harm], due rapporti orali estorti con la forza (di cui uno ad una minorenne), un tentato stupro (sempre sull'ultima vittima minorenne). A seguito del rapimento e successiva uccisione di Baby Lindbergh, nel Giugno 1932 il sequestro di persona oltrepassando i confini statali divenne un crimine federale. Quindi poteva comportare lunghe pene detentive o anche una sentenza capitale. Lo Stato della California nel 1933 interpretò la ‘legge del piccolo Lindbergh’; furono così emendati un paio di paragrafi (209 e 288a) del Codice penale. Così venne stabilito che sequestrare una persona contro la sua volontà infliggendo ferite/violenze (anche sessuali) comportava l'ergastolo o la pena di morte. Non importava quanto fosse la distanza, o il tempo, per cui si era "sequestrata" una persona... Chessman, pur sapendo cosa rischiava, volle dimostrare la sua innocenza perché asseriva di non essere il ‘bandito dalla luce′. A suo dire ne conosceva l'identità, ma voleva evitare ritorsioni da parti di questi. Il processo iniziò il 18 Febbraio 1948; il giudice era Charles W. Fricke, "temuto" sì per la sua severità ma comunque grandissimo conoscitore del diritto (aveva collaborato alla stesura del Codice penale della California). Fino al 1927 era stato un viceprocuratore distrettuale della contea di Los Angeles; poi fu promosso giudice distinguendosi per la sua severità specie in reati a sfondo sessuale. Tornando a Chessman, questi non trovò nessun avvocato che volesse aiutarlo nella sua linea di difesa; solo Al Matthews dello studio “M. & Bowler” accettò di fargli da consulente legale. Pur figurando ufficialmente come difensore, sarebbe stato il suo assistito a portare avanti la linea difensiva. L'insolita "richiesta" fu concessa da Fricke il 30 Aprile, ma a precise condizioni: l'avvocato-imputato non poteva possedere testi giuridici, macchine da scrivere o altri materiali di cancelleria (eccetto una matita ed un taccuino) [!]. Per l'indagini gli erano concessi due incontri settimanali di 20’ ciascuno. L'"avvocato di se stesso" [vedi foto] presentò due richieste: rinviare il processo e poter nominare come "consigliere legale" l'avvocato d'ufficio. L'inflessibile Fricke respinse la prima richiesta ma accettò la seconda. Chessman chiamò a testimoniare molte persone in grado di confermare il suo alibi; fece deporre anche sua madre, costretta su una sedia a rotelle per un cancro alla spina dorsale. Lo stesso Chessman si chiamò a testimoniare e raccontò di come i poliziotti l'avessero picchiato per farlo confessare. Ma un referto del medico smentiva tale tesi difensiva. Quando Mary Alice Meza fu chiamata a testimoniare indicò, su richiesta di Leavy, l'indagato. Per la cronaca, la ragazza fu poi internata nell'Ottobre 1949 al Camarillo State Hospital. Sua madre in un'intervista dichiarò che la figlia non si riprese mai del tutto; la sua sorte successiva non è nota. Anche Regina E. Johson e quel suo amico riconobbero l'imputato come autore della rapina a mano armata di entrambi e del "ratto a scopo di violenza" subìto dalla signora. Solo il ragazzo di Mary Alice Meza, tale Frank Hurlburt, non se la sentì di identificarlo con certezza. Alle 19:55 del 21 Maggio il presidente della giuria lesse il verdetto: colpevole dei diciassette capi d'accusa. In particolare, per i tre "sequestri" [a scopo di rapina con lesioni personali] Leavy aveva chiesto la pena di morte; Chessman fu condannato per quelli perpetrati su Regina Johnson e Mary Alice Meza; invece per l'altro si prese l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionata. Nel primo "sequestro", quello del 19.01, avrebbe obbligato una signora a scendere dall'auto dove si trovava con un amico e montare sulla Ford, lì accanto. Dopo un rapporto orale la lasciò andare via. Nel secondo "sequestro", la notte del 22.01, portò via la 17enne in un un luogo isolato; dopo tre ore la riportò vicino casa. Era dal 1935 che non veniva comminata una condanna capitale per violazione del famigerato paragrafo 288 del codice penale californiano. Allora Thomas Edward Dugger andò a processo per aver aggredito, "sequestrato" e rapinato tre donne; una fu costretta a seguirlo a casa e per le percosse perse un occhio. La Corte Suprema della California respinse l'ultima istanza il 17 Febbraio 1936 e questi così fu impiccato a San Quintino il successivo 1° Maggio. Tornando a Chessman, il 23 Giugno l'impiegato del tribunale addetto alla verbalizzazione ebbe un attacco cardiaco e morì. Questi aveva utilizzato la stenografia e stava ancora trascrivendo con la macchina da scrivere i suoi appunti. Alle 10 del 25 Giugno Fricke, preso atto del verdetto della giuria, condannò Chessman alla gassazione. Inoltre gli affibbiò quindici distinti periodi di detenzione (da cinque anni all'ergastolo) con l'ordine che venissero scontati in successione. Ammesso che al condannato fosse commutata l'esecuzione, questi sarebbe dovuto rimanere in carcere fino al 10.12.2009! Il 2 Luglio il neocondannato a morte fu trasferito dal carcere municipale di Los Angeles al penitenziario di San Quintino e più precisamente al ‘braccio della morte‘ nella cella 2455 (una delle 34 riservati ai condannati alla pena capitale). Dal 03.07.1948 il detenuto 66565 avrebbe atteso l'esecuzione chiuso 22 ore su 24 in una cella di 3,5 x 2,5 x 1,5 metri. Intanto un altro stenografo con gli appunti del collega defunto completò il verbale, essenziale per un eventuale giudizio in appello. L'11 Aprile 1949 quel famigerato documento, validato dalla Procura