UN'ULTIMA FRASE 2006

 

 

GENNAIO

  « Au revoir les enfants »

[ Arrivederci ragazzi ]

ai suoi alunni prima di essere portato via.

LUCIEN-LOUIS BUNEL (Père Jacques de Jésus) - frate trappista, educatore

A. Barentin [ Normandia ] (Francia), 29.10.1900

W. Linz [ ospedale Santa Elisabetta ] (Austria), 05.06.1945

 polmonite, esaurimento fisico

Nel 1934 Père Jacques fondò il “Petit College Saint-Therese de l'Enfant Jesus” ad Fontainebleau - Avon e ne divenne direttore. Il 12 Marzo 1938 le truppe naziste superarono i confini dell'Austria senza nessuna resistenza, anzi ci fu un'accoglienza tumultuosa. Hilter concesse al popolo austriaco di scegliere con un plebiscito se unirsi alla Germania. Il 12 Aprile la quasi totalità (99,75%) approvò l'Anschluss (Annessione). L'Austria cessò di esistere come nazione acquisendo tutte le leggi tedesche perché diventò l'Ostmarck (provincia di Levante) o Marca orientale. L'8 Agosto presso la piccola città di Mauthausen (20 km da Linz) fu aperto un campo di concentramento con una capienza di 12mila prigionieri. Dalle 05:45 locali del 1° Settembre la Germania invase la Polonia. A sera l'aviazione tedesca (Luftwaffe) aveva già distrutto i 600 aerei antiquati negli aeroporti polacchi. Gli inglesi fissarono un ultimatum per le ore 9 del 3 Settembre, i francesi per le 17. Secondo l'ultimatum anglo-francese Hitler doveva ritirare le truppe altrimenti le due nazioni sarebbero scese in guerra a fianco della Polonia. Quel 3 Settembre 1939 iniziò la Seconda guerra mondiale. Dalle 05:35 del 10 Maggio 1940 le truppe tedesche invasero il Belgio, l'Olanda ed il Lussemburgo. La linea Maginot approntata dalla Francia sul confine tedesco fino a Sedan non servì a nulla: le truppe germaniche aggirarono l'ostacolo proprio invadendo i Paesi Bassi. L'ultima linea di difesa francese, sulla Somme, fu travolta fra il 5 e 9 Giugno. L'allora campo di concentramento di Auschwitz (Oświeçim - Polonia) venne aperto 14 Giugno. Lo stesso giorno Parigi cadde sotto il dominio nazista. La Francia firmò la resa il 22 Giugno nello stesso posto (il vagone ferroviario nella foresta di Réthondes) dove la delegazione tedesca aveva firmato l'armistizio l'11.11.1918. Perè Jacques entrò a far parte della Resistenza francese con il numero ‘R. X. 3289’. Fino al 1941 passò cinque mesi come prigioniero di guerra nello Stalag 152 a Lunéville. Il 12 Maggio 1942 millecinquecento ebrei arrivarono alla stazione di Oświeçim. A questi deportati non fu applicata la selezione perché vennero direttamente inviati al Bunker I. Praticamente quel giorno Auschwitz-Birkenau diventò un Vernichtungslager, <<campo di sterminio>> alla lettera. Nel Gennaio 1943 Perè Jacques introdusse nel Collegio tre ragazzi ebrei Hans-Helmut Michel (13 anni), Jacques-France Halpern (15), and Maurice Schlosser (17) dandogli nomi falsi e facendoli passare per studenti. Alle 10 del 15 Gennaio 1944 la Gestapo informata da una spia irruppe nel Collegio. Alle 10:30 furono arrestati Perè Jacques, Lucien Weil (un professore di matematica del Collegio) ed i tre ragazzi ebrei. Il frate finì nella prigione di Fontainebleau, mentre gli altri a Melun e poi il 18 Gennaio nel campo di concentramento di Drancy. Il 3 Febbraio 1.214 persone (662 uomini ; 552 donne ; 189 minori di 18 anni di cui 4 neonati e 9 meno di un anno) delle 2129 imprigionate a Drancy furono deportate verso Auschwitz. Il sessantasettesimo convoglio dalla Francia (il primo era partito il 27.03.1942) arrivò al capolinea alle 9 del 6 Febbraio. Dopo la "selezione" sulla Judenrampe nello scalo merci della stazione di Oświeçim, 999 persone (fra cui i tre ragazzi e l'insegnante) finirono nelle camere a gas. Solo 166 uomini e 48 donne poterono entrare come prigionieri nei campi di lavoro del complesso di Auschwitz. A Marzo Père Jacques insieme ad altri 40 prigionieri furono trasferiti nel "campo della morte" di Neue Bremm (Germania). In quel luogo i malati venivano gettati nelle paludi circostanti; per sadico divertimento del personale i sani erano inseguiti da cani inferociti. In tre settimane di prigionia a Neue Bremm solo 7 di quei 40 prigionieri erano ancora vivi. Ad Aprile Père Jacques fu trasferito a Gusen I, un sottocampo a 5 km da Mauthausen. Lì oltre duemila detenuti erano impegnati nel massacrante lavoro alle cave di pietra. Tristemente famosa era la scalinata di 186 gradini (detta "della morte"); ognuno doveva portare pietre pesanti anche 50 kg procedendo in fila indiana fra le percosse dei Kapò e delle SS. Chi cadeva poteva trascinare con sé decine di sventurati in un tragico effetto domino. Inoltre per sadico divertimento delle guardie, talvolta i prigionieri - esausti, affamati, assetati - venivano allineati sull'orlo