UN'ULTIMA FRASE 2008
GENNAIO
« Uh oh...
»ultima comunicazione registrata nella cabina di pilotaggio (T+73")
Michael John Smith (Mike Smith)
- pilota ed astronautaA.
Beaufort [North Carolina: Usa], 30.04.1945W. Space Shuttle Challenger [circa 14 km di quota] 28.01.1986, 11:39:13
esposione della navetta spaziale 73,16" dopo il lancio [11:38:00 locali] RIP
link
FEBBRAIO
«
Non ho scritto la metà di quello che ho visto »MARCO POLO
esploratore, scrittore, mercante
A. Venezia o isola di Curzola? [Dalmazia], 15?.09?.1254
W. Venezia, 09.01.1324
{data testamento} o 06?.1325?
MARZO
« [...] chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello
Stato né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi
hanno veramente voluto bene e sono degni perciò di accompagnarmi
con la loro preghiera e con il loro amore.
trentatreesima lettera dalla "prigione del popolo", a Benigno Zaccagnini, 24.04.1978
ALDO MORO - statista e politico {presidente della Dc dall'11.10.1976}
{sposato, quattro figli, un nipote}
A. Maglie |via San Giuseppe| (Lecce), 23.09.1916 09:00
W. Roma |garage in via Montalcini?|, 09.05.1978
ferite al torace da colpi di pistola Walter Ppk calibro 9
Alle 16:45 del 10 Maggio un furgoncino Mercedes blu scuro uscì dall'Istituto di Medicina legale, dove era stata eseguita l'autopsia. Da questa sembra che Moro sia stato ucciso a non più di 50 metri da dove fu ritrovato (via Caetani alle 13:30 del giorno prima). La morte dovrebbe essere sopraggiunta circa un quarto d'ora dopo l'esplosione di due colpi di pistola (una Walter Ppk?) a canna corta con il silenziatore. Solo dopo il decesso furono sparati, chissà perché, nove colpi con una mitraglietta Skorpion 765. Comunque tutti questi colpi furono inferti mentre lo statista era steso sul fianco sinistro. Dall'autopsia fu rilevato inoltre che il corpo era rimasto nella medesima posizione dopo la morte. Quindi è improbabile che sia stato compiuto un lungo tragitto dal luogo dell'esecuzione a quello del ritrovamento. La < Renault 4 su cui fu ritrovato il cadavere fu rubata il 2 Marzo in lungotevere Cesi. Un testimone asserì di averla vista con la bauliera aperta sulla spiaggia di Fregene; in effetti su varie parti del vestito e nelle scarpe di Moro venne rinvenuta della sabbia. La famiglia nel rispetto dell'ultime volontà del congiunto rifiutò il lutto nazionale ed i funerali di stato. La cerimonia si svolse in forma strettamente privata all'interno della piccola chiesa dell'Assunta a Torrita Tiberina, dove Moro possedeva un'abitazione. Oltre ai familiari c'erano i fedelissimi di sempre: il collaboratore Nicola Rana, il segretario Sereno Freato ed il giornalista Corrado Guerzoni. La mattina del 13 si svolse nella basilica di San Giovanni in Laterano un rito funebre in suffragio di Moro. Parteciparono tutte l'autorità politiche; come vescovo di Roma papa Paolo VI recitò l'omelia.
APRILE
« In domum Domini ibimus »
[
Andiamo nella casa del signore ]ai "suoi" ragazzi che l'assistevano sul letto di morte
GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO
sacerdote, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza
{santo dal 19.03.1934}A. Bra |casa natale| (Cuneo), 03.05.1786 06:30
W. Chieri (Torino), 30.04.1842
tifo esantematico
MAGGIO
« Ora possiamo attraversare le shifting sands. »
alla moglie Maud Gage
Lyman Frank Baum (L. Frank Baum)
s
crittore, attore e regista indipendenteA. Chittenango - Syracuse (New York: Usa), 15.05.1856
W. Los Angeles—Hollywood |‘Oczon’|, 06.05.1919
conseguenze di un colpo apoplettico (stroke) subìto il giorno prima RIP link
Nel famoso romanzo, le shifting sands (sabbie mobili alla lettera, "deserto mortale" nell'edizione italiana) circondano insormontabili il Mondo di Oz. Lyman Frank Baum il 09.11.1882 aveva sposato Maud Gage, figlia di una famosa attivista del suffragio femminile. Nel 1908 la famiglia Baum si trasferì da Chicago a Los Angeles. Precisamente al numero 1749 della Cherokee Ave L. Frank Baum fece costruire un villino che poi chiamò ‘Ozcon’. Maud Gage vedova Baum non si risposò; morì il 6 Marzo 1953 a Los Angeles all'età di quasi 92 anni.
GIUGNO
« Gli altri stanno tutti bene? »
al cameriere Juan Romero poco prima che perdesse conoscenza
Robert Francis Kennedy (Bobby)
{sposato ¦ undici figli di cui una nata dopo la sua morte}
senatore per lo Stato di New York {dal 03.01.1965}
A. Brookline |83 Beals Street| - Boston, 20.11.1925 15:11
W. Los Angeles—Wilshire |Good Samaritan Hospital|, 06.06.1968 01:44
ferita da colpo di pistola calibro 22 alla nuca sparato alle 00:15 del 5 Giugno
RIP linkIl 22 Novembre 1963 JFK fu ucciso a Dallas (Texas); così subentrò come 36° Presidente il suo vice, Lyndon Baines Johnson. Robert Frances Kennedy il 3 Settembre 1964 rassegnò le dimissioni da ministro della giustizia. RFK decise di candidarsi al Senato per lo Stato di New York; venne eletto e prese servizio il 03.01.1965. Per le presidenziali del 1968 LBJ non era molto convinto nel ricandidarsi; il senatore del Minnesota Eugene McCarthy decise di essere il suo rivale come candidato democratico. Nelle primarie del New Hampshire del 12 Marzo McCarthy vinse su Johnson. Quattro giorni dopo anche il senatore di New York annunciò che si sarebbe candidato. Il 31 Marzo LBJ si ritirò dalla corsa alle presidenziali, al suo posto si candidò il vice presidente Hubert Humphrey. RFK vinse le primarie in Indiana e Nebraska, le perse in Oregon ma poi vinse in Sud Dakota. Il 4 Giugno nelle primarie della California ottenne una fondamentale vittoria contro McCarthy. Anche se in svantaggio 393 a 561 contro il senatore del Minnesota, lo avrebbe probabilmente battuto alla convention fissata per il 26-29 Agosto a Chicago. RFK festeggiò il successo con tutto lo staff riunito all'Hotel Ambassador di Los Angeles. Verso mezzanotte e un quarto del 5, il senatore doveva raggiungere la sala stampa dove lo attendevano i giornalisti. Ma una sua guardia del corpo, l'ex agente dell'FBI William Barry annunciò che il percorso era completamente bloccato dalla folla festante. Così fece dirigere il gruppo sul lato opposto (vedi grafico); dopo un corridoio c'erano due porte metalliche "a molla" che portavano alle cucine