distrettuale e registrato dal giudice, fu spedito a San Quintino. Leggendo attentamente l'avvocato-condannato annotò almeno 200 contestazioni. Il 3 Giugno arrivò la risposta: cvd Fricke certificò il verbale; comunque accettò che fossero integrate un'ottantina delle "contestazioni" di Chessman. Questi il 10 Giugno spedì alla Corte superiore di Los Angeles, quella che l'aveva condannato, una mozione ed un affidavit contro la trascrizione. Una settimana dopo Chessman presentò appello alla Corte Suprema della California. Secondo quanto prevedeva la legge, Chessman era autorizzato a far riesaminare tutta la relazione degli atti processuali allo scopo di accertare se le sue condanne fossero state ottenute in maniera equa e legale. Intanto un avvocato di Sacramento, tale Rosalie Asher, rimasta colpita dalla vicenda giudiziaria di Chessman, si offrì come consulente. Il 1° Luglio 1949 il direttore Duffy concesse al detenuto-"avvocato di se stesso" l'uso della macchina da scrivere; in poco tempo la cella 2437 diventò un "ufficio legale" anche ad uso degli altri detenuti. Il 23 Settembre 1949 la Corte Suprema californiana accettò la richiesta di Chessman di aver l'avvocato Asher come consulente. Il 19 Maggio 1950 la Corte Suprema di Stato negò 7 a 2 varie mozioni (ripetizione del processo, giurisdizione dell'appello e ulteriore rinvio). Nel 1951 il parlamento della California introdusse un emendamento al famigerato paragrafo 209: "privare della libertà" una persona, come spostarla contro la propria volontà, durante una rapina non sarebbe più stato un reato federale punibile con la pena capitale. Chessman sfruttando questa possibilità presentò varie istanze alla Corte d'Appello che però le respinse tutte. Infine il 22 Dicembre la Corte Suprema della California per 5-2 stabilì che la condanna a morte è stata giustamente inflitta. Il 6 Febbraio 1952 il detenuto 66565 ricevette una lettera in cui si comunicava che Fricke aveva fissato l'esecuzione per il successivo 28 Marzo. Comunque un altro giudice accettò una successiva richiesta di sospensione finché non si fosse pronunciata la Corte Suprema degli Stati Uniti [SCOTUS]. Il massimo organo della giustizia americana si pronunciò il 31 Marzo e rimandò l'appuntamento con il boia al 27 Giugno 1952... Chessman provò l'ennesima istanza alla Corte distrettuale federale; ma questa il 10 Giugno, nella persona del giudice Louis Earl Goodman, la respinse. Come ultimissima possibilità c'era solo la Corte d'Appello degli Stati Uniti. Tre giorni prima dell'esecuzione, il direttore del carcere Teets gli consegnò una busta: sospensione sino all'appello. Il 14 Dicembre la SCOTUS negò la revisione del processo e così la terza data dell'esecuzione fu fissata per le 10:00 di un venerdì, il 14 Maggio 1954. Intanto il 3 Marzo fu pubblicato il primo libro di Chessman: Cell 2455, Death Row. Il successo sarà immediato: oltre 500mila copie vendute! Il 3 Maggio il governatore della California Goodwin Knight rifiutò di rinviare l'esecuzione; nei successivi undici giorni Chessman aveva un'unica possibilità: chiedere un habeas corpus alla Corte superiore della contea di Marin su cui "cadeva" la giurisdizione di San Quintino. Avvicinandosi la data fatidica, secondo una precisa procedura, Chessman fu spostato a due celle dalla camera a gas. Alle 18 del 13 Maggio, quando il condannato aveva già consumato l'ultima cena, arrivò la sospensione! Il giudice Thomas Keating accettò la richiesta di Chessman: più tempo per scrivere l'habeas corpus alla Corte Suprema della California. Finalmente Chessman si decise nel nominare un avvocato che non fosse lui: Berwyn ‘Ben′ Rice; questi avrebbe affiancato Rosalie Asher. L'istanza per un nuovo processo fu presentata il 16 Luglio; cinque giorni dopo arrivo la risposta: RESPINTA. Inoltre per la quarta volta fu fissata la data dell'esecuzione: 30 Luglio. Rice riuscì ad ottenere un rinvio dal giudice della Corte Suprema di Stato Jesse W. Carter; l'avvocato dovette andare a cercarlo in Sierra Nevada mentre questi era in campeggio! Il 14 Agosto Chessman tramite i suoi avvocati presentò un'altra petizione che chiedeva di invalidare la relazione del processo. La risposta dalla SCOTUS arrivò il 25 Ottobre: RESPINTA; anzi per la quinta volta fu fissata la data d'esecuzione: 15 Gennaio 1955, sempre di venerdì alle 10:00. Il 24 Novembre Chessman "licenziò" Rice ed ottenne che fosse rappresentato da Rosalia Asher; poi si aggiunse anche l'avvocato George T. Davis del foro di San Francisco. Anche l'habeas corpus presentato alla Corte distrettuale della California settentrionale non servì: presentato il 30 Dicembre fu respinto sei giorni dopo. Fortuna che l'11 Gennaio 1955 il giudice capo del Nono circondario della Corte federale di San Francisco decise per un rinvio a tempo indeterminato. Il 3 Marzo ci fu un'ispezione nella cella di Chessman e venne trovato un altro manoscritto. Avendo violato il regolamento, la punizione fu l'isolamento. Comunque una copia era già stata fatta uscire; così Joseph Longstreth, agente letterario di Chessmam, poté far pubblicare a Luglio il secondo libro:Trial by ordeal [“La giustizia mi vuole morto” nell'edizione italiana]. Intanto il 7 Aprile la stessa Corte federale rigettò l'appello fondato sulla trascrizione del processo. L'implacabile giudice Fricke fissò l'esecuzione per il 15 Luglio. Intanto il 15 Aprile 1955 nelle sale americane uscì Cell 2455 Death Row”, un film a basso budget prodotto dalla Colombia Pictures a cui Chessman aveva