di un precipizio alto più di cinquanta metri (detto "Muro dei paracadutisti"). Ognuno doveva scegliere se prendersi un colpo di pistola oppure gettare giù il compagno vicino. Infine i Kapò valutavano il peso delle pietre portate; se erano ritenute troppo leggere, allora lo sventurato finiva giù dal suddetto "Muro". Il 6 Giugno le truppe alleate sbarcarono in Normandia. Il 31 Luglio sfondarono le linee difensive tedesche. Alle 7 del 25 Agosto le divisioni francesi e americani entrarono a Parigi, alle 15:15 la guarnigione tedesca si arrese. Il 14 Settembre le truppe sovietiche conquistarono il sobborgo Praga a soli 5 km dal centro di Varsavia. Ma l'ordine di Stalin era chiaro: la Vistola non doveva essere superata. Nel pomeriggio dell'11 Settembre i primi soldati americani misero piede su terra tedesca: a Treviri. Nonostante la schiacciante differenza in termini di uomini e materiale bellico (100 carri armati e 600 aerei tedeschi contro rispettivamente 2000 e oltre 14 mila), il fronte di guerra nell'Europa occidentale si stabilizzò sui fiumi Reno e Schelda (Belgio). Finalmente il 17 Gennaio 1945 l'Armata sferrò l'attacco decisivo: Varsavia ormai distrutta fu liberata. Nel pomeriggio del 27 Gennaio le truppe sovietiche entrarono nello Stammlager, il campo principale, di Auschwitz. Delle 215 persone "ammesse" quel 06.02.1944 erano vive solo in 43: 20 uomini e 23 donne. Il 13 Aprile Vienna (133 km da Mauthausen [mappa]), ormai già abbandonata dai tedeschi, fu liberata dalle truppe sovietiche provenienti dall'Ungheria. L'armate dei generali Żukov (da est) e Koniev (da sud) e Rokossovsky (da ovest) il 16 Aprile si schierarono contro Berlino. Il 20 Aprile l'artiglieria iniziò un bombardamento serrato da Marzahn, 12 km dal centro della capitale tedesca. Il 22 Aprile due rappresentanti svizzeri del Comitato internazione della Croce Rossa con autocarri di cibo arrivarono a Mauthausen. L'autorità tedesche concessero di riportare con sé 817 deportati francesi, belgi e olandesi. Il 25 Aprile Père Jacques insieme a 800 prigionieri francesi fu trasferito al campo principale di Mauthausen. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel bunker della Cancelleria. Alle 22:50 tre ufficiali issarono la bandiera sulla vicina statua equestre rappresentante la Germania in trionfo. Il 2 Maggio le truppe statunitensi guidate da Patton raggiunsero il fiume Inn nei pressi di Passau a 88 km da Mauthausen [mappa]. Il 4 anche Salisburgo (122 km da Mauthausen) si arrese. Le SS di stanza a Mauthausen progettarono di eliminare tutti i ventimila prigionieri nelle camere a gas (capaci di uccidere ed incenerire 1.100 persone il giorno). Fortunosamente, alle 12 del 5 Maggio, due autoblindi del 41° squadrone di ricognizione composto da 23 soldati fecero ingresso nel campo principale di Mauthausen. I nazisti pensando che fosse arrivato l'intero esercito si arresero subito; ma l'11ª Divisione corazzata della 3ª Armata arrivò solo il giorno seguente. Père Jacques al momento della liberazione pesava solo 27 chili ed aveva la tubercolosi. Il 7 Maggio fu ricoverato nell'ospedale di Linz dove si spense il 5 Giugno. Franz Ziereis, comandante di Mauthausen dal 09.02.1939, fuggì con moglie e figlio nascondendosi nel suo capanno da caccia a Spital am Pyhrn. La Seconda guerra mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:01 del 9 Maggio. I soldati americani individuarono Ziereis il 23 Maggio; l'ex comandante si arrese, ma tentò la fuga e fu ferito da tre colpi d'arma da fuoco. Sapendo di essere prossimo alla fine, il 24 Maggio mentre era nel 131° ospedale d'evacuazione di Gusen, Ziereis rilasciò una piena confessione alla polizia locale. La morte sopraggiunse poco dopo, probabilmente il 25 Maggio. Gli americani consegnarono il corpo agli ex prigionieri, questi lo impiccarono su una recinzione del campo di Gusen I. Dato che è stata distrutta la maggior parte della documentazione relativa al complesso concentrazionario di Mauthausen risulta difficile quantificare il totale degli internati e dei morti. Secondo varie stime almeno 335.000 persone transitarono per Mauthausen ed i suoi 49 sottocampi (Kommandos). Nel solo campo principale morirono circa 154mila dei 179mila internati. Il 9 Giugno 1985 lo Yad Vashem diede a Père Jacques l'onorificenza di “Giusto fra le nazioni”. Il regista francese Louise Malle — che fu allievo del “Petit College Saint-Therese de l'Enfant Jesus” nel 1987 realizzò il film Au Revoir, les Enfants (“Arrivederci ragazzi” in Italia). Nel 1993 pubblicò il libro omonimo tratto dal suo film, Malle morì il 23.11.1995 all'età di 63 anni per un linfoma a Beverly Hills - Los Angeles. La causa di beatificazione di Père Jacques è stata aperta il 29.04.1997.