dell'albergo. Kennedy era preceduto dal maitre dell'hotel, Karl Uecker, che lo teneva per il polso e gli apriva la strada fra la gente che gli veniva incontro. Sul lato destro di Kennedy si trovava Thane Eugene Ceasar, la nuova guardia del corpo che aveva sostituito all'ultimo momento quella abituale. L'altra guardia del corpo, Bill Barry appunto, rimase inspiegabilmente indietro. Mentre procedeva Kennedy rispondeva alle domande di un giornalista, arrivato nelle cucine 'Bobby' si fermò a stringere la mano ai presenti; fra loro c'era un cameriere di 17 anni, Juan Romero, che faceva gli straordinari. Dalla versione ufficiale e le testimonianze dei presenti, un braccio puntò verso il senatore una pistola calibro .22 ed iniziò a sparare. Kennedy vedendolo alzò le mani come gesto istintivo di protezione, due colpi lo raggiunsero al torace e purtroppo un proiettile penetrò da dietro il suo l'orecchio destro per fermarsi nella nuca (vedi schema). Uecker e gli altri presenti s'avventarono sul polso dell'attentatore, un 24enne immigrato giordano-palestinese di nome Sirhan Bishara Sirhan. Dopo una breve e violenta colluttazione l'uomo fu infine disarmato e consegnato alla polizia. La guardia del corpo Thane Ceasar fu visto con in mano la sua pistola, una calibro 22 come quella di Shirin; non fu accertato se sparò qualche colpo, anzi nessuno glielo chiese. Nell'attentato rimasero ferite altre cinque persone: Ira Goldstein (due colpi, uno senza ferirla e l'altro alla natica), Paul Schrade (un colpo alla testa), William Weisel, Richard Lubic ed Elizabeth Evans (colpita anche lei alla testa). Tutti i feriti sopravvissero senza riportare danni invalidanti. Intanto il senatore era steso sul pavimento in una pozza di sangue, chiese a Romero se gli altri feriti stavano bene. Il giovane cameriere gli strinse un rosario nella mano rassicurandolo. Qualche minuto dopo il personale paramedico arrivò all'hotel; adagiato su una lettiga RFK riuscì a dire qualche parola prima di cadere in coma. L'autoambulanza sfrecciò verso il vicinissimo Central Receiving Hospital. I dottori eseguirono le prime manovre di rianimazione fra cui il massaggio cardiaco. Una mezz'ora dopo il paziente era stabilizzato; i medici disposero il trasferimento al più attrezzato The Good Samaritan Hospital. Alle 03:12 iniziò una delicata operazione di quasi quattro ore per cercare di rimuovere il proiettile e alcuni frammenti ossei. Alle 17:30 un bollettino medico annunciò che il danno al cervello era troppo esteso e grave, intanto le condizioni continuarono a peggiorare. Alle 01:44 del 6 Giugno, oltre 26 ore dopo il ferimento, RFK morì senza aver ripreso conoscenza. Il procedimento penale contro Sirhan B. Sirhan registrò anomalie fin dall'inizio: il referto autoptico fu bloccato da problemi burocratici, i risultati del guanto alla paraffina su Sirhan scomparvero; la pistola usata per le prove balistiche fu distrutta, come i bossoli ritrovati sul luogo dell'attentato. La polizia di Los Angeles si giustificò che furono buttati via perché <<occupavano spazio inutilmente>>! Il 21 Agosto 1968 ben 2400 foto dell'indagini furono incenerite nel forno crematorio del Los Angeles County General Hospital perché ritenute dei "duplicati". La pistola di Sirhan, anche questa non più ritrovata, nel suo caricatore poteva tenere otto proiettili. Dai corpi delle vittime ne furono estratti sette, di cui tre dal cadavere di RFK; inoltre due risultarono conficcati nello stipite della porta alle spalle del senatore ed altre due fori furono trovati nel pannello del soffitto proprio sopra di lui (vedi punto di vista di Sharin nelle cucine). Il numero minimo dei colpi sparati era di undici, quindi si poteva ipotizzare un altro sparatore e la tesi della "cospirazione". Le ricostruzioni balistiche asserirono che i colpi sparati erano otto, tanti quanti quelli contenuti nella pistola; ritornò così la teoria del "proiettile magico" (più fori di entrata/uscita con traiettorie abnormi al limite della fisica). Lo stesso giudice del processo nominò l'avvocato per Sirhan, questi basò la difesa nel far apparire il suo assistito come uno psicopatico. La relazione del coroner chissà come non poté essere visionata dalla giuria. Per le perizie Shirin sparò in orizzontale da almeno un metro e quindi mai avrebbe potuto provocargli la ferita mortale a bruciapelo dietro l'orecchio. Il senatore fu colpito da dietro, tre volte, in verticale dal basso verso l'alto (da cui i buchi nel soffitto). Fatto sta che l'imputato, riconosciuto infermo di mente, venne condannato alla camera a gas il 21 Maggio 1969. La pistola di Shirin finì in una busta uguale ad un'altra; naturalmente fu buttata via quella sbagliata... Senza elementi di prova diventò difficile riaprire il processo; comunque il 29 Giugno 1972 la Corte Suprema degli Stati Uniti valutando il caso “Furman Vs. Georgia” giudicò che la pena di morte violava l'ottavo emendamento. Per effetto di questo giudizio, tutte le 629 persone condanne a morte in 32 stati si "salvarono" vedendosi commutata la pena di morte in carcere a vita; anche Shirin ne usufruì. Nel Dicembre 1975 la Procura di Los Angeles autorizzò un giudice indipendente, Thomas Kranz, ad una revisione del caso in seguito alle montanti proteste pubbliche. Nel Marzo 1977 Kranz consegnò ai suoi superiori un rapporto completo sull'assassinio di Robert Kennedy, fra cui l'autopsia mai considerata fino allora. Il procuratore non ritenne di riaprire il caso perché in pratica ristabilì una parte della verità senza però smentire l'impianto accusatorio. Il 15 Marzo 2006 la commissione sulla libertà vigilata (board parole) della California ha respinto per la tredicesima volta l'istanza presentata dall'avvocato di Sirhan Sirhan. Adesso il prigioniero è recluso nella California State Prison di Corcoran; solo nel 2011 potrà presentare una nuova istanza.
LUGLIO
« Acqua
»Hiram Ulysses Grant (Ulysses Simpson Grant)
generale e 18° Presidente Usa
A. Point Pleasant |oggi 1551 State Rt 232| - Monroe Township (Ohio: Usa), 27.04.1822 05:47
W. Wilton - Saratoga Springs [New York], 23.07.1883 08:06
cancro all'esofago RIP link
AGOSTO
« Vedete che bel cappellino nuovo mi sono fatta?