venduto i diritti del suo primo libro. Il ruolo di Whit Whittier (pseudonimo di Chessman usato nella prima parte del libro) andò al 32enne William Campbell, mentre la parte di Whit "da ragazzo" fu interpretato dal fratello 27enne del protagonista, Robert Wright Campbell. La Colombia pur avendo acquisito i diritti preferì mettere nei titoli di coda lo specifico disclamair: The characters and incidents portrayed and the names used herein are fictitious and any similarity to the name, character or history of any person is entirely accidental and unintentional. In Italia il film uscì con il titolo di “Cella 2455, Braccio della morte”; inizialmente la visione fu vietata ai minori di 16 anni, poi tale divieto fu revocato ¦fonte¦. Per il vero Chessman l'ultima possibilità era ancora una volta la Corte Suprema degli Stati Uniti; intanto il 5 Luglio il giudice Tom Clark firmò l'ennesimo rinvio. Il 17 Ottobre 1955 la Corte Suprema degli Stati Uniti stabilì per 5-3 che le trascrizioni del processo erano state alterate in maniera fraudolenta. Così una Corte federale distrettuale fu obbligata ad accogliere o meno quelle fatidiche trascrizioni. Il 31 Gennaio 1956 arrivò la decisione del giudice Goodman: ACCETTATA. I legali fecero ricorso alla Corte d'Appello; questa il 18 Ottobre confermò la decisione del giudice federale. Il 14 Febbraio 1957 durante un'ispezione della cella venne rinvenuto un altro manoscritto; l'autorità carcerarie erano state chiare: basta libri. Chessman finì in isolamento; comunque una copia era stata portata fuori. Così The face of Justice [“Il volto della giustizia” nell'edizione italiana] poté essere pubblicato. L'8 Aprile la SCOTUS comunicò che avrebbe concesso un'udienza dove si sarebbe deciso se annullare il processo di primo grado. La discussione si tenne il 13 Maggio e la decisione arrivò il 10 Giugno: il caso veniva rimandato ad una Corte distrettuale. Il 17 Settembre 1957 a Los Angeles iniziò il dibattimento con presenti gli avvocati di Chessman [vedi foto], il pubblico ministero del 1948 J. Miller Leavy, ma non il giudice Fricke che era stato operato per un tumore alla gola... Intanto nel Novembre 1957 Chessman ottenne una piccola "vittoria": il manoscritto che gli era stato confiscato nel 1954, perchè ritenuto opera della prigione, gli fu reso come aveva chiesto più volte. In questa foto si può vedere il direttore Fred R. Dickson (che da vice era subentrato a Harley Teets) che tiene il manoscritto; Chessman l'osserva divertito. Questi verrà fisicamente restituito all'autore a Dicembre ¦foto¦. Due settimane prima che finissero l'udienze, il 1° Febbraio 1958, Charles W. Fricke morì all'età di 75 anni. Il suo sostituto, giudice Walter R. Evans, il 28 Febbraio 1958 dichiarerà la trascrizione valida. Chessman non avrebbe più potuto richiede la revisione del processo! L'11 Marzo il condannato fu riportato a San Quintino; così si rimise in moto l'inesorabile ingranaggio della "giustizia": il 6 Aprile e il 7 Luglio furono respinte l'ultime due istanze. La data dell'esecuzione venne fissata per il 23 Ottobre, ovviamente un venerdì. Due giorni prima il governatore della California, Goodwin Knight, negò la clemenza perché Chessman a suo dire non si era riabilitato, anzi si dimostrava <<arrogante con la società e la legge>>. Il 21 Ottobre il giudice della Corte Suprema William O. Douglas, interpellato dalla difesa, volle "investire" tutta la Corte; questa decise per un rinvio. Douglas però fu chiaro: non sarebbe più intervenuto sulla questione. Nel 1959 due giornalisti investigativi scoprirono una foto di Chessman ripresa nei giorni successivi all'arresto; in questa appariva ferito come da percosse, quelle che il condannato aveva sempre detto di aver ricevuto per firmare la confessione. Il referto presentato dal medico al processo diceva che Chessman non aveva subìto percosse. La documentazione di questi fatti fu presentata al nuovo governatore Edmund Brown che tuttavia rifiutò di riconoscere un possibile errore giudiziario. Il 14 Dicembre 1959 la SCOTUS rigettò 8-0 l'ultima istanza possibile. Il 21 Dicembre il giudice Herbert V. Walker fissò l'esecuzione per il 19 Febbraio 1960. Due giorni prima, il 17.02.1960, la Corte Suprema californiana votò 4-3 contro una clemenza esecutiva. Mentre Chessman consumava per l'ennesima volta la sua ultima cena, il governatore Brown si trovava in impasse: rimaneva sì contrario alla pena capitale per motivi religiosi, ma non ne rifiutava l'applicazione! Infatti dal 05.01.1959 (giorno dell'insediamento) aveva concesso vari atti di clemenza, però otto detenuti erano stati gasati... La legge della California non gli permetteva di commutare in ergastolo una sentenza di morte senza la maggioranza della Corte Suprema statale. Alle 00:00 del 18 Febbraio 1960, dieci ore prima dell'esecuzione, il governatore — sembra su insistenza del figlio universitario Jerryemanò una sospensione di due mesi. La Corte superiore di Los Angeles, che aveva condannato Chessman a morte nel 1948, nella persona del giudice Nye fissò una nuova data dell'esecuzione: il giorno dopo la scadenza della sospensione, cioè il 2 Maggio! Per la prima volta nella storia di San Quintino, un'esecuzione si sarebbe tenuta di lunedì invece che venerdì. Lo Stato non voleva concedere a Chessman nemmeno quattro giorni in più di vita... Al governatore Brown restava un'ultima (ed unica) possibilità: scrivere un disegno di legge che abolisse la pena di morte; una speciale commissione del Senato californiano l'avrebbe