 

FEBBRAIO

« Il Sole splende ancora »

mentre veniva condotta alla stanza dell'esecuzione

SOPHIE MAGDALENA SCHOLL - studentessa

A. Forchtenberg am Kocher (Württemberg - Germania), 09.05.1921 23:00

W. Monaco di Baviera [ prigione di Stadelheim ], 22.02.1943 17

 esecuzione della sentenza di morte, decapitazione  RIP link

Il 30 Gennaio 1933 il Presidente della Repubblica Hindenburg nominò Hitler cancelliere (Reichskanzler). Le elezioni del successivo 5 Marzo non assicurarono la maggioranza assoluta al NSDAP (288 seggi ; 43,9%). Il 20 Marzo il prefetto di polizia di Monaco annunciò l'apertura a Dachau di un campo per 5000 prigionieri politici (militanti antinazisti, ebrei, "asociali"). Il 23 Marzo in quella che fu l'ultima seduta del Parlamento — tenuta nella chiesa della Guarnigione di Postdam — Hitler presentò un provvedimento particolare: la "legge dei pieni poteri" (Ermächtigungsgesetz). Questa proposta, ufficialmente denominata Gesetz zur Behebung der Not von Volk und Reich cioè 'legge finalizzata ad alleviare la miseria del popolo e del Reich' [ scheda e testo in inglese ], permetteva al cancelliere e il suo gabinetto di promulgare leggi senza l'approvazione del Reichstag almeno fino al 01.07.1937. Tutti i partiti eccetto i socialdemocratici dell'SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) votarono contro; i comunisti erano già stati estromessi. Il voto finale del 24 Marzo nonostante l'"assenza forzata" di 26 deputati fu di 441 a 94.  La Repubblica del Weimar fu praticamente smantellata a favore di una dittatura spietata. Il 10 Aprile 1934 i ministeri della Prussia e del Reich si fusero; Roland Freisler divenne segretario di Stato presso il ministero della Giustizia. Il 22 Aprile fu istituita la Corte popolare di giustizia (Volksgerichtshofs) detta anche "Tribunale del Popolo", il cui compito era quello di combattere e reprimere l'opposizione politica. Il 2 Agosto 1934 alla morte di Hindenburg Hitler diventò anche Presidente della Repubblica e pure comandante in capo di tutte le forze armate (Führer und Reichskanzler). Nel Dicembre 1941 Hitler emanò un decreto particolare: comunemente conosciuto come "del chiasso". In pratica chiunque fosse stato anche solo sospettato di aver commesso un attentato o un atto di sabotaggio poteva essere giustiziato. Anzi gli organi di polizia dovevano <<catturare, allontanare e uccidere senza tante formalità e senza tanto chiasso>> i presunti responsabili. Questo severissimo decreto fu emesso per stroncare i movimenti di resistenza nei territori occupati dai tedeschi. All'alba del 22 Giugno 1941 le truppe naziste attuarono un'invasione su larga scala dell'Unione Sovietica. Nel Gennaio 1942 Robert Scholl fu denunciato da una sua impiegata per aver definito Hitler <<un flagello di Dio>> e per aver detto che la guerra in Russia era un massacro insensato e alla fine i sovietici avrebbero conquistato Berlino. L'uomo fu prelevato dalla Gestapo, interrogato e fortunatamente rilasciato. A Maggio cinque studenti (Sophie Scholl, suo fratello Hans, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf) fondarono un movimento di resistenza passiva contro il regime: la Rosa (Die Weiße Rose in tedesco). Il principale luogo di incontro era l'Università di Monaco dove Hans studiava medicina e Sophie biologia e filosofia. Dal 27 Giugno al 12 Luglio furono redatti quattro volantini (1, 2 , 3 , 4) a cura di Hans e Alexander. Ne furono scritti a macchina qualche centinaio poi distribuiti a intellettuali, professori e pure alla Gestapo. Altre centinaia furono lasciati alle fermate degli autobus, nelle cabine del telefono, in locali pubblici o gettati dai tram. I cinque corsero rischi altissimi perché la carta era razionata, i francobolli contati, gli agenti di polizia politica e militare presenti in ogni dove. Naturalmente la Gestapo si mise ad indagare ma senza esito. Il 20 Agosto Roland Freisler ebbe il posto di presidente del Tribunale del Popolo, lasciato vacante da quando Otto Thierack era diventato ministro della Giustizia. Fu lo stesso Hitler a concedere "al vecchio bolscevico" quell'opportunità. Nel 1915,l'allora tenente dell'esercito tedesco Freisler, era stato catturato dai russi sul fronte orientale. I nemici, allora zaristi, l'avevano nominato "commissario di campo" per amministrare il vitto dei prigionieri. Freisler fu rilasciato nel 1920 e non si liberò mai dell'etichetta di "bolscevico" anche se si iscrisse al partito nazista nel 1925. Essendo avvocato decise di difendere le camerate nei frequenti processi, nel tempo si dimostrò un fanatico attivista. Quando fu eletto Presidente del Volksgerichtshofs fece capire subito la sua concezione del diritto: tutto ciò <<che è utile al popolo, al Reich, al Führer>>. Chi era un "disfattista", "disgregatore della morale", "sovversivo", "comunista", "criminale" raramente evitava la condanna capitale. Anche frasi del tipo «La guerra è perduta» o «Il Führer è malato» potevano portare alla morte. Freisler si servì della Gestapo e del "decreto del chiasso" per arrestare, condannare, <<distruggere>> (come diceva lui) i nemici nel Reich. Dal 23 Luglio al 1° Novembre Hans Scholl, Schmorell e Graf furono inviati sul fronte orientale per un tirocinio medico. Lì poterono vedere i massacri perpetrati verso gli ebrei polacchi e russi più l'orrore della guerra. Il 19 Novembre iniziò la definitiva controffensiva dei sovietici su tutto il fronte d'invasione nazista. L'operazione Urano mirò alla liberazione di Stalingrado. Il 22 Novembre la 6ª Armata tedesca e parte della 4ª furono accerchiate nella città sul Volga. Negli ultimi mesi del 1942 la Rosa cercò contatti con altri gruppi di resistenza, la sua attività s'estese a varie città tedesche. Il 13 Gennaio 1943 fu distribuito per posta e ferrovia in varie città della Germania meridionale e dell'Austria il quinto volantino. Alla sua redazione partecipò anche Kurt Huber, professore di filosofia, psicologia e musicologia all'Università di Monaco che aveva avuto il coraggio di criticare apertamente il nazionalsocialismo. Alle 10 del 31 Gennaio Friedrich von Paulus comandante delle truppe tedesche venne catturato. Alle 19:45 dello stesso giorno Paulus firmò la resa: era l'inizio della ritirata dell'esercito tedesco dal fronte orientale. Ogni ulteriore resistenza cessò il 2 Febbraio. Dei 290.000 soldati tedeschi accerchiati a Stalingrado ne morirono 160.000. Circa 34.000 furono evacuati dall'aviazione, ma 90.000 vennero fatti prigionieri; solo 5.000 tornarono a casa entro il 1956. Gli attivisti della Rosa scrissero frasi antinaziste in 29 punti di Monaco nelle notti del 1°, 4 e 8 Febbraio. Il sesto volantino redatto interamente da Huber fu ciclostilato in tremila copie dal 15 Febbraio. Sophie, l'unica ragazza del gruppo, portò in treno le copie a delle città vicine; era improbabile che la polizia la perquisisse dato che era una donna. Il professore Huber scrisse slogan antinazisti nei bagni dell'Università. La mattina del 18 Hans e Sophie decisero di lasciare i volantini fuori da ogni aula dell'Università di Monaco prima che finissero le lezioni. Quando stavano per uscire dall'edificio si accorsero che ne erano rimasti molti in valigia, così salirono sull'ultimo corridoio. Sophie rovesciò un mazzo di volantini nel cortile sottostante, mentre scendevano furono notati da un bidello, Jakob Schmidt, che subito li portò dal Rettore. I due fratelli non fecero resistenza, Hans però aveva un copia del settimo volantino indirizzata a Christoph Probst. Cercò di farla a pezzetti, ma Schmidt se ne accorse e la consegnò alla polizia. I due sospetti furono trasferiti alla sede della Gestapo di Monaco; Willi Graf venne arrestato a mezzanotte a casa della sorella. Il 19 Febbraio Probst, tornando dal fronte per visitare la moglie che aveva partorito da pochi giorni, fu arrestato dalla Gestapo. Subito venne trasferito nello stesso luogo dove erano rinchiusi i fratelli Scholl. Alle 13 del 18 Febbraio iniziarono gli