»alle sue "colleghe" nella cucina di una locanda-dormitorio
MARY ANN WALKER (Polly) {separata, cinque figli}
prostituta {prima vittima accreditata a ‘Jack lo Squartatore’}
A. Londra |Shoe Lane off Fleet Street|, 22.08.1845
W. Londra - Whitechapel |Buck's Row; dal 11.1888 Durward Street|, 31.08.1888 03:35-04:00
strangolamento?, ferite da taglio alla gola e al basso addome (inferte da un coltello fra le 03:15 e le 03:35) RIP link
La notte londinese fra giovedì 30 e venerdì 31 Agosto 1888 era fredda e piovosa nonostante la stagione. Dalla serata due diversi incendi erano scoppiati nei Docks, lungo il Tamigi, poche centinaia di metri a sud del malfamato quartiere di Whitechapel. Alle 03:15 l'agente John Neil passò da Buck's Row e non notò nulla di particolare; anche un suo collega di ronda lì vicino non s'accorse di nulla. Alle 03:40 Charles Cross si stava recando all'impresa di trasporti in cui lavorava; come al solito risaliva il lato settentrionale di Buck's Row. Sul lato del marciapiede opposto, di fronte ai portoni di una scuderia, l'uomo intravide qualcosa a terra come un telone incerato. Era ancora buio tanto più che l'unico lampione a gas si trovava all'inizio di quella via, lunga e stretta fra alte case fatiscenti a nemmeno 150 metri dal London Hospital. Nel frattempo sopraggiunse uno scaricatore di porto, Robert Paul, che fu subito richiamato da Cross. L'uomo avvicinandosi vide riverso sul marciapiede il corpo supino di una donna con le gonne sollevate fino alla vita e le gambe divaricate. Cross — pensando che fosse ubriaca o avesse subìto violenza — suggerì a Paul di sollevarla in piedi. Questi si rifiutò, si avvicinò alla sconosciuta e gli toccò le mani che erano fredde; però sembrava respirare debolmente. Alle 03:43 i due uomini se ne andarono, avrebbero avvertito il primo poliziotto. Alle 03:45 l'agente Neil ripassando nel suo giro di ronda scoprì il corpo. Alla luce della torcia vide che la poveretta aveva gli occhi sbarrati e da una profonda ferita alla gola era sgorgato del sangue immagine del ritrovamento). Intanto Cross s Paul incontrarono l’agente Mizen al quale riferirono quanto avevano visto: il poliziotto si diresse quindi verso Buck’s Row, i due uomini proseguirono verso il luogo di lavoro. Alle 03:47 Neil notò un collega in fondo alla strada e l'avvertì con la torcia. L'agente John Thain si avvicinò e Neil gli disse di chiamare il dottor Llewellyn che abitava poco lontano. Quando questi arrivò alle 04:05 costatò che la sconosciuta era morta da pochi minuti. I poliziotti setacciarono le strade vicine e interrogarono i residenti nella via, ma non risultò che qualcuno avesse visto o sentito niente di sospetto. Con l'alba la strada iniziò a popolarsi e così fu deciso di portare il cadavere in obitorio, dove arrivò alle 05:20. Dieci minuti dopo il dottor Llewellyn condusse un secondo rapido esame e fece l'inventario: un pettine, un piccolo specchio, un cappellino nero di paglia e velluto (trovato vicino alla mano); su un dito c'era l'impronta di un anello strappato via o forse andato perduto. Una prostituta, Emily Holland, che viveva in affitto nella locanda al 18 di Thrawl Street, riconobbe nel corpo una "collega" con cui aveva diviso la camera fino ad una decina di giorni prima; sapeva solo il suo soprannome: Polly. Comunque alle 19:30 si arrivò ad un riconoscimento quasi ufficiale grazie ad un'etichetta sulla gonna che identificava le recluse delle case di lavoro Lambeth. Una di queste che abitavano in zona, Mary Ann Monk, riconobbe il cadavere appartenere a una certa Mary Ann Nichols. Dalle 10 del 1° Settembre iniziò l'autopsia a cura del coroner, il dottor Rees Ralph Llewellyn. La gola era stata tagliata da sinistra a destra con un coltello dalla lama lunga e "moderatamente" affilata. Nel suo rapporto il medico legale stabilì oltre ogni ragionevole dubbio che l'assassino era mancino. Doveva essere pure molto forte perché il fendente aveva quasi staccato la testa recidendo i tessuti fino alle vertebre. C'era una contusione che andava dalla parte inferiore della mascella al lato destro del viso. Poteva essere stato causato da un pugno o dalla pressione di un pollice, come se una mano gli avesse serrato la bocca. Inoltre sul lato sinistro del viso c'era un livido circolare forse provocato anch'esso da uno strangolamento. Stranamente non c'era alcuna traccia di sangue sui vestiti. Quando questi furono tolti si scoprirono particolari raccapriccianti: a sei cm dal fianco sinistro vi era un taglio che lo attraversava in maniera frastagliata; la ferita era molto profonda tanto da esporre gli intestini. Inoltre c'erano altre tre o quattro ferite inferte con violenza verso il basso ventre. Infine non furono riscontrati segni di violenza o rapporto sessuale prima della morte; quasi sicuramente la vittima non aveva opposto resistenza nonostante fosse di costituzione robusta. Nel pomeriggio il cadavere fu ufficialmente identificato dall'ex marito come Mary Ann Walker di anni 43 anni. William Nichols — a causa del vizio del bere e della litigiosità della congiunta — dopo 16 anni di matrimonio (e cinque figli) aveva chiesto la separazione, ottenendola il 06.09.1880. La donna si era data ad una vita randagia in strada solo dal mese di Luglio; fino allora entrava e usciva da ospizi, case di lavoro e convivenze varie. Il 2 Agosto si era trasferita nella locanda-dormitorio al 18 di Thrawl Street dividendo la stanza con altre tre donne. Il 24 si spostò alla "Casa Bianca" al 56 di Flower and Dean Street dove donne e uomini potevano dormire insieme. Gli agenti di Scotland Yard ricostruirono con una certa precisione l'ultime ore di vita di Polly: alle 23 del 30 Agosto fu vista camminare da sola lungo Whitechapel Road, la via principale del quartiere. Alle 00:30 del 31 lasciò, sempre da sola, il Frying Pan pub. Alle 01:20 si presentò nella cucina della locanda al 18 di Thrawl Street. Alcune "colleghe" furono testimoni di un'accesa discussione fra Polly (visibilmente ubriaca) e il proprietario. La donna gli doveva ancora dei soldi, promise che l'avrebbe trovati; dopotutto s'era fatta un <<bel cappellino nuovo>>. Il proprietario acconsentì a lasciargli un letto libero, ma senza gli otto penny sarebbe rimasta fuori all'addiaccio, poco ma sicuro. Alle 01:40 Polly uscì di nuovo in strada ridendo e barcollando. Alle 02:30 Emily Holland la trovò davanti ad una drogheria all'angolo tra Whitechapel Road e Osborn Street. La donna che era stata a vedere l'incendio sul Tamigi dichiarò che Polly appariva ubriaca fradicia tanto da reggersi alla parete. Farfugliò che aveva guadagnato il triplo di quanto gli serviva per pagare un letto, ma se lo era già speso in gin. Prima di allontanarsi in Whitechapel Road, Polly disse che doveva racimolare ancora qualche penny (magari per tornare alla "Casa Bianca"); erano le 02:35-02:40 circa. Un'ora dopo fu massacrata in quella viuzza a circa 2,4 km di distanza. L'inchiesta per l'omicidio di Mary Ann Nichols fu aperta il 1° Settembre e aggiornata a due giorni dopo. Per la polizia, il brutale omicidio era opera di una gang che terrorizzava le prostitute restie a dividere i loro guadagni. Il 3 Aprile di quell'anno una donna di 45 anni era stata aggredita, percossa e stuprata; morì il giorno in ospedale cittadino per una peritonite conseguenza della rottura traumatica del perineo. All'alba del 6 Agosto un'altra prostituta, 39enne, fu trovata uccisa sulle scale di una palazzina. La donna venne uccisa con non meno di 20 coltellate al basso ventre inferte con due tipi di lame. Intanto nel pomeriggio del 6 Mary Ann Nichols venne sepolta in una tomba comune nel City of London Cemetery. Nella prima mattina di sabato 8 un'altra prostituta, Annie Chapman, fu trovata sgozzata e orrendamente mutilata al 29 di Hanbury Street. Lunedì 17 si tenne la terza ed ultima seduta della commissione d'inchiesta per l'omicidio di Mary Ann Nichols; il giudizio unanime e definitivo fu che era <<un delitto premeditato commesso da ignoti>>. Il nome della strada teatro del primo omicidio nel Novembre 1888 venne cambiato in Durward Street. Nel 1897 John Neil, allora 47enne, dopo 22 anni di servizio rassegnò le proprie dimissioni per una non meglio precisata <<ferita>> (injury). A fine 1996 l'autorità locali decisero di porre una piccola lapide nel punto dove Polly era stata sepolta.
SETTEMBRE
« Sì
»ad un "cliente"/l'assassino?