poi valutata. Il 10 Marzo questa si riunì in seduta straordinaria, la discussione andò avanti per ben diciassette ore; alle 2:00 dell'11 Marzo il presidente chiese di votare: 8-7, quindi la pena di morte rimaneva. Il 14 Marzo uscì “The Kid was a killer”, quel racconto sequestrato nel 1954 e reso all'autore tre anni dopo. In Italia uscirà solo nel 2006 con il titolo di “Quel ragazzo è un killer” ¦fonte¦. Il 10 Aprile la Corte Suprema della California rifiutò di rovesciare la condanna. Da tutto il mondo si ebbero appelli per Chessman: tra i firmatari Eleanor Roosevelt, Pablo Casals, Aldous Huxley, Ray Bradbury, William Inge, Norman Mailer, Dwight McDonald, Christopher Isherwood e Robert Frost. Nel primo pomeriggio di domenica 1° Maggio Chessman consegnò i suoi effetti personali a Rosalie Asher; poi iniziò la procedura dell'ultimo giorno. Il governatore Brown nel suo ufficio di Sacramento, la capitale californiana, continuava a riceve telegrammi di clemenza. Ma erano del tutto inutili perché come disse al figlio <<aveva le mani legate>>. L'ultima notte trascorse in qualche modo nella preparation room, proprio accanto alla "camera a gas". Alle ore 7 di lunedì 2 Chessman fece colazione con uova, toast, prosciutto ed una confezione di latte. A San Francisco, i suoi avvocati erano negli uffici della Corte Suprema californiana che per la quarta volta avrebbe valutato un'istanza d'appello. I sette giudici arrivarono alle otto; alle 09:14 il loro voto fu "NO" per 4 a 3.  George T. Davis provò con una richiesta di sospensione alla stessa Corte per poter ricorrere alla SCOUTOS; invece Rosie Asher andò alla vicina Corte distrettuale della California settentrionale. Intanto due sacerdoti fecero visita al condannato; egli rispose in maniera educata che non ne aveva bisogno perché si riteneva agnostico. La donna cercò di far accettare al giudice Goodman l'ultima istanza: una rivista (“Argosy”) aveva offerto prove inaspettate a discarico. Alle 09:50 la porta della cella fu aperta: Chessman prese una sigaretta che gli fu accesa dal cappellano Eshelman. La squadra di quattro guardie l'accompagnò davanti alla porta della camera a gas. Ancora una volta dichiarò che non era il famigerato bandito; il medico gli applicò i tubi dello stetoscopio per controllare i battiti cardiaci. Goodman si convinse e concesse una sospensione di un'ora: erano le 09:59; così disse alla sua segretaria di telefonare a San Quintino. Alle 10:01 il direttore Dickson fece un cenno: venne chiusa la porta stagna e l'esecuzione poteva senz'altro iniziare. Nella stanza accanto il "boia" manovrò alcune valvole; esattamente alle 10:03:25 le palline di cianuro caddero nella vaschetta riempita di acido solforico. Invisibili fumi velenosi cominciarono a salire da sotto la sedia; Chessman trattene il respiro con un'unica boccata, ma naturalmente non servì. Proprio quando il condannato era già incosciente e schiumava dalla bocca suonò il telefono d'emergenza: era la segretaria del giudice che nella fretta aveva sbagliato numero! Il direttore aggiunto Nelson rispose che ormai era troppo tardi... Alle 10:05 emise un sospiro, forse un grido; nuovamente rovesciò la testa all'indietro. Alle 10:06 gli iniziarono a tremare le mani; il volto divenne pallido e madido di sudore. Alle 10:08 il capo gli si reclinò sul petto; il corpo smise di muoversi. Infine alle 10:12 il medico dichiarò la morte del condannato; poi furono accesi i ventilatori. Nel primo pomeriggio il cadavere fu trasferito alla “Harry M. Williams Funeral Home” di San Rafael, la città più vicina al penitenziario. Il giorno successivo avvenne la cremazione al Mount Tamalpais Cemetery. C'erano solo due persone: l'impresario delle pompe funebri e Bernice Freeman, un'ex giornalista del San Francisco Chronicle che dal 1940 al 1958 aveva seguito le vicende di Chessman. Per la cronaca, fin da ragazzo aveva dato da scrivere in fatto di rapine, evasioni, fughe rocambolesche... Nelle disposizioni testamentarie c'era scritto che le ceneri fossero inumate nella tomba della madre, sepolta al Forest Lawn Memorial Park. Ma la società che gestiva quel cimitero di Glendale rispose negativamente: non c'era posto per chi si era pubblicamente dichiarato agnostico. Così una settimana dopo Rosalie Asher, l'esecutrice testamentaria, andò a prendersi l'urna con le ceneri. Infine la mise su una mensola accanto al scrivana del suo ufficio. Per legge tutta la documentazione legale passò a lei insieme agli effetti personali di Chessman (la macchina da scrivere, fotografie, corrispondenza di Chessman). Louis Earl Goodman il 15 Settembre 1961 ebbe un attacco di cuore e morì 69enne nella sua casa di Palo Alto. L'applicazione della pena di morte in California dopo il "boom" del 1962 (ben 11 esecuzioni) ebbe un brusco calo nel 1963 (una) per poi "azzerarsi" dal 1964 al 1966. L'anno successivo ce ne fu un'altra e da allora scattò una specie di "moratoria". Frederick Richard Dickson morì nel Febbraio 1971 per un attacco cardiaco; aveva 70 anni. Il 18 Febbraio 1972 la Corte Suprema della California [caso People v. Anderson] decise che la pena di morte violava l'ottavo emendamento. Così le 107 persone rinchiuse nel ‘braccio della morte’ videro le loro condanne capitali commutate in ergastolo con la possibilità di richiedere la liberta condizionata. Nel Marzo 1974 Rosalie Asher organizzò la dispersione delle ceneri di Chessman: da un Cessna ai duemila piedi di quota furono disperse ad ovest di Santa Cruz, un'isola delle Channel a largo della California meridionale. Lo stesso anno uscì l'edizione italiana di Cell 2455, Death Row [“Cella 2455, Braccio della Morte”]. Nel Novembre 1978 con la Proposition-8 in California venne reintrodotta la pena capitale; comunque era sempre possibile commutarla in ergastolo, ma senza libertà sulla parola. Il giudice Douglas dovette ritirarsi il 12.11.1975 dopo ben 34 anni di servizio alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Comunque era il minimo che potesse fare: infatti il 31.12.1974 mentre era in vacanza alle Bahamas ebbe un ictus che lo costrinse sulla sedia a rotelle. Nonostante ciò, Douglas volle partecipare alle sedute della Corte [!]