interrogatori da parte degli investigatori della polizia. Robert Mohr si occupò di Sophie, Hans fu interrogato in un'altra stanza; nel frattempo Schmidt lasciò le sue dichiarazioni. Nel primo interrogatorio durato cinque ore Sophie negò gli indizi che la rendevano sospetta dichiarandosi apolitica. Mohr che aveva 26 anni di servizio gli ricordò che quei volantini erano soggetti alla legge marziale in tempi di guerra. Alla fine si convinse che quella ragazza 21enne forse non c'entrava niente; dopotutto non avevano prove incriminanti e la versione rilasciata da Hans era simile a quella di sua sorella. Sophie fu trattenuta in cella insieme ad una detenuta comunista, Else Gebel, che collaborava con i nazisti e doveva assicurarsi che gli indagati non si uccidessero. Verso mezzanotte Sophie fu portata alla registrazione per essere rilasciata, ma all'improvviso giunse una telefonata. La ragazza fu portata nuovamente di fronte a Mohr che gli mostrò nuove prove trovate dopo una perquisizione alla loro casa di Monaco: 140 francobolli, il settimo volantino, l'agenda di Sophie con tutti i nomi ecc. ecc. La ragazza vedendo l'ammissione di colpevolezza firmata dal fratello, ammise tutto ribadendo che la responsabilità erano solamente di lei e di Hans. Anche Probst inchiodato da una perizia calligrafica ammise tutto. Ma nessuno dei tre disse chi erano gli altri appartenenti alla Rosa. A Sophie fu offerta una via di uscita: dire il nome dei responsabili e la sua posizione sarebbe migliorata; naturalmente rifiutò. Il suo fidanzato, Fritz Hartnagel - capitano sul fronte sovietico a Stalingrado - gli aveva prestato dei soldi e quindi agli occhi della Gestapo poteva essere sospettato di complicità. Alle 8 del 22 Febbraio gli avvocati incontrarono i loro assistiti, ma solo per ricordargli i capi d'accusa (tradimento, demoralizzazione delle truppe, favoreggiamento del nemico) emessi dal Pubblico ministero il giorno precedente. Alle 9 Sophie, Hans e Christoph furono portati in un'aula di giustizia (Justizpalast) del tribunale di Monaco. Per questo processo sarebbe arrivata da Berlino la Corte popolare preseduta dallo stesso Freisler. Alle 10 iniziò il processo, prima deposero Mohr e gli altri agenti della Gestapo. La pubblica accusa decise di non chiamare alcun testimone perché i tre si erano dichiarati colpevoli. Freisler aggiornò l'udienza alle 11:30 per pranzare, fra i presenti c'era anche Schmidt. Alle 12:30 il pubblico ministero iniziò la sua requisitoria, ognuno degli imputati fu interrogato ed insultato da Fraisler. Hans e Sophie riuscirono a tenere testa al famigerato "boia". I difensori di ufficio chiesero solo che si <<potesse fare giustizia>> e non fecero domande. Poco prima delle dichiarazioni finali i genitori dei due fratelli, Robert e Magdalena Scholl, entrarono in aula. Robert voleva parlare in difesa dei figli ma Fraisler lo fece cacciare. Christoph (nato il 06.11.1919) chiese clemenza perché era padre di tre figli, Hans (22.09.1918) voleva scagionarlo prendendosi tutta la colpa. Freisler gli rispose stizzito: «Parli per sé, altrimenti chiuda il becco!>». Sophie attaccò il "boia" con questa frase: «Presto vi troverete al mio posto». Freisler ebbe uno dei soliti scatti di rabbia e la zittì. Alle 12:40 fu emessa la sentenza: condanna a morte con disonore tramite decapitazione (di solito i nemici politici venivano fucilati o impiccati). Alle 14 mentre i tre furono trasferiti alla prigione cittadina di Stadelheim, Robert Scholl presentò una domanda di grazia al ministro della Giustizia. Inoltre gli fu consigliato di salutare i suoi figli quanto prima. Alle 14:15 i coniugi Scholl incontrarono Hans, quindici minuti dopo Sophie. Alle 16 ai tre fu comunicato che sarebbero morti in rapida successione quello stesso giorno. Non ci sarebbe stata la consueta attesa di massimo 99 giorni prima dell'esecuzione. Poi il cappellano della prigione fece visita ai due fratelli di fede protestante. Christoph si fece battezzare secondo il rito cattolico. Poco prima delle 17 una guardia concesse ai tre un'ultima sigaretta. Sophie, che ebbe da Freisler il "premio" di essere giustiziata per prima, si congedò indicando il Sole (che sarebbe tramontato alle 17:30 locali). Christoph la salutò dicendogli che si sarebbero rivisti fra pochi minuti nell'eternità... Alle 17:00 due inservienti portarono Sophie in una stanza distaccata, il Pubblico ministero lesse la sentenza e gli comunicò che la domanda di grazia era stata respinta. La condannata non fece dichiarazioni e fu subito ghigliottinata. Hans un attimo prima che la lama gli recidesse la testa urlò: «Lunga vita alla libertà!». Christoph invece non rilasciò alcuna dichiarazione. Il 24 Febbraio sotto stretta sorveglianza della Gestapo ci fu la sepoltura nel cimitero di Perlach, sulla Stadelheimer Strasse a breve distanza dal carcere. Lo stesso giorno Alexander Schmorell fu riconosciuto in un rifugio antiaereo e quindi arrestato. Il 27 Febbraio anche Kurt Huber venne fermato dalla Gestapo. Il secondo processo contro gli appartenenti alla Rosa si svolse sempre a Monaco di fronte alla Volksgerichtshofs. Freisler condannò Schmorell, Huber e Graf alla pena di morte per sedizione e tradimento. I primi due furono decapitati a Stadelheim il 13 Luglio, mentre l'ultimo fu "giustiziato" il 12 Ottobre. In un terzo processo altre persone furono condannate ai lavori forzati e pene detentive. Il testo del sesto volantino arrivò a Londra grazie ad un membro della Rosa che era scappato dalla Scandinavia. L'aviazione inglese dal 3 al 28 Luglio 1943 lanciarono su varie città tedesche 5.320.000 copie del “Manifesto degli studenti di Monaco”. Maggiori dettagli su questa azione di propaganda non cruenta sono in questo documento. Il mattino del 3 Febbraio 1945 Roland Freisler morì dissanguato sulla selciato del Tribunale del Popolo nella berlinese Bellevuestrasse 14. Quel giorno ci fu il più pesante bombardamento alleato su Berlino di tutta la Seconda Guerra Mondiale. Freisler fu colpito da una scheggia mentre tentava di raggiungere un rifugio antiaereo; aveva 52 anni. Si stima che il "boia" in toga dal 20.08.1942 al 31.12.1944 abbia inflitto 8909 condanne a morte su 10.289 casi esaminati. Dal 16 Aprile l'armate dei generali Żukov, Koniev e Rokossovsky si schierarono contro Berlino. Alle 15:30 del 30 Aprile Hitler si suicidò con un colpo di pistola nel Führerbunker della Cancelleria. Alle 02:41 locali del 7 Maggio a Reims il generale Jodl (1890-16.10.1946) firmò la resa incondizionata (bedingungslose kapitulation) agli Alleati. L'8 Maggio a Karlshorst, quartier generale di Żukov a Berlino, venne firmata la resa imposta dai sovietici. La Seconda Guerra Mondiale in Europa terminò ufficialmente alle 00:00 del 9 Maggio. Otto Thierack fu catturato dagli inglesi e rinchiuso in un campo di detenzione. Il 22 Novembre 1946 prima di essere giudicato dal Tribunale di Norimberga si uccise nella sua cella a Neumunster. Jakob Schmidt per la sua "collaborazione" ebbe un premio di tremila marchi ed una promozione; la sua sorte successiva non è nota. Nemmeno di Else Gebel si conosce il successivo destino alla sua detenzione nel carcere di Monaco del 1943. Robert Scholl spirò a Stoccarda il 25 Ottobre 1973 all'età di 82 anni. Robert Mohr nel 1948 entrò a far parte della amministrazione locale del Bad Dürkheim (Germania Ovest). Il 5 Febbraio 1977 morì 80enne a Ludwigshafen sul Reno senza aver mai dovuto rendere conto alla giustizia del suo passato nella Gestapo. Fritz Hartnagel poté lasciare Stalingrado e fu ricoverato in un ospedale militare subendo l'amputazione di tre dita. Sopravvisse alla guerra e si spense a Stoccarda il 29 Aprile 2001 all'età di 84 anni. La piazza dove si trova l'atrio della LMU (Ludwig-Maximilians-Universität), l'Università di Monaco, è stata ribattezzata Geschwister-Scholl-Platz. Nel 2005 è uscito il film Sophie Scholl - Die letzten Tage che racconta in ordine cronologico gli ultimi quattro giorni di Sophie Scholl.