Ann Eliza Smith (Annie la Scura, Annie Siffey, Sievey, Sivvey) {separata, tre figli}prostituta {seconda vittima accreditata a ‘Jack lo Squartatore’}
A. Londra - Paddington, 01?.09.1841
W. Londra - Whitechapel
|Hanbury Street|, 08.09.1888 05:30-05:50strangolamento?, ferite da taglio alla gola, evisceramento link
Verso le sei del mattino di sabato 8 Settembre 1888 John Davis, un fattorino che abitava al dormitorio al 29 di Hanbury Street, scese nel cortile per andare al lavoro. Vicino alla staccionata trovò il corpo di una donna disteso schiena a terra, la mano sinistra era sul seno sinistro e la destra lungo il fianco. I suoi vestiti erano sollevati e le gambe aperte e piegate alle ginocchia. A prima vista risaltava il taglio alla gola così profondo che gli ha quasi tagliato la testa. Ma quello che sconvolse Davis — tanto che dovrà bere qualcosa di forte — furono l'orrende mutilazioni inferte all'addome della poveretta: l'intestino e un'ampia parte della parete addominale erano stati e estratti e posati sopra la spalla sinistra in un lago di sangue. La polizia accorse sul luogo solo con il circolare della notizia per le strade. L'ispettore Chandler, della stazione di Commercial Street, alle 06:20 fece chiamare il dottor George Bagster Phillips che abitava poco lontano. Intanto fu fatto l'inventario di ciò che era intorno al cadavere: un pettine, un canovaccio, una busta con due pillole, alcune monete, degli anelli di poco valore strappati dalla dita, un grembiule di cuoio impregnato d'acqua vicino ad un rubinetto. Il medico legale arrivò alle 06:30 e iniziò a redigere il suo rapporto. Tutte le 17 persone che vivevano al 29 di Hanbury Street furono interrogate. Nell'autopsia venne scoperto che quell'orrida mutilazione non era causale: l'assassino aveva tolto l'intestino per portarsi via l'utero, la vagina e due terzi della vescica. La lama usata doveva essere quella per l'autopsie o forse un coltello da macellaio. La donna aveva portato quello riteneva un cliente nel cortile, poi questi l'aveva presa alle spalle per la gola e strangolata. Dopo averla adagiata a terra, quasi la decapitò con due colpi netti da destra a sinistra; infine la mutilò. Non c'erano segni di colluttazione, violenza o rapporto sessuale. Alle 11:30 la sconosciuta fu identificata come Ann Eliza Smith sposata con John Chapman nel 1869. La coppia aveva avuto tre figli e si era separata nel 1884 o 1885. A detta della polizia l'ubriachezza della donna portò il marito (anch'esso forte bevitore) a chiedere la separazione. Fino al 25.12.1886, quando morì di cirrosi epatica, John Chapman garantì dieci scellini la settimana; dopo la sua morte la donna si era trasferita a Notting Hill. Da allora iniziò a prostituirsi perché il suo lavoro all'uncinetto e la vendita dei fiori non bastavano. Dal Maggio o Giugno 1888 alloggiò nella casa con camere in affitto al 35 di Dorset Street nella zona di Spitalfields, sempre all'interno nel quartiere di Whitechapel. La polizia ricostruì l'ultime ore di vita della donna: alle 23:30 del 7 Settembre Annie ritornò al dormitorio di Dorset Street e chiese di poter entrare in cucina. Alle 00:12 dell'8 un pensionante vide Annie prendere delle pillole da una scatola e poi andarsene via (dall'autopsia risultò che la donna aveva la tubercolosi e la sifilide). Alle 01:35 tornò nel dormitorio, il guardiano notturno come al solito passò per raccogliere i soldi per il letto; Annie gli disse che non l'aveva, ma l'uomo non si fece impietosire: trovava sempre i soldi per il bere, ma per il letto no. Senza gli otto penny non poteva stare nel suo alloggio al numero 29, quindi doveva andarsene. La donna così uscì in strada nella notte piovosa e fredda (circa dieci gradi). Alle 05:30 una donna la vide in Hanbury Street proprio all'altezza della staccionata; stava parlando con <<uomo sui 40 anni, poco più alto della donna (150-170 cm), accento straniero, aspetto povero ma dignitoso, soprabito scuro con in testa un deerstalker (un cappello da caccia di feltro a doppia visiera cioè alla Sherlock Holmes)>>. La testimone passò vicino ai due e sentì l'uomo chiedere «D'accordo?» e lei rispondere «Sì» (immagine di ricostruzione dell'epoca). I giornali collegarono questo omicidio con quello di Mary Ann Nichols e Martha Tabram, donne povere dedite all'alcool e alla prostituzione che erano state uccise — quasi sventrate — a coltellate verso l'alba nel mese precedente in due luoghi vicini. La polizia di Scotland Yard dovette per la prima volta confrontarsi con un assassino feroce e inedito, che oggi la psichiatria forense definisce serial killer. Il capo della polizia Charles Warren affidò l'indagini all'ispettore Frederick Abberline. Alle 8 del 10 Settembre John Pizer, soprannominato ‘Grembiule di cuoio’, venne arrestato in casa di un amico come sospetto dei delitti di Whitechapel. L'uomo, un macellaio, aveva la pessima fama di violento e rapinatore di prostitute che picchiava e minacciava con dei coltelli. Mentre il sospetto venne tradotto nel commissariato di Leman Street, alle 10 si aprì l'inchiesta per l'uccisione di Annie Chapman. La giuria visto il cadavere all'obitorio e sentito i testimoni si aggiornò a due giorni dopo. La mattina dell'11 Pizer fu rilasciato avendo un alibi di ferro, si era nascosto perché temeva di essere linciato in pubblico. L'inchiesta si tenne il 12 e 13 e poi fu aggiornata al 19; infine la decisione finale venne fissata una settimana dopo. Il pomeriggio del 26 fu il quarto ed ultimo giorno dell'inchiesta; ancora una volta la giuria stabilì che era <<un delitto premeditato commesso da ignoti>>. John Pizer morì in un ospedale cittadino nel Luglio 1897 all'età di 47 anni per gastroenterite. George Bagster Phillips dal 1865 era il medico chirurgo della divisione H della polizia metropolitana del distretto di Whitechapel. Lavorò fino all'improvvisa morte, avvenuta il 27 Ottobre 1897 all'età di 63 anni per ictus cerebrale.
« Non stasera, un'altra volta
»ad un "cliente"/l'assassino?
Elisabeth Gustafsdotter (Liz la Lunga)
prostituta {terza vittima accreditata a ‘Jack lo Squartatore’}
A. Torslanda - Gothenburg, 27.11.1843
W. Londra - Whitechapel |Berner Street; oggi Henriques Street|, 30.09.1888 00:45-01:00
recisione della carotide sinistra RIP link
Il 28 Settembre 1888 arrivò negli uffici della Central News, un'agenzia giornalistica cittadina, una lettera anonima. Questa missiva datata 25 Settembre risultò essere stata imbucata lo stesso giorno; il destinatario era il direttore dell'agenzia (‘The boss’ per l'appunto). Il mittente si firmò come Jack The Ripper, alla lettera ripper sta per "scucitore"; nella traduzione italiana diventerà "squartatore". Inizialmente fu ritenuto uno scherzo di pessimo gusto; poi il giorno dopo venne inviata per conoscenza a Scotland Yard. I poliziotti che si erano occupati degli ultimi tre omicidi (Martha Tabram, Mary Ann Nichols, Annie Chapman) la ritennero opera di un mitomane e quindi un falso. Alle 1 di domenica 30 Louis Diemschutz, commerciante di gioielli e dispensiere del Berner Street Club, era quasi arrivato a casa; quando svoltò all’angolo tra Commercial Road e Berner Street, il pony che trainava il carretto scartò qualcosa sul terreno e si fermò. L'uomo intravide una forma a terra e la toccò con la frusta (immagine di ricostruzione). Vedendo pochissimo, si decise a scendere dal calesse; accese un fiammifero e scoprì che era il corpo di una donna. Senza esitare andò subito nel circolo e avvertì la moglie e alcuni soci; guardano meglio fu evidente che la sconosciuta era