. Dopo quasi un anno si arrese all'evidenza; infine William Orville Douglas morirà il 19 Gennaio 1980 all'età di 81 anni. Matthews continuò il lavoro nel suo studio legale; oltre a Chessman, difese altri condannati alla pena capitale come Barbara Graham ("giustiziata" nel 1955) e Robert Ewing Scott (condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie di cui però non venne trovato il corpo). Anche lui era un fiero oppositore della pena di morte; nel 1978 firmò una petizione di gruppo per la clemenza verso Sirhan Sirhan, l'assassino di RFK. Nel 1974 lasciò la professione per protesta verso una sentenza della Corte Suprema sul Miranda warning. Nel Febbraio 1986 accusò un ictus; si spense il successivo 29 Maggio a Yuba City, aveva 79 anni. J. Miller Leavy terminò il suo incarico alla Procura distrettuale della contea di Los Angeles il 28 Dicembre 1973 ¦fonte¦. Aveva prestato servizio, sempre da procuratore distrettuale aggiunto, dal 1932; ritiratosi con la moglie a Toluca Lake, si spense il 1° Gennaio 1995 all'età di 89 anni. Edmund Brown fu rieletto nel 1963, ma uscì sconfitto nelle elezioni del 1966 contro Ronald Reagan. Negli otto anni di mandato [dal 1959] il governatore democratico commutò sì 23 condanne capitali in ergastolo, ma lasciò che 36 fossero eseguite (fra qui quella di Elizabeth Ann Duncan — ultima donna ad essere "giustiziata" in California). Edmund Gerald Brown si spense il 16.02.1996 a Beverly Hills all'età di quasi 90 anni.  Rosalie Asher, la più giovane (21enne) laureata in legge ad aver superato gli esami d'abilitazione del 1940, continuò il suo lavoro di avvocato. Nel 1996 donò tutto il materiale ereditato da Chessman al California State Library [CSL]. Chiunque può consultarlo: basta andare a Sacramento, alla CSL; il “Chessman-Asher collection” [vedi catalogo] è lì. Rosalie Asher morì a Sacramento il 25 Gennaio 2000 all'età di 80 anni. Per legge, nessuno degli scritti di Chessman poteva/può essere pubblicato senza il consenso di Rosalie Asher e del signor Joseph E. Longstreth, esecutore testamentario dell'eredità letteraria [literary executor]. Per la cronaca, Longstreth è morto in Florida il 15.04.2003 all'età di 83 anni... Nelson lasciò San Quintino nel 1974 per poi andare in pensione quattro anni dopo. Ex marine, iniziò la sua carriera nell'amministrazione penitenziaria nel 1940 come guardia ad Alcatraz; rimase coinvolto nella ‘battaglia’ del Maggio 1946 salvandosi miracolosamente. Rispettato anche dai detenuti, che l'avevano soprannominarono ‘Red’, nel 1948 entrò nel California Department of Corrections [l'Amministrazione penitenziaria]; divenne capitano delle guardie in vari carceri, prima minorili poi statali come San Quintino. Qui fu nominato direttore aggiunto, praticamente il vice; nel Marzo 1964 il governatore Brown lo nominò direttore e Dickson passò alla California Adult Authority. Nel 1967 Nelson dovette confrontarsi con gli scontri razziali fra detenuti; ma la prova più difficile fu la tentata evasione di massa guidata dalla ‘Pantera Nera George Jackson nel 1971. Louis Sander Nelson si è spento 91enne il 16.06.2001 a Walnut Creek, città vicino Oakland nell'East Bay. Bernice Freeman scrisse un libro su Chessman: Desperate and the Damned”. Anche se aveva lasciato il San Francisco Chronicle nel 1958 dopo trent'anni di carriera, continuò a "collaborare" facendo l'insider per l'aree urbane della baia. Bernice Freeman Davis si spense nella sua casa di San Francisco il 1° Febbraio 2002 all'età di 97 anni. George T. Davis continuò la sua carriera di ‘avvocato del Diavolo’: in mezzo secolo difese oltre duecento imputati dei quali molti condannati a morte. Fra i suoi "clienti" ci furono criminali nazisti, prigionieri politici, un esecutore del massacro di My Lai; era un attivista del partito democratico ed un oppositore della pena di morte. Si ritirò 82enne nel 1989; sposatosi quattro volte, si spense il 04.02.2006 alle Hawaii all'età di 98 anni ¦fonte¦. Praticamente dal Gennaio 2006 (Clarence Ray Allen), dopo 13 giustiziati in 14 anni, è in atto un'altra "moratoria" della pena di morte in California. Intanto il "referendum" del 06.11.2012 che voleva cancellare la pena capitale non è passato con il 47% dei voti. Edmund Gerald ‘Jerry’ Brown Jr. diventò governatore della California nel 1975 e ci rimase per i successivi otto anni; inoltre partecipò alle primarie dei democratici per le elezioni presidenziali del 1976, 1980 e 1992. Dal 1999 al 2007 fu sindaco di Oakland; poi nel 2011 è stato nuovamente eletto governatore dello Stato californiano. Dopo l'esecuzione di Chessman parve chiaro che l'intero iter giudiziario presentava lacune e incongruenze; probabilmente l'uomo era davvero innocente, almeno per quei crimini... Così il caso del ‘bandito dalla luce′ fu riaperto; ma l'identità del malvivente rimane tuttora ignota.