 

MARZO

 « Accendete le luci, non voglio andarmene al buio »

William Sidney Porter (O. Henry) - scrittore

A. Polecat Creek - Guilford County (North Carolina: Usa), 11.09.1862

W. New York [ Polyclinic Hospital ], 05.06.1910

 cirrosi epatica e diabete  RIP link

 

APRILE

 « All my possessions for a momento of time »

 [ Darei tutto ciò che possiedo per un attimo di vita ]

Elizabeth TUDOR (Elisabetta I, Gloriana, La buona regina Bess)

regina d'Inghilterra e d'Irlanda dal 17.11.1558

A. Palazzo di Placentia - Greenwich, 07.09.1533 14:26

W. Palazzo di Richmond - Yorkshire, 24.03.1603 03

 cause naturali  RIP link

 

MAGGIO

« Dite a Rosalie che gli ho detto addio »

CarYl Whittier Chessman (Il genio criminale) - scrittore anche avvocato di sé stesso

A. Saint Joseph (Michigan: Usa), 27.05.1921 06:56

W. San Quentin [ San Quentin State Prison ] - San Francisco, 02.05.1960 10:12

 esecuzione della sentenza di morte, gassazione

Alle 19:40 del 23 Gennaio 1948 una pattuglia intercettò tra Hollywood e il Sunset Boulebard (Los Angeles) una Ford 1946 grigia simile quella usata dal "bandito della luce" (che aveva già compiuto varie rapine, sequestri e violenze a danno di coppiette e donne sole). Al volante c'era il 27enne Charyl Chassman, vecchia conoscenza della polizia. L'uomo era stato rilasciato l'8 Dicembre 1947 dalla prigione statale di Folsom con undici anni di libertà condizionata da scontare per rapine, furti, evasioni. Sul sedile del passeggero c'era un altro detenuto rilasciato sulla parola e questa era una prima violazione delle condizioni di libertà vigilata. Anche guidare un'auto senza il permesso del funzionario addetto alla sorveglianza costituiva un'altra violazione. Chessman provò a seminare la pattuglia che però riuscì a bloccarlo dopo un lungo e movimentato inseguimento. Nell'interrogatorio alla stazione di Hollywood, Chessman fu accusato di essere il famigerato bandito: stessa macchina, stessa pistola e mini torcia a penna (trovate nel cruscotto). Sembra che molte vittime lo riconobbero ed inoltre ci fu una propria confessione (estorta con la forza a detta dell'accusato). Il procuratore distrettuale di Los Angeles gli contestò diciassette capi d'accusa: otto furti, tentata rapina, quattro sequestri di persona, tentato stupro e due rapporti orali avuti la forza. Il paragrafo 209 del Codice penale della California in vigore dal 1933 prevedeva diverse pene a seconda del tipo di "sequestro". Per definizione, anche spostare di mezzo metro una persona contro la propria volontà era reato. Sequestrare, rapinare, lesionare una persona era punito con: 1) il carcere a vita senza possibilità di uscire sulla parola o/e 2) morte mediante gassazione. Chessman voleva dimostrare la sua innocenza perché asseriva di non essere il "bandito della luce". Naturalmente non trovò nessun avvocato che volesse aiutarlo. Così decise di difendersi da solo, possibilità ammessa dal Codice penale con l'autorizzazione del magistrato. A Chessman fu concessa l'autodifesa, ma per i regolamenti carcerari non poté possedere testi giuridici, macchine da scrivere o altri materiali di cancelleria (eccetto una matita ed un taccuino). Per l'indagini gli erano concessi due incontri settimanali di 20' ciascuno. Il processo iniziò il 29 Aprile, il giudice era Charles W. Fricke, uno dei più severi della California. La richiesta di rinvio del processo inoltrata da Chassman fu respinta, invece gli venne concesso di nominare "consigliere legale" il suo avvocato d'ufficio. Alle 19:55 del 21 Maggio il presidente della giuria lesse il verdetto: colpevole per tutti i diciassette capi d'accusa, di cui tre per i quali il procuratore distrettuale aveva richiesto la pena di morte. Alle 10 del 25 Giugno il giudice Fricke, preso atto del verdetto della giuria, condannò Chessman alla gassazione. Inoltre gli affibbiò quindici distinti periodi di detenzione (da 5 anni all'ergastolo) con l'ordine che venissero scontati in successione, ma non prima che fossero state scontate le condanne precedenti. Ammesso che al condannato gli fosse commutata l'esecuzione, sarebbe dovuto rimanere in carcere fino al 10.12.2009. Chassman iniziò subito ad appellarsi: il cancelliere addetto ai verbali della Corte era morto d'infarto due giorni prima e in linea teorica il processo poteva essere rifatto. Fricke respinse la mozione perché non era una causa civile, inoltre dopo l'emissione della sentenza di morte la "giurisdizione della causa" si trasferiva in seno alla Corte Suprema della California. Il 2 Luglio Chassman fu trasferito dal carcere municipale di Los Angeles al braccio della morte, cella 2455 di San Quintino. Da quel giorno il detenuto '66565' avrebbe atteso l'esecuzione chiuso 22 ore su 24 in una cella di 3,5 x 2,5 x 1,5 metri. Il 1° Luglio 1949 il direttore Duffy concesse a Chessman l'uso della macchina da scrivere, così la cella 2437 diventò un ufficio legale ad uso dei condannati. Secondo quanto prevedeva la legge, Chessman era autorizzato a far riesaminare tutta la relazione degli atti processuali dalla Corte Suprema della California allo scopo di accertare se le sue condanne fossero state ottenute in maniera equa e legale. L'11 Agosto il giudice Fricke approvò la relazione, o meglio la "trascrizione del relatore", duramente contestata da Chessman perché ritenuta incompleta e imprecisa. Il 19 Maggio 1950 la Corte Suprema della California negò 7 a 2 varie mozioni (ripetizione del processo, giurisdizione dell'appello e ulteriore rinvio). Nel 1951 il Parlamento della California modificò il famigerato paragrafo 209: il semplice fermo o detenzione di una persona durante una rapina o tentata rapina non era più considerato una forma di "sequestro". Chessman sfruttando questa possibilità presentò varie istanze alla Corte d'Appello che però le respinse tutte. Infine il 22 Dicembre la Corte Suprema della California per 5-2 stabilì che la "condanna a morte è stata giustamente inflitta". Il 6 Febbraio 1952 il detenuto '66565' ricevette una lettera in cui si comunicava che Charles W. Fricke, giudice della Corte Superiore di Stato, aveva fissato l'esecuzione per il successivo 28 Marzo. Una richiesta di sospensione fu accolta da un giudice della Corte Suprema dello stato finché non si fosse pronunciata la Corte Suprema degli Stati Uniti. Il massimo organo della giustizia americana si pronunciò il 31 Marzo e rimandò l'appuntamento con il boia al 27 Giugno. Chessman provò un'ennesima istanza alla Corte distrettuale federale, ma questa fu respinta. Poi si appellò ad un giudice della Corte d'Appello degli Stati Uniti, ultimissima possibilità. Tre giorni prima dell'esecuzione, il direttore del carcere Teets gli consegnò una busta: sospensione sino al momento in cui il tribunale non avesse ascoltato e deciso l'appello. Intanto la terza data dell'esecuzione fu fissata per le 10:00 di un venerdì, il 14 Maggio 1954. Ad inizio del mese uscì il primo libro di Chessman: Cell 2455, Death Row (“Cella 2455, Braccio della Morte” nella versione italiana). Il detenuto ci lavorava da quasi un anno e riuscì a pubblicarlo nonostante i regolamenti carcerari lo proibissero. Il successo di vendite fu immediato. Avvicinandosi il giorno dell'esecuzione, secondo una precisa procedura, Chessman fu spostato a due celle dalla camera a gas. Alle 18 del 13 Maggio, quando il condannato aveva già consumato l'ultima cena, arrivò la sospensione ordinata da un giudice della Corte Superiore di Marin County (su cui cadeva la giurisdizione di San Quintino). Finalmente Chessman si decise nel nominare un proprio avvocato, Berwyn 'Ben' Rice, che avrebbe affiancato quello di famiglia, Rosalie Asher. Il primo impegno