stata uccisa: dalla sua gola tagliata il sangue andava fin dentro il cortile del circolo. L'agente William Smith fu il primo ad accorrere sulla scena del delitto. Solo mezz'ora prima era passato di lì nel suo giro di ronda e aveva visto una donna con un mazzolino di fiori appuntato sulla giacca che parlava con un uomo. L'agente la riconobbe in quel cadavere con i vestiti ancora in ordine. La donna giaceva sulla schiena, quasi contro il muro accanto ai cancelli, la testa era rivolta verso il retro dell’edificio, il viso girato verso il muro; c’era del fango nel fianco sinistro, impastato ai capelli. Il braccio destro era appoggiato sullo stomaco, la mano e il polso coperti di sangue. L’agente Collins si recò dai dottori Kay e Blackwell al 100 di Commercial Road; il secondo venne svegliato dal suo assistente e arrivò sulla scena del crimine esattamente alle 1:16. Il medico stimò che la donna fosse morta mezz’ora prima del suo arrivo, quindi tra 0:45 e l'1:00. Quando Frederick Blackwell aprì le dita della mano sinistra alcune pastiglie caddero nel canaletto di scolo; in mano c'era un pacchetto di cachous, caramelle per l'alito usate da fumatori. In seguito arrivarono altri funzionari di polizia e il medico chirurgo della divisione H, George Bagster Phillips. I presenti furono interrogati e i cortili della strada perquisiti. Il cadavere venne rimosso e portato all'obitorio alle 04:30. Mezz'ora dopo l'indagini furono interrotte perché in una piazzetta poco distante, Mitre Square, era stata trovata un'altra prostituta uccisa e mutilata forse dalla stessa mano omicida. Alle 05:30 l'agente Collins lavò via il sangue da Berner Street. Il cadavere fu identificato il 1° Ottobre dall'ex convivente come quello di Elizabeth Stride, nome d'arte ‘Liz la Lunga’. L'autopsia fu svolta lo stesso pomeriggio dal dottor Phillips; risultò che il lungo taglio alla gola era stato inferto da sinistra a destra sotto l'angolo della mascella. Comunque la ferita era profonda due centimetri sopra il muscolo intatto. La morte era sopraggiunta dalla recisione della carotide sinistra. Visti i segni bluastri sulle spalle, Phillips ipotizzò che la Stride fosse stata afferrata dalle spalle e spinta a terra, dopodiché l’assassino le aveva tagliato la gola facendo defluire il sangue nel canaletto. Magari aveva afferrato la parte posteriore della sciarpa della donna, poi per riflesso lei si era messa le mani intorno al collo e di conseguenza si sarebbe macchiata con il sangue uscito dalla ferita. Anche stavolta non furono registrati segni di colluttazione, violenza o rapporto sessuale; il responsabile quasi sicuramente aveva agito da solo. Tornando alla vittima, era nata come Elizabeth Gustafsdotte il 27.11.1843 in un villaggio svedese vicino Göteborg. Dai registri dell'epoca risultò essere arrivata a Londra nel Luglio 1866. Fino allora aveva vissuto di espedienti, prostituendosi e finendo più volte ricoverata in ospedale per malattie veneree. Il 7 Marzo 1869 Elizabeth si sposò con John Thomas Stride, un negoziante. Nel Gennaio 1882 fu internata in una "casa lavoro" (workhouse) a Whitechapel. Lo stesso anno i coniugi Stride si separarono; la donna iniziò a girare vari dormitori, John Thomas Stride morirà per infarto il 24.10.1884. Un anno dopo la vedova si riaccompagnò con un certo Michael Kidney. Nel 1886 fu di nuovo assistita dalla Chiesa svedese e il 21.03.1887 registrata come detenuta in una casa-lavoro. Fino al Luglio 1888 fu condannata otto volte per reati contro l'ordine pubblico. Lo stesso mese si beccò tre giorni di galera per ubriachezza, turba dell'ordine pubblico e linguaggio osceno. Il 15 e 20 Settembre chiese ed ottenne aiuto finanziario dalla Chiesa svedese. Il 25 lasciò definitivamente il convivente e si trasferì un dormitorio al 32 di Flower and Dean Street in Whitechapel. Alle 23:45 di sabato 29 un manovale arrivò alla porta del suo alloggio, al 64 di Berner Street, e davanti al 63 vide una donna che identificherà poi come la Stride. Era in compagnia di un <<uomo alto 165-170 cm, di mezza età, robusto, sbarbato, vestito con un soprabito nero corto, pantaloni scuri e un berretto simile a quello che portano i marinai>>. La coppia passeggiava in direzione di Ellen Street, il manovale sentì l'uomo dire «Tu saresti capace di qualsiasi cosa, tranne le tue preghiere» e lei rise. Tre avventori del circolo testimoniarono che, fra le 00:15 e le 00:30 in Berner Street, era tutto normale. Alle 00:35-00:40 di domenica 30 l'agente William Smith stava iniziando il suo giro di ronda e davanti al pub vide una donna con un fiore appuntato sulla giacca (come l'aveva la Stride) che parlava con un <<uomo alto 1 e 70, di carnagione scura e con baffetti scuri, indossava un soprabito di tessuto diagonale, un berretto rigido di feltro alla Sherlock Holmes, colletto e cravatta>>. Un'altra fonte riferì che Smith aveva approssimato l'età sui 28 anni e che portava un pacco lungo una quarantina di centimetri e largo venti, avvolto in carta di giornale. Fra le 00:40 e le 00:45 un residente del luogo, tale James Brown, vide una donna — che poi riconoscerà come la Stride — a spalle al muro di una scuola all'angolo fra Fairclough e Berner Street. Un uomo teneva una mano contro il muro e l'altra inclinata sulla donna, che sembra aver detto «Non stasera, un'altra volta». Brown passando accanto alla coppia vide l'uomo e lo descriverà come <<non molto alto, di corporatura media con addosso un lungo soprabito>>. Verso le 00:45 Israel Schwartz, un immigrante ungherese ebreo, passò in Berner Street; arrivando all’altezza del cancello, dove sarà rinvenuta la Stride, vide un uomo fermarsi a parlare con una donna in piedi davanti al cancello. L’uomo cercò di trascinarla in strada, ma poi la spinse a terra sul marciapiede; la donna strillò tre volte, ma non molto forte come se non fosse spaventata. Schwartz per non farsi coinvolgere attraversò la strada e vide che dietro i due c'era un altro uomo che si accendeva la pipa. Chi aveva buttato la donna a terra lo vide negli occhi e gli gridò «Lipski!»; subito dopo l'uomo con la pipa inseguì Schwartz finché questi non corse spaventato. Arrivato all’arco della ferrovia, si voltò e vide con sollievo che lo sconosciuto aveva smesso di seguirlo. Da quanto poté riferire non seppe dire se i due uomini si conoscessero. Il testimone riconobbe all'obitorio quella donna "aggredita" in maniera così strana; l'"aggressore" fu descritto come <<sui 30 anni, altezza 158-165 cm, carnagione chiara, capelli scuri, baffetti castani, viso pieno, spalle larghe, vestito con giacca e pantaloni scuri, berretto nero con visiera, senza nulla in mano>>. L'ispettore capo incaricato dell'indagini, Frederick Abberline, scoprì che Libski molto probabilmente era un insulto. Probabilmente l'assassino vedendosi interrotto da una persona che, come scrisse Abberline, <<ha chiaramente l'aspetto di un ebreo>>, lo insultò per farlo allontanare. Magari l'altra persona con la pipa era anche lui lì per caso; vedendo l'aggressione si allontanò sulla stessa strada presa da Schwartz, che si sentì così inseguito. A conti fatti l'ispettore arrivò ad una conclusione: l'assassino non era un ebreo. Il 23 Ottobre si chiuse l'inchiesta della polizia: ancora una volta la giuria stabilì che era <<un delitto premeditato commesso da ignoti>>.
« Tutto a posto. Buona notte, vecchio galletto!
»all'agente che l'accompagnava all'uscita della stazione di Bishopsgate
Catherine Eddowes (Mary Ann Kelly) {separata, tre figli}
{quarta vittima accreditata a ‘Jack lo Squartatore’}
A.