« Non importa, ma comunque ho sconfitto la Roccia. »

poco dopo essere stato ferito da un colpo d'arma da fuoco

Bernard Paul Coy (detenuto 415-Z)

A. New Haven (contea di Nelson) [Kentucky], 13.02.1900

Ω. isola di Alcatraz ¦‘La Roccia’ · blocco C¦—San Francisco, 03?/04.05.1946

  ferite da arma da fuoco  link

GIUGNO

Sono io che me ne vado.

biglietto scritto al medico che l'assisteva

FRANZ KAFKA scrittore ed impiegato

A. Praga ¦Zum Turm 27/I; oggi 5 Uradnice¦, 03.07.1883 06:36

Ω. Kierling ¦sanatorium “Hoffmann”¦ – Vienna, 03.06.1924 12

 laringite tubercolare  link

Nella notte fra il 9 e 10 Agosto 1917 Kafka accusò una grave emottisi, cioè sputò sangue. Il 4 Settembre gli fu diagnostica la tubercolosi polmonare, una malattia difficilmente guaribile per quei tempi. Ottenuto un permesso dall'Istituto di assicurazioni per gli infortuni sul lavoro di Praga si stabilì a Zürau nella campagna boema dove sua sorella Ottilie aveva un podere. Nel Maggio 1918 tornò al lavoro, ma da Settembre il suo male iniziò ad aggravarsi. Di lì seguirono soggiorni di cura sempre più lunghi a Turnau, Schelesen, Merano ed a Matliary sui monti Tatra. Nell'estate 1923 durante un soggiorno nella stazione balneare di Müriz sul mar Baltico conobbe Dora Diamant. I due decisero di convivere e il 24 Settembre si trasferirono a Berlino. L'inverno 1923-24, particolarmente freddo, fu durissimo anche per l'inflazione galoppante, la miseria, la mancanza di carbone. A fine Febbraio [1924] la malattia subì un repentino aggravamento; il 17 Marzo il suo amico Max Brod lo riaccompagnò a Praga perché potesse godère di un'assistenza migliore. Purtroppo le sue condizioni peggiorarono e venne ricoverato nel sanatorio Wiener-Wald alla periferia di Vienna. Lì lavorava Markus Hajek, il più famoso rinolaringoiatra austriaco che fra l'altro aveva operato Frued per un tumore alla mascella. Nonostante le raccomandazioni dello scrittore Franz Werfel, che cercò di fargli ottenere una camera singola ed un trattamento più riguardoso... Ma tutto fu inutile: Hajek (che non sapeva nemmeno chi fosse Werfel) considerava Kafka come il <<paziente numero 12>>, un caso ormai disperato visto che aveva la tubercolosi laringea. Il 19 Aprile su decisione degli amici fu trasferito in un altro sanatorio viennese: l'Hoffman nel sobborgo di Kierling. Al suo capezzale c'erano Dora, Max ed il dottor Robert Klopstock; Kafka non potendo più parlare, scrisse al giovane amico un biglietto "intimidatorio": Uccidetemi, se non siete un assassino. Negli ultimi giorni l'iniezioni di morfina non gli facevano più effetto ed inoltre era incapace di deglutire e mangiare. La terapia endovenosa non era ancora stata inventata; Kafka praticamente si spense fra atroci sofferenze per consunzione. Come consolazione alla sua inestinguibile sete e al dolore alla gola chiese un piattino di fragole e ciliegie per aspirarne il profumo. Il 3 Giugno, ormai agonizzante, scagliò via la borsa del ghiaccio che gli avevano messo sulla gola e scrisse: Basta torture... perché continuare... non te ne andare. Il medico gli rispose: «Non me ne sto andando», Kafka replicò con quell'ultimo bigliettino e poi si spense. Il corpo dello scrittore fu sepolto nel cimitero ebraico di Praga-Straschnitz. Nel suo testamento Kafka chiese espressamente d'incenerire tutto i suoi scritti ed impedire nuove edizioni di quelli editi. Max Brod si rifiutò di eseguire l'ultime volontà dell'amico e in pochi anni pubblicò tutte le sue opere diventandone biografo e promotore. Markus Hajek morì nel 1941 all'età di 80 anni. Ottilie anche se ebrea fu inizialmente risparmiata dalla deportazione in quanto moglie di un "ariano". Ma nell'Agosto 1942 divorziò e così fu reclusa nel lager-ghetto di Terezin. Il 5 Ottobre 1943 si propose come volontaria per accompagnare un trasporto di bambini ad Auschwitz. L'arrivo avvenne il giorno seguente; i 1260 bambini ed i loro 53 "assistenti" finirono direttamente alle camera a gas. Ottilie ‘Ottla′ Kafka avrebbe compiuto 50 anni il 29 Ottobre. Dora e sua figlia lasciarono la Germania nel 1935 e poi ripararono in Unione Sovietica. Una settimana prima che la Germania invadesse la Polonia (01.09.1939) riuscirono a raggiungere l'Inghilterra. Dopo un periodo di detenzione a Port Erin si stabilirono a Londra nel 1946. Dworja ‘Dora′ Diamant morì 54enne il 15 Agosto 1952 al Plaistow Hospital per un blocco renale. Con l'invasione nazista della Cecoslovacchia nel Marzo 1939, Max Brod decise di emigrare in Palestina insieme alla moglie. Lì continuò il suo lavoro di giornalista e divenne direttore del Teatro nazionale. Max Brod morì a Tel Aviv il 20.12.1968 all'età di 84 anni. Robert Klopstock con l'ascesa al potere di Hitler nel 1933 emigrò a Budapest. Nel 1938 decise di lasciare l'Europa riparando negli Stati Uniti, dove morì il 15.06.1972 all'età di 73 anni.