di Rice fu quello di rimandare la quarta data dell'esecuzione, già nel frattempo fissata per il 30 Luglio. Il legale riuscì ad ottenere un rinvio da un giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti dodici ore prima che Chessman fosse portato nella camera a gas. Il 14 Agosto il massimo organo giuridico respinse l'ennesima petizione però aprendo una possibilità: una Corte Federale poteva riaprire il processo. Lo Stato della California intanto fissò la quinta data: 15 Gennaio 1955, sempre di venerdì alle 10:00. Appena quattro giorni prima dell'ora X, il giudice capo del nono circondario della Corte Federale di San Francisco decise per un rinvio a tempo indeterminato. Il 7 Aprile la stessa Corte Federale rigettò l'appello fondato sulla trascrizione del processo. L'inflessibile giudice Fricke fissò l'esecuzione per il 15 Luglio. L'ultima possibilità era ancora una volta la Corte Suprema degli Stati Uniti; il 5 Luglio il giudice Tom Clark firmò l'ennesimo rinvio. Per decidere di rifare il processo sulla base della trascrizione "interrotta" fu istituito un dibattimento speciale. Dal 17 Settembre 1957 si trovarono di fronte: gli avvocati di Chessman, il pubblico ministero del 1948 J. Miller Leavy, ma non il giudice Fricke che era stato operato per un tumore alla gola. Due settimane prima che finissero l'udienze, il 1° Febbraio 1958, Charles W. Fricke morì 75enne. Qualche giorno dopo la Corte dichiarò valida la famigerata trascrizione. Così si rimise in moto l'inesorabile ingranaggio: la data dell'esecuzione fu fissata per il 19 Ottobre. Due settimane prima il governatore della California, Edmund Brown, negò la clemenza perché Chessman a suo dire non si era riabilitato, anzi si dimostrava "arrogante con la società e la legge". L'esecuzione fu rimandata al 18 Febbraio 1960. Mentre Chassman consumava per l'ennesima volta la sua ultima cena, Brown cercava con il Dipartimento di Stato un modo per evitare l'esecuzione. Il governatore rimaneva contrario alla pena capitale per motivi religiosi, ma non ne rifiutava l'applicazione: dal 05.01.1959 (giorno dell'insediamento) aveva concesso sì atti di clemenza, però otto detenuti erano stati gasati [ vedi questo documento pdf ]. La legge della California non gli permetteva di commutare in ergastolo una sentenza di morte senza la maggioranza della Corte Suprema di stato. Proprio qualche giorno prima era stata rigettata 4-3 un'istanza di clemenza presentata da Chessman. Alle 24 del 18 Febbraio, dieci ore prima dell'esecuzione, il governatore - su insistenza del figlio universitario Jerry - emanò una sospensione di 60 giorni. La Corte Superiore di Los Angeles, che aveva condannato Chessman a morte nel 1948, nella persona del giudice Clement Nye fissò una nuova data dell'esecuzione: il giorno dopo la scadenza della sospensione, cioè il 2 Maggio. Per la prima volta nella storia di San Quintino, un'esecuzione si sarebbe tenuta di lunedì invece che venerdì. Lo Stato non voleva concedere a Chessman nemmeno quattro giorni in più di vita. Al governatore Brown restava un'ultima (ed unica) possibilità: scrivere un disegno di legge che abolisse la pena di morte e sperare che la speciale Commissione del Senato della California l'approvasse. Il 10 Marzo questa si riunì in seduta straordinaria, la discussione andò avanti per ben diciassette ore; alle 2:00 dell'11 Marzo il presidente chiese di votare: 8-7, quindi la pena di morte rimaneva. Il 10 Aprile la Corte Suprema della California rifiutò di rovesciare la condanna. Nel primo pomeriggio di domenica 1° Maggio Chessman consegnò i suoi effetti personali a Rosalie Asher, poi iniziò la procedura dell'ultimo giorno. Il governatore Brown nel suo ufficio di Sacramento, la capitale della California, continuava a riceve telegrammi di clemenza. Ma erano del tutto inutili perché come disse al figlio "aveva le mani legate". L'ultima notte passò in qualche modo, alle 7 Chessman fece colazione. Poco più lontano, a San Francisco, gli avvocati erano negli uffici della Corte Suprema della California per tentare un'altra istanza. I sette giudici arrivarono alle otto e dopo un'ora il loro voto fu NO per 4 a 3. I due avvocati corsero subito verso i vicini uffici del Giudice distrettuale federale Louis E. Goodman. Intanto due sacerdoti fecero visita al condannato; egli rispose in maniera educata che non ne aveva bisogno perché si riteneva agnostico. Sulla scrivania davanti alla cella c'era una radio accesa, il notiziario di San Francisco aprì con l'ultima ora: l'esecuzione del famigerato "bandito della luce" sarebbe stata senz'altro eseguita. Intanto gli avvocati cercavano di far accettare al giudice un altro appello. Ma questi era scettico: ogni corte di livello federale e statale aveva già deliberato; inoltre il giudice Douglas (che aveva concesso l'ultimo rinvio federale) annunciò che non sarebbe più intervenuto. Alle 09:50 la porta della cella fu aperta: Chessman prese una sigaretta che gli fu accesa da uno dei cappellani. La squadra di quattro guardie l'accompagnò davanti alla porta della camera a gas. Ancora una volta Chessman dichiarò che non era il "bandito della luce rossa". Più volte aveva detto di conoscere la sua vera identità ma doveva tacere per tutelare i suoi cari. Intanto nell'ufficio di Goodman gli avvocati provarono l'ultima carta: concedere una breve sospensione per far valutare una prova. Infatti una rivista, “Argosy”, asseriva di aver scoperto la vera identità del "bandito della luce". Il giudice si convinse e concesse una sospensione di un'ora. Così disse alla sua segretaria di telefonare al direttore di San Quintino. Alle 10:01 Warden Dickson fece un cenno e il condannato fu legato sulla sedia, poi venne chiusa la porta stagna. Alle 10:03 Dickson diede il via libera al boia, Max Brice, che con una leva fece cadere una dozzina di palline di cianuro in una vaschetta riempita di acido solforico. Quasi all'istante invisibili fumi velenosi cominciarono a salire da sotto la sedia; Chessman trattene il respiro con un'unica boccata, ma naturalmente non servì. Proprio quando il condannato era già incosciente suonò il telefono d'emergenza: era la segretaria del giudice che nella fretta aveva sbagliato numero! L'addetto al telefono gli rispose che ormai era ormai troppo tardi: in alcun modo sarebbe stato possibile aprire la porta stagna. Alle 10:12 il medico dichiarò la morte del condannato, poi furono accesi i ventilatori. Nel pomeriggio il cadavere fu trasferito alla “Harry M. Williams Funeral Home” di San Rafael (una città vicino San Quintino). Il giorno seguente avvenne la cremazione secondo l'ultime volontà di Chessman. Rosalie Asher chiese di inumare l'urna con le ceneri in un cimitero locale; ma gli fu negato perché il suo assistito si era pubblicamente professato agnostico e quindi "senza fede". Le sue ceneri sono probabilmente custodite ancora nella casa di Rosalie. I proventi delle vendite dei quattro romanzi biografici scritti da Chessman nei dodici anni a San Quintino affluiscono nel bilancio dello Stato della California. Edmund ‘Pat’ Brown fu rieletto nel 1963, ma uscì sconfitto nelle elezioni del 1966 contro Ronald Reagan. Dal 1959 al 1967 il governatore democratico commutò 23 sentenze di morte in ergastolo, ma lasciò che 36 fossero eseguite. Edmund G. Brown morì il 16.02.1996 a Bevery Hills all'età di quasi 90 anni. Rosalie Asher continuò il suo lavoro di avvocato e si spense nel 2000. Edmund Gerald ‘Jerry’ Brown junior (nato il 07.04.1938) diventò avvocato e fece carriera politica nei democratici. Dal 1979 al 1983 fu governatore della California come suo padre; dal 1998 è sindaco della città californiana di Oakland.