Graisley Green - Wolverhampton (Inghilterra), 14.12.1842W. Londra - Whitechapel |"
Ripper's Corner" ¦ Mitre Square|, 30.09.1888 01:35-01:45distacco dell'arteria carotide sinistra RIP link
All'01:45 di domenica 30 Settembre 1888, un'ora-quarantacinque minuti dopo il ritrovamento del cadavere di Elizabeth Stride, l'agente di polizia Watkins ripassò in Mitre Square nel corso del suo giro di ronda. Nell'angolo sud-est, completamente buio, Watkins scorse qualcosa per terra; illuminando con la sua lanterna vide una scena raccapricciante: una donna era distesa schiena a terra in una pozza di sangue, la faccia girata a sinistra, le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani rivolte verso l'alto. La gamba sinistra era distesa e la destra piegata, i vestiti erano stati alzati fino al petto e facevano vedere uno ampio squarcio dallo sterno ai genitali. L'intero intestino era stato estratto e gettato sulla strada sopra la spalla sinistra della poveretta. A prima vista la gola era stata tagliata in maniera profonda; sulle labbra, le guance, l'orecchie c'erano delle profonde ferite. All'01:55 l'ispettore di turno alla stazione di Bishopsgate, Edward Collard, fu avvertito del ritrovamento di un nuovo cadavere forse attribuibile a Jack lo squartatore. Più o meno nello stesso momento furono avvertiti anche il medico della polizia, Frederick Gordon Brown, e un dottore, George William Sequeira, che aveva un ambulatorio poco lontano da Mitre Square. Alle 02:03 Collard, altri agenti, il dottor Sequeira erano sulla scena del delitto; immediatamente iniziò una perlustrazione nell'intero distretto. Alle 02:20 arrivò il dottor Brown ed esaminò il cadavere; poco dopo giunsero in Mitre Square anche figure di rilievo per la polizia londinese (i sovrintendenti McWilliam, Foster e il maggiore Henry Smith). Alle 02:35 il corpo venne tolto dalla strada per essere portato all'obitorio; sotto di esso un agente trovò tre bottoni, un ditale, una scatoletta con dentro due ricevute di pegno. Intanto al Golden Lane Mortuary fu fatto l'inventario di ciò che era addosso alla donna uccisa; mentre veniva svestita un agente notò che un pezzo del grembiule intorno al collo era stato tagliato. Alle 02:55 l'agente Lord trovò il pezzo mancante impregnato di sangue in un androne scuro di Goulson Street, a dieci minuti di cammino da Mitre Square. Sul muro sopra il punto in cui giaceva l’indumento, o meglio sull’ammattonato nero della strada, c'era questo messaggio scritto con del gesso bianco:
|
Gli ebrei sono gli uomini che Non saranno Benedetti per niente |
Questa scritta sicuramente alle 02:20 non c'era perché l'agente Lord controllando Goulson Street non aveva notato nulla. L'ispettore Halse arrivò sul posto e disse che la scritta andava fotografata per i confronti calligrafici. Mentre venne cercato un fotografo, Halse rimase lì insieme ad altri agenti. Però il sovrintendente Thomas Arnold appena informato della scritta decise che andava cancellata; così mando un ispettore a Goulson Street con una spugna. Alle 5 la scritta era ancora lì, Halse propose di metterci un telo davanti o cancellare la parola <<ebrei>> per non turbare gli abitanti del luogo. Ma il capo della polizia Charles Warren, giunto sul posto verso le 05:10, non volle sentire ragioni; alle 05:30 la cancellò di persona. In mattinata furono interrogati gli abitanti della zona casa per casa; nemmeno il pompiere di guardia alla stazione vicina alla piazza aveva udito niente. Alle 14:30 fu condotta l'autopsia sul cadavere ritrovato in Mitre Square; l'assassino aveva asportato il rene destro e anche metà dell'utero, però tagliato senza precisione. Anche stavolta non c'erano segni di rapporto sessuale, violenza o resistenza da parte della vittima. L'assassino doveva aver utilizzato un coltello affilato e appuntito lungo una quindicina di centimetri. Dopo averla stesa a terra, e in soli cinque minuti, la poveretta fu mutilata orrendamente. Il viso appariva completamente sfigurato, specie sugli occhi e le guance. Il lobo e il padiglione auricolare destri erano stato recisi obliquamente e la punta del naso era stata tagliata via; sotto ciascun occhio c’erano due tagli a 'Λ'. I dottori ipotizzarono che l'assassino non doveva avere conoscenze anatomiche superiori a quelle di un qualunque macellaio. Nonostante avesse compiuto quello scempio in massimo cinque minuti, non doveva essersi macchiato molto di sangue; il pezzo di grembiule strappato alla vittima gli era servito per pulirsi le mani e l'arma del delitto. Un certo John Kelly, leggendo il giornale del mattino, collegò le ricevute di pegno trovate vicino al cadavere con la sua convivente (che non vedeva dalle 14 del giorno prima). L'uomo andò subito dalla polizia e identificò il cadavere come quello di Catherine Eddowes. La donna era nata nel 1842 a Wolverhampton, città nel centro dell'Inghilterra a 230 km da Londra. Nel 1864 Catherine si sposò con un ex soldato dell'esercito irlandese, Thomas Conway. Nel 1880 la coppia si separò; la donna prese la custodia della figlia, mentre il marito dei due figli. A detta della figlia Annie, sua madre beveva e talvolta andava via da casa. Nel 1881 la donna andò a convivere con un facchino irlandese, John Kelly. Nel Settembre 1886 Annie, che nel frattempo si era spostata, decise di non vedere più la madre: andò in un'altra città e non gli lasciò l'indirizzo. Nel 1887 la donna entrò in un ospizio per indigenti di Whitechapel Infirmary per avere almeno un pasto caldo. Nel Settembre 1888 la coppia ricevette due ricevute di un banco di pegni a Londra per prendere una camicia da uomo. Il 27 arrivarono nella capitale e dormirono al Shoe Lane Casual Ward. Il 28 arrivò negli uffici della Central News, un'agenzia giornalistica cittadina, una lettera anonima. Questa missiva datata 25 risultò essere stata imbucata lo stesso giorno; il destinatario era il direttore dell'agenzia (‘The boss’ per l'appunto). Il mittente si firmò come Jack The Ripper, alla lettera ripper sta per "scucitore"; nella traduzione italiana diventerà "squartatore". Inizialmente fu ritenuto uno scherzo di pessimo gusto; poi il giorno dopo venne inviata per conoscenza a Scotland Yard. I poliziotti che si erano occupati degli ultimi tre omicidi (Martha Tabram, Mary Ann Nichols, Annie Chapman) la ritennero opera di un mitomane e quindi un falso. Nella mattina del 29 Catherine cedette in pegno i propri stivali per racimolare dei soldi; solo così la coppia poté fare colazione. Alle 14 la donna disse al compagno che sarebbe andata dalla figlia per farsi dare un po' di soldi; in un paio d'ore sarebbe stata di ritorno. Naturalmente non sapeva che dal 1886 Annie si era trasferita a sua insaputa da Londra a un'altra città. Alle 20:30 un agente in servizio vide una piccola folla davanti al numero 29 di Aldgate High Street; c'era una donna completamente ubriaca che non si reggeva in piedi. Alle 20:45 Catherine fu così portata al posto di polizia di Bishopsgate; il sergente di turno la mise in una cella per fargli smaltire la sbornia. Verso le 00:30 di domenica 30 per la prima volta la donna chiese quando poteva uscire. Alle 00:55 venne ritenuta abbastanza sobria e fu fatta uscire; però prima il sergente di turno pretese il suo nome e l'indirizzo. All'inizio la sconosciuta fece la difficile, ma poi si "arrese": Mary Ann Kelly abitante al 6 di Faschion Street. Quando un agente l'accompagnò all'uscita e gli chiese di chiudere la porta, lei replicò: «