LUGLIO

« Sono consapevole della grandezza di Dio e della nullità dell'uomo. »

Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu (Montesquieu)

barone de La Brède e de Montesquieu, filosofo e pensatore politico

A. La Brènde – Bordeaux, 18.01.1689 08:30

Ω. Parigi, 10.02.1755

 attacco febbrile  link

AGOSTO

« Non abbassate le tende. Sto bene. Voglio ricevere la luce del Sole. »

Rodolfo Alfonzo Raffaelo Pierre Filibert

 Guglielmi di Valentina d'Antonguolla

(‘Lo sceicco’, Rodolfo Valentino)

attore di film muti, ballerino

A. Castellaneta ¦via Commercio 34; oggi via Roma 154¦ (Taranto), 06.05.1895 15:00

Ω. New York ¦Polyclinic Hospital¦, 23.08.1926 12:10

 ulcera perforata, appendicite degenerata in peritonite, setticemia  link

Nel Febbraio 1926 Valentino iniziò le riprese del film The Son of the Sheik. In Agosto viaggiò fra Atlantic City e Brooklyn per promuoverlo; in quei giorni si registrò uno dei peggiori ondate di caldo della storia recente. Alle 4 del 15 Agosto, l'agente ed amico dell'attore, George Ullman, arrivò nella stanza dell'Hotel Ambassador. Valentino sputava sangue ed era piegato in due dal dolore. Venne subito ricoverato al Polyclinic Hospital dove gli fecero delle radiografie. La diagnosi fu di un'ampia ulcera perforata ed un'appendicite trascurata. Per evitare la peritonite venne eseguita un'operazione d'urgenza. Dalle 18 alle 19 la cavità addominale fu pulita e chiusa. Il paziente si svegliò dall'anestesia alle 22:30; per quattro giorni non poté mangiare e soffrì di dolori lancinanti. Intanto all'ospedale arrivavano auguri di pronta guarigione da fan e amici; nessun visitatore fu ammesso nella stanza. Il 20 Agosto Valentino si svegliò sempre dolorante, ed in più non riuscire a respirare! Per farlo dormire gli dovettero dare l'etere... Il 21, per la prima volta, si destò senza dolore e sorrise; ma le condizioni dell'addome non erano rassicuranti perché appariva gonfio, livido, coperto di macchie. Altre radiografie mostrarono un quadro disperato: l'appendice si era rotta, la peritonite aveva provocato un'infezione diffusa specie alla pleura (pleurite) e al cuore (endocardite). Purtroppo gli antibiotici e i sulfamidici non facevano migliorare il quadro clinico. All'alba del 23 emise le sue ultime parole e poi cadde definitivamente in coma fino alle 12:10 quando morì. Oltre centomila persone resero omaggio alla salma; il primo funerale fu tenuto a New York il 30 Agosto, l'ultimo il 7 Settembre alla Chiesa del Buon Pastore di Hollywood. La bara fu inumata all'Hollywood Forever Cemetery in una tomba comprata dall'amica June Mathis. “Il figlio dello sceicco” era uscito nelle sale americane il 5 Settembre. June Mathis morì il 26.07.1927 ad appena 35 anni per un improvviso attacco cardiaco mentre era in un teatro di Broadway. Naturalmente si fece inumare accanto a Rodolfo Valentino. George S. Ullman scomparve nel 1975.