 

GIUGNO

Sono io che me ne vado”

biglietto scritto al medico che l'assisteva

FRANZ KAFKA - scrittore ed impiegato

A. Praga [ Zum Turm 27/I; oggi 5 Uradnice ], 03.07.1883 06:36 {certificato di morte}

W. Kierling [ sanatorium “Hoffmann” ] - Vienna, 03.06.1924 12

 laringite tubercolare  RIP link

Nella notte fra il 9 e 10 Agosto 1917 Kafka accusò una grave emottisi, cioè sputò del sangue. Il 4 Settembre gli fu diagnostica la tubercolosi polmonare, una malattia difficilmente guaribile per quei tempi. Ottenuto un permesso dall'Istituto di assicurazioni per gli infortuni sul lavoro di Praga, dove lavorava dal 1908, si stabilì a Zürau nella campagna boema dove sua sorella Ottla possedeva un podere. Nel Maggio 1918 tornò al lavoro, ma da Settembre il suo male iniziò ad aggravarsi. Di lì seguirono soggiorni di cura sempre più lunghi a Turnau, Schelesen, Merano, Matliary sui Monti Tatra in Slovacchia. Nell'estate 1923 durante un soggiorno nella stazione balneare di Müriz sul mar Baltico conobbe Dora Diamant. I due decisero di convivere e il 24 Settembre si trasferirono a Berlino. L'inverno 1923-24, particolarmente freddo, fu durissimo anche per l'inflazione galoppante, la miseria, la mancanza di carbone. A fine Febbraio la malattia subì un repentino aggravamento; il 17 Marzo il suo amico Max Brod lo riaccompagnò a Praga perché potesse godère di un'assistenza migliore. Purtroppo le sue condizioni peggiorarono e venne ricoverato nel sanatorio Wiener-Wald alla periferia di Vienna. Lì lavorava Markus Hajek, il più famoso rinolaringoiatra austriaco che fra l'altro aveva operato Frued per un tumore alla mascella. Nonostante le raccomandazioni dello scrittore Franz Werfel, che cercò di fargli ottenere una camera singola ed un trattamento più riguardoso, tutto fu inutile. Hajek considerava Kafka come il paziente numero 12, un caso ormai disperato dato che ormai non poteva più muovere la bocca. Lo stesso Hajek non sapeva nemmeno chi fosse Werfel. Il 19 Aprile su decisione degli amici fu trasferito in un altro sanatorio viennese l'Hoffman a Kierling. Al suo capezzale c'erano Dora, Max ed il dottor Robert Klopstock; non potendo più parlare scrisse al giovane amico un biglietto "intimidatorio": Se non mi uccide è un assassino. Negli ultimi giorni l'iniezioni di morfina non gli facevano più effetto e per più non poteva né deglutire né mangiare. La terapia endovenosa non era ancora stata inventata; Kafka praticamente si spense fra atroci sofferenze per consunzione. Poco prima della fine, scagliò via la borsa del ghiaccio che gli avevano messo sulla gola e scrisse: Basta torture... perché continuare... non te ne andare. Il medico gli rispose: «Non me ne sto andando», Kafka replicò con quell'ultimo bigliettino e poi si spense. Il corpo dello scrittore fu sepolto nel cimitero ebraico di Praga-Straschnitz. Nel suo testamento Kafka chiese espressamente d'incenerire tutto i suoi scritti ed impedire nuove edizioni di quelli editi. Max Brod si rifiutò di eseguire l'ultime volontà dell'amico e in pochi anni pubblicò tutte le sue opere diventandone biografo e promotore. Markus Hajek morì nel 1941 all'età di 80 anni. Ottilie 'Ottla' Kafka (nata nel 1892) fu risparmiata dalla deportazione nazista in quanto era moglie di un "ariano". Nell'Agosto 1942 divorziò e quindi fu rinchiusa nel lager-ghetto di Terezin. Il 5 Ottobre 1943 si propose come volontaria per accompagnare un trasporto di bambini ad Auschwitz. L'arrivo avvenne il giorno seguente; i 1260 bambini ed i loro 53 "assistenti" finirono direttamente alle camera a gas. Il marito di 'Ottla' e le sue due figlie riuscirono a sopravvivere alla guerra. Dworja 'Dora' Diamant con la figlia lasciò la Germania nel 1935 e riparò in Unione Sovietica, dove sfuggì miracolosamente alle persecuzioni staliniane ordite anche contro gli ebrei. Una settimana prima che la Germania invadesse la Polonia (01.09.1939) "Dora" e la figlia riuscirono a raggiungere l'Inghilterra. Dopo un periodo di detenzione a Port Erin si stabilirono a Londra nel 1946. Dworja Diamant morì 54enne il 15 Agosto 1952 al Plaistow Hospital per un blocco renale. Con l'invasione della Cecoslovacchia nel Marzo 1939, Max Brod decise di emigrare in Palestina insieme alla moglie. Lì continuò il suo lavoro di giornalista e divenne direttore del Teatro nazionale. Max Brod morì a Tel Aviv il 20.12.1968 all'età di 84 anni. Robert Klopstock con l'ascesa al potere di Hitler nel 1933 emigrò a Budapest. Nel 1938 decise di lasciare l'Europa riparando negli Stati Uniti, dove morì il 15.06.1972 all'età di 73 anni.

 

LUGLIO

« Sono consapevole della grandezza di Dio e della nullità dell'uomo »

CHARLES-LOUIS dE SECONDAT (Montesquieu)

barone de La Brède e de Montesquieu, filosofo e pensatore politico

A. Castello di La Brènde - Bordeaux, 18.01.1689 08:30

W. Parigi, 10.02.1755

 attacco febbrile  link

 

AGOSTO

« Non abbassate le tende. Sto bene. Voglio ricevere la luce del Sole »

Rodolfo Alfonzo Raffaelo Pierre Filibert

 Guglielmi di Valentina d'Antonguolla

(Lo sceicco, Rodolfo Valentino)