Tutto a posto. Buona notte, vecchio galletto!». Alle 01:30 l'agente Watkings passò in Mitre Square nel suo giro di ronda e non notò nulla di particolare. Questa piazzetta poco illuminata si poteva raggiungere da tre viuzze larghe e scure; intorno c'erano magazzini, case disabitate e alcuni negozi chiusi dopo l'ore di ufficio. Alle 01:35 Joseph Lawende, un agente di commercio, uscì con due amici da un locale a pochi passi da Mitre Square. I tre videro un uomo davanti ad una donna molto più bassa; lei aveva la mano sul petto di lui; Lawende identificherà la Eddowes solo dal vestiario. Quindi è possibile che quella donna non fosse la vittima; comunque fu ricostruito un sommario identikit di quell'uomo: <<sui 30 anni, alto 1 metro e 75, carnagione chiara, baffi chiari, corporatura media, giacca sale e pepe, cappello con visiera di feltro, aspetto trasandato da marinaio>>. Alle 01:40 infine un altro agente di ronda arrivò fino a Mitre Square e riferì di non aver visto nulla. Nell'edizione del 1° Ottobre il Daily News pubblicò la lettera del “Caro direttore”. Sempre quel giorno fu imbucata e ricevuta una cartolina, ancora indirizzata al direttore della Central News Agency. In questa missiva lo sconosciuto fece riferimento al doppio delitto e al fatto che non aveva fatto in tempo a tagliare l'orecchie per darle alla polizia (in effetti una parte di un orecchio venne trovato vicino al corpo della Eddowes). Però il timbro risaliva al 1° Ottobre, quando abitanti e giornalisti del luogo erano già al corrente su molti particolari del duplice delitto. Il 4 sull'Evening News furono pubblicati i fac-simile della lettera e della cartolina. L'11 si chiuse l'inchiesta sull'omicidio di Catherine Eddowes; ancora una volta la giuria stabilì che era <<un delitto premeditato commesso da ignoti>>. Alle 13 del 15 Ottobre un uomo entrò in un negozio al 228 di Jubilee Street, Mile End Road; alla negoziante chiese l'indirizzo di George Lusk, impresario edile e capo del comitato di vigilanza costituito dai commercianti dell'East End il 10 Settembre. La negoziante suggerì allo sconosciuto di chiedere l'indirizzo al tesoriere del comitato; ma l'uomo preferì farselo dare direttamente da lei, poi l'annotò con la mano sinistra su un'agendina. Lo sconosciuto fu descritto come <<sui 45 anni, sul metro e ottanta, magro, capelli e baffi neri, carnagione olivastra, inflessione irlandese nella voce>>. Alle 20 del 16 Lusk ricevette una missiva con un pacchetto quadrato di otto centimetri di lato. Il testo della lettera, conosciuta come quella “Dall'Inferno”, è il seguente; invece il contenuto del pacchetto era alquanto macabro: mezzo rene umano conservato sotto spirito! All'inizio Lusk pensò a uno scherzo, ma altri membri del comitato di vigilanza lo convinsero ad andare al vicino studio medico. Dopo un primo esame, il dottor Reed consigliò di far valutare il macabro reperto al curatore del museo ospedaliero di Londra, dottor Thomas Openshaw. Questi dichiarò che il rene apparteneva ad una donna alcolizzata sui 45 anni rimosso da non più tre settimane. Durante l'autopsia sul cadavere della Eddowes, fu rilevato che l'unico rene rimasto — il destro — mostrava uno stadio avanzato della malattia di Bright; guarda caso anche il mezzo rene "spedito" era nella stessa situazione patologica. Infine particolare non da poco, un'arteria renale è lunga circa sette centimetri; cinque di questi erano rimasti attaccati nel corpo della vittima, mentre due erano nel rene "allegato" alla lettera. Qualche tempo dopo gli omicidi, queste lettere ed il mezzo rene sparirono dagli archivi di Scotland Yard, probabilmente vennero sottratti da qualche investigatore e conservate come macabro ricordo. L'agente Edward Watkins si ritirò nel 1896 dopo 25 anni di servizio nella polizia metropolitana. La prima lettera considerata allora autentica, quella del “Caro direttore”, fu rispedita anonimamente alla polizia nel 1988. La cartolina del 1° Ottobre e la terza lettera (quella “Dall'Inferno”) invece sono ancora disperse e ne esistono solo copie e fotografie.
OTTOBRE
« Ora sono pronto
»sera del 07.10.1958
Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli (Pio XII, Il Pastore Angelico)
260° Pontefice
{dal 02.03.1939}A. Roma |Palazzo Pediconi|, 02.03.1876 22:30
W. Castel Ganfolfo |Palazzo Pontificio| (Stato della Città del Vaticano) - [Roma], 09.10.1958 03:52
ischemia circolatoria, collasso polmonare, spasmo cerebrale RIP link
NOVEMBRE
« Va bene, caro. Vieni starai comodo.
»al suo "cliente"/assassino? mentre si avviavano nel cortile di Duval Street
MARY JANE KELLY
(Marie Jeanette Kelly, Fair Emma, Ginger and Black Mary)
prostituta
{quinta vittima accreditata a 'Jack lo squartatore'} {vedova}A. Limerick (Irlanda), 1863
W. Londra - Whitechapel |13 Miller's Court ¦ Duval Street|, 09.11.1888 03:30-04:00
dissanguamento per taglio della gola RIP link
La mattina di venerdì 9 Novembre 1888 John McCarthy, affittacamere e titolare di un negozio di candele, chiese al suo giovane aiutante, Thomas Bowyer, di andare al numero 13 di Miller's Court per farsi dare almeno una parte dell'affitto arretrato di mesi. Alle 10:45 il ragazzo arrivò davanti alla porta della piccola stanza che dava sulla corte anche se l'edificio aveva un unico ingresso al 26 di Duval Street. Bowyer bussò un paio di volte ma non ricevette risposta. Sapendo che una delle due finestre era rotta, scostò la tendina e vide uno spettacolo agghiacciante: il corpo di una donna — completamente squartato e ricoperto di sangue — era steso sul letto. Il ragazzo sconvolto corse a chiamare McCarthy, anche l'uomo vide quello scempio orribile e insieme corsero al più posto di polizia più vicino in Commercial Street. Alle 10:55 i due riferirono all'ispettore Walter Beck ciò che avevano visto; subito dopo un poliziotto fu mandato a casa del dottor George Bagster Phillips, medico di divisione della polizia. Beck, alcuni colleghi, McCarthy e Bowyer alle 11 erano di nuovo in Miller's Court. L'ispettore ordinò di chiudere il cortile: nessuno doveva entrare e uscire senza il suo permesso; inoltre fece iniziare le perquisizioni in tutto il quartiere. Il dottor Phillips arrivò alle 11:15, diede uno sguardo dentro e subito comprese che il corpo mutilato sul letto <<non aveva bisogno di assistenza immediata>>. Dato che erano attesi i segugi Phillips preferì non entrare nella stanza del massacro. Alle 11:30 arrivò anche l'ispettore Abberline che mandò un telegramma al capo della polizia Sir Charles Warren per avere i cani al più presto. Alle 13:20 arrivò sul posto il sovrintendente Arnold, il quale riferì che i cani non sarebbero arrivati e Warren si era dimesso in mattinata. Alle 13:30 Arnold ordinò di abbattere la porta, che fu trovata bloccata da un piccolo tavolo. Il dottor Phillips esaminò il corpo orrendamente mutilato della donna, Abberline fece l'inventario di ciò che era nella stanza. Fu subito notato che il fuoco del camino era bruciato a lungo, tra e ceneri ancora tiepide furono trovati resti di alcuni abiti da donna (probabilmente quelli di Maria Harvey che si era trasferita in un altro alloggio il giorno prima). Probabilmente l'assassino aveva bruciato gli abiti per alimentare il fuoco e vederci meglio; la mezza candela trovata nella stanza non doveva essere bastata. Il fuoco era stato così intenso da sciogliere il beccuccio di una teiera posta sulla grata. Il fotografo scattò varie immagini della stanza, del corpo mutilato e degli occhi, che spiccavano sulla viso scannato fino al mento. Allora si credeva che l'ultima immagine in vita rimanesse sulla retina della vittima; naturalmente queste foto — per di più orride a vedersi — furono del tutto inutili. Quel 9 Novembre si celebrava l'incarico di James Whitehead, il nuovo lord sindaco di Londra; saputa la notizia migliaia di persone si staccarono dalla parata in pompa magna e raggiunsero Dorset Street. I cordoni di poliziotti riuscirono a stento la calca dei curiosi, quando uscì la bara con i resti della donna e fu posta sulla carrozza (che fungeva da lettiga) la folla reagì con compostezza e commozione. Alle 