SETTEMBRE

« Sto male, chiamate i dottori. »

Mao Tse-Tung

(‘Presidente Mao’, ‘grande timoniere, ‘Grande Comandante’, ‘Grande Capo’, ‘Grande Maestro’,  ‘Quattro volte grande’)

politico, dittatore, rivoluzionario, filosofo

A. Shaoshan ¦casa natale¦ – Xiangtan (distretto di Hunan) [allora Cina imperiale], 26.12.1893 07:30

Ω. Zhongnanhai ¦Building #202¦—Pechino, 09.09.1976 00:10

 insufficienza cardiorespiratoria; sla  link

OTTOBRE

« Dio salvi la Germania. Mi auguro che la Germania ritrovi la sua

unità, che l'Est e l'Ovest si alleino e che la pace possa regnare nel mondo. »

Joachim Ribbentrop

ex ministro degli affari esteri del Reich

A. Wesel sul Reno, 30.04.1893

Ω. 16.10.1946 01:30

« Invoco l'Onnipotente perché abbia compassione del popolo tedesco. Più di due milioni

 di persone sono morte prima di me. Ora seguo i miei figli... Dio protegga la Germania! »

Wilhelm Keitel

ex capo di stato maggiore dell'Alto Comando della Wehrmacht

A. Helmscherode – Brunswick, 22.09.1893

Ω. 16.10.1946 01:44

« Non ho avuto alcuna parte nei delitti di cui mi avete accusato. »

Ernst Kaltenbrunner

ex capo dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich

A. Ried im Innkreis [allora Impero austro-ungarico], 04.10.1903

Ω. 16.10.1946 01:52

« Ringrazio tutti per le premure che mi avete usato durante la prigionia.

Dio vi prenda sotto la sua guida e la sua santa protezione. »

Hans Frank

ex governatore della Polonia

A. Karlsruhe, 23.10.1900

Ω. 16.10.1946, 02:05

« Viva sempre l'eterna Germania! »

Wilhelm Frick

ex governatore della Boemia-Moravia

A. Alsenz, 12.03.1877

Ω. 16.10.1946 02:20

« Quest'anno gli ebrei faranno davvero la festa del Purim. Ma ricordatevi:

verrà il giorno in cui voi, tutti, sarete impiccati dai bolscevichi! »

Julius Streicher

ex direttore del giornale “Der Stürmer e Gauleiter in Franconia

A. Fleinhausen, 12.02.1885

Ω. 16.10.1946 02:24

« Muoio innocente! La sentenza è stata troppo dura... Dio protegga la

Germania e la faccia tornare di nuovo grande; Dio protegga la mia famiglia. »

Fritz Sauckel

ex incaricato della requisizione di mano d'opera nei paesi occupati

A. Hassfurt sul Meno, 1894

Ω. 16.10.1946 02:28

« Ti saluto, mia Germania. »

Alfred Jodl

ex capo dell'operazioni dell'Alto comando

A. Würzburg, 10.05.1890

Ω. 16.10.1946 02:40

« Spero che quest'esecuzione sia l'ultimo atto della tragedia della seconda guerra mondiale

 e che la lezione di questa guerra serva per la pace e la comprensione fra i popoli. »

Arthur Seyss-Inquart

ex governatore del Reich per i territori occupati nei Paesi Bassi

A. Stammern bei Iglau/oggi Stonařov [Repubblica Ceca; allora Impero austro-ungarico], 22.07.1892

Ω. 16.10.1946 02:48

Norimberga ¦palestra del carcere cittadino¦

 esecuzione di una sentenza capitale, impiccagione 

NOVEMBRE

« Dopo 39 anni ho fatto tutto. »

Dylan Marlais Thomas poeta e scrittore

A. Swansea ¦5 Cwmdonkin Drive¦ [Galles], 27.10.1914 20:56

Ω. New York ¦Saint Vincent's Hospital¦, 09.11.1953 00:40

 combinazione letale di alcool-droga,polmonite, edema cerebrale  link

Nell'ultime settimane dell'Ottobre 1953 Dylan rimase in albergo a lavorare alle prove di Under milk good. Quando si sentiva stanco beveva come una voragine e spesso sputava sangue. Il 3 Novembre firmò un contratto per un ciclo di letture in cui lo pagavano mille dollari a settimana. La sera stessa tornò al Chelsea Hotel urlando di aver bevuto diciotto whisky lisci. Fra le 4 e le 5 della mattina successiva si alzò; come al solito si fece un'iniezione di cortisone, poi ebbe una crisi di delirium tremens. Il medico chiamato il giorno dopo constatò che l'ammalato sembrava aver assunto anche mezzo grammo di morfina; forse si era preso dei sonniferi oppure delle anfetamine. Quando fu chiamata l'ambulanza, alle 02:30 del 5 Novembre, Dylan era ormai caduto in coma. Fu subito portato al più vicino ospedale, quello di Saint Vincent. Alle 00:40 del 9 Novembre, mentre un'infermiera gli faceva un bagno, ebbe una crisi e morì.

DICEMBRE

« Imbecille, imbecille. »

al medico che non gli aveva diagnosticato la polmonite

LUIGI PIRANDELLO

drammaturgo, scrittore, poeta

{premio Nobel® per la letteratura 1934}

A. contrada Kaos ¦casa natale¦ – Girgenti/oggi Agrigento, 28.06.1867 02:22

Ω. Roma ¦oggi casa-museo¦, 10.12.1936 08:55

 polmonite  link

 

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