attore di film muti, ballerino

A. Castellaneta [ via Commercio n. 34; oggi via Roma n. 154 ] (Taranto), 06.05.1895 15:00

W. New York [ Polyclinic Hospital ], 23.08.1926 12:10

 ulcera perforata, appendicite degenerata in peritonite, setticemia  RIP link

Nel Febbraio 1926 Valentino iniziò le riprese del film The Son of the Sheik (“Il figlio dello sceicco” in Italia). In Agosto viaggiò fra Atlantic City e Brooklyn per promuoverlo; in quei giorni si registrò uno dei peggiori ondate di caldo della storia recente. Alle 4 del 15 Agosto, l'agente ed amico dell'attore, George Ullman, arrivò nella stanza dell'Hotel Ambassador. Valentino sputava sangue ed era piegato in due dal dolore. Venne portato subito al Polyclinic Hospital dove gli fecero delle radiografie. Gli furono così diagnosticate un'ampia ulcera perforata ed un'appendicite trascurata. Purtroppo l'appendicite rischiava di degenerare in peritonite e quindi fu decisa un'operazione d'urgenza. Dalle 18 alle 19 la cavità addominale fu pulita e chiusa. Il paziente si svegliò dall'anestesia alle 22:30; per quattro giorni non poté mangiare e soffrì di dolori lancinanti. Intanto all'ospedale arrivavano auguri di pronta guarigione da fan e amici; nessun visitatore fu ammesso nella stanza. Il 20 Agosto Valentino si svegliò sempre dolorante, ma con l'aggravante di non riuscire a respirare; per farlo dormire gli dovettero dare l'etere. Il 21 Agosto per la prima volta si destò senza dolore e sorrise; ma le condizioni dell'addome non erano rassicuranti perché appariva gonfio, livido, coperto di macchie. Altre radiografie mostrarono un quadro disperato: l'appendice si era rotta, la peritonite aveva provocato un'infezione diffusa specie alla pleura (pleurite) e al cuore (endocardite). Purtroppo gli antibiotici e i sulfamidici non facevano migliorare il quadro clinico. All'alba del 23 Agosto emise le sue ultime parole e poi cadde definitivamente in coma fino alle 12:10. Oltre centomila persone resero omaggio alla salma; il primo funerale fu tenuto a New York il 30 Agosto, l'ultimo il 7 Settembre alla Chiesa del Buon Pastore di Hollywood. La bara fu inumata all'Hollywood Forever Cemetery in una tomba comprata dall'amica June Mathis. “Il figlio dello sceicco” era uscito nelle sale americane il 5 Settembre. June Mathis morì il 26.07.1927 ad appena 35 anni per un improvviso attacco cardiaco mentre era in un teatro di Broadway. Naturalmente si fece inumare accanto a Rodolfo Valentino. George S. Ullman scomparve nel 1975.

 

SETTEMBRE

« Sto male, chiamate i dottori. »

Mao Tse-Tung (grande timoniere, Presidente Mao, Quattro volte grande)

politico, dittatore, rivoluzionario, filosofo,

presidente della Repubblica popolare cinese dal 1949

presidente del partito comunista cinese dal 1935

A. Shaoshan - distretto di Hunan (Cina), 26.12.1893 07:30

W. Pechino, 09.09.1976 00:10

 complicazioni del morbo di Parkinson, SLA?  RIP link

 

OTTOBRE

« Dio salvi la Germania. Mi auguro che la Germania

ritrovi la sua unità, che l'Est e l'Ovest si alleino e

che la pace possa regnare nel mondo. »

Joachim Ribbentrop

ex ministro degli affari esteri del Reich

A. Wesel sul Reno (Germania), 30.04.1893

W. Norimberga [ palestra del carcere cittadino ], 16.10.1946 01:30

 

« Invoco l'Onnipotente perché abbia compassione del popolo tedesco.

 Più di due milioni di persone sono morte prima di me. Ora seguo i

miei figli... Dio protegga la Germania! »

Wilhelm Keitel

ex capo di stato maggiore dell'Alto Comando della Wehrmacht

A. Helmscherode - Brunswick (Germania), 22.09.1893

W. Norimberga, 16.10.1946 01:44

« Non ho avuto alcuna parte nei delitti di cui mi avete accusato »

Ernst Kaltenbrunner

ex capo dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich (RSHA)

A. Ried im Innkreis (Austria), 04.10.1903

W. Norimberga, 16.10.1946 01:52

« Ringrazio tutti per le premure che mi avete usato durante la prigionia.

Dio vi prenda sotto la sua guida e la sua santa protezione. »

Hans Frank

ex governatore della Polonia

A. Karlsruhe (Germania), 23.10.1900

W. Norimberga, 16.10.1946, 02:05

« Viva sempre l'eterna Germania! »

Wilhelm Frick

ex governatore della Boemia-Moravia

A. Alsenz (Germania), 12.03.1877

W. Norimberga, 16.10.1946 02:20

« Quest'anno gli ebrei faranno davvero la festa del Purim Ma ricordatevi

verrà il giorno in cui voi, tutti, sarete impiccati dai bolscevichi! »

Julius Streicher

ex direttore del giornale “Der Stürmer e Gauleiter in Franconia

A. Fleinhausen (Germania), 12.02.1885

W. Norimberga, 16.10.1946 02:24

« Muoio innocente! La sentenza è stata troppo dura...

Dio protegga la Germania e la faccia tornare di nuovo

grande; Dio protegga la mia famiglia. »

Fritz Sauckel

ex incaricato della requisizione di mano d'opera nei paesi occupati

A. Hassfurt sul Meno (Germania), 1894

W. Norimberga, 16.10.1946 02:28

« Ti saluto, mia Germania. »

Alfred Jodl

ex capo dell'operazioni dell'alto comando (OKW)

A. Würzburg (Germania - Baviera), 10.05.1890

W. Norimberga, 16.10.1946 02:40

 

« Spero che quest'esecuzione sia l'ultimo atto

della tragedia della seconda guerra mondiale e

che la lezione di questa guerra serva per la pace

e la comprensione fra i popoli. »

Arthur Seyss-Inquart

ex governatore del Reich per i territori occupati nei Paesi Bassi

A. Stammern bei Iglau - Impero Austro-Ungarico (oggi Stonařov - Repubblica Ceca), 22.07.1892

W. Norimberga, 16.10.1946 02:48

 

 esecuzione della sentenza di morte, impiccagione  

 

NOVEMBRE

« Dopo 39 anni ho fatto tutto »

Dylan Marlais Thomas - poeta e scrittore

A. Swansea [ 5 Cwmdonkin Drive ] (Galles), 27.10.1914 20:56

W. New York [Saint Vincent's Hospital], 09.11.1953 00:40

 combinazione letale di alcool-droga, polmonite, edema cerebrale  RIP link

Nell'ultime settimane dell'Ottobre 1953 Dylan rimase in albergo a lavorare alle prove di "Under milk good". Quando si sentiva stanco beveva come una voragine e spesso sputava sangue. Il 3 Novembre firmò un contratto per un ciclo di letture in cui lo pagavano mille dollari a settimana. La sera stessa tornò al Chelsea Hotel urlando di aver bevuto diciotto whisky lisci. Fra le 4 e le 5 della mattina successiva si alzò; come al solito si fece un'iniezione di cortisone, poi ebbe una crisi di delirium tremens. Il medico chiamato il giorno dopo constatò che l'ammalato sembrava aver assunto anche mezzo grammo di morfina; forse si era preso dei sonniferi oppure delle anfetamine. Quando fu chiamata l'ambulanza, alle 2:30 del 5 Novembre, Dylan era ormai caduto in coma. Fu subito portato al più vicino ospedale, quello di Saint Vincent. Alle 00:40 del 9 Novembre, mentre un'infermiera gli faceva un bagno, ebbe una crisi e morì.

 

DICEMBRE

« Codeina... bourbon. »

Tallulah Brockman Bankhead (Tallulah Bankhead)

attrice teatrale, cinematografica e televisiva

A. Huntsville (Alabama: Usa), 31.01.1902 21:00

W. New York [ospedale cittadino non specificato], 12.12.1968

 complicanze dell'influenza di Hong Kong aggravate da polmonite ed enfisema  RIP link

 

UN'ULTIMA FRASE 2005

ARCHIVIO GENERALE

UN'ULTIMA FRASE 2007