15:50 il cadavere fu preso in custodia dall'obitorio della zona, il Shoreditch Mortuary. L'autopsia si svolse alle 07:30 di sabato 10; fra le tante mutilazioni subìte venne scoperto che il cuore era stato estratto dal pericardio, inciso in maniera chirurgica. Lo stesso giorno Joseph Barnett riconobbe dagli occhi e dai capelli di quel povero corpo martoriato la sua ex convivente, Mary Jane Kelly. In effetti la stanza al numero 13 di Miller's Court era affittata ad una giovane prostituta con quel nome; però lo stato irriconoscibile del cadavere aveva fatto venire dei dubbi che continueranno pure negli anni seguenti. Mary Jane Kelly nacque probabilmente nel 1863 a Limerick, una città dell'Irlanda; le notizie su di lei sono scarse: si sa che nell'infanzia si trasferì in Galles dove suo padre trovò lavoro in una ferriera. Nel 1879 Mary Kate si sposò con un minatore di nome Davies o Davis, che morirà tre anni dopo per l'esplosione di una mina. Nel 1882-83 la ragazza si trasferì a Cardiff e iniziò a prostituirsi; rimase quasi un anno in un ospedale per una malattia non meglio precisata. Nel 1884 si spostò a Londra, per due settimane accompagnò un "gentiluomo" a Parigi poi ritornò nella capitale inglese; da quel breve soggiorno parigino prese il soprannome di ‘Ginger’. L'8 Aprile 1887 incontrò Joseph Barnett, un operaio/facchino al Billingsgate Market di Commercial Street in Tower Hamlets. I due decisero di convivere e nel Marzo 1888 si trasferirono al numero 13 di Miller's Court, uno dei tanti alloggi affittati da John McCarthy; l'uomo — ufficialmente titolare di un negozio di candele — in realtà dava alloggio alle prostitute della zona. A Luglio Barnett perse la sua licenza di pescivendolo, apparentemente per furto: così per pagare l'affitto i due dovevano letteralmente fare i salti mortali. Il 30 Ottobre la coppia litigò furiosamente, Mary ruppe due vetri della finestra accanto alla porta, di cui per giunta avevano perso le chiavi. Non avendo soldi si erano adattati a aprire la porta direttamente dalla finestra. Nel pomeriggio dello stesso giorno Barnett lasciò Ketty perché non sopportava che si dovesse prostituire; l'uomo prese alloggio poco lontano. Il 5 Novembre una stiratrice, tale Maria Harvey, dormì con Mary Kelly; il 7 si trasferì al numero 7 di Duval Street. Quella notte la ragazza comprò una candela da mezzo penny nel negozio di John McCarthy. Nel pomeriggio dell'8 Maria Harvey si trasferì poco lontano; alle 17 anche l'inquilina di sopra lasciò libera la stanza. Barnett andò a trovare la sua ex verso le 19; ci parlò fino alle 19:45 e poi se ne andò. Alle 23:45 una prostituta, tale Mary Ann Cox, vide Mary Kelly con un "cliente" davanti alla porta. Sembrava ubriaca, lo fece entrare nella sua camera, accese la candela e iniziò a cantare Dolci violette. Alle 24 la Cox, uscendo di nuovo in strada, vide la luce accesa; Mary Kate stava ancora cantando. Alle 00:30 una vicina voleva lamentarsi di persona con l'improvvisata cantante, ma gli fu impedito dal marito. All'01:25 Elizabeth Prater, una prostituta che abitava esattamente sopra la stanza di Mary Kate, tornò dal negozio di McCarthy in cui si era intrattenuta una mezz'ora. Passando davanti alle finestre della camera non vide luci; quando si coricò 5' dopo non sentì cantare. Alle 02:00 George Hutchinson camminando per Commercial Street incontrò Mary che conosceva da qualche anno a cui fra l'altro aveva prestato dei soldi. La ragazza gli chiese qualche spicciolo, ma lui che era disoccupato non ne aveva; poi lo salutò e proseguì per Thrawl Street. Poco avanti si fermò a parlare con un uomo ben vestito; Hutchinson s'incuriosì e avvicinandosi poté poi descriverlo come <<34 o 35 anni, alto un metro e 60, carnagione scura, occhi e capelli scuri, baffoni all'insù; curiosamente teneva un pacchetto nella mano sinistra>>. Hutchinson sentì dire a Mary: «D'accordo», e lo sconosciuto rispose: «Tu andrai proprio bene per quello che ti ho detto». I due passarono accanto a Hutchinson che volle vedere dal basso quel tizio così ben vestito e distinto; questi gli rivolse un'occhiata minacciosa. I due proseguirono per l’accesso che conduceva a Miller’s Court. Intanto Hutchinson, indispettito, l'aveva seguiti a debita distanza. Sentì solo la ragazza dire: «Va bene, caro. Vieni, starai comodo»; l'uomo le mise un braccio intorno alla spalla, la baciò ed entrarono in Miller's Court. Alle 02:25 Sara Lewis stava attraversando Commercial Street e vide vicino al pub Britannia lo stesso uomo che la sera del 7 l'aveva avvicinata nonostante che fosse in compagnia di un amico. Lo sconosciuto stava parlando con una ragazza, vide la Lewis ma questi non fu sicura che l'avesse riconosciuta. Cinque minuti dopo la donna era in Miller's Court; sotto la pioggia vide un uomo che stava appoggiato al muro di un edificio sul lato opposto. Questo tizio era robusto, non molto alto, aveva un cappello nero in testa e sembrava che aspettasse qualcuno. Poco avanti nella corte vide un uomo e una donna, sicuramente ubriaca. La Lewis aveva chiesto ospitalità alla signora Keyler, che viveva in un appartamento al numero 2 di Miller's Court; dopo essere entrata si addormentò su una sedia. Quasi sicuramente l'uomo in attesa era Hutchinson, che come già detto rimase lì fino alle 3. Più o meno a quell'ora Mary Ann Cox ritornò al suo appartamento, dal pavimento non vide filtrare luci; anche se rimase sveglia non udì nulla di sospetto. Fra le 03:30 e le 04:00 si sentì un grido di donna, forse giovane, del tipo «All'assassinio [murder]!». Oltre dalla signora Lewis, questo grido fu udito da Elizabeth Prater (la prostituta che abitava sopra la camera di Mary). La donna verso le 03:45 fu svegliata dalla sua gattina, Diddles, che le camminava sul collo. In quel momento sentì gridare da una voce proveniente da molto vicino, probabilmente dalla direzione della camera sottostante. Ma non si preoccupò più di tanto anche perché non era affatto insolito sentire gridare all’assassinio. Questo grido non fu più udito. Alle 05:45 la signora Cox udì dei passi nel cortile, ma non sentì porte sbattere; forse era il poliziotto di ronda. Alle 8 Catherine Picker, una fioraia, voleva chiedere in prestito uno scialle alla Kelly; bussò alla sua porta ma non ottenne risposta. Una testimone asserì di aver parlato con Mary in mattinata; la ragazza disse di aver bevuto ed essere stata male perché solitamente era astemia. Probabilmente la testimone confuse il giorno, comunque venne ipotizzato che la poveretta massacrata fosse un'altra prostituta che ebbe la sfortuna di alloggiare lì. L'inchiesta della polizia per l'omicidio si aprì e si chiuse lunedì 12; ancora una volta risultò essere <<un delitto premeditato commesso da ignoti>>. Alle 18 dello stesso giorno Hutchinson fornì la sua testimonianza alla stazione di Commercial Street. Joseph Barnett fu subito arrestato e interrogato per quattro ore; sui vestiti non vennero trovate tracce di sangue e la perquisizione dell'alloggio diede esito negativo. Per la notte del delitto aveva un alibi non proprio di ferro: aveva giocato a carte fino alle 00:30 prima di andare a dormire. L'ispettore Abberline alla fine lo rilasciò. Mary fu sepolta nel cimitero cattolico di San Patrizio a Leytonstone nella 66ª tomba, 66ª riga, 10° lotto. Nessuno della famiglia poté essere rintracciato per il funerale. Joseph Barnett |vita ¦ pro e contro sulla presunta colpevolezza| si sposò, morì nel Novembre 1926 all'età di 68 anni tre settimane e mezzo dopo la moglie.
DICEMBRE
« Shakespeare, arrivo! »
Theodore Herman Albert Dreiser
(Theodore Dreiser)scrittore e poeta
A. Terre Haute (Indiana: Usa), 27.08.1871 08:30
W. Los Angeles - Hollywood, 28.12.1945
attacco cardiaco RIP link
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